"Per alcuni questo disco potrebbe essere una delusione. Ma la verità è che si tratta di un album più che dignitoso, anche se al di sotto delle aspettative. Forse però l’importante era rimettere in moto la macchina e ricarburare ispirazione ed equilibri interni ai Notwist. Per la pole position l’appuntamento è soltanto rimandato.""Se non fossimo più che convinti circa la nobiltà degli intenti, penseremmo a The Devil You + Me come al classico esercizio di stile condito con qualche contentino, giusto per onorare un obbligo con l’etichetta discografica."
"Stucchevoli ripetizioni di idee."
"Se invece i Notwist vi piacevano davvero alla fine andrete avanti a testa alta. Senza troppe emozioni, ma a testa alta. L`eccellenza è ben altro, come ben altro è la qualità aurea. Ma nel marasma odierno The Devil You + Me mica sfigura. Perchè qualche pezzo dignitoso lo ha, la furbiza pop è lasciata da parte per potenziali fulgori folk elettro/elettrici ed il particolare viene sempre curato. Senza troppo ardire, va detto, e senza nemmeno grande ispirazione. Ma nell`ambito, che resta il solito, c`è molto di meglio in giro?"
"I problemi vengono fuori quando il copione finisce pericolosamente per ripetersi senza melodie irripetibili."
Ed invece i Notwist ieri sera hanno pronunciato a pieni polmoni un grosso vaffanculo a tutti i critici da cameretta che magari neanche ascoltano i dischi che recensiscono però stroncano The Devil, You + Me, tanto poi c'è sempre Carlo Pastore garanzia di qualità che ormai è sceso ad un livello tale che intervista i dARI e chiede al tastierista se il suo look lo ha concepito da solo – no, lo ho concepito io perché avrei sempre voluto essere come lui, biondo ossigenato e tastierista. Che poi ognuno la può pensare come vuole perché siamo nella Casa delle Libertà e facciamo un po' come cazzo ci pare, però stroncare i Notwist e poi sbavare per i Ting Tings, i Ministri, i Numero 6 o i Glasvegas non è cosa buona e giusta, bisogna avere il coraggio di ammetterlo.
Comunque quello di ieri sera è stato un concerto di quelli che ti ricorderai anche tra dieci anni, con una band che non si è solo limitata ad suonare uguale a come suona su disco, ma è riuscita pure a suonare diverso, a cambiare, a rendere i propri brani irriconoscibili eppure molto familiari. I Notwist hanno pescato soprattutto dall'ultimo, favoloso The Devil, You + Me, ma anche dal penultimo, favoloso Neon Golden e dal terz'ultimo, favoloso Shrink e ciò che ne è venuto fuori è stato un flusso di coscienza che ha avuto come unico filo conduttore la figura drammatica del programmatore Martin Gretschmann a.k.a. Console, che devo ancora capire come faccia a controllare le sue diavolerie elettroniche utilizzando i controler per la Nintendo Wii però senza di lui il gruppo non è praticamente nulla.
I Notwist sono un gruppo immenso, e mi viene da piangere al solo pensiero di aver visto un concerto del genere. I Notwist non sono umani.
Concerto dell'anno, tra l'altro.






















