05 luglio 2009

FALCE E MARTELLO, FECCIA E RUTELLI


Il gossip danneggia l'Italia, dice il Presidente del Senato Renato Schifani. E dunque stop al gossip sul Presidente Berlusconi, e parliamo di politica lasciando fuori tutto ciò che non rientra in questo ambito. E dunque, non parliamo di ragazze fanno carriera solo perché sono state brave ai festini organizzati dal Premier e di ragazzi che si fanno il culo per portare a casa un misero stipendio nonostante le loro capacità meritino di essere premiate in ben altro modo ed in ben altro luogo.
Parliamo di Rutelli e dei suoi Liberi Democratici. Più o meno è successo questo: Rutelli ha messo su un partito dentro al partito, ha organizzato un congresso che puzza tremendamente di scissione immaginaria ed ha concluso che appoggerà Dario Franceschini, a condizione che vengano accolte le sue due richieste (che, nonostante i bei giri di parole usati per spiegarle, più e meno “sono programma compatibile con i suoi obiettivi” e “posti che contano nella dirigenza del partito”). Francesco Rutelli sembra il Lamberto Dini dei tempi d'oro (quello che poneva le condizioni per garantire il suo appoggio al governo Prodi pur non essendo più in grado di spostare un solo voto sul territorio nazionale) e dovrebbe andare a spalare merda. Non ha ancora capito che non esiste più, immagina di essere ancora un leader e di contare qualcosa, ma non conta un cazzo e probabilmente non lo caga più nemmeno sua moglie Barnaba Palombelli. Ovviamente il povero Franceschini non ha rifiutato il sostegno dei Rutelliani/teodem in Alfredo Romeo, ed appare chiaro che le primarie del prossimo ottobre saranno come quelle dell'ottobre 2007: una gigantesca operazione di vertice imbastita ad arte da una dirigenza composta per lo più da morti viventi che cercano un'occasione per salvarsi/restare a galla/mantenere il culo sulla poltrona.

Berlusconi? Teniamocelo così la gente ha una scusa per votarci. Lo sconfiggeremo politicamente, non con il gossip. / Anzi no, non lo sconfiggeremo per nulla, perché siamo una classe dirigente che ha dimostrato di non saper governare e se vinciamo dobbiamo governare per forza, e sarebbe spreco di tempo e fatica. E se poi la gente vota Di Pietro? Sono voti nostri, ce li riprendiamo quando vogliamo. Tanto comunque abbiamo sempre gli anziani in Emilia, Umbria e Toscana che ci votano, il posto in Parlamento è garantito. Anche perché non esiste più il voto di preferenza, le liste sono bloccate e non abbiamo mosso un dito per cambiare questa terribile legge elettorale, che sarà pur terribile ma ci fa terribilmente comodo perché se la gente dovesse eleggere chi vuole non non verremmo più eletti.

Vista la piega degli eventi, il Partito Democratico, oltre ad avere un simbolo orribile, si sta rivelando un partito destinato all'estinzione – che potrebbe essere molto più rapida del previsto. A meno che Ignazio Marino...

01 luglio 2009

L'APPARATO DIGERENTE

Da qui al G8 stop alle polemiche, dice il Presidente Giorgio Napolitano.
Ed io mi attengo strettamente alle sue indicazioni e la smetto fare polemica. Basta parlare male di Silvio Jackson e dei festini che si tenevano nella sua tenuta sarda di Neverland, che gli italiani vorrebbero essere tutti al suo posto e chi parla male di lui infanga l'immagine internazionale dell'Italia. La smetto pure di parlare male dell'opposizione, che vorrebbe tanto poter partecipare ai festini nella tenuta sarda di Neverland ma non può e non deve, altrimenti poi Pansa e Polito ci restano male. Non dirò mai che è Debora Serracchiani ha 10, 100, 1000 volte ragione, che bisogna spazzare via (possibilmente a calci in culo) un intero gruppo dirigente che ha oltrepassato la soglia del ridicolo ma che non si fa da parte nonostante negli anni non abbia fatto altro che collezionare sconfitte, Bicamerali, giri in barca e banche del partito. Non dirò mai che Pierluigi Bersani doveva candidarsi due anni fa ed ora solo andare a friggere patate nelle cucine della Festa de l'Unità di Bologna, perché chi non ha le palle per candidarsi andando contro agli apparati di partito non può certo candidarsi ora facendo credere di non essere appoggiato dagli stessi. Non dirò mai che invidio Capezzone perché ora che viene pagato a cottimo per fare propaganda in tv per Silvio Jackson guadagna un sacco di soldi.
Non dirò nulla. Parlo di altro.

Come farà Bob Sinclar ad indovinare ogni anno la hit dell'estate? È quasi più paraculo di Moby (che a quanto pare è appena uscito un bel disco ma intanto ha rispolverato gli ometti che popolavano i suoi video di dieci anni fa, non si sa mai che la gente si sia scordata di Play) ma ci piace così. I fasti di Gym Tonic e I Feel For You sono ormai un lontano ricordo però intanto non è estate se Bob Sinclar non piazza un singolo killer in grado di spazzare via la concorrenza erigendosi a simbolo di una stagione, un'altra estate che se ne va ed io qui che mi ritrovo da solo a pensare all'aborto (cit.). Ed io non posso che gradire i singoli killer di Bob Sinclar, ed ogni estate è sempre festa perché arrivano i singoli killer di Bob Sinclar.
Quest'anno è il turno di La La Song. Non sarà quel capolavoro metapop che risponde al nome di World Hold On, però è la classica hit che si stampa nel cervello, ti aggredisce i neuroni (ed anche le sinapsi) e non esce più – almeno fino al momento in cui l'estate finisce ed iniziano a cadere le foglie. Ha riesumato la Sugarhill Gang, ha riesumato un crossover dance-hip hop altamente populista ed anche per quest'anno ha vinto. La pop song definitiva dell'estate è questa, ideale per fare brutta figura con gli amici suonandola a tutto volume nell'autoradio dopo aver opportunamente abbassato i finestrini.

È chiaro che l'evento dell'estate resta il concerto Animal Collective-Tv On The Radio a Ferrara Sotto Le Stelle il 21 Luglio, ma questo è un altro discorso.
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28 giugno 2009

RINGRAZIO dIO DI ESSERE VISSUTO NELLA TUA STESSA EPOCA (cit.)

Nel ringraziare le migliaia di persone che in queste tristi giornate di fine giugno hanno preso d'assalto queste pagine per cercare cose a caso come “maicol gecson”, “canzoni di maicol gecson”, “michael jackson fa luce” e “silvio berlusconi naked pics”, mi permetto di fare alcune riflessioni – che tanto queste pagine sono mie ed ogni tanto posso permettermi di essere totalmente autoreferenziale, cazzo.

Son tre giorni che Mtv dedica l'intera sua programmazione a Michael Jackson. Video, speciali, interviste, videomessaggi, sms da casa, marchette... tutto in memoria del re del Pop, una sorta di apoteosi in onore di un personaggio che era decaduto/deceduto ormai da cinque (otto?, dieci?) anni e che sopravviveva artisticamente solo in filmati d'epoca simbolo di un passato che fu e purtroppo per lui non sarebbe più tornato. Assistendo impassibile al triste spettacolo, vien perfino da pensare una cosa: ma quando morirà Silvio Berlusconi (si spera più tardi che mai, altrimenti senza il Joker d'Italia chi riuscirà più a farci ridere? Chi ci renderà più allegre le giornate con filmati esclusivi relativi a feste esclusive sniffing tra le cosce di bambine esclusive?) cosa succederà? Che faranno in tv? Credo che dovremo sorbirci due settimane di spezzoni di filmati relativi ai suoi incontri con i Grandi della Terra, i trionfi del Milan, i figli neri di Baresi (uno di Gullit ed uno di Weah), i trionfi elettorali, le toghe rosse, Iva Zanicchi, le canzoni con Apicella, il Contratto con gli Italiani sulla scrivania da Vespa, Giacomo Crosa, Giuliano Ferrara che presenta Lezioni d'amore ecc. ecc., ma non ne sono così certo. Magari si vedranno solo parate militari et similia. Chi vivrà vedrà.

Michael Jackson. Maicol Gecson, dicevo. È morto, ed è questa la morte la morte simbolo degli Anni Zero. Non si scappa. Gli anni settanta hanno avuto John Lennon e Ian Curtis, gli anni ottanta hanno avuto Freddie Mercury, gli anni novanta Kurt Cobain e Bettino Craxi. Fino a qualche giorno gli Anni Zero non avevano ancora avuto alcun morto da poter ergere a proprio simbolo assoluto, ma Jacko pare proprio la figura ideale per rappresentare degnamente questi anni, la più tragica, la più vera. In fondo questo decennio fondamentalmente è un decennio che non fa altro che riproporre cose già viste e sentite in passato rielaborandole per renderle digeribili anche alle nuove generazioni, e cosa potrebbe ergersi a simbolo se non la morte di un personaggio come Michael Jackson, un uomo che provava disperatamente ad inseguire i fasti del suo passato ed è stato schiacciato dai demoni di un passato che non riusciva più a raggiungere? Un uomo che aveva venduto milioni e milioni di dischi e provava a riemergere in un'epoca in cui nessuno compra più musica e i dischi stanno sparendo, sostituiti da files musicali? L'ultima vera stella del firmamento musicale, che provava a riproporsi in un'epoca in cui esistono solo stelline che indovinano un singolo e sono già in orbita, ma dureranno solo una stagione e verranno sostituite da altre stelline, altri replicanti che ripropongono qualcosa di già visto e sentito senza che nessuno se ne renda veramente conto. Ci mancherà, ma ora piantiamola con l'intera programmazione di Mtv dedicata a lui.

26 giugno 2009

LA GENTE ALTA OSCURA LA VISUALE ED INFRANGE LA MORALE



Credevo che non esistessero più le persone molto alte che vanno ai concerti, invece ho potuto appurare che esistono ancora, ed oltretutto ti si piazzano davanti a suon di spintoni e se osi dire qualcosa ti dicono che sono di Ferrara e devono fare le foto dell'evento per mandarle a non so chi (probabilmente alla loro mamma). Personaggi odiosi, ma niente paura: il chewing gum nei capelli è la soluzione finale che guarisce ogni male.

Fatta questa dolorosa ma doverosa premessa, parliamo di cose ben più importanti.

Il responso del concerto di mercoledì scorso è stato inequivocabile: gli Editors valgono nonostante il loro cantante Tom Smith sia una delle persone più insopportabili che io abbia mai visto. Sanno suonare bene, il loro set è stilisticamente perfetto ma non per questo sembra freddo e calcolato. Hanno cuore e ci credono, il che non è poco. Non sempre mi hanno convinto su disco, dal vivo temevo l'effetto Interpol ma sono stati una grossa sorpresa. Quanto a Tom Smith, me lo aspettavo sborone, ma non a quei livelli: ha atteggiamenti da divo tipo quelli di Freddie Mercury, però ha una gran bella voce e sa cantare (tranne quando cerca di fare gli acuti in falsetto, ma questo è un altro paio di maniche).

Discorso a parte per i Klimt 1918. Che ci facevano lì? Sembrano Nek che prova a suonare cover dei Joy Division con risultati altalenanti, e soprattutto non hanno un pezzo loro. Non è questione di scarsa originalità/prendere ispirazione dai maestri/imitazione/scopiazzatura, qui si tratta di plagio. Credo di aver sentito addirittura Valvonauta dei Verdena, ma soprattutto ad un certo punto è sbucato fuori un ritornello identico a Se telefonando - musiche di Ennio Morricone, testo di Maurizio Costanzo, canta Mina Mazzini. Da piegarsi in due dalle risate, sono il gruppo gag definitivo – almeno fino a quando i Bloc Party saliranno sul palco di Ferrara Sotto Le Stelle e ristabiliranno le gerarchie come si conviene ad una band del loro calibro. Han suonato poco, ma è bastato per far capire alla gente che sono roba buona per il Mi Ami e non per palchi prestigiosi come quello di Ferrara. L'ho detta.

EXIT: LIGHT / ENTER: NIGHT / TAKE MY HAND / WE'RE OFF TO NEVER-NEVERLAND


Va bene, è morto Michael Jackson e siamo tutti più tristi e più soli, più umani e più veri.

Ma che la morte di Jacko non diventi una scusa per oscurare le ultime disavventure del Michael Jackson italiano.

Jacko è morto ma non sottovalutiamo il fatto che D'Avanzo su Repubblica ha posto al Premier queste ulteriori dieci domande:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
Quante volte ha avuto modo d'incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?

2.
Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?

3.
Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano "papi"?

4.
Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le "squillo" che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l'abbiano reso vulnerabile, cioè ricattabile - come le registrazioni di Patrizia D'Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?

5.
E' capitato che "voli di Stato", senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

6.
Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?

7.
Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?

8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l'opinione comune considera inadatto al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?

9.
Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?

10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

D'Avanzo e gli italiani non riceveranno mai alcuna risposta, ma vuoi mettere la soddisfazione?


A questo punto una undicesima domanda sorge spontanea:

11. Signor presidente, secondo lei come si sentivano quelle povere ragazze quando venivano da Lei costrette a sorbirsi interminabili documentari che mostravano i suoi incontri internazionali, gli innumerevoli trionfi del Suo governo, i figuranti che cantavano Meno male che Silvio c'è, le immagini delle sue proprietà et altri interessanti aspetti della sua vita pubblica/privata? E se sottoponessero lei ad una Cura Ludovico di tale portata, come la prenderebbe?


MICHAEL JACKSON R.I.P.



Si chiude un'epoca: è morto Michael Jackson, a modo suo il re del pop.
Ricordiamolo così.

23 giugno 2009

SPACEMAN I ALWAYS WANTED YOU TO GO / INTO SPACE MAN (INTERGALACTIC CHRIST)




Che figata: domenica sera ho visto Graziano Cecchini aggirarsi con passo felpato per le vie di Ferrara. Sembrava la Pantera Rosa – anzi, la Pantera Nera (pessima battuta la mia, roba degna del peggior Pippo Franco). Dopo una intera giornata trascorsa smanettando con Virtual Dj per creare mixtapes dal valore artistico pari a zero ho creduto di avere le allucinazioni, solo che in realtà non erano allucinazioni ma era il mondo reale. Il paese è reale e quello che ho visto era davvero Graziano Cecchini che, come annunciato nei giorni scorsi dal sempre informatissimo Estense.com, è sceso a Ferrara per colorare di azzurro le acque del Castello di Ferrara in caso di vittoria al ballottaggio del candidato sindaco destroide Giorgio Cagotto (purtroppo per qualche inspiegabile motivo il correttore automatico di Microsoft Word® continua a correggere e a scrivere Cagotto, dunque scrivo Giorgio Cagotto e non se ne parli più), il suo candidato prediletto. Il Cecchini indossava una tutina in spandex® da vero gonzo ed aveva un grosso sacco sulle spalle, sacco che probabilmente conteneva qualche chilo del colorante azzurro puffo che veniva utilizzato negli anni ottanta per confezionare i gelati gusto puffo (gelati purtroppo fuori produzione da troppo tempo, avevano un sapore indefinibile e soprattutto quando andavi in bagno ti permettevano di stupire la mamma facendo gigantesche cacche verde mare. Sulle sostanze usate all'epoca per fabbricarli dovrebbe indagare Roberto Saviano), ed era molto affaticato ma aveva il sorriso sulle spalle, segno che alla vittoria di Giorgio Cagotto ci credeva sul serio. Credeva nella svolta per entrare da protagonisti nella Storia, e non è poco.

E per un attimo l'ho pure visto allo Zuni (oppure da Zuni, come si usa dire a Ferrara) in occasione del concerto di Ariel Pink e dei suoi Haunted Graffiti, ma poi è corso via e si è dileguato nel nulla. Forse era già in missione, un'altra memorabile impresa questa volta da realizzare in terra estense.

Comunque, nonostante la presenza/assenza di Cecchini gli Ariel Pink's Haunted Graffiti hanno spaccato, e non poco.

Dal punto di vista estetico Ariel Pink sembra:

(in ordine crescente)

  • le scarpe che indossava durante il concerto di domenica, un misto tra le ciabatte da fornaio del Dr. Scholls pittate di nero, gli anfibi del Dr. Martens, le Croqs e le Spadrillas in da mist;
  • Ozzy Osbourne in versione reality show di Mtv sul suo ménage famigliare/ménage familiare/comecazzosiscrive (in sostanza, quell'uomo che c'è talmente rimasto da non riuscire nemmeno più ad usare il telecomando della tv satellitare, figurarsi a comporre canzoni per un album nuovo decente);

  • il figlio di Ozzy, se questo fosse un fricchettone dedito all'uso di droghe sintetiche invece di essete un ciccione alcoolizzato dedito a sperperare i soldi di papà presenziando a feste et altri eventi mondani di dubbio gusto (praticamente la versione maschile di Paris Hilton opportunamente dopata con droghe sintetiche fabbricate nei laboratori clandestini dell'ex Jugoslavia);

  • Brian Mongo dei Placebo quando al festival di Sanremo ha distrutto la chitarra causando un malore al parrucchino di Pippo Baudo;

  • Mick Jagger, se Mick Jagger avesse ascoltato tonnellate di garage rock, colonne sonore del film la Febbre del sabato sera, dischi minori degli Iron Maiden, dischi minori di Robert Wyatt (ammesso che esistano dischi che possano considerarsi dischi minori di Robert Wyatt);

  • Phil Anselmo post overdose, 1996 circa quando ha deciso di farsi crescere i capelli e li portava di media lunghezza e soprattutto molto unti;

e musicalmente i suoi Haunted Graffiti ovviamente risentono di queste molteplici ed eterogenee influenze. Roba da farti sanguinare le orecchie per quanto è rumorosa, roba che a volte sembrava i Bee Gees che suonavano cover degli Iron Maiden che suonavano cover di Ozzy che suonava cover di Robert Wyatt ecc. ecc., ed altre sembrava semplicemente Daniel Johnston suonato al doppio della velocità da un fornaio con gli anfibi ai piedi durante il turno lavorativo del venerdì sera. Tutto suonato/cantato con l'aria di chi passa lì per caso e sta partecipando ad un karaoke, come un soundcheck che si trasforma in un concerto e nessuno ha nulla da ridire. Mancava solo il codino di Fiorello, ma gli Ariel Pink's Haunted Graffiti sono entrati ugualmente nella galleria dei miei idoli totali.


Il concerto è finito davvero troppo presto, ma non prima di riservare un clamoroso colpo di scena: a sopresa (ma non troppo, visto che già immaginavo che un uomo del genere avrebbe compiuto una prodezza del genere) Ariel Pink si è introdotto nei bagni del locale portando con sé il microfono per cantare una, due, tre canzoni rimanendo comodamente nascosto lì dentro. Tutto molto bello, tutto molto esilarante, solo che Ariel Pink ha disturbato il povero Graziano Cecchini che era seduto seduto sulla tazza e spingeva come un forsennato per colorare di azzurro le acque. Aveva la cacarella delle occasioni che contano, il Cagotto delle Libertà, e stava già festeggiando in anticipo il trionfo di Giorgio Cagotto al ballottaggio.

Non è dato sapersi come sia terminata la disputa Ariel Pink-Graziano Cecchini. Le autorità di pubblica sicurezza stanno ancora facendo tutti i rilievi necessari alla risoluzione del caso, ed a breve Estense.com farà sapere di più riguardo agli sviluppi della vicenda.

20 giugno 2009

HO DISISTIMA TOTALE NEI CONFRONTI DEL SUO GIORNALE DUNQUE NON RISPONDO

Il Popolo è una cosa sola con Silvio Berlusconi. Noi siamo una cosa sola con lui. Gli attacchi contro di lui sono attacchi contro di noi. La sua battaglia per la libertà è anche la nostra. Il suo impegno per cambiare l'Italia è lo stesso che ci anima. Questa unità nessuno la potrà scalfire e rispetto ad essa non faremo nessun passo indietro.
È evidente che esiste un complotto contro il presidente del Consiglio. Si parlava di foto di un finto matrimonio del Presidente con una ragazza, le foto sono uscite ed è venuto fuori che non si trattava del Presidente ma di due giovani figuranti venuti lì per allietare i presenti, dunque è un complotto. Berlusconi è innocente e resisterà, e continuerà a divertirsi a feste e festini dove, per quantità di donne seminude ed altre polveri e polverine che non stiamo qui ad elencare, sembra di essere sul set di un qualunque video gangsta rap metà anni novanta.
Festini, ma quali festini? Chi ha mai parlato di festini? Non è successo nulla, è una bufala mediatica. Il Conte Igor Marini, quello sì che era un testimone attendibile. Telekom Serbia, quella sì che era una truffa ai danni dello stato organizzata dai comunisti che non mangiano più i bambini ma mangiano i soldi dello Stato. Mica come Silvio che paga tutto di tasca sua, voli di Stato compresi.
C'è un'area (un ben preciso gruppo editoriale, che ha aperto la strada anche alla ''concorrenza''), rispetto alla quale il Pd svolge una funzione gregaria e servente, che ha un totale disprezzo del voto espresso dagli italiani, e che ha deciso un attacco selvaggio, una vera e propria caccia all'uomo contro il premier Berlusconi. È bene che i cittadini lo sappiano: è in corso un'operazione di chiaro sapore antidemocratico, che va denunciata e battuta. Un'operazione su larga scala, che parte dall'enorme potenza mediatica della sinistra italiana per arrivare ad Obama, Zapatero, Sarkozy, Fidel Castro, Hugo Chavez e l'Ayatollah Khamenei, coinvolgendo Repubblica, L'Unità e tutti i giornali esteri manovrati dai comunisti. Lo stesso arrivo in Italia del dittatore libico Gheddafi è stato un chiaro tentativo di screditare Berlusconi a livello internazionale. Siamo in pericolo, è ora di agire per salvare l'Italia.
Invece di minacciare denunce e accusare il Presidente del Consiglio, l’on. D’Alema e tutti gli altri esponenti del Pd che in questi giorni avrebbero dovuto tacere e non rilasciare dichiarazioni di dubbio gusto, farebbero bene a riflettere e a chiedere scusa per l’assoluta assenza di moralità del loro modo di fare politica e di tentare di scalzare il Presidente del Consiglio con sistemi che nulla hanno a che vedere con un’opposizione seria che affronta il merito dei problemi e non si attacca a gossip e spazzatura.
D'Alema avrebbe dovuto tacere, ma come al solito quando si tratta di fare un favore a Berlusconi non si risparmia ed allora ha spifferato tutto, rovinando la sorpresa e permettendo ai ciambellani di corte di fare la parte delle vittime. Quando sei a libro paga di Berlusconi capita questo ed altro (discorso che vale sia per i ciambellani che per D'Alema).
Quando Berlusconi morirà (politicamente, s'intende) ci saranno due vedove inconsolabili: D'Alema e Veltroni, che non avranno più la loro ragione di essere e non sapranno più che fare per mantenere il loro sistema di potere. E solo allora potrà esserci un vero cambiamento nella sinistra italiana e nell'Italia tutta. Tra poco forse potremo ballare sulle macerie del berlusconismo, vediamo di non salvargli il culo un'altra volta.


17 giugno 2009

LA GIOVENTÙ ESTENSE È PIÙ FORTE DELLE BOMBE E SFIDA LA DIFFIDA


Ho visto persone sfoggiare i tatuaggi più brutti di sempre. Dovrebbero vietare per legge i tatuaggi alle persone che non sanno cosa farsi tatuare e scelgono il disegno sui cataloghi un minuto prima di iniziare. Beati loro che non hanno pudore alcuno verso la loro stessa persona.

Ho visto persone comprare l'Iphone ed abbonarsi alla versione web de Il Resto del Carlino per leggerlo durante gli spostamenti in treno ed arrivare al lavoro informate. Beato chi si vanta con le ragazze di compiere tutti i giorni imprese del genere.

Ho visto persone andare incontro al loro destino sfogliando City, Leggo, Metro et altro ciarpame maleodorante che qualcuno si ostina a chiamare free press. Le ho viste scivolare sicure come ghiaccio verso il mare, sembrava conoscessero il segreto del passo di chi non torna più indietro – soprattutto perché stavano leggendo mentre camminavano e notoriamente le automobili non guardano in faccia a nessuno, nemmeno a chi legge giornali-spazzatura mentre cammina. Beati loro che hanno un coraggio da leone. Leone Di Lernia, soprattutto.

Ho visto Giorgio Dragotto. È un ciclone. Anzi, è un ciccione un po' pelato non me lo son mai cagato, Dragotto. Spara un sacco di cazzate, le più grosse mai sentite, Dragotto. Torna in Polonia, vai in Patagonia, però intanto a Ferrara è arrivato al ballottaggio ed ha buone possibilità di vittoria. Lo ha detto Estense.com, e se lo dice Estense.com vuol dire che è vero. E vittoria significherebbe un'incursione del fenomeno da baraccone protofuturista Graziano Cecchini, che in caso di vittoria colorerà di azzurro le acque del Castello Estense. Chi c'è dietro Graziano Cecchini? Da dove viene? Chi lo manovra?
Nessuno, direi. Purtroppo per lui Cecchini è così di natura, però la città di Ferrara non merita un'onta del genere - anche perché Dragotto sindaco significherebbe addio a Ferrara Sotto Le Stelle, che verrebbe sostituita da Ferrara Sotto la Stele, un festival socio-culturale fondamentalmente basato sulle esibizioni di mostri sacri come Al Bano, Iva Zanicchi, Mariano Apicella, Dj Francesco, Franco Baresi ed di un redivivo Don Luigi Giussani, risorto per verificare che gli appalti per la ricostruzione di Ferrara dopo cent'anni di dittatura comunista finiscano tutti in mano alla Compagnia delle Opere.

A questo punto, tanto vale votare Tagliani anche solo per il fatto che è identico a Tim Harrington dei Les Savy Fav. È preciso dovere di ogni persona di sinistra, interessata a salvaguardare un'idea di GIUSTIZIA e di DEMOCRAZIA assennate ed attente, ATTIVARSI per frantumare ogni aspirazione di questa destra. Dobbiamo seppellirli, per bene, ed a seguire pisciare sulla loro tomba (cit.), anche solo per salvare Ferrara Sotto Le Stelle dall'attacco delle destre

Tra l'altro, Ferrara Sotto Le Stelle parte ufficialmente il 18 giugno – anche a dire il vero ci sono state alcune gustose anteprime tipo Yo La Tengo il 31 maggio e il tributo a Nico il 10 maggio.

Ad ogni modo, il programma è questo:

AMADOU & MARIAM
Giovedì 18 giugno - Unica data italiana
Ingresso gratuito

EDITORS
Mercoledì 24 giugno - Unica data italiana.
Posto unico euro 22

PAOLO CONTE
Sabato 27 giugno
Platea 1° ordine, posti a sedere numerati: euro 60; platea 2° ordine, posti a sedere numerati: euro 50; Posti a sedere non numerati: euro 40.

BLOC PARTY + WHITE LIES | BANDS APART festival
Mercoledì 15 luglio - Unica data italiana
Posto unico euro 25

TV ON THE RADIO + ANIMAL COLLECTIVE | BANDS APART festival
Martedì 21 luglio - Unica data italiana
Posto unico euro 20

JÓHANN JÓHANNSSON
Domenica 5 luglio - Unica data italiana
Cortile del Castello Estense
Ingresso gratuito

MASSIMO VOLUME feat. FAUSTO ROSSI
Sabato 11 luglio
Ingresso gratuito

SCOTT MATTHEW
Venerdì 17 luglio
Ingresso gratuito

DAVID BYRNE
Songs of David Byrne and Brian Eno
Mercoledí 22 luglio
Posto unico euro 30

Come ogni blogger che si rispetti, in un impeto di autoreferenzialità repressa annuncerò via via la mia presenza o la mia assenza agli eventi in questione. Per ora anticipo solo che quasi quasi il 15 luglio vien voglia di saltare i Bloc Party per andare a Padova a sentire i Prodigy che continuano a suonare sprezzanti del ridicolo avendo come solo ed unico scopo quello di pagarsi il metadone, ma non ci andrò perché i Prodigy mi piacevano quando si facevano come intillimani e poi perché, nonostante i benpensanti siano soliti affermare il contrario, ancora una volta Ferrara Sotto Le Stelle è imperdibile. Che ci provino loro ad organizzare una cosa del genere.