13 giugno 2008

NO RAGE AGAINST THE CASH MACHINE

In Italia c'è grandissima attesa per quello che senza ombra di dubbio si annuncia come l'evento musicale dell'anno: il ritorno dei Rage Against The Machine in concerto nel nostro paese. La leggendaria band americana, spinta sicuramente da passione politica e voglia di cambiare il mondo ancora una volta, si è riformata di recente e sarà da noi per un'unica, attesissima, data a Modena il 14 giugno. I biglietti sono da mesi e mesi in vendita su internet e temo che saranno ormai esauriti, per cui chi è interessato dovrà per forza rassegnarsi a sganciare un bel pacco di euro ai bagarini per assicurare la propria presenza all'imperdibile appuntamento che cambierà l'Italia.
Per quanto mi riguarda, io non ci sarò per niente al mondo, e mai concerto fu mancato più volentieri. Nonostante i Ratm siano stati un gruppo molto importante per me e per la mia formazione cultural-musicale, giudico del tutto inutile (se non dannosa) questa reunion. Sono bolsi e datati (i loro progetti post-scioglimento stanno tutti lì a dimostrarlo – soprattutto il fantomatico disco solista di Zack De La Rocha), rischiano di sembrare tristi e patetici, infangando per sempre il ricordo del grande gruppo che furono. E dunque, che bisogno c'è di vederli in concerto? Ma soprattutto, che bisogno c'è di loro nel 2008? Perché hanno scelto di riformarsi?
Ci sono le presidenziali americane, ecco perché. C'è un altro po' di sana ribellione a buon mercato da spacciare, c'è la tigre dell'astensionismo da cavalcare, ed un altro po' di cash sonante da incassare sulla pelle di chi ci crede veramente. Il leit motiv resta sempre lo stesso: spremere le tasche dei giovani alternative americani (e di tutto il resto del mondo) finché si può, nascondendosi dietro il paravento di granitiche (e comodissime) scelte ideologiche. Anime candide a qualunque costo, meglio se quantificabile in migliaia e migliaia di dollari.
Passino i dischi sempre uguali (l'unico disco in cui hanno qualcosa di diverso fu una raccolta di cover, tanto per dire), passi per i riff di chitarra che il buon Morello ha spudoratamente rubato qua e là (a dire il vero facendoli propri con grande personalità), ma la battaglia contro il voto alle elezioni proprio no. Ecco, se c'è qualcosa che non perdonerò mai ai Rage Against The Machine è il loro essersi schierati per il non voto alle presidenziali americane del 2000 (quelle vinte da George W. Bush per una manciata di voti, peraltro in maniera assai dubbia), con tanto di campagne attive e video a tema per sostenere quella nobile causa. Una battaglia di cui non ho mai compreso bene il senso, una battaglia che me li ha fatti definitivamente cancellare dalla galleria dei gruppi preferiti.
Troppo facile fare di tutta un'erba un fascio e sparare nel mucchio. Si rischia pochissimo e molto spesso si guadagna parecchio, o quanto meno non si perde nulla perché chiunque vinca ci si potrà sempre lamentare a prescindere – atteggiamento che io sospetto sia mosso più dalla vanità personale che da un reale desiderio di voler cambiare le cose spazzando via l'esistente (ma questo è un altro discorso). Per tanto che potesse non piacere, per tanto che potesse apparire moscio e poco incisivo, Al Gore non era (e non è) la stessa cosa dell'intelligentissimo George W. Bush. Ed i Democratici non erano (ed a maggior ragione oggi non sono) la stessa cosa dei Repubblicani. La scelta sciagurata-ma-redditizia dei Rage Against The Machine (che magari ha finito per influenzare migliaia e migliaia di giovani americani) è imperdonabile perché potenzialmente può essere stato ciò che ha consegnato il paese a Bush. I Ratm pontificavano in maniera ossessiva di Bush ed Al Gore due facce della stessa medaglia, ma nel frattempo Al Gore ha vinto un Nobel, gli americani si sono dovuti ciucciare ben due mandati di Bush (con tutti gli annessi e connessi del caso) ed il gruppo è meritatamente scomparso, finendo mestamente nel dimenticatoio (luogo ove è stato catalogato fino al momento della reunion alla voce “ex grandi artisti che facevano le anime candide ma a fine mese incassavano tanti bei soldoni”) ma risorgendo praticamente ogni sabato sera in tutti i più derelitti rock club di provincia.
Ed ora i Rage Against The Machine ritornano, e non hanno intenzione di fare prigionieri. Sono praticamente certo che diranno qualcosa in merito alle prossime elezioni americane. Oserei addirittura dire che pronunceranno anche qualcosa contro il G8 e (new entry) a favore del Tibet libero e (ma qui la vedo più dura) della Birmania libera. Come al solito la musica passerà in secondo piano, ma io attendo ugualmente con ansia il loro concerto in Italia perché non vedo l'ora di farmi quattro risate leggendo cosa scriveranno su forum, blog et similia i loro fan duri e puri. Già mi immagino i “grande emozione”, “ci credono ancora, che coerenza!”, “i tatuaggi del bassista, ma come fanno a non scolorire mai?”, “Zack De La Rocha si muove ancora come un gatto nonostante sia ingrassato di venti chili”, “Morello che grande! Ho sempre pensato che fosse americano ma ho scoperto che è di Lecce come me!”. Attendo con impazienza, e spero che il giorno del concerto arrivi il più in fretta possibile. Ne vale davvero la pena, e per questo (ma solo per questo, che non si illudano troppo) ringrazio la band americana.
Musica che partiva come antagonista ma che ormai viene suonata anche alle sagre di paese e piace davvero a tutti quelli che si vogliono atteggiare anche solo un tantino a ribelli senza afferrarne il senso. Ecco cosa sono diventati i Ratm. Ma la loro coscienza è sempre pulitissima, sia chiaro.

16 commenti:

manq ha detto...

Devi ASSOLUTAMENTE scrivere un post sui DARI.
Il pezzo si chiama Wale (quel che Wale).
Ti prego.

sariti ha detto...

ti ringrazio per questo post...ed a me che dispiaceva tanto non andare a vederli stasera...sai che finora non li avevo mai visti come li hai presentati qui ora?

Lollodj ha detto...

Sinceramente, a parte le cose giustissime che scrivi, non riesco a separare gli attori dal loro contesto storico. Per questo non andrò a vedere i RATM, perchè sinceramente oggi non significano più nulla (così come oggi non significano nulla gli Who o i Sex Pistols). E poi proprio la generazione cresciuta con le loro canzoni così ribelli piene di aforismi ggiovani, negli ultimi anni ha consegnato il mondo ai conservatori. Il discorso è molto più complesso, lo so, ma che delusione...

PS: si, ti prego, un post sui Dari ci sta tutto! :)

niccolo' ha detto...

Allora, dei RATM di oggi me ne frega quanto del Tibet e della Birmania: zero spaccato. Al Gore e' un pezzo di merda viscido e urticante, infatti si e' dato all'ambientalismo.

makka ha detto...

io li ho visti 8 anni fa e li ho rivisti più che volentieri ieri sera.
credo che si possa ancora andare per concerti seguendo semplicemente il lato ludico della faccenda. o sbaglio?
a me di bush, del tibet, del fatto che siano ingrassati ecc. ecc. frega sostanzialmente un cazzo.
mi sembra decisamente più scorretto chiamare 2 volte di fila i franz ferdinand, gli interpol, sonic youth e dEUS in piazza castello.

Felson ha detto...

Concordo in toto con Makka. Rivisti ieri, concerto da paura, davvero (fors eancora più bello di quello del 2000 a Milano). E sono stato più che felice di esserci andato.

accento svedese ha detto...

@ manq: un giorno magari se me la sento lo scrivo. Ora è roba troppo trash anche per me.

@ sariti: non vorrei averti rovinato il ricordo del grande gruppo che furono (e che magari potranno essere ancora).

@ lollodj: avevano senso allora, non adesso. E' stato un bel sogno, perchè volerlo riproporre a tutti i costi? mi sa di forzatura...

@ niccolò: commento magistrale, parole a modo loro sacrosante.

@ makka: mi hai colpito, anzi affondato. :) Io sono polemico, sono fatto così. Io intendevo polemizzare non con chi è andato al concerto, ma con il gruppo e la sua coerenza a buon mercato. Sacrosanto l'aspetto ludico dell'evento, sacrosanto sbattersene di cos'erano i Ratm, della pancia di De La Rocha e delle mie menate da purista che poi ascolta Albertino e va in delirio :D
Quanto ai gruppi che hai citato, spero che me li chiamino altre quattro volte di fila. Per Ferrara sarebbe sempre un grande evento. E spero che magari chiamino pure Albertino e Fargetta.

@ felson: mi sono perso qualcosa di notevole, a questo punto. Dannato purismo. :D

niccolo' ha detto...

I rocker sono tanto poser che devono inventare la distinzione fra "tru" e "folz" per gettare fumo negli occhi alla gente! :)
Oh, m'e' venuta voglia di guardarmi "Veteran Of The Psychic Wars" dei Blue Oyster Cult, ciao, vado su yuotube.

makka ha detto...

per me basta e avanza aver visto 2 volte i sonici. il resto te lo lascio volentieri. e comunque è un cartellone prevedibile che accontenta sempre i soliti. almeno finchè non chiamano i necrodeath.

Felson ha detto...

Comunque sostengo che era più cash wannabe quella cosaccia chiamata Audioslave.

accento svedese ha detto...

@ niccolo': io sono un poser e pure un po' amante della polemica gratuita, ma almeno lo ammetto. :D Certi gruppi invece no.

@ makka: accontenta i soliti perchè propone degli evergreen. Purtroppo da noi il metal non tira.

@ felson: gli Audioslave sono una delle cose più bolse ed insopportabili che abbiano mai calcato i palchi mondiali. Chris Cornell secondo me si sta ancora nascondendo per la vergogna.

niccolo' ha detto...

Anch'io sono poser, mi ci sono fatto pure la maglietta per andare ai festivalz metalz! Pero' anche te, pretendere qualcosa di simile al senso dell'umorismo dai RATM... :)
Capitolo Audioslave: meno male si sono sciolti, erano orribile. Cornell in compenso sta scavando sempre di piu', al fondo manca poco - la sua immondizia da solista l'hai sentita (eccetto magari Euphoria Morning che poteva essere passabile, per quanto insignificante)? Al confronto, gli Audioslave sono gli Zeke.

accento svedese ha detto...

La carriera solista di Cornell è impresentabile, come i capelli lisci a caschetto che sfoderava ai tempi del primo disco. Ed il bello è che si prende pure sul serio...

makka ha detto...

io li ho pure visti ad un festival. ho sempre considerato un limite la voce del cornacchione. ma era uscito solo il primo disco (quello con il video in cui tutti si abbracciavano appassionatamente) e pensavo che con il secondo avrebbero corretto il tiro. invece è andata come è andata.
ma io me ne ero accorto subito che morello non esponeva più l'amplificatore con l'effige del dott. guervara.
certi ripensamenti si pagano.

uno che non deve rimorchiare ha detto...

bello, critiche costruttivissime!
per fortuna che ci siete voi, cinici e alternativi!
bravi, bravi, comunque ricordate che non è il circolo degli artisti quì, non c'è fica da rimorchiare, smettetela co ste stronzate e fate qualcosa di costruttivo.

accento svedese ha detto...

Tipo?