11 settembre 2011

LA VITA NON È UN FILM

Non so cosa avrei dato per essere alla Mostra del Cinema di Venezia quando veniva proiettato il film su Vasco Rossi e vedere le facce dei giornalisti stranieri presenti all'evento. Avranno capito chi è quel panzone avvinazzato o staranno ancora ponendosi domande a riguardo? Avranno capito che è un cantante o l'avranno scambiato per il forever young che frequenta il bar sotto casa mia e comincia con gli aperitivi alle dieci di mattina? Si saranno resi conto che sono fortunati visto che uno del genere fuori dall'Italia non può esistere? Si staranno chiedendo perché uno del genere ha successo solo in Italia e all'estero no? Staranno pensando che all'estero uno del genere non lo farebbero nemmeno entrare ad un concerto, figuriamoci cantare? Staranno ridendo del fatto che quando Vasco Rossi fa i concerti a Londra ci vanno solo gli italiani? Staranno ridendo di quegli italiani che partono dall'Italia per andare a vedere Vasco Rossi a Londra e che da buoni italiani applaudono quando l'aereo atterra?

Non so rispondere (vorrei tanto saperlo/potrei continuare a pormi domande all'infinito ma mi fermo qui), però se perfino Repubblica (organo ufficiale di quella sinistra che contesta tanto Berlusconi ma non si sforza di proporre una soluzione alternativa) ha affermato che questa estate è stata sicuramente segnata da Vasco Rossi e dalle cose-da-neuro che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un fondo di bontà nella figura del Blasco ci dovrà pur essere. Sforziamoci di trovarlo.

Ecco, mi sono sforzato e non ho trovato nulla se non che Vasco Rossi almeno non si deturpa il viso con il botox per cercare di sembrare giovane (a differenza – chessò – di Madonna che, vista alla Mostra del Cinema di Venezia, per colpa del botox ha assunto sembianze inquietanti) ma soprattutto che in tema di diritti civili Vasco Rossi ha idee molto più moderne e progressiste del suo fan medio. Ed è questo ciò che conta, tutto il resto è game over (come diceva tempo fa un altro forever young che un giorno verrà studiato in laboratorio perché è impossibile avere cinquant'anni e sembrare così giovani, ossia Ringo).

Non vedo l'ora di andare al cinema e vederlo questo benedetto film su Vasco Rossi, così assieme al film potrò vedere orde di fan che ruttano, emettono fragorosi peti all'odor di piña colada, rollano canne e fanno il singalong quando partono i superclassici. Probabilmente sarà la volta in cui riderò di più in vita mia.

1 commento:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

i giornalisti stranieri credo abbiano disertato bellamente "l'evento"
ne avranno approfittato per andare in bagno, stimolati dalla visione :)