06 dicembre 2010

Il disco dell'anno (anzi no, il disco dell'ano): Daft Punk – Tron Legacy O.S.T.

Chi si sarebbe aspettato un passo del genere dai Daft Punk? Dico, chi si sarebbe aspettato una colonna sonora nella quale Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo dimostrano di saper maneggiare a dovere anche partiture orchestrali da mega-kolossal americano, soluzioni kitsch alla Vangelis, minimalismo alla Philip Glass e certo space kraut di band come Tangerine Dream, Cluster e Harmonia? Nessuno, direi.

Tutti immaginavano un altro “Discovery” dieci anno dopo o al limite un altro “Homework” quattordici anni dopo (nessuno purtroppo immaginava un altro Human After All, visto che è un disco favoloso che però non è stato capito e pertanto nessuno lo ricorda mai), ed invece i Daft Punk sono già lontani, pronti ancora una volta a stupire il mondo e a spiazzare chiunque si trovi ad affrontare la loro musica. D'accordo, una colonna sonora è una colonna sonora e decontestualizzata può risultare difficile da digerire (per la cronaca: il film “Tron Legacy” uscirà nelle sale italiane a gennaio ma già promette di diventare un culto totale), ma qui ci sono numeri non da poco e momenti che riescono a risultare parecchio suggestivi anche se slegati dalle immagini che dovranno accompagnare in un futuro prossimo venturo: l'impetuosa “Recognizer”, la magmatica “Rinzler”, la enigmatica e moroderiana “End of Line”, la tamarrissima “Derezzed” (quasi un premio di consolazione destinato a chi si aspettava un disco per muovere le chiappe e sudare, sudare, sudare), la acieeedissima “Tron Legacy”, tutto il resto ed anche di più. Qui c'è un intero mondo, il mondo di due ragazzi che hanno apertura mentale, conoscenze musicali, gusto e tanto coraggio – il coraggio che ha permesso loro di farsi strada e diventare famosi uscendo dagli schemi e dalle soluzioni prederminate. Un mondo in cui è facile perdersi, ma dal quale si può anche uscire consapevoli dell'importanza capitale che i Daft Punk stanno avendo per l'evoluzione della musica odierna.

Poi magari vien fuori che questo disco è una marchetta colossale ed i Daft Punk l'hanno imbastito in quattro e quattr'otto per incassare un bel po' di soldini (sicuramente è così), però resta il fatto che è l'ultima cosa che ci si sarebbe aspettati da loro in un momento del genere, con gente tipo i Justice che ha costruito una carriera su intuizioni che loro hanno avuto cinque anni fa e viene idolatrata dalle folle. I Daft Punk con la colonna sonora di “Tron Legacy” hanno semplicemente avuto il fegato di non dare alla gente ciò che la gente voleva da loro, e non è cosa da poco (soprattutto se così facendo riescono ugualmente a guadagnarci una bella somma di denaro). Quale sarà il loro prossimo passo?

(IFB)

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Alleluja!

giulia ha detto...

i justice sono delle fighette e su questo mi dispiace ma non ci piove...i daft punk stanno facendo quello che all'epoca ha fatto l'inizio della progressive e ancora prima Stravinsky: decostruiscono un genere e ne restituiscono uno nuovo.
Accentosvedese riesci sempre a cogliere l'attimo giusto! e alla fine tutti a vedere tron all'ucicinema e a sentire il film accanto!!

Anonimo ha detto...

Voglio ascoltarlo per bene questo,magari mettendomi appunto nell'ottica che non è il loro 4o album...I justice li trovo molto ma molto più danzerecci rispetto ai daft punk e anche più cattivi
Per me la differenza sostanziale è che i primi sono sovrumani,i secondi sono degli ottimi djs.

PS:I justice li aspetto al varco con il 2o album...

Giacomo

accento svedese ha detto...

Son curioso di sentire il nuovo dei Justice. Per me faranno un disco metal.

日月神教-向左使 ha detto...

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