24 agosto 2009

RE PER UNA NOTTE, RAPPER UNA NOTTE

Leeroy Thornhill era quello che nei Prodigy non faceva nulla di rilevante tranne ballare ed occasionalmente suonare le tastiere durante le esibizioni live, però guarda caso quando se ne è andato i Prodigy hanno improvvisamente cessato di produrre materiale degno della fama planetaria raggiunta. È dunque altamente probabile che Leeroy Thornhill fosse colui che riforniva di sostanze psicotrope il gruppo inglese e che l'attività di ballerino ed occasionale tastierista live fosse solo una copertura, ma purtroppo non ho in mano elementi che mi consentano di affermarlo con certezza e quindi non lo affermo.

Ed è stato con questa intima convinzione che venerdì scorso mi sono recato ad un suo dj set che si teneva in un locale della profonda periferia ferrarese. Ha senso nel 2009 un dj set di Leeroy Thornhill? Sì, a condizione che non si cada in quello stucchevole ambito denominato “operazione-nostalgia”. Ed alla fin fine come è stato il dj set del Thornhill medesimo? Un'operazione-nostalgia, ma nello stesso tempo è stato una figata. Uno spettacolo un tantino triste ma assolutamente necessario per capire chi siamo, da dove veniamo e cosa vogliamo. È stato bello ridere di lui e prenderlo per i fondelli, ma sempre con il rispetto che si deve ad una figura come la sua.
Leeroy Thornhill è condannato a recitare la parte dell'ex Prodigy a vita e dunque ha proposto una sapiente mistura di breakbeat e techno che poteva essere coraggiosa nel '94, all'avanguardia nel '96 ma già obsoleta nel '99, musica rimasta ferma ai (suoi)bei tempi suonata a caso senza nemmeno essere mixata. Aveva con sé un porta cd con venti-cd-venti e da lì sceglieva senza pensarci troppo ed a metà del set non aveva ancora iniziato a sudare, però talvolta ballava e faceva il cazzone come ha sempre fatto nel corso della sua lunga carriera. Sembrava divertirsi parecchio (o almeno dimostrava di saper fingere bene di divertirsi) ed i presenti si divertivano ancor di più, ignari del fatto che i Bedroom Boys (praticamente i Basement Jaxx de' noantri che hanno aperto la serata, davvero bravi ed aperti mentalmente) lo hanno ridicolizzato dal punto di vista musicale e che chiunque altro fosse salito in consolle ed avesse proposto un set uguale al suo avrebbe suonato per un paio d'ore nel disinteresse generale (ma soprattutto in un locale completamente vuoto).

Eppure ha spaccato, ed una botta così ci voleva. Ha suonato pure Smack My Bitch Up, ha deliziato il folto pubblico fatto di gente che vedevo a metà anni novanta nelle discoteche minorenni della bassa ferrarese – gente che pensavo si fosse estinta ma invece esiste ancora ed è pure rimasta ferma a quei tempi nonostante il trascorrere degli anni – e di giovani esordienti che han voluto essere parte di un evento a modo suo storico, ha dato tanto e comunque molto più di quanto mi aspettassi. Dunque, respect.
Leeroy Thornhill è da ammirare. Avrebbe potuto continuare ad avere accesso illimitato al miglior hashish e alla migliore marijuana su piazza. Panetti di Santa Marta Gold, libanese nero e Khmer Rouge, cristalli di mescalina e bong pieni di metanfetamina, DMT e ogni tanto addirittura stramonio. Era splendidamente inserito ed invece ha scelto di uscire dal gruppo diventando in breve un monumento ai tempi che furono. Io e i miei compagni di viaggio durante la sua esibizione ci sentivamo talmente inadeguati alla portata morale di questa sua scelta che abbiamo addirittura giocato a calcio balilla, ma è stata una decisione personale che nulla ha a che vedere con l'alto valore socio-culturale (ed emotivo) della serata.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma la partita poi chi l'ha vinta?

Nicola ha detto...

abbiamo fatto pari

accento svedese ha detto...

Pari e patta. Leeroy Thornhill non aveva voglia di suonare, mi sa che se glielo avessimo chiesto sarebbe venuto a giocare con noi molto volentieri.

Nicola ha detto...

se non suonava e basta era meglio

Anonimo ha detto...

Beh però Always Outnumbered Never Outgunned non era malaccio, a livello di sonorità e attitudine li preferisco ai Chemical Brothers i cui ultimi album a parte i singoli non mi dicono niente.
Invaders must die poteva essere una deliziosa gran truzzata rave revivalist.. peccato che ne è uscito solo un gran truzzata.

Vorrei che anche Mauro Repetto facesse il dj

deliri, desideri e distorsioni ha detto...

Ma mauro repetto fa già il dj! la prossima settimana è allo Zuni! ci si vede li per un'altra partitella!

Anonimo ha detto...

E' vero oppure è uno scherzo? No perchè se è vero mi fiondo subito a sentire Repetto...

accento svedese ha detto...

Mauro Repetto dj tutta la vita.
Always Outnumbered non si ascolta, ci han messo sette anni a farlo e vien da ridere solo a pensarci. Sette anni per un disco del genere son troppi, visti i risultati sarebbero bastati sette giorni.
Invaders Must Die appena meglio, ma in fondo si salvano i singoli ed il resto fa ridere. Tra loro è gli ultimi Chemicals butto giù dalla torre loro, perchè almeno i Chemicals puoi star sicuro che la zampata vincente prima o poi la possono piazzare ancora. I Prodigy son bollitissimi.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te.. alla fine della fiera sono sicuramente meglio i Chemical Brothers, ma so che se lavorassero per il verso i Prodigy potrebbero essere tra i miei preferiti (tra gli ascolti beceri si intende..)

Allora tutti a vedere M. Repetto. altro che "la festa anni 90 all'hanabi" tzè

accento svedese ha detto...

La festa anni novanta all'Hana-Bi regala sempre tante soddisfazioni, anche se gli ascolti non sono abbastanza beceri per i miei gusti.