11 agosto 2009

COME SE IL FURGONCINO DEL GRUPPO PROTAGONISTA DELLO SPOT DELLA TIM VENISSE DATO ALLE FIAMME DURANTE UN CONCERTO IN SPIAGGIA


È martedì e all'Hana Bi suonano gli Oneida. È agosto, siamo tutti più buoni e rilassati però varie domande sorgono spontanee. Esserci o non esserci? Andare o partire? No veramente non... non mi va. Gli Oneida non li ho mai sentiti, non li conosco per nulla. Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi ed io sto buttato in un angolo... no. Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Come? Gli Oneida hanno resuscitato la violenza liberatoria del garage-rock dei 60, rimescolandola con acidi trip psichedelici, detonazioni hard/stoner-rock, germi di wave sintetica ed effervescenze kraut? È musica che schiuma un’elettronica ossessiva e metallica, in cui al basso sono riservati pattern elementari e ripetitivi, mentre le chitarre imperversano, tra accenni di garage e noise, e la batteria viene lanciata in esplosioni di violenza allo stato brado? Non capisco nulla di quello che mi dici perché non scrivo su Blow Up, però potrebbero piacermi molto... che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino al palco, di profilo, in controluce. Voi mi fate "Michele vieni di là con noi, dai" ed io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo. Anche perché di nome non faccio Michele.

E si parte in direzione Marina di Ravenna, e si arriva giusto in tempo per mangiare un boccone, bere un caffè ed iniziare a gustarsi il concerto. Cazzo che botta, gli Oneida spaccano. E non poco.

Quasi un'ora e mezza di puro delirio. Si teme la pioggia ma non piove, fa molto caldo, ci son le zanzare, non ci si capisce nulla però è tutto molto bello. Ho passato una lunga giornata in spiaggia ed al posto degli occhi ho due carboni ardenti, ho un colore della pelle indescrivibile ed ho il naso rosso fuoco dei nani da circo però non appena hanno iniziato a suonare gli Oneida ho ripreso vita. Sono risorto ed ho iniziato a camminare sulle acque. Un'esperienza extrasensoriale, molto più house di un disco dei celeberrimi Bloody Beetroots incensatissimi da una certa critica di sinistra che poi ci fa perdere le elezioni perché non dice che ormai Silvio è andato e non ritorna più, molto più psichedelica dell'ennesimo strippo di Silvio (strippo che per la cronaca mi sono perso perché in quei giorni ero troppo impegnato a leggere Blow Up in spiaggia mentre prendevo il sole, succede). A fine concerto mi sono sentito più o meno come uno di quei cosmonauti sovietici lasciati in orbita in attesa che venga inventato il dispositivo che li riporta a terra. Assolutamente indescrivibile.

E l'uomo chiave di tutto lo spettacolo è stato Kid Millions. Occhiali spessi da nerd, piglio annoiato da studente modello costretto ad ascoltare professori che ne sanno meno di lui, Kid Millions è colui che ha in mano il boccino, qualunque cosa possano voler dire queste frasi copiaincollate a caso: suona la batteria, canta, porta le pasticche agli altri della band, smonta e rimonta gli strumenti, risponde alle interviste, se ne va per ultimo. Un idolo. Mariastella Pompini (niente querele, please. Non è colpa mia se il correttore automatico di Microsoft Word® continua a correggere storpiando il nome della simpaticissima ed inconsapevole Ministressa dell'Istruzione) e Mara Carfagna non avrebbero saputo fare di più.

Dunque, lunga vita ai concerti in spiaggia – che certi fan dello stato di polizia vorrebbero eliminare o comunque sottoporre a fortissime limitazioni d'orario.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

che super teppismo!

Ma ti è sfuggita la presenza di Barnaba Pocchioni

Anonimo ha detto...

Sei un veggente. Anticipi tutti.

accento svedese ha detto...

Non mi è sfuggito nulla. Ci sarebbe stato da dire che c'era Ponchielli, che un tastierista c'aveva la maglia dei Boston e l'altro era fatto come un caccia ed aveva una collanina comprata da un ambulante in spiaggia durante il pomeriggio. Ci sarebbe stato da dire mille cose, ma purtroppo non sono un veggente. Non sono Maurizio Mosca.

Felson ha detto...

Oneida uber alles. Dal vivo sono tra i migliori.

Dirk Diggler ha detto...

Strepitosi!!!!

accento svedese ha detto...

Mi devo ancora riprendere

Dirk Diggler ha detto...

Prima fila.
Maglietta dei Flipper.
Le orecchie ancora fischiano!!!

accento svedese ha detto...

Prima fila anche io, normalissima polo, orecchie che mi fischiano.
Ero vicino ad un tipo con un mullet imperiale.