
Probabilmente quelli dell'Ufficio Marketing della Chiesa l'hanno inventata lì per lì per recuperare un pubblico - quello dei giovani discotecari dediti allo sballo chimico - che storicamente la Chiesa non è in grado di intercettare (a differenza di Studio Aperto, che li intercetta alla grande), ma vuoi mettere la soddisfazione di immaginare il prete che urla ai fedeli "sale sale non fa male", "un trip non è mai trop", "su le mani come i gabbiani", "meglio pasta che rasta" et altre frasi da discoteca d'avanguardia in voga nella seconda metà degli anni novanta?
I fedeli che cantano e ballano manco fossimo in Sister Act, poi. Mi sa che è davvero una bufala.
Nessun commento:
Posta un commento