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23 febbraio 2012

SISTER MORPHINE ACT

Che ridere la vicenda delle ostie all'Lsd in una chiesa di Campobasso: puzza di bufala lontano un miglio perché gli acidi ti salgono almeno dopo mezz'ora (tipo Studio Aperto, per intenderci), ma vuoi mettere? Non mi ricordavo nemmeno più dove fosse Campobasso, ed invece ecco che ti viene fuori 'sta storia di un prete che ha dato l'ostia ai fedeli e questi sono andati in trance ed hanno iniziato a cantare e ballare manco fossero posseduti dal demone di Gigi D'Agostino. Favoloso.

Probabilmente quelli dell'Ufficio Marketing della Chiesa l'hanno inventata lì per lì per recuperare un pubblico - quello dei giovani discotecari dediti allo sballo chimico - che storicamente la Chiesa non è in grado di intercettare (a differenza di Studio Aperto, che li intercetta alla grande), ma vuoi mettere la soddisfazione di immaginare il prete che urla ai fedeli "sale sale non fa male", "un trip non è mai trop", "su le mani come i gabbiani", "meglio pasta che rasta" et altre frasi da discoteca d'avanguardia in voga nella seconda metà degli anni novanta?

I fedeli che cantano e ballano manco fossimo in Sister Act, poi. Mi sa che è davvero una bufala.

25 luglio 2011

ANNA TATANGELO FEAT. THE FAINT FEAT. COMUNIONE E LIBERAZIONE FEAT. DON SPRITZ



Uno non fa nemmeno a tempo a dire che abbiamo appena superato indenni la prima metà del mese di luglio che nelle stazioni dei treni della regione Emilia Romagna iniziano più martellanti che mai le pubblicità del meeting di Comunione e Liberazione di Rimini che si terrà a fine agosto (credo a fine a agosto. Quelle pubblicità sono talmente tediose che quando me le trovo davanti non le ascolto, e dunque ho nemmeno capito quando comincia la kermesse. Facciamo che comincia a fine agosto e non se ne parli più). Chi saranno mai gli ospiti d'onore? Giulio Tremonti e Marco Milanese che lanciano anatemi contro il matrimonio gay?[*] Il ministro Giovanardi che minaccia il boicottaggio all'Ikea per le pubblicità di qualche mese fa? Pierluigi Bersani, in qualità di cuoco della Festa de L'Unità? I Pooh che eseguono Uomini Soli facendo commuovere l'intera platea? Dj Francesco che esegue brani a caso della sua prima punk band, quella per cui si è preso schiaffoni da Miss Violetta? Don Verzé ed il suo braccio destro, quello che si è sparato e la pistola dopo si è spostata? Don Frappé? Don Spritz che agli albori del mio blog lasciò pure un commento da ridere tantissimo? Tom Cruise in qualità di principale esponente della versione americana di Comunione e Liberazione, ossia Scientology? I Metallica? La crew di Solomacello che spettina tutti a suon di bestemmie? Gigi D'Alessio che pettina tutti a suon di bestemmie? Anna Tatangelo? Ai poser l'ardua sentenza, io come ogni anno cercherò di andarci anche se non sono un addetto ai lavori – e come anno mi perderò per strada e non riuscirò ad entrare. Che me ne frega a me, basta che ci sia da prender dei soldi (cit.).

E a proposito di Anna Tatangelo, ho visto girare un suo video in cui dimostra cinquant'anni come al solito però almeno la canzone è di un certo livello (testo a parte, ma non si può pretendere tutto dalla vita – soprattutto da una che si è autodefinita ragazza di periferia). Tanto per dire, ci sono dei synth acidi e dei beat 1986 che ascoltandola bene viene quasi il sospetto che la Tatangelo si sia fatta produrre il disco dai Faint per giocarsi ai dadi un'intera carriera ed i tanti mirabili traguardi raggiunti nel corso di questi ultimi venti-venticinque anni (nonostante la giovane età la Tatangelo è in giro da così tanto tempo che sembrano venti-venticinque anni e vien perfino da credere che abbia partecipato a Sanremo 1986 tra le Nuove Proposte cantando Ragazza di periferia, ma è solo un'illusione ottica), e quasi quasi mi piace così tanto che se ne avessi l'opportunità ascolterei il disco intero. Spero di scordarmene presto, impiegando magari il mio tempo per ascoltare qualcosa di meglio.

[*] Ovviamente, nessun intento omofobo anche se chiaramente l'allusione non è casuale (Libero e Il Giornale insegnano). Tremonti può farsela con Milanese o con chi vuole (uomo o donna che sia), l'importante è che questo qualcuno non ne abbia vantaggi economici o di posizione di nessun tipo, neanche immaginario.

09 dicembre 2009

LE PASTIGLIE DEL '96

”24/7” dei GusGus non è un disco vecchio, è semplicemente un disco di musica senza tempo. Uno di quei bei dischi di techno come si faceva una volta e come oggi purtroppo non si fa più, con synth che paiono scolpiti nel ghiaccio, bassi da lesioni interne e beats austeri e marziali – com’è giusto che sia. Dopo un paio di ascolti 24/7 è già un classico, o forse lo è sempre stato e sempre lo sarà: la struggente “Add This Song” è da lacrime agli occhi con i suoi loop che riescono ascavartinell’anima, “Bremen Cowboys” è il ritorno della trance sul luogo del delitto, “Thin Ice” è la quiete prima di una devastante tempesta, “Take Me Baby” salva Jimi Tenor dai deliri afrofunk nei quali si è perso da ormai troppo tempo e lo riporta ai fasti di un tempo (anche se solo per quattro minuti circa).

Il resto è la dimostrazione che la classe non è acqua e che “24/7″ è quasi un ideale tributo al grande ed importante lavoro che gli islandesi GusGus hanno fatto nel corso degli anni. Gente che ci ha sempre creduto e ci crede come allora, che ha portato avanti un certo tipo di discorso con grande coerenza e che continua a portarlo avanti, incurante del trascorrere del tempo e del modificarsi delle cose e delle persone. Eppure in tanti tendono a sottovalutare.

Un disco del genere sarebbe potuto uscire indifferentemente nel 1996, nel 1999 oppure nel 2012 e nessuno avrebbe avuto nulla da ridire sulla sua bellezza e sulla sua perfezione. Eppure esce nel 2009 e nonostante tutto il carico di pathos che si porta appresso viene sistematicamente snobbato/stroncato dai soliti cacciatori di trend - gli stessi che nel corso degli anni come se nulla fosse si sono strappati i capelli (nell’ordine:) per jungle, drum’n'bass, big beat, 2 step, electroclash, rocky house e fidget, dimenticando improvvisamente ciò che avevano ascoltato fino all’anno prima, sempre in cerca dell’ennesima novità (che poi gira e rigira è sempre un revival/risciacquatura di piatti) buona per renderli del tutto conformi alla massa.

Peccato per loro, non sanno cosa si perdono (ma tanto se lo sarebbero perso pure nel 1996, nel 1999 oppure nel 2012, quindi non fanno testo e “24/7″ resta un grandissimo disco a prescindere dal loro gradimento).

(IFB)