24 luglio 2009

COME UNA SPEDIZIONE PUNITIVA A CASA DELL'INSOPPORTABILE PSEUDO-GRUPPO MUSICALE PROTAGONISTA DELL'ALTRETTANTO INSOPPORTABILE PUBBLICITÀ DELLA TIM


Tra dieci anni la gente si ricorderà ancora della Ed Banger e della musica che viene spacciata da questa (a dire il vero nobile) etichetta discografica? Dico, se dopo dieci anni la gente che sa ricorda ancora con profonda emozione i travolgenti esordi dei Basement Jaxx ed i Basement Jaxx sono ancora a livello stellare, accadrà lo stesso anche per le produzioni della Ed Banger? Ai posteri l'ardua sentenza, però intanto il dubbio rimane. Ed io, che ho scoperto i Massimo Volume con quattordici anni anni di ritardo rispetto a quando avevano qualcosa da dire perché quattordici anni fa avevo solo sei anni ed avevo appena imparato a leggere e a scrivere (o forse sedici, ventisei, trentasei, quarantasei oppure cinquantasei anni, tanto invertendo l'ordine degli addendi chimici il risultato non cambia), non posso che essere sensibile a tematiche del genere. Il dubbio nobilita l'uomo ma lo rende simile ad una bestia, Paolo Del Debbio nobilita molto meno l'uomo perché a modo suo è una bestia ed anche se non c'entra nulla era bello partire così, con arroganza.

Dubbio o Del Debbio, il dato di fatto è che gli Animal Collective e i Tv On The Radio a Ferrara hanno spaccato, ed io devo ancora riprendermi pienamente nonostante siano passate molte ore (o molti giorni, visto che ho perso la cognizione del tempo, dello spazio e della profondità). Scene di vita vissuta, attimi che non ti scorderai tanto facilmente, momenti che per molto tempo racconterai a gente del tutto incredula: si fa presto ad usare frasi fatte per descrivere uno spettacolo del genere, ed allora usiamole, che non fa mai male. E per completare il tutto e rendere più credibli certe affermazioni diamo anche libero sfogo a tante cose ma soprattutto
all'autocitazione/autoreferenzialità/autoplagio/autoflagellazione:

  • Han suonato prima gli Animal Collective e poi i Tv On The Radio (e comunque a parti invertite avremmo ottenuto esattamente il medesimo risultato), ma è stato come se il concerto fosse un unico flusso capace di rubarti il cervello per alcune ore, utilizzarlo per non meglio precisati scopi e restituirtelo praticamente intatto alla fine di tutto.

  • Gli Animal Collective sembrano fuori di testa ma sono lucidissimi, sono una delle cose più pop che esistano pur essendo materiale molto ostico, ed a Ferrara han suonato per un'ora e mezza eppure avrebbero potuto suonare per altre tre ore e nessuno avrebbe avuto di che lamentarsi.

  • Strati sonori che si sovrappongono, si intrecciano, mutano, cambiano pelle quando meno te lo aspetti dando vita a qualcosa che solo in apparenza è radicalmente diverso dal punto di partenza. Armonie vocali che sembrano essere solo abbozzi di idee ben più complesse eppure funzionano, eccome se funzionano. Musica che sembra suonata assolutamente a caso eppure ha una sua logica, improvvisazioni che hanno come unico filo conduttore la voglia di sperimentare, osare, andare oltre.

  • Sintetizzatori alla muoio domani come Pantani.

  • E poi, i Tv On The Radio. Questi tre, quattro, cinque, sei ragazzi newyorkesi che, suonando una peculiarissima mistura in parti variabili di My Bloody Valentine, Prince, Peter Gabriel, soul, electro e oppioidi, stanno nel loro piccolo conquistando il mondo sono scesi a Ferrara e non hanno fatto prigionieri.

  • Mancava solo Ambulance per trasformare il set in un set definitivo, ma sarebbe stato chiedere troppo ad una serata di quelle che comunque le racconterai per molto tempo.

Siam partiti dal raccontare una serata e siamo arrivati al raccontare una serata. Il cerchio si chiude perfettamente, ed è chiaro che se dovessi scegliere dire quale tra i due gruppi è stato quello che ha spaccato di più direi senza esitazione “Animal Collective!”, ma è un dettaglio assolutamente di poco conto visto il livello eccelso del concerto. È solo questione di gusti personali, spero che i Tv On The Radio non se la prendano troppo. E magari spero che Paolo Del Debbio (uno dei principali strateghi dei Michael Jackson italiano) non se la prenda troppo.

Peccato solo aver perso David Byrne che suonava la sera successiva. Ero ancora perso nel limbo e non sono riuscito ad andare causa miei limiti psicofisici, non ce la facevo proprio. Succede. Alcuni miei informatori fidati mi hanno riferito che tra il folto pubblico c'era pure Marco Giusti, sarebbe stato doveroso andare anche solo per quello. Sarà per la prossima.

3 commenti:

Silvia ha detto...

Caro accento,quoto ogni singola parola che hai scritto.Gli Animal Collective (piccolo OT: ma vogliamo rendere giustizia al quarto "Animale" che suonava nascosto dietro l'impalcatura sul lato sinistro?)sono stati un viaggio puro dal primo minuto all'ultimo,ancora adesso mi chiedo se quello che ho visto è successo davvero o è stato frutto della mia perversa immaginazione.Più il concerto andava avanti e più l'atmosfera si scaldava,in particolare da quando è calata la sera. Alla fine ci siamo ritrovati tutti a saltare e a battere i piedini.Bravissimi anche i Tv che han fatto molti pezzi dell'ultimo album (i miei preferiti). Sono contenta perchè ho testato con persona la figosità di questi tizi che sono uno più cool dell'altro?
Lunga vita alla barba di Kyp Malone.

accento svedese ha detto...

Il più cool era il quarto Animal che suonava nascosto. Sembrava uscito dai Grateful Dead.

silvia.gilè ha detto...

Gran bel concerto. concordo, una piacevole scoperta.