17 luglio 2009

PARALYZE US WITH YOUR RIFFS ALLA CAZZO DI CANE


Al concerto dei Bloc Party a Ferrara c'è stato parecchio da ridere. Quando ho visto Kele Okereke arrivare sul palco col cappellino della Ferrari ho capito tutto (che poi a dire il vero non era un cappellino della Ferrari, ma da lontano lo sembrava ed allora facciamo finta che lo fosse davvero) e mi sono preparato psicologicamente ad una serata molto impegnativa. Dal pubblico qualche minorenne in tempesta ormonale gli ha pure passato uno striscione con scritte imbarazzanti e lui l'ha mostrato a tutti con talmente tanto orgoglio che sembrava di essere ad una puntata di Trl, solo che al posto di Carlo Pastore c'ero io che mi sganasciavo dalle risate. Cosa chiedere di più alla vita?

Quando hanno attaccato a suonare è stata l'apoteosi. Ognuno sembrava suonare per conto proprio, la batteria perdeva colpi, la chitarra si perdeva in delay impazziti, il basso esisteva solo nelle canzoni di Silent Alarm ed Okereke si muoveva a scatti, cantava fuori sincrono ma soprattutto gigioneggiava quando doveva prendere le note basse – segno che non ce la faceva proprio, non era capace. E per un gruppo che suona un genere in cui l'unione è tutto avere quattro membri su quattro che suonano per i cazzi propri non è cosa buona e giusta. Al loro confronto i sorprendenti White Lies che aprivano la serata han fatto la figura dei giganti del rock (per la cronaca, mi sono piaciuti parecchio nonostante la durata eccessiva del set).

I Bloc Party danno perfino l'impressione di essere un gruppo minato da pesanti scazzi interni - con due membri su quattro che vorrebbero essere altrove e sulle spalle un pesantissimo fardello chiamato “la svolta pseudo-elettronica di Intimacy è stata imposta dall'alto ma non è stata ben digerita da qualcuno” - mentre Kele Okereke dà l'impressione di essere la dimostrazione vivente che la coca troppo pura alla lunga finisce per fare danni – ma non credo che Okereke sniffi coca, più facile che sniffi Orzobimbo oppure ascolti Mr. Oizo viste le movenze simil Flat Eric adottate sul palco. Dal vivo hanno sempre avuto parecchie incertezze, ma non ai livelli di quanto sentito mercoledì. Magari i vecchi singoli bomba riescono per un attimo a fare la loro porca figura, ma appunto è solo un attimo che non riesce a risollevare un concerto complessivamente da encefalogramma piatto (tanto per dire gli estratti da Intimacy dal vivo riescono nell'impresa di essere più impresentabili dell'album).

Un gruppo alla moda che però è un gruppo già finito. Un altro album e poi lo scioglimento. Avanti il prossimo.

8 commenti:

groundnoise ha detto...

Che tristezza, che mestizia, che decadenza morale, che brutta fine.

dario ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
onan ha detto...

Se penso a quanti avevano scommesso su sti quattro, senza neppure intuire il pericolo che si corre nell'incoronare dei rappresentanti del nulla.

Si immagino che gli stessi White Lies li facciano sfigurare.

panf ha detto...

bloc party deludenti...ho pubblicato un paio di video su youtube del concerto in questione e ho ricevuto solo commenti entusiasti per cui stavo quasi cominciando a pensare di non aver capito nulla...quella sera i bloc party non mi hanno trasmesso poco o niente, peccato...saluti e baci

AndreaP ha detto...

Il concerto dei White Lies invece com'è stato? Stavo preventivando una salita a Milano per novembre e un giudizio sul live mi farebbe comodo.

accento svedese ha detto...

@ groundnoise: triste, ne convengo.

@ onan: con il primo disco ci ero cascato, poi mi sono ripreso. Tra l'altro, riguardo a questo concerto in rete ho letto solo recensioni entusiastiche. Si vede che nella bolgia è più facile vivere un gruppo come i Bloc Party. Io ero nelle retrovie ma l'audio era perfetto. Si vede che sono vecchio.

@ panf: hai sentito bene invece. Son stati pessimi. In questo concerto avevo riposto parecchie speranze, son tornato a casa con le pive nel sacco.

@ AndreaP: ti dirò che non sono stati niente male. Han suonato troppo ed alla fine avevano finito per annoiarmi, ma nel complesso son stati piacevoli. Bravo cantante, san suonare bene e rendono bene i pezzi. E' chiaro, non sono un gruppo memorabile, però viste le (scarse) aspettative che nutrivo su di loro sono stati una piacevole sorpresa.
Non so se giustichino una trasferta a milano, però puoi sempre usare il loro concerto come una scusa per andare a fare una gita o qualcosa del genere.

AndreaP ha detto...

Ok, grazie. Il set si è limitato a proporre il disco oppure hanno preso anche materiale dai Fear of Flying? A me già piacevano allora :), anche se trovo la "nuova incarnazione" più adatta alle mie corde.

Ho sorriso leggendo i commenti alla tua recensione su indie for bunnies: notando gli intenti chiaramente provocatòri, non riesco a comprendere il senso di risposte astiose, come se tu avessi offeso la mamma di qualcuno; si sa, i fan son gente strana. Che poi, se il livello medio della critica musicale ufficiale è tutto così:

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/white-lies/white-lies/white-lies.html

...allora anche il rutto di un fan è già tutto lardo che cola. A milano ci saranno pure gli Editors, mi sa che dovrò decidermi: le anteprime (suonate a Ferrara, che ho seguìto su youtube) mi dicono che il nuovo disco mi piacerà parecchio :)

accento svedese ha detto...

I Bloc Party sono uno di quei gruppi intoccabili, nel senso che piacciono ai più gggiovani e se osi toccarli vieni subissato di critiche.
Detto questo, i White Lies meritano anche se conosco a malapena il disco nuovo e non saprei dirti con certezza se hanno suonato anche cose più vecchie, Comunque vai, perchè gli Editors dal vivo spaccano sul serio. ;)