05 luglio 2009

FALCE E MARTELLO, FECCIA E RUTELLI


Il gossip danneggia l'Italia, dice il Presidente del Senato Renato Schifani. E dunque stop al gossip sul Presidente Berlusconi, e parliamo di politica lasciando fuori tutto ciò che non rientra in questo ambito. E dunque, non parliamo di ragazze fanno carriera solo perché sono state brave ai festini organizzati dal Premier e di ragazzi che si fanno il culo per portare a casa un misero stipendio nonostante le loro capacità meritino di essere premiate in ben altro modo ed in ben altro luogo.
Parliamo di Rutelli e dei suoi Liberi Democratici. Più o meno è successo questo: Rutelli ha messo su un partito dentro al partito, ha organizzato un congresso che puzza tremendamente di scissione immaginaria ed ha concluso che appoggerà Dario Franceschini, a condizione che vengano accolte le sue due richieste (che, nonostante i bei giri di parole usati per spiegarle, più e meno “sono programma compatibile con i suoi obiettivi” e “posti che contano nella dirigenza del partito”). Francesco Rutelli sembra il Lamberto Dini dei tempi d'oro (quello che poneva le condizioni per garantire il suo appoggio al governo Prodi pur non essendo più in grado di spostare un solo voto sul territorio nazionale) e dovrebbe andare a spalare merda. Non ha ancora capito che non esiste più, immagina di essere ancora un leader e di contare qualcosa, ma non conta un cazzo e probabilmente non lo caga più nemmeno sua moglie Barnaba Palombelli. Ovviamente il povero Franceschini non ha rifiutato il sostegno dei Rutelliani/teodem in Alfredo Romeo, ed appare chiaro che le primarie del prossimo ottobre saranno come quelle dell'ottobre 2007: una gigantesca operazione di vertice imbastita ad arte da una dirigenza composta per lo più da morti viventi che cercano un'occasione per salvarsi/restare a galla/mantenere il culo sulla poltrona.

Berlusconi? Teniamocelo così la gente ha una scusa per votarci. Lo sconfiggeremo politicamente, non con il gossip. / Anzi no, non lo sconfiggeremo per nulla, perché siamo una classe dirigente che ha dimostrato di non saper governare e se vinciamo dobbiamo governare per forza, e sarebbe spreco di tempo e fatica. E se poi la gente vota Di Pietro? Sono voti nostri, ce li riprendiamo quando vogliamo. Tanto comunque abbiamo sempre gli anziani in Emilia, Umbria e Toscana che ci votano, il posto in Parlamento è garantito. Anche perché non esiste più il voto di preferenza, le liste sono bloccate e non abbiamo mosso un dito per cambiare questa terribile legge elettorale, che sarà pur terribile ma ci fa terribilmente comodo perché se la gente dovesse eleggere chi vuole non non verremmo più eletti.

Vista la piega degli eventi, il Partito Democratico, oltre ad avere un simbolo orribile, si sta rivelando un partito destinato all'estinzione – che potrebbe essere molto più rapida del previsto. A meno che Ignazio Marino...

4 commenti:

delrio ha detto...

Quel clerico-papista di Rutelli se ne deve andare! Ptorebbe magari tornare a fare il gggiornalista (e scrivere che ne so per il Foglio o Libero).
Se Franceschini non rifiuta il suo appoggio vuol dire che sta iniziando a far calcoli e quindi siamo fritti non cambierà un emerita mazza!
Rutelli, D'Alema e anche Veltroni dovrebbero farsi da parte, come tutti gli sconfitti dalla Storia, tanto qualcos'altro da fare lo troveno...
Staremo a vedere, ma se non cambierà un cazzo, non voterò più PD (come già ho fatto alle europee: Sinistra e Libertà).
Bellissimo il pezzo di Mastroianni, da che film è?

Fabio Pari ha detto...



Lettera a Dario Franceschini


Caro Dario,
innanzi tutto mi presento, mi chiamo Fabio Pari e sono un ragazzo di 22 anni, studio giurisprudenza e faccio parte del direttivo comunale del PD di Cesenatico (FC).

Ti scrivo perchè sono tra i tuoi sostenitori, ma sto cominciando a nutrire molte perplessità sulla tua candidatura e sono preoccupato. Alcune ultime dichiarazioni di qualche esponente del partito mi lasciano perplesso.
Come avrai già capito sto parlando dell'appoggio che Rutelli e Binetti hanno dichiarato di fornirti e che, a mio personale avviso, rischiano di minare profondamente le tue possibilità di farcela.

E' noto che tu stesso vieni dalla corrente cattolica, ma in te ho sempre visto (e questo discorso vale anche per la Bindi) la convivenza tra il rispetto della religione cattolica e il rispetto della laicità dello Stato. Dimensioni autonome, rispettabili, ma indipendenti.
Religione nel privato, laicità nel pubblico.

Rutelli e Binetti, invece, rappresentano quella corrente "democratica-bigotta" (note le partecipazioni di entrambi a vari summit di CL) da cui il Partito Democratico deve assolutamente depurarsi .
Questo congresso è un'occasione più unica che rara.

Inoltre, caro Dario, lo stesso Rutelli ti ha servito su un piatto d'argento l'occasione di distinguerti.
Lo ha fatto dichiarando il suo appoggio "con riserva" alla tua candidatura.
Ora, a parte tutto, come è possibile che Rutelli possa ritenere davvero di dettare delle condizioni all'interno del partito?

Nella storia dell'Ulivo e in quella recente del PD ha raccolto sconfitte pesantissime.
Da quella contro Berlusconi alle politiche, alla recente (e gravissima) contro Alemanno per il comune di Roma. Un personaggio con questo palmares merita al massimo una posizione marginale nei futuri (ma anche presenti...) scenari di partito. In nessun modo deve essergli concesso di porre condizioni.

Dario hai l'occasione di dettarle TU le condizioni, e dettarle in modo tale da rendere IMPOSSIBILE l'adesione al tuo schieramento della corrente teodem Rutelli - Binetti.

In caso contrario perderesti sicuramente il mio voto e quello di tanti laici (o atei) che sono pronti a sostenere la candidatura di una persona che merita stima e complimenti, una persona alla quale è riuscito il difficilissimo compito di "tenere botta" alle europee e a non far implodere il partito nel post-Veltroni. Non è una "minaccia", sarebbe inutile, bensì una pura manifestazione di preoccupazione e sgomento.

Ti voterò perchè, come tu stesso hai detto, inizierai un "ricambio generazionale" tra le fila del partito, inserendo in ruoli importanti persone che non hanno ricoperto prima d'ora altre posizioni di spicco nel partito nazionale, persone che non sono già state "consumate" dall'opinione pubblica, persone che si sono fatte le ossa all'interno del partito lavorando sul territorio, persone che arrivano a questo importante appuntamento per TUTTO il centrosinistra italiano svincolate il più possibile da vecchie divisioni e appartenenze.


Il tuo progetto politico piace ed è fresco, ma non me la sento di sostenerlo spalla a spalla con persone come la Binetti, con persone fedeli all'Opus Dei che praticano la mortificazione corporale adoperando il silicio. Persone che non intendono sostenere in primis la laicità dello Stato e in secundum la laicità del PD stesso. Persone che dichiarano che l'omosessualità è una devianza della personalità, che le coppie di fatto non meritano la tutela civile MINIMA e che hanno "spaccato" pubblicamente il Partito sulla questione Englaro (e non esiteranno a spaccarlo di nuovo alla prossima questione etica).

Dario il mio consiglio è di sbarazzarti astutamente di queste persone. Dovrai metterle nella condizione di non poterti appoggiare. Inoltre dovrai GRIDARLO AL MONDO che quella corrente NON TI SOSTIENE.

Scusa, ma: più che un sostegno a me sembrano la zavorra che potrebbe trascinarti a fondo.

In bocca al lupo

Fabio Pari
http://fabiopari.blogspot.com/

Antonio ha detto...

Io che faccio politica da una decina d'anni sento già l'odore, la segreteria sarà purtroppo di Bersani, grazie all'appoggio di un quarto di tessere di tutto il partito fatto da Bassolino, e da un'altra buona parte di quelle dalemiane in toscana.
ho cominciato a passare oltre sulle pagine dedicate al congresso piddì.

accento svedese ha detto...

Niente Sinistra e Libertà. Mancano i radicali e non mi interessa.
Si resta lì fino all'ultimo e si combatte. Li cacceremo a calci in culo, e che ci provi Bassolino a mandare i suoi uomini a cercarmi,