12 luglio 2009

MARIO CAPANNA IS A METALHEAD (C'è vita oltre Rockit)

Non avevo mai sentito niente in vita mia dei Massimo Volume. Niente di niente. Li ho sempre snobbati perché pensavo che fossero troppo complicati e cerebrali per me. Io ascolto roba molto più semplice e diretta, ed a volte pure più rumorosa. Fondamentalmente io sono un ignorante.
Ed invece vederli dal vivo a Ferrara, scoprirli per la prima volta, assaporarli in una fresca serata di metà luglio è stato parecchio emozionante. Si eran sciolti nel 2002 e si sono riformati un anno fa, ma non è questo il punto. Il punto è che sono diversi da qualunque cosa io abbia mai ascoltato, ed a volte è un bene cambiare e dirigersi presso lidi sconosciuti ma potenzialmente ricchi di potenzialità(?).
Emidio Clementi ha la camicia ed i pantaloni e sembra un normalissimo impiegato con i tatuaggi sulle braccia, suona il basso e declama i suoi versi accompagnato da un mantra di chitarre affilate ed un drumming robusto, preciso ed essenziale. La musica dei Massimo Volume ti prende e ti porta via, ti fa pensare e riflettere ma soprattutto ti rende partecipe di una serata che solo vivendola capisci che è una serata speciale. Arriva Fausto Rossi vestito come un pescatore e la serata prende tutta un'altra piega, ma ormai il più è fatto ed il concerto si è già guadagnato di diritto i galloni dell'Evento vero e proprio.
A questo punto una domanda sorge spontanea: approfondire i Massimo Volume ascoltando anche i loro dischi o lasciare le cose come stanno e non approfondirli, serbando intatto il ricordo della loro esibizione ferrarese? Sinceramente non lo so. Io non leggo Blow Up perché per riuscire a decriptare il contenuto di certi suoi articoli serve un buon dizionario ed io non sono solito ad utilizzare il dizionario quando devo leggere una rivista musicale, io leggo Rumore nonostante Stefano Cerati (il Mario Capanna del metal italiano) recensisca con entusiasmo e senza vergogna le stesse cose che recensiva dieci anni fa. Temo dunque di non riuscire a capire fino in fondo ciò che Emidio Clementi vuole comunicare con i suoi testi (a volte non capisco nemmeno cosa voglia comunicare Cerati, ma questo è un altro discorso). Sono consapevole che il mondo non si è fermato al 1999 perché il millennium bug si è rivelato una bufala e non siamo stati spazzati via dal blocco di tutti i computer del mondo, però ho paura che approfondendo su disco i Massimo Volume potrei rimanere deluso rovinando il ricordo di un concerto importante. Vedrò col tempo che cosa fare e, soprattutto, cosa non fare. In ogni caso sono certo che la natura farà il suo corso.

7 commenti:

Dusty ha detto...

Beh io direi appronfondisci! Non rimmarrai deluso, al massimo rimarrai malinconico. Lungo i bordi è un album da cui non si può prescindere, è un capolavoro!

Anonimo ha detto...

Cerati ascolta Charles Manson e leggerebbe i suoi libri...se sapesse leggere.

Felson ha detto...

"Da qui" è IL disco italiano degli ultimi 30 anni. Sappilo.

accento svedese ha detto...

Nonostante Cerati approfondirò i Massimo Volume. Mi sa che finiro per perdermi dentro i loro dischi.

davide/isidax ha detto...

faresti meglio a procurarti gli album dei '90 del signor Rossi F.,poi vedresti la musica italiana con altri occhi.

accento svedese ha detto...

Voglio sentirli, sono curioso.

davide/isidax ha detto...

ografia di Faust'o Rossi è utibile tutta (tranne l'ultimo cd) sul suo sito ufficiale www.faustorossi.net nella sezione MATERIALI poi FILES AUDIO