19 ottobre 2009

AUTOSTRADA DESERTA AL CONFINE DEL MARE / SENTO IL CUORE PIÙ FORTE DI QUESTO MOTORE



È un Antonello Venditti imperiale quello che si è visto sabato scorso a Che tempo che fa, lo scoppiettante programma tv magistralmente condotto dal sempre più democristiano Fabio Fazio.

Quindici minuti di puro delirio, con Venditti che sembrava fatto di cera, sfoderava incredibili capelli che sembrano pittati con l'olio di scarto di una vettura che ha percorso ben più di 35mila chilometri senza mai effettuare un cambio d'olio, ma soprattutto indossava i soliti occhiali Rayban a goccia che indossa da una vita senza che ci sia un perché ben definito. Ha parlato di tante cose (tranne che del suo grottesco giubbetto, un capo simil-fetish pareva rubato dal guardaroba del povero Maicol Gecson) ma soprattutto del suo libro nuovo (che ovviamente esce per Mondadori), della sua vita artistica (è un cantante che non ha più nulla da dire da vent'anni e vive di ricordi) e della situazione italiana (ha citato la P2 ed ha detto che il peggio deve ancora venire, speriamo che non porti sfiga). Non si è capito nulla, Venditti parlava più con se stesso che con Fazio e di conseguenza più che un'intervista è stata un flusso di coscienza senza inizio né fine, uno di quelli che le persone mediamente normali fanno quando hanno esagerato con gli Jagerbomb.

Uno spettacolo davvero esaltante, roba che ti galvanizza, ti convince che la televisione è una invenzione geniale e ti fa uscire di casa per andare al Covo a sentire questa band-di-cui-tutti-parlano chiamata XX con uno stato d'animo diverso, più cosciente del fatto che la realtà che ti circonda non è poi così brutta.

E come è stato il concerto di sabato scorso?

Misterioso, anche perché non mi han fatto entrare in quanto il locale era tutto esaurito.

Da fuori si sentiva qualcosa?

No, perché i muri del Covo sono troppo spessi, le finestre sono chiuse e le nubi di fumo che caratterizzano l'atmosfera di quel locale assorbono i suoni e non lasciano trapelare nulla all'esterno.

Non facevano più entrare gente per ragioni legate alla sicurezza nel locale?

Probabilmente sì, ma se vogliono rendere ancor più sicuro il locale i tipi del Covo devono anche far rispettare alla gente il divieto di fumo. L'aria di quel locale è irrespirabile, e le finestre chiuse di cui sopra non aiutano per nulla.

La gente era incazzata?

Tantissimo, anche perché girava voce che il locale non fosse davvero sold out e che i soliti nani e ballerine siano entrati senza fare la coda perché conoscono questo, conoscono quello ed hanno un blog. Ma son solo voci di popolo che serpeggiavano incontrollate, e spesso le voci di popolo non corrispondono a realtà – o forse sì, chi lo sa. Non sono Frate Indovino e nemmeno Frate Metallo.

Te ne frega qualcosa di essertelo perso?

Sinceramente non me ne frega nulla. È molto probabile che gli XX siano il solito gruppo da un disco e via (che per la cronaca, è comunque un gran bel disco) che a suonare dal vivo proprio non gliela fa, si andava lì solo per curiosità ma soprattutto per avere una scusa buona per fare una tappa all'Autogrill di fiducia.

E al mio Autogrill di fiducia ho scoperto (per mia grande gioia) che al banco frigo è disponibile il caffè freddo Illy in lattina, una vera bomba che ti permette di affrontare a testa alta qualunque spostamento in auto. Magari avrò perso la possibilità di vedere il gruppo del secolo, ma tutto ciò è nulla di fronte ad una scoperta del genere – e pure di fronte alla grande performance televisiva di Antonello Venditti, roba da storia della televisione. Ora basta concerti, solo Autogrill a sfondarsi di caffè freddo assumendo caffeina fino a lambire le soglie dell'autismo e poi a casa raccontando in giro di essere stato ad un concerto epocale. Son queste le cose che contano veramente nella vita, altroché il Covo e i suoi concerti esclusivi.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei raccapricciante

Anonimo ha detto...

Perchè non sei andato a vederli a milano? ce li avevi dietro casa...

Rosy Bondi ha detto...

Accento gli hai detto a questo che non sei di Milano ma di Seregno?

Antonio ha detto...

magari potevi andare a vedere i Fuck Buttons al Locomotiv, intanto che eri a Bologna.
Ma anche no.

Anonimo ha detto...

I capelli erano davvero terribili,
che spavento a vederli!
Che altro dire? se ne sta andando ai limoni...ihihih
free soul

accento svedese ha detto...

@ anonimo 1: grazie.

@ anonimo 2: la prossima volta faccio così, ma solo se mi paghi il biglietto per il freccia rossa ed una stanza d'albergo.

@ rosy bondi: errore. Sono di Cologno MonZZZZ, come diceva Massimo Boldi ne I Pompieri 2.

@ antonio: non me la sono sentita perchè domenica ero in pietose condizioni fisiche. Com'è stato? Valgono o no 'sti Fuck Buttons?

@ free soul: da quando ho visto Venditti così conciato non dormo più la notte, fai tu...

Antonio ha detto...

Dico la verità.
Pure io ero in condizioni pessime, e ho dovuto rinunciare quasi a metà strada.

accento svedese ha detto...

Sarebbe bastato un carico di Illy Caffè in lattina e saresti stato in grado di affrontare qualsiasi concerto.

stu ha detto...

Quella di lasciare la gente fuori i cancelli purtroppo è una antica abitudine del Covo.Come quella di fregarsene di leggi italiane e non-fumatori.
Sono arrivato all'unica conclusione possibile:non andarci più.

accento svedese ha detto...

Sai che son d'accordo con te? Son talmente a livello che non ci andrei nemmeno se chiamassero i Global Communication ad eseguire per intero 76:14, uno dei più grandi capolavori di sempre.