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06 gennaio 2012

BROWN SUGAR, NEL VERO SENSO DELLA PAROLA


Tagliamo la testa al toro: Zucchero ospite al programma di Fabio Fazio è stato uno dei momenti televisivi più belli del 2011. Una roba incredibile, talmente bella che su YouTube nessuno ha avuto il coraggio di postare il filmato, con un Fabio Fazio letteralmente impietrito (non che di solito il viso di Fazio sia particolarmente espressivo, ma tant'è) di fronte ad un incontenibile Adelmo Fornaciari (questo il suo vero nome, anche se penso che attualmente non lo ricordi più nemmeno lui) che pareva davvero dover bucare da un momento all'altro lo schermo per sedersi a tavola con te e fottersi tutto il vino che hai in tavola, o a scelta esplodere colorando di lambrusco le pareti dello studio in cui viene registrato il programma (che tra l'altro è in diretta quindi non viene registrato). Cosa ho scritto? Non lo so proprio, ma resta il fatto che guardando Zucchero in quelle splendide condizioni ho riso tantissimo perché pensavo costantemente al fatto che non scrive una canzone al 100% sua da ormai vent'anni (e son stato di manica larga) eppure assieme ad Andrea Bocelli e ad Al Bano Eroina Power è forse il cantante italiano più famoso ed apprezzato nel mondo - e poi pensare a quella volta in cui ha insultato pesantemente il pubblico ad un concerto esclusivo in Sardegna ha fatto il resto (che figata, gli lanciarono addosso addirittura un limone intero!). Ad uno così si perdona tutto, perfino sua figlia che a quanto dicono le malelingue canta in giro solo perché è figlia di (ovviamente io non credo a queste voci. I believe in Jesus, I believe I can fly, Believe di Cher).



25 gennaio 2010

24 HOUR PARTY PEOPLE



Sabato scorso Massimo D'Alema era ospite al programma di Fabio Fazio (ormai non si chiama più Che tempo che fa, si chiama “il programma di Fabio Fazio” perché è un programma inconsistente come il suo conduttore e non merita di avere un titolo come tutti gli altri programmi tv) ma non ha detto nulla di sensato.

Sai che novità: Fazio è solito chiamare sempre gli stessi ospiti ed ovviamente D'Alema non poteva mancare anche se in trasmissione c'era già stato appena un paio di mesi fa, e D'Alema lo ha ripagato facendo ampio sfoggio della sua proverbiale (ed insopportabile) boria, la boria tipica di chi cerca di nascondere il vuoto totale. Chi paga ancora il canone tv è un perdente, chi crede che D'Alema sia un politico con le palle lo è ancora di più.

In poche parole D'Alema - il grande stratega politico, l'uomo delle grandi vittorie elettorali, colui che riesce a tener testa a Silvan Berlusconi – parlava ma non si capiva nulla perché non c'era l'audio. O meglio, l'audio c'era ed incredibilmente non era quello della trasmissione di Fazio, ma era l'audio della puntata del Grande Fratello in cui Ascanio Pacelli mena Patrick Ray Pugliese perché sta mangiando una sua mela. La Rai mi ha privato della possibilità di sentire ciò che diceva D'Alema, la Rai mi ha privato della possibilità di ridere di D'Alema utilizzando oltretutto l'audio di un programma della concorrenza in cui un bullo palestrato si incazza per un presunto torto subito. Che schifo.

Ma il punto non è questo, il punto è che alla fine di questo interminabile weekend D'Alema ha visto il suo candidato polverizzato da Nichi Vendola alle primarie per scegliere chi a fine marzo correrà per presidenza della Regione Puglia. Ovviamente D'Alema grida al complotto e parla addirittura di voto che ha cercato di farlo fuori, ed ovviamente andrà a finire che il grande stratega politico, l'uomo delle grandi vittorie elettorali, colui che riesce a tener testa a Silvan Berlusconi farà di tutto per far vincere il candidato della destra contro Nichi Vendola. Berlusconi ed i suoi più stretti collaboratori (Capezzone, Gasparri e Bondi – quello abbronzato) stanno ancora esultando al solo pensiero di poter ancora una volta contare su un alleato fedele come D'Alema. Beati loro.

21 dicembre 2009

LA DITTATURA LOGORA CHI NON CE L'HA



Che tempo che fa? Nevica e fa freddo, molto freddo. Fabio Fazio ospita Marco Pannella, ed io seduto in poltrona mi addormento dopo circa cinque minuti.
Davvero, non ci ho capito più nulla e sono crollato in un sonno profondo perché era tutto maledettamente troppo complesso. Al risveglio lo spettacolo purtroppo era finito ed io per qualche attimo che mi è parso eterno ho creduto di essere in Bielorussia (per la neve e per tutto il resto) o in qualche altra dittatura del cazzo. Poi ho capito: nessuna dittatura finché ci saranno uomini come Pannella - che, per inciso, con la coda di cavallo è davvero clamoroso - anche se a volte questi Grandi Uomini svalvolano un pochino troppo lasciando incredulo perfino un personaggio ultra-democristiano come Fabio Fazio.

19 ottobre 2009

AUTOSTRADA DESERTA AL CONFINE DEL MARE / SENTO IL CUORE PIÙ FORTE DI QUESTO MOTORE



È un Antonello Venditti imperiale quello che si è visto sabato scorso a Che tempo che fa, lo scoppiettante programma tv magistralmente condotto dal sempre più democristiano Fabio Fazio.

Quindici minuti di puro delirio, con Venditti che sembrava fatto di cera, sfoderava incredibili capelli che sembrano pittati con l'olio di scarto di una vettura che ha percorso ben più di 35mila chilometri senza mai effettuare un cambio d'olio, ma soprattutto indossava i soliti occhiali Rayban a goccia che indossa da una vita senza che ci sia un perché ben definito. Ha parlato di tante cose (tranne che del suo grottesco giubbetto, un capo simil-fetish pareva rubato dal guardaroba del povero Maicol Gecson) ma soprattutto del suo libro nuovo (che ovviamente esce per Mondadori), della sua vita artistica (è un cantante che non ha più nulla da dire da vent'anni e vive di ricordi) e della situazione italiana (ha citato la P2 ed ha detto che il peggio deve ancora venire, speriamo che non porti sfiga). Non si è capito nulla, Venditti parlava più con se stesso che con Fazio e di conseguenza più che un'intervista è stata un flusso di coscienza senza inizio né fine, uno di quelli che le persone mediamente normali fanno quando hanno esagerato con gli Jagerbomb.

Uno spettacolo davvero esaltante, roba che ti galvanizza, ti convince che la televisione è una invenzione geniale e ti fa uscire di casa per andare al Covo a sentire questa band-di-cui-tutti-parlano chiamata XX con uno stato d'animo diverso, più cosciente del fatto che la realtà che ti circonda non è poi così brutta.

E come è stato il concerto di sabato scorso?

Misterioso, anche perché non mi han fatto entrare in quanto il locale era tutto esaurito.

Da fuori si sentiva qualcosa?

No, perché i muri del Covo sono troppo spessi, le finestre sono chiuse e le nubi di fumo che caratterizzano l'atmosfera di quel locale assorbono i suoni e non lasciano trapelare nulla all'esterno.

Non facevano più entrare gente per ragioni legate alla sicurezza nel locale?

Probabilmente sì, ma se vogliono rendere ancor più sicuro il locale i tipi del Covo devono anche far rispettare alla gente il divieto di fumo. L'aria di quel locale è irrespirabile, e le finestre chiuse di cui sopra non aiutano per nulla.

La gente era incazzata?

Tantissimo, anche perché girava voce che il locale non fosse davvero sold out e che i soliti nani e ballerine siano entrati senza fare la coda perché conoscono questo, conoscono quello ed hanno un blog. Ma son solo voci di popolo che serpeggiavano incontrollate, e spesso le voci di popolo non corrispondono a realtà – o forse sì, chi lo sa. Non sono Frate Indovino e nemmeno Frate Metallo.

Te ne frega qualcosa di essertelo perso?

Sinceramente non me ne frega nulla. È molto probabile che gli XX siano il solito gruppo da un disco e via (che per la cronaca, è comunque un gran bel disco) che a suonare dal vivo proprio non gliela fa, si andava lì solo per curiosità ma soprattutto per avere una scusa buona per fare una tappa all'Autogrill di fiducia.

E al mio Autogrill di fiducia ho scoperto (per mia grande gioia) che al banco frigo è disponibile il caffè freddo Illy in lattina, una vera bomba che ti permette di affrontare a testa alta qualunque spostamento in auto. Magari avrò perso la possibilità di vedere il gruppo del secolo, ma tutto ciò è nulla di fronte ad una scoperta del genere – e pure di fronte alla grande performance televisiva di Antonello Venditti, roba da storia della televisione. Ora basta concerti, solo Autogrill a sfondarsi di caffè freddo assumendo caffeina fino a lambire le soglie dell'autismo e poi a casa raccontando in giro di essere stato ad un concerto epocale. Son queste le cose che contano veramente nella vita, altroché il Covo e i suoi concerti esclusivi.