
E come festeggiare un risultato così importante se non leggendo Top Girl che dedica uno speciale di sei pagine alla tribù urbana dei neofascisti, o ancor meglio leggendo la sontuosa intervistessa a Carlo Pastore apparsa a sorpresa su Vanity Fair? Forse per battere Top Girl sul suo stesso campo, Carlo Pastore si candida (lo dice velatamente, ma alla fine si candiderà, eccome se si candiderà) a prossimo leader del Partito Democratico in un'intervista in cui riesce nell'impresa di non dire nulla per tre colonne, se non che è appena uscito un suo romanzo per Mondadori, che è un romanzo a modo suo autobiografico, che ha provato coca/canne/MDMA ma ha smesso, che ha smesso di fumare perché quando fumava aveva sempre il raffreddore e soprattutto che sta lanciando una piccola casa editrice (tra l'altro, prossimamente avrei da sottoporgli un pochino di materiale scritto di mio pugno – lo contatterò non appena la casa editrice sarà cosa fatta). Dunque, autoreferenziale come una certa sinistra che si rispetti e democristiano quanto basta, con in più una strizzatina d'occhio a certi vizi dell'uomo moderno che ormai non appaiono più come trasgressioni agli occhi della gggente: praticamente, la versione liberal di Pierferdinando Casini.
Carlo Pastore è l'uomo giusto per battere la destra perché piace alle figlie ed anche alle mamme. Tirerà fuori dal pantano la sinistra e, più in generale salverà il paese. O ciò che ne rimarrà dopo la bancarotta in stile Argentina di cui sopra. Sostenerlo alle primarie di ottobre è un dovere morale. Amen.
1 commento:
L'ultimo tour di micheal jackson è saltato....
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