18 ottobre 2010

STRATEGIA DELLA PENSIONE: i Pooh concedono un'intervista esclusiva a questo blog.

Alla peggio (e alla sfiga) non c'è mai limite: tornano i Pooh senza Stefano D’Orazio, che l’anno scorso li abbandonò sulle note di un ultimo concerto (al Forum di Assago con migliaia di persone in lacrime) pieno di tristezza e incognite sul futuro. Il nuovo corso a tre più altrettanti turnisti di lusso come Steve Ferrone alla batteria, Ballo dei Lunapòp alle tastiere e Ludovico Bagnone alla chitarra, è celebrato dal cd Dove comincia il sole. «La notte di capodanno dell’anno scorso - dicono Roby Facchinetti, Red Canzian e Dodi Battaglia - alla fine del brindisi eravamo ubriachi fradici ma ci siamo fatti una promessa, portare avanti il nostro marchio. Fermarci sarebbe stato da stupidi, con tutti i soldi che incassiamo cantando le solite canzoni che cantavamo venti o trenta anni fa... ».

Quanto è importante il sentimento per questo album?
«Tantissimo. Noi siamo una famiglia e, feriti, reagiamo. Stefano è sempre stato più interessato al lato imprenditoriale dell’azienda Pooh e infatti si è messo a produrre spettacoli. Roby invece no, ed infatti tanto per non farsi mancare nulla è sia di Comunione e Liberazione che di Scientology. Siamo felici che Stefano D'Orazio abbia trovato la sua strada e sia andato a raggiungere il suo omonimo Stefano D'Orazio dei Vernice nel paradiso di coloro che sono stati famosi ed ora non lo sono più. ma per noi la musica è sopra ogni cosa. Non ci siamo mai voluti tanto bene come adesso, anche se non siamo gay perché a noi gli uomini non piacciono (anzi, se dobbiamo dirla tutta ci fanno parecchio schifo. Siamo all'antica, siamo per la figa)».

Nel disco si sente un Pooh-Sound scomparso dai tempi di Parsifal.
«Qual'è il Pooh-sound? Hanno mai avuto un suono i Pooh? Dico, hanno mai avuto qualcosa che non fosse le solite tre o quattro voci che si alternano e cantano testi da oratorio? Noi volevamo solo tornare alle radici del nostro suono, poi però ci siamo fatti prendere la mano ed è venuta fuori una roba che (facendo le debite proporzioni) è un po' il nostro Human After All. Un sapore di pasticche del 1996, sognante, brani come L’aquila e il falco a metano ti riportano per forza a una musicalità che si era un po’ sopita, in nome di un amore per il denaro che ci ha portato a smettere di sperimentare. Tutta colpa di Stefano D'Orazio, sia quello che suonava con noi che quello pelato dei Vernice (tra l'altro sembra l'arbitro Collina sotto metadone, ma non diciamoglielo). Inoltre Valerio Negrini ha fatto un lavoro eccezionale sui testi. Ha passato intere nottate a guardare i sexy show sulle emittenti private del lombardo-veneto ed ha trovato l'ispirazione per scrivere cose che neanche Vasco Brondi ha mai osato immaginare. E poi, guardare di continuo il filmato di Gianluca Grignani al Festivalbar 1995 è stato decisivo. Ci ha aperto orizzonti nuovi, ed infatti un titolo come L'aquila e il falco a metano è un chiaro omaggio a quel filmato (tra l'altro uno dei più belli di YouTube). Una volta deciso di accantonare i computer, suonare davvero senza farsi aiutare da sequencer, togliere piuttosto che aggiungere, tagliare l'erba sotto i piedi della concorrenza, fuma l'erba che ti passa, l'erba del vicino è sempre più verde, cari amici vicini e lontani, lontano lontano laddove non batte il sole, donna nana tutta tana, un due tre stella, strega comanda color, evitare i loop e altre diavolerie elettroniche, le musiche sono nate da sole. E suonavano elettroniche nonostante non avessimo usato diavolerie elettroniche. Tutto merito di Roby Facchinetti, che essendo sia di Scientology che di Comunione e Liberazione riesce a tirare fuori l’anima in maniera importante».

Concordo sul vostro giudizio sul filmato di Grignani al Festivalbar 1995, mai un uomo ha fatto cose del genere in diretta tv – almeno a livello mainstream. Tornando a voi, questo è il primo disco senza la Warner, un’etichetta alla quale eravate legati da sempre. Adesso incidete per la vostra «Trio», un nome a caso, e siete distribuiti dalla Artist First che ha in scuderia Oxa, Zero e tanti altri artisti che hanno deciso di volare da soli.
«Quello della discografia è un mondo che sta, fortunatamente, scomparendo. La gente scarica e fa bene perché l'80% dei dischi che escono oggi sono merda pura e per giunta costano troppo. Scaricare è giusto, poi se il disco ti piace lo compri, se non ti piace lo getti nel cestino. “If you like it, you buy it. If you don't, you erase it. Freedom of choice!” come diceva un paio di giorni fa il benzinaio di Roby Facchinetti. Per fare questo cd abbiamo speso il doppio di quanto spendemmo per Ascolta che uscì nel 2004, ma ti pare possibile? La verità è che la musica è malata, tutto viene bruciato in fretta ed è poco prezioso. È triste vedere che il suo futuro resta affidato ai talent show, uno dei quali per puro caso è condotto dal figlio di Roby Facchinetti ma noi facciamo finta di nulla perché tanto la maggior parte della gente non si rende conto che è una contraddizione il fatto che noi diciamo peste e corna dei talent show e poi un figlio dei Pooh ne conduce uno. È come se fossimo in un piccolo medioevo della musica: è un momento di buio, anche se giovani bravi ce n’è tanti. Tipo quel finocchio di Tiziano Ferro. Si può dire finocchio su un blog? (ndr. i Pooh ridono, Roby Facchinetti cade dalla sedia. Sembra indemoniato, ma è solo colpa della chimica e dei laboratori clandestini)».

Veniamo al tour che partirà il 23 novembre. Solo sette date, poche visti i precedenti di tournée monstre.
«È solo la partenza di un progetto che durerà un anno e l’occasione per provare una scaletta totalmente nuova (che poi è la stessa scaletta di sempre perché è una vita che nei concerti suoniamo le stesse canzoni). Proporremo tutto il disco nuovo e andremo a ripescare canzoni che non facciamo da trent’anni. Sai che palle vedere concerti del genere? Però la gente ci chiede questo, e noi pur di stare a galla lo facciamo. Pezzi che in passato pensavamo fossero troppo difficili da suonare dal vivo e oggi sono il fulcro della nostra rinascita. Anche perché ormai con Steve Terrone alla batteria al posto di Stefano D'Orazio non abbiamo più limiti (ndr. Roby Facchinetti è ancora riverso a terra, ma continua a ridere. In mano ha una manciata di pasticche colorate, roba da chiamare i Nas)».

Chi sono gli eredi dei Pooh?
«Oggi la musica pop è finita, quell’originalità dei Rolling Stones, ma anche dei Pooh, quel mondo musicale di riferimento non c’è più e resta una situazione irripetibile (e per fortuna, visto che i Rolling Stones ormai sul palco somigliano a delle salme – noi invece siamo ancora in grado di dire la nostra, non ci arrendiamo anche se ci siamo dovuti bombardare il viso di botulino e ci siamo fatti rifare i capelli da Cesare Ragazzi). Oggi la musica pop è tante cose. Christian Zingales che su Blow Up di questo mese scrive una incredibile monografia sull'ecstasy è musica pop. Justin Bieber rallentato dell'800% è musica pop. Igor il capo ultrà serbo arrestato dopo i disordini allo stadio di Genova per la partita della nazionale è musica pop. Bobo Maroni che con quella faccia lì e quegli occhiali lì parla di strage evitata allo stadio di Genova è musica pop. Berlusconi che finalmente sdogana la bestemmia è musica pop. Vedere alle 5 di mattina un filmato di repertorio in cui Scialpi canta indossando solo ed esclusivamente pantaloni ed una terrificante giacca nera sul torso nudo è musica pop. Uno strafattissimo Vasco Rossi ospite di un programma anni ottanta di Mike Bongiorno è musica pop. Mike Bongiorno che litiga con Antonella Elia durante le registrazioni dei programmi è musica pop. L'espressione che aveva Max Pezzali quando Mauro Repetto si è presentato a sorpresa sul palco durante una sua esibizione è musica pop. Il fatto che qualche buontempone su Facebook abbia proposto l'idea di realizzare una puntata di Casa Vianello con mezz'ora di telecamera fissa sul loro letto e due salme sotto le coperte è musica pop. L'intervista a Francesco Nuti ubriaco é musica pop. Il reality show sulla famiglia di Ozzy Osbourne che andava in onda qualche anno fa su Mtv è musica pop. Luca Cordero di Montezemolo che straparla di tutto e poi non si butta in politica è musica pop. Gli incomprensibili monologhi di Enrico Ghezzi prima di Fuori Orario sono musica pop. Enrico Ghezzi avvistato tre anni fa ad un concerto dei !!! a Roma è musica pop. Gli Oasis che hanno scritto la stessa canzone per quindici anni sono musica pop. Il filmato dei Blur a Sanremo con un cartonato al posto di Graham Coxon ed un passante al basso è musica pop. Brian Molko dei Placebo che al Festival di Sanremo distrugge una chitarra è musica pop. Trucebaldazzi che alla fine del video Odio la scuola getta dell'esplosivo nella sua scuola è musica pop. Andare ad un concerto di Metal Carter e non vedere un cazzo perché davanti a te c'hai Trucebaldazzi è musica pop. Trucebaldazzi che sembra un samoano è musica pop. Gel al 2 The Beat 2006 è musica pop. Uno Mattina quando era condotto da Luca Giurato è musica pop. Si potrebbe andare avanti all'infinito ma ci siamo rotti i coglioni, e poi ci sarebbe anche da soccorrere Facchinetti che è un quarto d'ora che giace lì per terra e nessuno l'ha ancora aiutato somministrandogli il Narcan. Comunque, in definitiva: abbiamo avuto la fortuna di aver vissuto un certo periodo e di averne potuto trarre certe esperienze. Inoltre, non c’è nulla che faccia presagire qualcosa di nuovo. Andremo sempre di più verso grandi voci su grandi pezzi, la differenza la farà l’interpretazione. Cosa vuol dire? Boh, non lo sappiamo. Sono solo cazzate fasciste sparate a caso. Dobbiamo andare, ciao».

2 commenti:

Anonimo ha detto...

viva i pregiudizi!

accento svedese ha detto...

Non ho afferrato. Me la spieghi?