06 settembre 2009

LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE (NERO): WHAT WILL I BE LIKE WHEN I GET OLD?



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una velina anonima frutto del lavoro congiunto di pezzi grossi del Vaticano e di elementi deviati dei servizi segreti. È arrivata in redazione ieri, ed in nome del diritto di cronaca la riportiamo interamente, senza censura alcuna.

(Whitney) Houston abbiamo un problema: a quanto pare il declino di Rumore appare inarrestabile, e forse a questo punto non vale nemmeno più la pena di insistere ad acquistarlo ogni mese al modico prezzo di cinque euro. Basta con l'accanimento terapeutico, che ad esser troppo buoni ci si perde sempre. E, sia chiaro, niente eutanasia, che altrimenti si va contro la volontà del Signore.

Il numero di settembre 2009 è esemplare per capire lo stato attuale di questa gloriosa rivista musicale. Vieni da un deludente numero estivo luglio/agosto con allegata una entusiasmante guida alla scoperta della musica dei Velvet Underground (una di quelle guide che fai prima a far ricerche su Wikipedia che a leggerle) e ti trovi in mano un numero nuovo che se lo leggi un tantino distrattamente ti sembra di tornare direttamente al 1996 (anno in cui sfrecciavi con lo scooter per le vie del tuo paese e già compravi Rumore), cosa decidi di fare per reagire? Implori perdono? Implori Perdomo, il centrocampista che giocava a calcio peggio del cane di Vujadin Tavernello Boskov? Lo cestini subito? La prendi in ridere? La butti in caciara e lo riporti all'edicolante chiedendo il rimborso del prezzo di copertina? Mistero, nel senso della canzone di Enrico Ruggeri. Anzi no, Mistero Boffo come il titolo dell'ultimo numero di Panorama.

Ridere è la soluzione migliore, sempre e comunque. Cerati recensisce con entusiasmo gruppi per cui io mi entusiasmavo quando avevo dodici anni, Cerati recensisce il Gods Of Metal a cui sognavo di andare quando avevo dodici anni. Cerati fondamentalmente mi sta simpatico perché ha attitudine da vendere e ci crede ancora. Un fantasmagorico report dell'Idroscalo Festival a cura di tale Elisabetta Bellosta, con Duff McKagan definito leggenda vivente del rock (forse perché in gioventù si è sparato birra in vena), pensierini che paiono copiaincollati a caso dopo essere stati presi di peso dal diario di una quattordicenne con velleità pseudoalternative ma soprattutto una alatissima frase come “uno dei gruppi più popolari del social network” che sta ancora gridando vendetta anche se è trascorso più di un mese dalla fine del festival. Il nuovo, pallosissimo, prevedibilissimo Bloody Betroots disco del mese, definito dal recensore un capolavoro di eclettismo (a me tutte le tracce paiono suonare tutte uguali anche dopo ripetuti ed attenti ascolti, urge una solenne stroncatura di Christian Zingales) ed elevato al rango di progetto anarco-grafico-musicale dai Bloody Betroots stessi (dunque, se prima pensavo che i brani presi singolarmente potessero anche spaccare ora valuto l'opera d'arte nel suo complesso e la giudico come un prodotto da lasciare nei bagni del prossimo Autogrill in cui mi capiterà di sostare. Sicuramente il camionista che avrà la fortuna di trovare il disco in questione lo apprezzerà più di me). Pomini grande come al solito, Lo Mele idem, Girolami una sicurezza, il resto (qui la velina anonima risulta illeggibile, per completare la frase ci vorrebbero Vittorio Feltri e la sua geniale inventiva). Mi fermo qui, che sto esaurendo l'Inkiostro (la velina accenna quindi ad un report su Animal Collective+Tv On The Radio a Ferrara Sotto Le Stelle che non è passato inosservato, ma la frase appare sgrammaticata e viene troncata di netto senza che se ne possa capire bene il senso. Che in Vaticano stiano iniziando a girare sostanze non propriamente lecite?)

Ci si arriva sempre crescendo: non sono andato al concerto dei Get Up Kids a Bologna perché ad un evento del genere valeva la pena andare dieci anni fa, non sono andato al concerto degli Earth Crisis a Bologna perché ad un evento del genere valeva la pena andare (come minimo) dieci anni fa, ed ora sto pensando di dire stop all'acquisto di Rumore (ma non è ancora detta l'ultima parola). Dal prossimo mese potrei comprare solo Blow Up, così almeno imparo a parlare e a scrivere in italiano.

La velina si conclude così, probabilmente incompiuta. O magari eran due pagine ed in redazione è arrivata solo la prima ed in nome del diritto di cronaca ho pubblicato solo l'unica che avevo. O magari rispetto sempre e comunque il diritto di cronaca e dunque io rispetto le scelte editoriali di Rumore anche se non le condivido.

20 commenti:

be kind rewind ha detto...

ehm io ieri ho comprato sia rumore che blow up.
per ora ho letto del concerto dei blur a londra al quale sono stata e sembra un inutile tema sulla gita delle elementari.

comunque è colpa mia che spendo 11 euro così quando chiunque altro li avrebbe investiti in biglietti del superenalotto.

Anonimo ha detto...

Sai cosa, quando ho scritto una cosa molto simile un paio di anni fa la totalità della blogosfera, nessuno (NESSUNO) escluso mi diede del qualunquista, sparasentenze e via dicendo.
Arrivarono anche minacce. Pensa te. E tutte da Bologna, pensa te (e due)
Ti sono vicino (e spero che dopo due anni la gente abbia aperto gli occhi)

GiorgioP (JunkiePop)

Antonio ha detto...

povera i(ndie)talia.

Anonimo ha detto...

Parole sante, ma prevedo che ne verranno fuori scazzi.

Anonimo ha detto...

Buona fortuna...

Anonimo ha detto...

Cazzo c'entrano i Descendents poi???

Anonimo ha detto...

Ho letto per una vita Rocksound, le recensioni le avrei potute scrivere io (ai tempi in cui lo leggevo), penso che forse era volutamente per ragazzini low profile o gli autori erano veramente degli idioti..

Rumore è simpatico dai, ma ogni tanto qualche recensore si lascia prendere la mano e scrive 10 righe di cazzate emozionali inutili come intro a 3 righe 3 sul disco, poi magari gli da 8 e il disco mi fa pure cagare (vedi nel num di lugl questi Fine Before You came)

ale-bu ha detto...

al concerto dei get uo kids sono andato. proprio perchè ne era valsa la pena andarci dieci anni fa. e, nonostante qualche timore iniziale, è valsa la pena tributare una serata a quello che valeva la pena dieci anni fa.

per il resto, vale la pena lasciare un commento anche solo perchè hai scelto descendents per aprire il post!

:P

ps: alla magnolia parade di questi giorni, bloody beetroots han tirato talmente tanta gente che pareva la reunion dei pink floyd. ho deciso che non ne valeva la pena, e sono andato a vedere i nouvelle vague. e ne è valsa la pena.

ok, la smetto.

colas ha detto...

junkiepop: a me pare che tu ti sia beccato critiche feroci solo per l'attacco diretto ad una persona. Attacco superficiale e quindi ingiusto.
(visto che non ne sapevi nulla e gli hai appioppato una definizione grave e stupidella).

Felson ha detto...

Secondo me il post di Junkiepop era più che condivisibile. Quasi nessuno l'ha letto ma quasi tutti si sono attaccati ad una parola purtroppo sbagliata. Nel complesso è stato uno sfogo giusto.

accento svedese ha detto...

Rumore a volte lascia sconcertati, a volte fa impazzire. Non è più lo stesso di un tempo, o forse sono io che non sono più lo stesso di un tempo e me la meno troppo. Non tutti i collaboratori della rivista mi garbano, ma magari è solo questione di genere musicale trattato. Compagnoni mi piace. ;) Blow Up ha il pregio di avere Zingales, ed il difetto che a volte parla di dischi che forse non esistono, ma magari sono solo io che dovrei sbattermi di più a cercarli.

Anonimo ha detto...

Sono convinta che Cerati, Frazzi, Sorge e Di Mauro hanno hanno la connessione a 56k quindi non riescono a leggere un blog con delle foto. Quindi non si offenderanno più di tanto. Anche perchè in pratica Rumore sul web non esiste, ha una webpage indegna, un myspace altrettanto indegno. In questo senso sono fermi a dieci anni fa come molti dei collaboratori.
Dimenticavi di citare Maurizio Blatto, secondo me il migliore fra i collaboratori della rivista. Il suo privè di questo mese la dice lunga su quanto sia contento dell'andazzo della rivista.
Vanno avanti per inerzia comunque, questo è palese. Il fatto che poi esternalizzino certe recensioni a collaboratori esterni tipo Inkiostro (recensione di Ferrara Sotto Le Stelle indegna, poi perchè affidarla ad Inkiostro quando hanno un collaboratore che se non sbaglio è di Ferrara?) o affidare il report della reunion dei Gories ad un fanzinaro di 16 anni o alla Bellatosta (e chi è? La figlia di Cerati?) è sconcertante.

Ill Bill Laimbeer ha detto...

Giorgio P/Junkie Pop, segnalo però un errore nel tuo post "c'era una volta Rumore", di due annetti fa: Demokrazia non la scriveva Raoul Duke e non l'ha mai scritta...la facevo io sotto lo pseudonimo di Er-P. Per il resto no comment perchè altrimenti mi licenziano.

Marco ha detto...

già vacillavo da mesi, trafitto al cuore da recensioni in sollucchero davanti a dischetti men che mediocri, ma l'entusiasmo incontenibile di Rumore per il disco dei Baustelle l'anno scorso ha decretato le mie dimissioni irrevocabili da lettore.
Questo mese ho visto che in copertina c'è "in giro con gli Oblivians" che mi ha fatto tentennare ma niente, davanti all'edicola ho tirato dritto.

Anonimo ha detto...

E hai fatto bene, l'hanno fatto fare a tale Franz Barcella il servizio sui Gories e gli Oblivians, sembra un temino delle elementari sgrammaticato.
Le brutte recensioni sono il male minore del Rumore 2009.

Anonimo ha detto...

p.s casualmente poi Franz Barcella ha una etichetta e un gruppo e casualmente in due numeri sono apparsi prima la segnalazione su "facce nuove" di una misconosciuta band dove uno dei membri è un suo omonimo e poi una pubblicità a tutta pagina della sua etichetta.

P! ha detto...

sono 6 mesi che non compro + rumore e sinceramente non mi manca !

accento svedese ha detto...

Urge un restyling della rivista, mi sa.

Anonimo ha detto...

http://junkiepop.com/2009/09/09/no-comment/

http://nonsischerzapiu.blogspot.com/2009/09/tappartengo-ed-io-ci-tengo-e-se.html


+Blatto
-Girolami

Anonimo ha detto...

http://www.complottoemezzo.com/index.php/headlines/2009/09/10/maurizio-blatto-fomenta-il-caos