23 giugno 2009

SPACEMAN I ALWAYS WANTED YOU TO GO / INTO SPACE MAN (INTERGALACTIC CHRIST)




Che figata: domenica sera ho visto Graziano Cecchini aggirarsi con passo felpato per le vie di Ferrara. Sembrava la Pantera Rosa – anzi, la Pantera Nera (pessima battuta la mia, roba degna del peggior Pippo Franco). Dopo una intera giornata trascorsa smanettando con Virtual Dj per creare mixtapes dal valore artistico pari a zero ho creduto di avere le allucinazioni, solo che in realtà non erano allucinazioni ma era il mondo reale. Il paese è reale e quello che ho visto era davvero Graziano Cecchini che, come annunciato nei giorni scorsi dal sempre informatissimo Estense.com, è sceso a Ferrara per colorare di azzurro le acque del Castello di Ferrara in caso di vittoria al ballottaggio del candidato sindaco destroide Giorgio Cagotto (purtroppo per qualche inspiegabile motivo il correttore automatico di Microsoft Word® continua a correggere e a scrivere Cagotto, dunque scrivo Giorgio Cagotto e non se ne parli più), il suo candidato prediletto. Il Cecchini indossava una tutina in spandex® da vero gonzo ed aveva un grosso sacco sulle spalle, sacco che probabilmente conteneva qualche chilo del colorante azzurro puffo che veniva utilizzato negli anni ottanta per confezionare i gelati gusto puffo (gelati purtroppo fuori produzione da troppo tempo, avevano un sapore indefinibile e soprattutto quando andavi in bagno ti permettevano di stupire la mamma facendo gigantesche cacche verde mare. Sulle sostanze usate all'epoca per fabbricarli dovrebbe indagare Roberto Saviano), ed era molto affaticato ma aveva il sorriso sulle spalle, segno che alla vittoria di Giorgio Cagotto ci credeva sul serio. Credeva nella svolta per entrare da protagonisti nella Storia, e non è poco.

E per un attimo l'ho pure visto allo Zuni (oppure da Zuni, come si usa dire a Ferrara) in occasione del concerto di Ariel Pink e dei suoi Haunted Graffiti, ma poi è corso via e si è dileguato nel nulla. Forse era già in missione, un'altra memorabile impresa questa volta da realizzare in terra estense.

Comunque, nonostante la presenza/assenza di Cecchini gli Ariel Pink's Haunted Graffiti hanno spaccato, e non poco.

Dal punto di vista estetico Ariel Pink sembra:

(in ordine crescente)

  • le scarpe che indossava durante il concerto di domenica, un misto tra le ciabatte da fornaio del Dr. Scholls pittate di nero, gli anfibi del Dr. Martens, le Croqs e le Spadrillas in da mist;
  • Ozzy Osbourne in versione reality show di Mtv sul suo ménage famigliare/ménage familiare/comecazzosiscrive (in sostanza, quell'uomo che c'è talmente rimasto da non riuscire nemmeno più ad usare il telecomando della tv satellitare, figurarsi a comporre canzoni per un album nuovo decente);

  • il figlio di Ozzy, se questo fosse un fricchettone dedito all'uso di droghe sintetiche invece di essete un ciccione alcoolizzato dedito a sperperare i soldi di papà presenziando a feste et altri eventi mondani di dubbio gusto (praticamente la versione maschile di Paris Hilton opportunamente dopata con droghe sintetiche fabbricate nei laboratori clandestini dell'ex Jugoslavia);

  • Brian Mongo dei Placebo quando al festival di Sanremo ha distrutto la chitarra causando un malore al parrucchino di Pippo Baudo;

  • Mick Jagger, se Mick Jagger avesse ascoltato tonnellate di garage rock, colonne sonore del film la Febbre del sabato sera, dischi minori degli Iron Maiden, dischi minori di Robert Wyatt (ammesso che esistano dischi che possano considerarsi dischi minori di Robert Wyatt);

  • Phil Anselmo post overdose, 1996 circa quando ha deciso di farsi crescere i capelli e li portava di media lunghezza e soprattutto molto unti;

e musicalmente i suoi Haunted Graffiti ovviamente risentono di queste molteplici ed eterogenee influenze. Roba da farti sanguinare le orecchie per quanto è rumorosa, roba che a volte sembrava i Bee Gees che suonavano cover degli Iron Maiden che suonavano cover di Ozzy che suonava cover di Robert Wyatt ecc. ecc., ed altre sembrava semplicemente Daniel Johnston suonato al doppio della velocità da un fornaio con gli anfibi ai piedi durante il turno lavorativo del venerdì sera. Tutto suonato/cantato con l'aria di chi passa lì per caso e sta partecipando ad un karaoke, come un soundcheck che si trasforma in un concerto e nessuno ha nulla da ridire. Mancava solo il codino di Fiorello, ma gli Ariel Pink's Haunted Graffiti sono entrati ugualmente nella galleria dei miei idoli totali.


Il concerto è finito davvero troppo presto, ma non prima di riservare un clamoroso colpo di scena: a sopresa (ma non troppo, visto che già immaginavo che un uomo del genere avrebbe compiuto una prodezza del genere) Ariel Pink si è introdotto nei bagni del locale portando con sé il microfono per cantare una, due, tre canzoni rimanendo comodamente nascosto lì dentro. Tutto molto bello, tutto molto esilarante, solo che Ariel Pink ha disturbato il povero Graziano Cecchini che era seduto seduto sulla tazza e spingeva come un forsennato per colorare di azzurro le acque. Aveva la cacarella delle occasioni che contano, il Cagotto delle Libertà, e stava già festeggiando in anticipo il trionfo di Giorgio Cagotto al ballottaggio.

Non è dato sapersi come sia terminata la disputa Ariel Pink-Graziano Cecchini. Le autorità di pubblica sicurezza stanno ancora facendo tutti i rilievi necessari alla risoluzione del caso, ed a breve Estense.com farà sapere di più riguardo agli sviluppi della vicenda.

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