19 aprile 2007

L'EROE DEI DUE MONDI

Sagi Rei è un reduce della fantastica stagione della dance anni novanta (quella volgarmente detta musica da autoscontri) che ha avuto un'idea tanto semplice quanto geniale: riproporre in chiave acustica gli anthems di quell'epoca. Anche se tale definizione finisce per risultare un tantino limitativa, più o meno è quello che ha fatto è stato questo. E ci è riuscito molto bene, devo dire.
Vocalist che prestò la propria voce a molte delle produzioni simbolo dell'epoca, se ne è uscito con due dischi nel giro di due anni (Emotional Songs vol. 1 nel 2005 ed Emotional Songs vol. 2 nel 2007) di pregevole fattura e di grande gusto, ennesima dimostrazione della validità dei pezzi di partenza. Dietro agli strati di synth spigolosi e ai battiti della Roland 909 c'erano melodie ad altissimo tasso emotivo, dopo tutto. Bastava cercarle. Sagi Rei le ha trovate, creandosi fama e un certo seguito, soprattutto da parte di chi in quegli anni stava attraversando la fase adolescenziale (o ne era uscito da poco).

Dei due dischi, quello che mi piace maggiormente è il secondo. Mentre nel primo, pur confezionando un ottimo prodotto, affronta con troppo timore reverenziale i pezzi di partenza, nel secondo vengono fuori le cose più interessanti. Tutto è meno calligrafico rispetto all'esordio, trovano spazio anche canzoni non risalenti a quel periodo e gli arrangiamenti sono più ricchi e fantasiosi: Don't Stop Movin' dei Living Joy diventa una bossa (l'effetto è straniante se la si confronta con l'originale), Sing It Back dei Moloko uno swing di tutto rispetto, Starlight dei Superman Lovers addirittura un bel blues acustico.

Operazione nostalgia, assolutamente non patetica ma di gran classe e di sicuro effetto. Sagi Rei è uno che ha capito tutto dalla vita. Gli originali sono inarrivabili ma lui riesce a coglierne lo spleen, facendolo proprio e attualizzandolo. Arriva così a creare musica che placa la fame di ricordi di chi ha vissuto sulla propria pelle quella gloriosa epoca, un periodo in cui tutti pensavano ancora di poter fare quello che volevano e non avevano paura delle conseguenze. E non è poco.

A questo punto sarei curioso di sentirlo all'opera con qualcosa di sua composizione, sarebbe una bella rivincita sui tanti detrattori del genere.Ma prima o poi dovranno rendersene conto, quella era musica di un certo spessore. Intanto io sono diventato un suo grande fan. E' perchè sono un maraglio [*] .


[*]maraglio: Aggettivo sostantivato utilizzato sopratutto a Bologna e zone limitrofe per identificare ragazzi/e abbastanza grezzi che si mettono in mostra in modo vistoso e cafone.

8 commenti:

Zonda ha detto...

L'idea a dire il vero non e' delle piu' originali. Ma sempre apprezzatissima :)

disorder ha detto...

...ma tra Maraglio e Tamarro/Truzzo usato nello stesso senso che sottile differenza semantica c'è?

Manq ha detto...

voglio questi due cd...

Bluto ha detto...

I tuoi post sono semplicemente fantastici.

federico ha detto...

@ zonda: l'idea assolutamente non è originale, io ce l'avro avuta mille volte! :D solo che non ho mai avuto il coraggio di farlo.
Lui l'ha fatta con il cuore e soprattutto benissimo!

@ disorder: secondo me il maraglio è più bonario, un sempliciotto innocuo. Il truzzo invece è molesto e dannoso. :D

@ manq: sono di facile reperibilità e meritano parecchio! ;)

@ bluto: grazie! sei troppo buono! ;)

Zonda ha detto...

Blutonatale :D

blago ha detto...

devo assolutamente procurarmeli!
ottima dritta

...un saluto

federico ha detto...

@ zonda: :D

@ blago: procura che ne vale la pena!