27 aprile 2007

DEAR CAN

La gente solitamente pensa che i più grandi di tutti siano stati i Beatles, i Pink Floyd, i Doors, i Velvet Underground o i Led Zeppelin. Qualche temerario addirittura dice che siano stati i Queen, ma solitamente non viene preso sul serio. Non è vero nulla. I più grandi sono stati i Can.
I Can sono stati semplicemente il più grande gruppo di tutti i tempi. Per quanto hanno fatto vedere all'epoca ma soprattutto per quanto sono stati decisivi per lo sviluppo di tutta la musica successiva. Hanno anticipato tutto e tutti, ed erano talmente avanti che all'epoca la critica musicale non aveva nemmeno i mezzi per capire e giudicare la loro musica. Talmente avanti che il vero successo di pubblico lo hanno avuto trent'anni dopo, quando non esistevano già più.
Pensandoci un pochino, gruppi come Stereolab, Tortoise, Daft Punk, LCD Soundsystem, Sonic Youth, Primal Scream, Tv On The Radio, Public Image Ltd., Battles non sarebbero mai esistiti. Ed ho fatto i primi nomi che mi sono venuti in mente. Credo che almeno il 70% della roba che si ascolta oggi sia stata influenzata direttamente o indirettamente dai Can. Bastano i primi sei dischi a dimostrazione della loro grandezza.
Sei dischi in cui hanno detto tutto prima di tutti. Se all'inizio la loro forza era quella di prendere a modello i Velvet Underground e Stockhausen per dar vita a qualcosa di nuovo e dirompente come il primo disco Monster Movie, poi si sono lanciati in avventure sonore nuove e stimolanti senza mai ripetersi. Soundtracks, in cui si confrontano con il formato colonna sonora, uscendone vincitori. Tago Mago, forse il loro disco più bello in assoluto ed il primo con Damo Suzuki alla voce, un viaggio nel futuro. Ege Bamyasi, funk bianco, marziale, teutonico. Future Days, il loro disco più "pop" e sofisticato. Soon Over Babaluma, i Public Image Ltd. sei anni prima, il primo disco che non nasceva da jam di improvvisazione. Dal 1968 al 1975 i più grandi di sempre, poi ci sono stati cambi di formazione, un'improbabile apparizione all'edizione inglese di Top Of The Pops nel 1978, lo scioglimento, una disastrosa reunion, la morte del chitarrista Michael Karoli. Nulla che abbia scalfito la loro grandezza.
Anche se nessuno si ricorda mai di loro oppure vengono liquidati come gruppo di nicchia, sono stati i migliori. Dopo i Can la musica non è più stata la stessa.

9 commenti:

onanrecords ha detto...

Imporantissimi a livello musicale. Ma senza immagine. E nel rock senza immaginare si può essere influenti, ma non si può ambire ad essere ricordati come i più grandi. Non si può entrare nell'immaginario collettivo.
Per fare solo un esempio. Puoi pensare agli Zeppelin senza visualizzare il torso nudo di Plant? Le sue movenze? Al salto a cambe divaricate di Page durante Heratbreaker? Ogni artista rock importante è inscindibile dalla visualizzazione di qualcosa.
Per i Can questo è davvero impossibile. Probabilmente sono grandi anche per questo, ma nella direzione di Stockhausen.

Zonda ha detto...

Oh i Can che gruppo. Plausi Plausi Plausi. Li conosco troppo poco. Ecco un gruppo che "sapeva suonare". Mica come le band di oggi, tze!

La band piu' grande di tutti i tempi sono i King Crimson :P

pibio ha detto...

grandissimi!
indispensabili i Can!

Cosucce Psicotrope ha detto...

hai perfettamente ragione. avanti. più avanti di tutti. e soprattutto PRIMA di tutti.
non sono del tutto d'accordo con Onan, però.
pur riconoscendo l'importanza del'immagine, ti ricordo che i Pink Floyd si vantavano di poter tranquillamente passeggiare per strada senza che nessuno li riconoscesse.
il culto dei Can (e ancora di più dei Faust) risiede anche nella loro misteriosità che li ha fatti diventare un oggetto di culto, anche a prescindere dalla loro musica.

Cosucce Psicotrope ha detto...

sto riascoltando orora Tago Mago.

me cojoni.

consiglio di riprendere "Halleluhwah".
Diciotto minuti di funk inumano e de-umanizzato. Ascoltatevi bene la batteria.
non è una drum-machine. E' un uomo. Si chiama Jaki Liebezeit.
Ma uno che suona così non può essere un uomo. Almeno non più. Disumano, freddo, androide.
Genio.

federico ha detto...

@ onanrecords: a me piacciono proprio perchè non avevano immagine. Improponibili, vestiti come capitava, concentrati solo sulla musica, eppure favolosi. La loro non era nemmeno musica che poteva trascinare le masse, ma probabilmente se ne sbattevano.
Ogni artista rock è imprescindibile dalla visualizzazione di qualcosa. Non riesco ad immaginare gli Zeppelin senza il torso nudo di Plant, ma loro vanno oltre: sono la dimostrazione che si entra nella storia anche senza immagine.
L'unico che avrebbe potuto entrare nella storia della musica come icona era Suzuki, se solo avesse voluto.

@ zonda: approfondiscili, non è mai troppo tardi! ;) sapevano suonare in maniera pazzesca, come fosse la cosa più facile del mondo.
Mica come i Klaxons. :D
I King Crimson mi piacciono un sacco, e hanno fatto due dischi sublimi: In The Court Of..., e Discipline, a modo suo influenzato dai Can.

@ pibio: Imprescindibili. ;)

@ cosucce psicotrope: i Faust erano ancor meno facili, e sono un'altra band che adoro! Il bello di questi gruppi è proprio quello che sono rimasti nell'immaginario collettivo (nell'immaginario di pochi, a dire il vero...) solo per la musica, e io apprezzo. ;)
Tago Mago è sublime, mi chiedo ancora come possa essere possibile fare un disco del genere. Jaki Liebezeit era davvero un androide, un batterista pazzesco. Forse il mio preferito assieme a Robert Wyatt quando era nei Soft Machine. Halleluhwah un delirio di 18 minuti che passano in un attimo e vorresti che ricominciassero subito.

Zonda ha detto...

Basta con sti segaioli alla Blondelle e Cinematics. Oltre l'immagine c'e' di piu'...

@ Cosucce: Ti consiglio anche l'ascolto dell'album "Jelousy" degli X-Japan. Poi incominci a fare confronti col loro pianista/batterista

onanrecords ha detto...

cosucce psicotrope: E' vero che i Pink Floyd non erano riconoscibili per strada. Almeno sino a quando Gilmour non si è visto bene in Live At Pompei. Ma per immagine intendevo non paillettes e lustrini intendevo qualcosa che resti. I Light Show dei Pink Floyd all'UFO ad esempio, le luci abbaglianti, l'acido, quelle cose lì. Roba che tutti si sono sempre immaginati e hanno visualizzato pur non avendo la fortuna di parteciparvi.
Dei CAN è davvero difficile visualizzare qualcosa.

Sull'importanza dei CAN nessuno può discutere. Dia chiaro. Però non si può pretendere e godere che non siano stati un gruppo per le masse e al contempo lamentarsi che poi non siano largamente ricordati.
O l'una o l'altra.

federico ha detto...

La mia era una provocazione. Effettivamente quello che ho detto è una contraddizione, ma non è che io ci goda se non li conosce nessuno. Non sono il tipo, non ho una mentalità così chiusa e settaria. Anzi vorrei che li conoscessero tutti. E soprattutto che tutti si ricordassero della loro importanza a livello musicale.
Ma poi, quanto contava allora l'immagine per un gruppo e quanto conta invece oggi? Oggi l'immagine è quasi tutto. Probabilmente oggi verrebbero presentati come dei nerds e avrebbero più possibilità di entrare nell'immaginario collettivo. E di fare i soldini.