08 aprile 2008

VITTIMISMI D'ARTIFICIO

Qualche giorno fa Giuliano Ferrara ha tenuto un comizio elettorale a Ferrara (scopa!), organizzato all’Hotel Ferrara (tris. Vado per una!). E l’evento era talmente imperdibile che, nonostante l’altissimo rischio di blocchi digestivi ad oltranza causati da ciò che avrei sentito dire in quella sede, non ho resistito e sono andato, prendendomi pure il lusso di documentare tutto accuratamente tramite sms inviati a raffica ad un imprecisato numero di telefono. Nuda e cruda, ecco la cronaca in 160 caratteri di una giornata particolare:

Ore 10 e 30: Giulianone ha deciso che parlerà nella sala congressi. Paura del contatto con la folla o semplicemente volontà di usufruire del buffet gentilmente offerto dalla casa? -

Ore 10 e 32: Arrivato in loco. Mi hanno fatto entrare. E non è poco. -

Ore 10 e 45: Ad un quarto d’ora dal teorico orario di inizio non c’è ancora un’anima viva. È un buon segno. Sarà sicuramente un trionfo. Operazione Trionfo. -

Ore 10 e 46: Non ho nemmeno la fotocamera per immortalare il momento, è un segno del destino. Forse devo uscire perché non mi sento all’altezza della situazione. -

Ore 10 e 50: Provo a calarmi nella parte, non so se ce la farò a reggere. -

Ore 10 e 51: Non demordo e resto, anche se mi costerà molto in termini di sofferenza psicofisica. -

Ore 11: Dovrebbe iniziare ma non c’è ombra di essere vivente in sala. C’è tempo per una pausa caffè, in barba alla moratoria. -

Ore 11 e 10: Rientro più tonico che mai e trovo persone(?) che attaccano manifesti. La situazione si sta facendo parecchio ingarbugliata. -

Ore 11 e 14: Voci di corridoio dicono che Giulianone arriverà intorno alle 11 e 30; applausi a scena aperta e scene di giubilo in sala. -

Ore 11 e 15: Fuori ci sono anarchici che distribuiscono materiale ma niente clima di tensione. Giustamente la città di Ferrara non prende sul serio Ferrara. -

Ore 11 e 20: Mi siedo vicino ad una finestra, pronto alla fuga nel caso la situazione precipiti. -

Ore 11 e 21: Mi hanno già sgamato. Una signora dell’organizzazione mi ha chiesto se sono un giornalista, ed io non ho saputo come rispondere. Tremarella. -

Ore 11 e 22: Ho recuperato tutta la mia arroganza e mi sono dichiarato blogger. Lei è perplessa ma tutto fila liscio. -

Ore 11 e 24: Prime polemiche e divisioni tra i pochi presenti. Qualcuno non riesce a spiegarsi come possano essere sepolti i feti. La signora di prima dice la sua e termina immediatamente la polemica. Peccato, speravo di veder volare stracci. -

Ore 11 e 28: Guardo fuori dalla finestra e vedo un perfetto sosia di Alexi Lalas: altro chiaro segno del destino. Infatti Ferrara arriva, anche se avrei preferito il vero Alexi Lalas. Almeno ne sa di musica ed è divertente da vedere. -

Ore 11 e 29: Flash dei fotografi, ma io non scendo. Ho paura che non mi facciano più rientrare. -

Ore 11 e 30: Scatto d’orgoglio: scendo a vederlo e resto deluso. Me lo immaginavo un pochino più corpulento. -

Ore 11 e 35: Ha i capelli palesemente tinti ma almeno oggi sulla giacca non ha la Forfora della Liberta. -

Ore 11 e 41: Sale a fatica ed ordina subito di occupare i posti davanti “per riempire di più”. Non gli darò mai questa soddisfazione. 25 persone, ed io che con grande arroganza mi sistemo dietro. -

Ore 11 e 43: Mi chiedono di spostarmi perché “sennò la sala sembra vuota”. Rispondo piccato e non mi muovo di un centimetro. -

Ore 11 e 44: Telecamere in sala. Se per caso mi inquadrano è la fine della mia vita sociale. -

Ore 11 e 45: Da non crederci: qualcuno dei presenti lamenta il boicottaggio da parte dei media. No comment. -

Ore 11 e 47: Mi sembra di sentire i Manowar in sottofondo, ma è solo un’impressione. -

Ore 11 e 48: Super gag: “Qui tre Ferrara in uno”. L’ho capita dopo venti minuti. Ma, si sa, il Molto Intelligente è uno solo. -

Ore 11 e 49: “Ce la caviamo rapidamente e bene, che siamo pochi”. Il Molto Intelligente è consapevole del flop e lo affronta con dignità, sempre che abbia senso associare i termini “Giuliano Ferrara” e “dignità“. -

Ore 11 e 50: Si è autodefinito una persona normale. I miei dubbi in merito rimangono, ma fingo di credergli. -

Ore 11 e 51: “La mamma di tutti i programmi”. Umorismo di classe per un uomo che ha fatto della classe una ragione di vita. -

Ore 11 e 52: Mi sento un tantino osservato, ma è solo una paranoia. -

Ore 11 e 55: Parla tale Salizzoni, un candidato della lista pazza della mucca pazza. Esordisce dicendo che l’aborto è come la guerra, ed io inizio a sudare freddo. -

Ore 11 e 56: “Denatalità, estinzione della cultura: colpa dell’aborto.” Salizzoni spara le prime cartucce ed i presenti gradiscono molto. Applausi a scena aperta, ed io sono talmente imbarazzato che vorrei trasformarmi in una sedia o in una pianta ornamentale.-

Ore 11 e 58: A questo punto Salizzoni cerca di stupire utilizzando il termine “balotta” (compagnia di amici in dialetto bolognese), senza però avere lo spessore per farlo. Quindici anni fa lo utilizzavano con profitto i Sangue Misto, oggi ci prova lui. -

Ore 12 e 01: Riprendo conoscenza ed inizia a parlare Ferrara. -

Ore 12 e 02: Ha la sconfitta scritta in faccia ma nonostante ciò è sempre molto arrogante. -

Ore 12 e 04: Vorrei poter dire “ha un aspetto pacioso e se non fosse lui potrebbe sembrare un tranquillo signore di mezza età“, ma non so se mi sia consentito. -

Ore 12 e 05: Inizio invece a rendermi conto che sembra un punk rocker invecchiato male. Non so perché, ma è così. -

Ore 12 e 06: “Meno si parla di noi, meglio è.” Bravo Giuliano, l’hai detta giusta. Stai cominciando a capire come funzionano le cose. Sei sulla buona strada. -

Ore 12 e 08: Ogni tanto mi sorprendo a pensare a ciò che ha detto di lui Luttazzi, ed inizio a pensare che abbia ragione. -

Ore 12 e 09: Dice tutto e il contrario di tutto mantenendo sempre la stessa faccia tosta di sempre. Un continuo detto e contraddetto su ogni tema, senza che nessuno glielo faccia mai notare. Potrebbe rimanerci male o, peggio, infuriarsi come una belva. Meglio non rischiare. -

Ore 12 e 10: Vorrei essere intervistato da lui ad Otto e Mezzo per ridergli in faccia e togliermi le scarpe in diretta tv. -

Ore 12 e 11: Il microfono ha dei seri problemi e la voce inizia ad uscire molto distorta. Boicottaggio o semplice trovata per dare più forza al tutto? Comunque, nessuno riesce a sistemare il guaio tecnico e lui decide di continuare imperterrito. Tanto, quello che ha da dire può dirlo anche così. -

Ore 12 e 12: La distorsione continua, ed io continuo a ridere parecchio. Qualcuno inizia a scocciarsi. -

Ore 12 e 13: “Un governo caduto in circostante imbarazzanti.” Quindi, ha ammesso implicitamente che Dini e Mastella sono imbarazzanti? -

Ore 12 e 14: “Le elezioni sono solo un vecchio schema politico.” Certo, come no. -

Ore 12 e 15: “Il problema più grave è l’aborto. Da quello discende tutto il resto”. Ecco, ora ho capito da dove derivano carovita, disoccupazione, precarietà selvaggia, salari troppo bassi, inquinamento e Grande Fratello. -

Ore 12 e 16: Vorrei chiedergli se anche a Guantanamo si è difesa la vita, ma desisto. Meglio ignorarlo e simulare disinteresse. -

Ore 12 e 17: “Insostenibile” è la parola esatta per definire un comizio del genere. Fondamentalmente sta dicendo le stesse cose da un quarto d’ora, ma la gente venuta solo per lui nemmeno si pone il problema. -

Ore 12 e 18: Ha paragonato la moratoria sulla pena di morte alla sua pagliacciata sull’aborto ed è pure riuscito a rimanere serissimo mentre lo faceva. Sono già a livello. -

Ore 12 e 19: Sono stanco di fare numero. Continuando a rimanere gli faccio solo un favore -

Ore 12 e 20: Sto maturando decisioni importanti, con il sorriso sulle labbra. -

Ore 12 e 21: La vita umana è sacra, il mio tempo libero anche, e quindi prendo coraggio, mi alzo e me ne vado. Non ha senso continuare a documentare dando ulteriore visibilità a certa gente. -

Ore 12 e 22: Non ci posso credere: mentre uscivo ho sentito Ferrara che mi diceva qualcosa in tono canzonatorio. Spero vivamente di non essermelo immaginato, ma comunque non ci ho nemmeno fatto troppo caso perché con me certe provocazioni non attaccano. Non voglio giocare al suo gioco. -

(thanks to Giornalettismo)

8 commenti:

Toffo ha detto...

Bella lì! Però avresti dovuto resistere fino alla fine, sarebbe stato divertente.

Goldo ha detto...

il fatto che tu sia riuscito a stare in una stanza con il Giulianone senza cominciare a scrivere sul cellulare "all work and no play make jack a dull boy" è già un successo

cru7do ha detto...

invidio la tua resistenza, io me ne sarei andato dopo 5 minuti.

[quell'ipocrita di grossa taglia probabilmente ha già un contratto con qualche mammana: ricoperto di cioccolato anche un feto può diventare un discreto mottarello]

Zonda ha detto...

Il fatto che tu sia riuscito a stare in una stanza con Ferrara e' gia' di per se un paradosso.

P! ha detto...

ragazzo hai del coraggio !

matte ha detto...

che angoscia che mi ha fatto venire tutta la storia. chapeau per la resistenza....

accento svedese ha detto...

@ toffo: effettivamente sarebbe stato ancor più bello, ma proprio non ce l'ho fatta. E' qualcosa che va oltre l'umana capacità di sopportazione.

@ goldo: in compenso guardavo spesso fuori dalla finestra e pensavo ad un tuffo nelle acque del castello estense...

@ cru7do: mi sono imposto di arrivare almeno a metà comizio: è stata dura ma ce l'ho fatta!
Quanto alle sue battaglie, sono sempre fatte per un tornaconto personale... ho l'impressione che anche stavolta ci sia dietro qualcosa. :D

@ zonda: anche se è meno ingombrante del previsto, paradosso è la parola giusta.

@ p! e matte: più che coraggio, pazienza e stomaco buono. :D

ban-ale ha detto...

ahh potevi chiamarmi che venivo pur'io in qualità di blogger...dopo ti offrivo un birrino al bolognesi