Visualizzazione post con etichetta garanzia di sobrietà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta garanzia di sobrietà. Mostra tutti i post

03 dicembre 2008

ADDIO LUGANO BELLA

A quanto pare Beppe Grillo ha comprato casa a Lugano.
Tutti hanno pensato ad un tentativo di fuga dal terribile fisco italiano, invece è una potenziale via di fuga in caso di chiusura del blog per un qualsivoglia motivo. Se salta il blog in Italia Grillo è già pronto a riaprire in Svizzera, come ogni esule politico che si rispetti.

Beppe Strillo infatti è uno che non ha peli sulla lingua (momentaneamente), uno che dice cose scomode ed organizza V-Day solo quando non è al governo Zio Silvio e pertanto paga questo suo grande coraggio con l'ostracismo di una certa sinistra che poi scrive le leggi per colpirlo anche quando non sta al governo (la sinistra, non Grillo).
E la legge in questione, da lui pomposamente ribattezzata Levi-Veltroni, è una legge che sulla carta è una ammazzablogger - nel senso che a quanto dice lui porterà alla chiusura di ogni blog che non si iscrive ad un particolare registro degli operatori di comunicazione - ma che in realtà è indirizzata solo ai blog che hanno un proprio dominio (e quindi i vari blogspot, splinder ecc. ecc. non verranno toccati) e che utilizzano le proprie pagine per fare pubblicità o vendere prodotti.

E chi utilizza le proprie pagine per vendere dvd, libri o pubblicizzare i propri spettacoli? Beppegrillo.it (o Beppe Grillo, tanto si tratta di uno human blog, ovvero di una persona che è diventata il suo stesso blog e vive solo tramite questo prodigioso mezzo di comunicazione). E chi ha da temere se passasse una legge del genere? Beppe Grillo, che ora parla di leggi che neanche la Cina avrebbe il coraggio di approvare pur sapendo benissimo che nessuno in Cina aprirebbe un blog per vendere suoi dvd (anche perché il regime non ha mai apprezzato le sue gags sulla Cina e i socialisti né tantomeno le giacche da lui indossate mentre inscenava tali gags).

Chiaro che un blog come il suo non è più un sito personale ma è un vero e proprio prodotto editoriale, chiaro che come tale dovrà essere soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa qualora passasse una legge del genere. Non tutti i blog saranno soggetti a questa responsabilità, ma solo quelli come il blog di Beppe Grillo, delle vere e proprie macchine editoriali che hanno milioni di seguaci.
Che poi la legge faccia schifo e non debba passare perchè fortemente illiberale è tutto un altro discorso. Conta il principio, conta il fatto che Grillo non è ciò che sembra ai più. Ma tanto ora ci pensa Zio Silvio a regolamentare Internet, e dunque possiamo stare tranquilli. Lui si che sa prendere provvedimenti liberali e libertari. Lui ne sa, a prescindere.

09 ottobre 2008

NO CASH FOR TRASH

Meno male che Silvio c'è, e meno male che c'è la nuova versione di Rockit ad allietare queste lunghe giornate autunnali che altrimenti sarebbero interminabili (ed intercambiabili). Sono giorni in cui gli editorialisti non sanno che pesci prendere, e spesso prendono granchi. Succedono cose mai viste, e si devono pensare cose mai pensate (cit.), cose del tipo che su Mtv passano per l'ennesima volta il video di Pop Porno de Il Genio e ti vien talmente tanta voglia di prendere a schiaffi la tv che la devi spegnere per non causare danni a persone e/o cose intorno a te. Un video insensato, un tappeto di synth già sentito ovunque e comunque, una voce irritante, un testo di cui non riesco bene ad afferrare il senso logico: il gioco è fatto ed è nata un'altra megasensazione indiepop che durerà lo spazio di un inverno.
Tu sei cattivo con me perché ti svegli alle tre per guardare quei film un po' porno, però se a Canale Italia hanno sostituito le maratone notturne condotte da Lea Di Leo con orchestre di liscio et similia - gruppi pseudoamatoriali che però suonano molto più credibili de Il Genio, gruppo che purtroppo non ha nulla a che vedere con i film porno amatoriali - qualcosa ci deve essere sotto. Probabilmente deve trattarsi di una sorta forma di protesta verso Rockit che pompa all'inverosimili gruppi come Il Genio come se fossero potenzialmente in grado di cambiare il corso della storia (a tal proposito, il fatto che su tale sito Pop Porno sia stata definita “memorabile inno pop” si commenta da sè), ma non mi azzardo ad andare oltre perché non voglio rischiare querele o altre spiacevoli conseguenze.
Però Il Genio piace (o piacciono?) assai alla gente, ed il video gira parecchio: bisogna prenderne atto e riflettere. Autocritica, come nella migliore tradizione della sinistra che fa autocritica ma tanto non conta nulla perché perde sempre le elezioni, anche nei paesi in cui è partito unico. A Rockit ricevono commenti del calibro di “ A me piacciono da morire! Gianluca De Rubertis è geniale e Alessandra Contini è gradevolissima oltre che carinissima. Io sono un musicista e devo dire che sono davvero colpito per il sound e per la verve del duo. A regà, mi piacete proprio assai!!! Vorrei contattarvi ma non so come. Salutissimi!”, per cui forse sono bravi e sono io che non sono in grado di comprendere bene la portata artistica del loro progetto. O magari è solo perché la parola scritta è un'opera lirica (cit.) mentre la musica pop no, ed allora io apprezzo di più i giornali spazzatura dei buoni gruppi. Sono cose che succedono, ma intanto ridateci Lea Di Leo.
O, al limite, ridateci i suoi quiz, vero ed indimenticabile oggetto di culto mai troppo rimpianto.

24 maggio 2008

GRANDI INTELLETTUALI A CONFRONTO

Max Pezzali terrorizzato, gara a chi ha le occhiaie più marcate, grasso che cola, adiposità in continuo aumento, barbe incolte, neuroni che volano come rondini a primavera e Carter nemmeno se ne accorge, dichiarazioni palesemente rilasciate sotto minaccia, aspettarsi di veder sbucare fuori da un momento all'altro Giulianone Ferrara, situazioni surreali, situazioni che vorresti essere lì per poi poterlo raccontare agli amici al bar. Stessa storia stesso posto stesso bar.

A questo punto una collaborazione tra Pezzali e Metal Carter è un dovere morale.

19 aprile 2008

GOLEADOR A CONFRONTO




Alla prossima conferenza stampa, parlando di Alitalia esulterà facendo l'aeroplanino come Vincenzo Montella.
(via SimoMerli)

08 aprile 2008

VITTIMISMI D'ARTIFICIO

Qualche giorno fa Giuliano Ferrara ha tenuto un comizio elettorale a Ferrara (scopa!), organizzato all’Hotel Ferrara (tris. Vado per una!). E l’evento era talmente imperdibile che, nonostante l’altissimo rischio di blocchi digestivi ad oltranza causati da ciò che avrei sentito dire in quella sede, non ho resistito e sono andato, prendendomi pure il lusso di documentare tutto accuratamente tramite sms inviati a raffica ad un imprecisato numero di telefono. Nuda e cruda, ecco la cronaca in 160 caratteri di una giornata particolare:

Ore 10 e 30: Giulianone ha deciso che parlerà nella sala congressi. Paura del contatto con la folla o semplicemente volontà di usufruire del buffet gentilmente offerto dalla casa? -

Ore 10 e 32: Arrivato in loco. Mi hanno fatto entrare. E non è poco. -

Ore 10 e 45: Ad un quarto d’ora dal teorico orario di inizio non c’è ancora un’anima viva. È un buon segno. Sarà sicuramente un trionfo. Operazione Trionfo. -

Ore 10 e 46: Non ho nemmeno la fotocamera per immortalare il momento, è un segno del destino. Forse devo uscire perché non mi sento all’altezza della situazione. -

Ore 10 e 50: Provo a calarmi nella parte, non so se ce la farò a reggere. -

Ore 10 e 51: Non demordo e resto, anche se mi costerà molto in termini di sofferenza psicofisica. -

Ore 11: Dovrebbe iniziare ma non c’è ombra di essere vivente in sala. C’è tempo per una pausa caffè, in barba alla moratoria. -

Ore 11 e 10: Rientro più tonico che mai e trovo persone(?) che attaccano manifesti. La situazione si sta facendo parecchio ingarbugliata. -

Ore 11 e 14: Voci di corridoio dicono che Giulianone arriverà intorno alle 11 e 30; applausi a scena aperta e scene di giubilo in sala. -

Ore 11 e 15: Fuori ci sono anarchici che distribuiscono materiale ma niente clima di tensione. Giustamente la città di Ferrara non prende sul serio Ferrara. -

Ore 11 e 20: Mi siedo vicino ad una finestra, pronto alla fuga nel caso la situazione precipiti. -

Ore 11 e 21: Mi hanno già sgamato. Una signora dell’organizzazione mi ha chiesto se sono un giornalista, ed io non ho saputo come rispondere. Tremarella. -

Ore 11 e 22: Ho recuperato tutta la mia arroganza e mi sono dichiarato blogger. Lei è perplessa ma tutto fila liscio. -

Ore 11 e 24: Prime polemiche e divisioni tra i pochi presenti. Qualcuno non riesce a spiegarsi come possano essere sepolti i feti. La signora di prima dice la sua e termina immediatamente la polemica. Peccato, speravo di veder volare stracci. -

Ore 11 e 28: Guardo fuori dalla finestra e vedo un perfetto sosia di Alexi Lalas: altro chiaro segno del destino. Infatti Ferrara arriva, anche se avrei preferito il vero Alexi Lalas. Almeno ne sa di musica ed è divertente da vedere. -

Ore 11 e 29: Flash dei fotografi, ma io non scendo. Ho paura che non mi facciano più rientrare. -

Ore 11 e 30: Scatto d’orgoglio: scendo a vederlo e resto deluso. Me lo immaginavo un pochino più corpulento. -

Ore 11 e 35: Ha i capelli palesemente tinti ma almeno oggi sulla giacca non ha la Forfora della Liberta. -

Ore 11 e 41: Sale a fatica ed ordina subito di occupare i posti davanti “per riempire di più”. Non gli darò mai questa soddisfazione. 25 persone, ed io che con grande arroganza mi sistemo dietro. -

Ore 11 e 43: Mi chiedono di spostarmi perché “sennò la sala sembra vuota”. Rispondo piccato e non mi muovo di un centimetro. -

Ore 11 e 44: Telecamere in sala. Se per caso mi inquadrano è la fine della mia vita sociale. -

Ore 11 e 45: Da non crederci: qualcuno dei presenti lamenta il boicottaggio da parte dei media. No comment. -

Ore 11 e 47: Mi sembra di sentire i Manowar in sottofondo, ma è solo un’impressione. -

Ore 11 e 48: Super gag: “Qui tre Ferrara in uno”. L’ho capita dopo venti minuti. Ma, si sa, il Molto Intelligente è uno solo. -

Ore 11 e 49: “Ce la caviamo rapidamente e bene, che siamo pochi”. Il Molto Intelligente è consapevole del flop e lo affronta con dignità, sempre che abbia senso associare i termini “Giuliano Ferrara” e “dignità“. -

Ore 11 e 50: Si è autodefinito una persona normale. I miei dubbi in merito rimangono, ma fingo di credergli. -

Ore 11 e 51: “La mamma di tutti i programmi”. Umorismo di classe per un uomo che ha fatto della classe una ragione di vita. -

Ore 11 e 52: Mi sento un tantino osservato, ma è solo una paranoia. -

Ore 11 e 55: Parla tale Salizzoni, un candidato della lista pazza della mucca pazza. Esordisce dicendo che l’aborto è come la guerra, ed io inizio a sudare freddo. -

Ore 11 e 56: “Denatalità, estinzione della cultura: colpa dell’aborto.” Salizzoni spara le prime cartucce ed i presenti gradiscono molto. Applausi a scena aperta, ed io sono talmente imbarazzato che vorrei trasformarmi in una sedia o in una pianta ornamentale.-

Ore 11 e 58: A questo punto Salizzoni cerca di stupire utilizzando il termine “balotta” (compagnia di amici in dialetto bolognese), senza però avere lo spessore per farlo. Quindici anni fa lo utilizzavano con profitto i Sangue Misto, oggi ci prova lui. -

Ore 12 e 01: Riprendo conoscenza ed inizia a parlare Ferrara. -

Ore 12 e 02: Ha la sconfitta scritta in faccia ma nonostante ciò è sempre molto arrogante. -

Ore 12 e 04: Vorrei poter dire “ha un aspetto pacioso e se non fosse lui potrebbe sembrare un tranquillo signore di mezza età“, ma non so se mi sia consentito. -

Ore 12 e 05: Inizio invece a rendermi conto che sembra un punk rocker invecchiato male. Non so perché, ma è così. -

Ore 12 e 06: “Meno si parla di noi, meglio è.” Bravo Giuliano, l’hai detta giusta. Stai cominciando a capire come funzionano le cose. Sei sulla buona strada. -

Ore 12 e 08: Ogni tanto mi sorprendo a pensare a ciò che ha detto di lui Luttazzi, ed inizio a pensare che abbia ragione. -

Ore 12 e 09: Dice tutto e il contrario di tutto mantenendo sempre la stessa faccia tosta di sempre. Un continuo detto e contraddetto su ogni tema, senza che nessuno glielo faccia mai notare. Potrebbe rimanerci male o, peggio, infuriarsi come una belva. Meglio non rischiare. -

Ore 12 e 10: Vorrei essere intervistato da lui ad Otto e Mezzo per ridergli in faccia e togliermi le scarpe in diretta tv. -

Ore 12 e 11: Il microfono ha dei seri problemi e la voce inizia ad uscire molto distorta. Boicottaggio o semplice trovata per dare più forza al tutto? Comunque, nessuno riesce a sistemare il guaio tecnico e lui decide di continuare imperterrito. Tanto, quello che ha da dire può dirlo anche così. -

Ore 12 e 12: La distorsione continua, ed io continuo a ridere parecchio. Qualcuno inizia a scocciarsi. -

Ore 12 e 13: “Un governo caduto in circostante imbarazzanti.” Quindi, ha ammesso implicitamente che Dini e Mastella sono imbarazzanti? -

Ore 12 e 14: “Le elezioni sono solo un vecchio schema politico.” Certo, come no. -

Ore 12 e 15: “Il problema più grave è l’aborto. Da quello discende tutto il resto”. Ecco, ora ho capito da dove derivano carovita, disoccupazione, precarietà selvaggia, salari troppo bassi, inquinamento e Grande Fratello. -

Ore 12 e 16: Vorrei chiedergli se anche a Guantanamo si è difesa la vita, ma desisto. Meglio ignorarlo e simulare disinteresse. -

Ore 12 e 17: “Insostenibile” è la parola esatta per definire un comizio del genere. Fondamentalmente sta dicendo le stesse cose da un quarto d’ora, ma la gente venuta solo per lui nemmeno si pone il problema. -

Ore 12 e 18: Ha paragonato la moratoria sulla pena di morte alla sua pagliacciata sull’aborto ed è pure riuscito a rimanere serissimo mentre lo faceva. Sono già a livello. -

Ore 12 e 19: Sono stanco di fare numero. Continuando a rimanere gli faccio solo un favore -

Ore 12 e 20: Sto maturando decisioni importanti, con il sorriso sulle labbra. -

Ore 12 e 21: La vita umana è sacra, il mio tempo libero anche, e quindi prendo coraggio, mi alzo e me ne vado. Non ha senso continuare a documentare dando ulteriore visibilità a certa gente. -

Ore 12 e 22: Non ci posso credere: mentre uscivo ho sentito Ferrara che mi diceva qualcosa in tono canzonatorio. Spero vivamente di non essermelo immaginato, ma comunque non ci ho nemmeno fatto troppo caso perché con me certe provocazioni non attaccano. Non voglio giocare al suo gioco. -

(thanks to Giornalettismo)

14 gennaio 2008

IL PICCOLO LORD

Snoop Dogg ha sette vite come un gatto. Nonostante il suo nome dire una cosa del genere non è assolutamente una contraddizione, visto che nella sua vita (artistica) é caduto centinaia di volte ma si è sempre saputo rialzare, rimanendo al passo con i tempi e, soprattutto, sulla cresta dell'onda.
Un uomo che ha fatto del pelo e dell'erba le sue ragioni di vita, un uomo che ormai ha le occhiaie non solo sotto agli occhi ma anche sopra (tanto che ti chiedi come riesca ancora a tenerli aperti), un uomo che se ne è uscito di recente con quello che è il suo capolavoro definitivo, tanto per ricordare al mondo chi è il capo. Ad un Kanye West che campiona i Daft Punk Snoop risponde direttamente con i Daft Punk, ovvero con una cosa di gran classe come Sensual Seduction, un brano che è un po' la sua One More Time opportunamente dopata alla ganja.
Sensual Seduction ridefinisce totalmente il concetto di cafonaggine e si raggiungono vette di emotività che solo un capolavoro come Crying at the Discoteque degli Alcazar era riuscito solo a sfiorare.

Snoop che canta, vocoder, sintetizzatori very cheap, drum machine TR 808, un video che sembra uscito direttamente dal 1981, intro simil-Vhs danneggiata, luci soffuse, effetti speciali pionieristici ed inquadrature impossibili: talmente bello da sembrare demenziale. Sembra Discoring ma è il 2008, ed è tutto vero. Ed ora superarlo sarà molto, molto difficile.

17 dicembre 2007

LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE

Ieri sera ospite a Che tempo che fa c'era uno Zucchero veramente in gran forma. Sfoderava barba e capelli pittati con una clamorosa tintura mogano, si è esibito cantando il suo nuovo cavallo di battaglia Wonderful Life (che poi tanto nuovo non è, visto che si tratta di un pezzo del 1987 in passato già coverizzato dai Bluebeaters-garanzia-di-qualità) e poi ha dato il meglio di sé in un'intervista a tratti veramente delirante. Un qualcosa talmente al di là dei limiti dell'umana comprensione che ho addirittura temuto di non riuscire più a proseguire. Tanto per dire, si è inaspettatamente scusato per quanto avvenuto quest'estate al suo concerto in Sardegna. Un vero gentleman.

Ormai è un dato di fatto: ogni volta che Zucchero appare tra noi é sempre una festa. Santo subito.