24 maggio 2007

AVANZI FRESCHI DI GIORNATA

E così le mie previsioni si sono rivelate azzeccate. Moby avrà la sua buona svolta chitarristica, ufficialmente perché “si è stancato dell'elettronica”. Già, proprio così: si è stancato, ed ha anche il coraggio di dirlo. Beato chi crede a questa scusa puerile.
Mi dispiace parlare male di Moby perché in fondo mi sembra un tipo parecchio intelligente e a modo, ma proprio non ci siamo. La definizione più azzeccata di lui la diede qualche anno fa Sergio Messina su Rumore, in un memorabile Avviso di Chiamata: paraculo dei paraculi. Un uomo dai repentini e furbi cambiamenti di stile, capace di intitolare Play un disco perché così tutti si sarebbero ricordati di schiacciare il tasto play per ascoltarlo non merita di essere definito in altra maniera. Allo stato attuale delle cose, le premesse per una sua conversione c'erano tutte: il boom del funk-punk, con gruppi che uniscono le chitarre alla dance e arrivano fino ad Mtv, e il fenomeno del new rave, i cui alfieri recuperano (o dicono di recuperare) l'attitudine nichilista dei rave primi anni novanta per riciclarla in chiave rock. Tutti aspetti che Moby conosce bene ed è in grado di maneggiare ancor meglio, tutti aspetti che possono portare a guadagnare un sacco di bei soldoni: quale migliore occasione per lui per saltare fuori tempo massimo sul carro del vincitore e dare il colpo di grazia ad un genere musicale già in agonia?
Piccolo bignami sulla carriera artistica di Moby: ex musicista punk, nasce artisticamente con l'esplosione della techno nei primi anni novanta sfornando un paio di dischi di successo e il supersingolo Go, uno dei classici del genere. Ma lui è paraculo e non si accontenta. Siamo o no giunti in epoca di grunge e affini e la techno fa schifo, paura e terrore? Nessun problema, è pronta una bella svolta rock. Basta rinnegare completamente i synth e tutto il resto, perdersi in trip vegano-spirituali e Animal Rights è pronto. Peccato che sia il 1996 e sia ormai tardi. Il disco è imbarazzante ed è un flop clamoroso, tant'è che Moby finisce a vivacchiare tra colonne sonore e canna del gas. Quando sembra avere ormai imboccato il viale del tramonto, il colpo di genio. Gli anni novanta stanno per finire e le due espressioni musicali più hyped sono il big beat e la downtempo? Niente paura , basta adeguarsi e avere la fortuna di comprare per pochi soldi vecchi vinili blues anni trenta, campionare l'inverosimile e tirare fuori un disco puttano come Play, album che lo ha salvato dalla bancarotta e lo ha addirittura reso superstar internazionale. Play ad onor del vero è un bel disco, ma non ha un'idea originale, e tutto calcolato con fredda precisione con unico fine quello di scimmiottare i due generi più in voga. Che infatti sono finiti in quel preciso istante. Moby per queste cose ha l'istinto del killer. Ma intanto su Play ci campa ancora, e passano quasi inosservati il suo avvicinamento all'electroclash in gran voga qualche anno fa, il suo ritorno alla techno con il side project Voodoo Child, una collaborazione con i Public Enemy che avrebbe avuto un senso 15 anni fa e il suo ultimo improponibile disco Hotel. Lui è quello di Why Does My Heart Feel So Bad e basta, e se i dischi nuovi vendono è grazie a questo. E lui non se ne dispiace. Alle ultime presidenziali americane ha sostenuto attivamente il candidato democratico (nonché suo grande amico) John Kerry, e proprio questo probabilmente è stato il motivo principale della vittoria di George W. Bush.
Ecco perché a questo punto della sua carriera una svolta punk-funk (o peggio, new rave) appare logica e quasi ovvia. Ormai è chiaro che Moby soffre della sindrome delle seconde linee. Nel campo musicale le seconde linee tendono a cercare di imitare i fuoriclasse, ma di solito arrivano tardi e riescono a fare le cose solamente in modo scolastico, senza metterci il cuore. Sono opportunisti e seguono le mode musicali, hanno furbizia e sprezzo del pericolo, prendono di peso soluzioni inventate da altri e ci campano sopra. Magari hanno tanto successo, ma raramente se lo meritano. Semplicemente perché non hanno la classe e il talento dei campioni. Nella musica questo conta ancora. Arriveranno sempre secondi, mentre i campioni saranno già oltre, proiettati su qualcosa di più innovativo e sempre inarrivabili.


Per la cronaca, il disco nuovo di Moby uscirà nel 2008. E se da qui al 2008 punk-funk e new rave saranno finiti completamente nel dimenticatoio e non saranno più galline dalle uova d'oro? Nessun problema, ci sarà sempre qualcos'altro da scimmiottare. E poi tanto Play continua a vendere lo stesso.

10 commenti:

Tony ha detto...

Cose che mi piacciono di Moby:

1. Moby Ambient, uno dei suoi primi album, in cui saltò sul treno dell'ambient\chillout.
2. Everytime you touch me, versione remix, in cui copiava pari pari l'allora in voga JUNGLE
3. Il video di Bodyrock dove uno psicopatico ballava come un ossesso dinanzi a un impietrito Moby
4. last but not least: Go (of course)

Il resto è pura mediocrità, salvata solo da qualche intuizione in Play e dal colpo di fortuna di "lift me up" (grazie a vodafone)...
Mi sta simpatico per le sue idee liberalprogressiste, ma non basta a promuoverlo come musicista, temo...

PS: Ma eri tu l'energumeno che nel video di Eminem lo scaraventava per terra?...A giudicare da come lo giudichi direi di si...ahahaha

Zonda ha detto...

Mai fidato di Moby. Robetta sopravvalutata per giri virtuosi di paraculismi.

Condivido il giudizio di Tony. Come i White Stripes ha avuto il culo di uscire in un momento di stagna musicale dove ogni barlume di creativita' faceva gridare al miracolo.

prema ha detto...

condivido i vs giudzi su Moby & WS

paraculi entrambi !

disorder ha detto...

Beh però i White Stripes sono rimasti più o meno coerenti su un genere, Moby ha fatto quasi come J Ax e gli Ustmamò (due esempi di italiani che si sono buttati tristemente un po' su tutti i generi).

Everytime You Touch Me con la voce femminile, però, era un bel pezzone da Deejay Time/Parade, eh!

federico ha detto...

@ tony: Moby in versione ambient era decente, ma anche qui si è accodato ad un trend, da vero furbo. Me ne ero quasi completamente scodato... :D Come musicista in fondo in fondo è decente (visto ciò che lo circonda fa una gran figura), non lo scaraventerei per terra perchè sono un non violento. :D Come persona è molto intelligente, ed forse il fatto che riesca sempre a sfruttare i trend potrebbe esserne una dimostrazione. Non so quanto sia genuino o meno, però...

@ zonda: Play piace più o meno a tutti. E' il suo capolavoro, nel senso che con questo disco è riuscito ad elevare al massimo la propria abilità nel paraculismo. In ogni caso è capace sempre di sfruttare il trend ma nello stesso tempo lo fa terminare.

@ prema: i White Stripes non li conosco tanto, ma forse ci credono e sono genuini. Moby invece non riesco a capire quanto lo sia...

@ disorder: Everytime You Touch me gran pezzone, me ne ero scordato! ;) Anche questo uscito al momento giusto, in tempo per fare terminare il trend. Bello il paragone con J Ax, non ci avevo pensato. :D

Zonda ha detto...

Indubbiamente almeno i WS fanno garage pulito pulito e c'e' da fidarsi come i ragazzini che fanno garage sotto casa. Il problema e' che per vedere i mocciosi nelle tavernette non paghi 40nta euri a concerto

Alessandro Dorigato ha detto...

dato che avete citato Eminem sono adnato a cercarmi il testo della canzone realativo a Moby, 4 risate ci stanno...

"And Moby, you can get stomped by Obie,
You 36 year old bald headed fag blow me
You don't know me, you're too old
Let go, it's over, nobody listens to techno"

federico ha detto...

@ zonda: è il problema di quando si arriva ad un livello così alto. Maggior pubblico, necessità di posrti più grandi per i concerti, organizzatori pescecani. E i biglietti schizzano a 40 euro... :D

@ alessandro dorigato: gustoso il testo, anche se penso che Moby conosca fin tropppo bene Eminem... :D

Goldo ha detto...

chiediamo a Moby di fare l'inno del PDL

INSIDE+ASSENZIO+LETTO+LUCI SOFFUSE=mio nirvana personale

federico ha detto...

Ce lo vedrei bene a fare l'inno del PDL, anche se però non credo che si presterebbe a un'impresa del genere. E' un liberal e ci crede parecchio, oltretutto grande amico di John Kerry.