30 maggio 2007

GIOVENTU' BRUCIATA

Ultimamente sono in fissa con gli Help She Can't Swim. Non fanno nulla di nuovo, ma lo fanno parecchio bene. E mi piacciono molto, anche perché mi ricordano vagamente gli Ikara Colt, un bel gruppo che non ha mai ottenuto quanto meritava.
Un gruppo inglese che suona a modo suo hardcore, filtrando il tutto attraverso la mentalità di chi ha ascoltato molto i Sonic Youth ma che nello stesso tempo ha l'orecchio teso verso il dancefloor. La loro bravura sta proprio nel saper raggiungere una bella sintesi tra elementi così diversi tra loro e soprattutto nel credere in ciò che fanno.
The Death Of Nightlife è il loro secondo disco e pur avendo molta più sostanza del sedicente movimento new rave, sulla sua scia potrebbe avere successo. Basterebbe solo un pochino di fortuna. Se lo meriterebbero.
In fondo, se ce l'hanno fatta gli Shitdisco, perché non dovrebbero farcela loro?

Help She Can't Swim – Midnight

7 commenti:

Bluto ha detto...

Il primo mi piacque moltissimo. Lo cercherò volentieri. E gli Ikara Colt in effetti sono stati sottovalutati da tutto e tutti, peccato!

onanrecords ha detto...

Stai diventando sempre più Indie :)

Alessandro Dorigato ha detto...

Non li conoscevo, ho sentito qualche pezzo ma come scritto sul post, niente di nuovo...voci sovrapposte, qualche falsetto qua e là, un giro indie e certe sfumature di folk, un altro gruppo di brit-sound di questi ultimi tempi. Forse la parola hardcore sarebbe stata l'ultima cosa che avrei usato per descriverli (forse un filino punk, forse)
Sono di base sempre un po critico verso il sound inglese di questo genere, non ostante ne apprezzi alcuni esponenti, perchè mi sembra un riproporre di continuo sonorità che traggono isprazione dai soliti gruppi storici del Kingdom.
Gente che forse a unidici anni aveva gia il poster dei Gallagher in camera, non so cosa ne pensiate...poi magari mi sbaglio

federico ha detto...

@ bluto: gli Ikara Colt furono troppo in ritardo per seguire la scia degli Strokes, troppo in anticipo e diversi per rientrare nel trend punk funk.

@ onanrecords: non sono indie, sono emo. :D

@ alessandro dorigato: nulla di originale, però fatto bene. Mischiano elementi già usati da altri, però riescono a fare qualcosa di fresco. E non è poco.
Possibile che avessero il poster degli Oasis in camera. Probabilmente il sogno di ogni ragazzo britannico è ripercorrere le loro tracce e avere lo stesso successo. I Gallagher sono entrati nell'immaginario collettivo, anche se non li ho mai sopportati.

Manq ha detto...

Ikara Colt? Semplicemente il peggior gruppo visto suonare dal vivo.
Odio a profusione se solo ci ripenso.

Alessandro Dorigato ha detto...

Appunto...alla fine si va a parare li. Oasis et similia. Sarebbe niente male fare incazzare qualche fan dei fratelli di Manchester che a mio parere hanno sinceramente rotto idolatrando uno pseudomusicista -Liam- che ha come unico talento artistico il fatto di tenere le braccia dietro la schiena quando canta...tra l'altro copiato e ricopiato da innumerevoli vocalist.
Ah dimenticavo l'altro talento, disfarsi il fegato di birra in ogni momento della giornata, vabbe allora lì pure io posso competere...

federico ha detto...

Gli Oasis allo stato attuale delle cose sono una macchietta, ma non si può negare che in un certo periodo hanno avuto un'impatto e un'importanza enorme. Anche se mi sono sempre stati indicibilmente sulle palle e musicalmente non mi sono mai piaciuti molto. :D