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04 giugno 2011

MISSING AGAIN (Ridateci Daniele Capezzone)

Ogni volta che vedo in tv Maurizio Lupi (futuro Ministro della Giustizia) difendere l'indifendibile mi rendo conto che dio non esiste, perché se dio esistesse davvero non lo lascerebbe andare in giro a sparare sentenze con indosso quei capelli da omino Lego e quella faccia da Mr. Spock con i capelli da omino Lego. O almeno non lo lascerebbe andare in giro a far finta di parlare in suo nome, dai.

E Carlo Giovanardi allora? Perché continua a blaterare di famiglia fondata sul matrimonio quando c'ha la faccia di uno che in gioventù ha ecceduto in termini di onanismo (ho detto che ha la faccia di uno che si è fatto troppe seghe, mica che si è fatto troppe seghe)? Perché deve decidere anche per me quando parla solo per compiacere una determinata parte politica (perché la Chiesa è una determinata parte politica, diciamolo)? Perché ogni volta che lo vedo ospite in una qualche trasmissione spero che faccia irruzione in studio uno di quei Grandi Bestemmiatori Veneti ed inizi a recitare un intero rosario di bestemmie in slang, soprattutto ora che i Grandi Bestemmiatori Veneti sono incazzati perché oramai tutti i loro bar sono gestiti da cinesi? Perché sono invidioso di Giovanardi, del suo prestigio e della sua pettinatura da omino Lego che si è fatto uomo invecchiato (male).

Ma la domanda fondamentale è una sola: che fine ha fatto Daniele Capezzone? Non lo si vede più in giro da troppo tempo ed inizio ad essere preoccupato perché mi mancano le sue dichiarazioni sagaci, la sua mimica facciale, i suoi capelli da omino Playmobil (ripetere omino Lego un'altra volta sarebbe stato troppo), il suo sguardo parlante (che vuol dire sguardo parlante? Non lo so ma mi faceva ridere scriverlo) e tante altre cose che non sto qui ad elencare perché si è fatto tardi e sta per scadere il tempo. Vale la pena di riesumare i cartoni di latte con la sua immagine che circa tre anni fa Callisto Tanzi mise in giro per cercare di ritrovarlo, sperando che portino la stessa fortuna che hanno portato tre anni fa e gli facciano fare un altro salto di qualità come quello che lo ha portato a trasformarsi da radicale mangiapreti a berlusconiano convinto (ma mai convincente) senza nemmeno dover espiare i propri peccati.


31 maggio 2010

WINNERS DON'T USE DRUGS (Capezzone invece sì, ma tanto Capezzone è un loser e non fa testo)(e se per questo nemmeno croce)

È di nuovo estate, fa molto caldo e come ogni anno i tossici escono di nuovo allo scoperto, compiendo imprese altrimenti impossibili nei restanti mesi dell'anno. Tanto per dire, l'altro giorno ne ho visto uno che stava immobile sulla sua bici e con una mano teneva una Beck's semivuota e con l'altra suonava il campanello, ridendo come un matto perché era in botta dura e la roba che si era sparato era particolarmente buona. E poi ne ho visto un altro che camminava a quattro zampe perché stava cercando cicche di sigaretta spente. Era affranto perché stava a rota eppure manteneva una certa dignità, la dignità data dall'essere esteticamente uguale a Daniele Capezzone, un Daniele Capezzone solo un tantino più sgarrupato che cerca le cicche spente per cercare fumarsele e non sentire almeno per un attimo le pene d'inferno causate dalle crisi d'astinenza da oppioidi.

L'estate è la stagione di questo, ma è anche e soprattutto la stagione di Ferrara Sotto Le Stelle, un festival che è cresciuto negli anni fino a diventare la Glasto italiana© e che ormai insieme a Vittorio Sgarbi che apostrofa come “culattoni raccomandati” quei tre sfigati delle Iene è una delle poche cose buone che la città di Ferrara è in grado di offrire (ad onor del vero il Buskers Festival non sarebbe poi tanto male, se solo non si portasse appresso un carico di mangiafuoco, giocolieri, slogan pacifisti urlati alla cazzo, pipì e popò in aperta città, Modena City Ramblers, pantaloni larghi a righe, canotte, ascelle tonanti, bonghi, zaini Invicta, sporcizia ed acconciature a carciofo tale da rendere insofferente anche il più liberal dei cittadini). Dicevo, Ferrara Sotto Le Stelle parte (a dire il vero è già partito, ma fingiamo che parta stasera con i Wilco) ed il programma è il seguente:

Lunedì 31 maggio (ossia stasera)
Teatro Comunale
WILCO + RETRIBUTION GOSPEL CHOIR

Domenica 6 giugno
Piazza Castello
PIXIES

Sabato 19 giugno
Piazza Castello
BABYSHAMBLES + ELLIE GOULDING

Giovedì 24 giugno
Piazza Castello
LCD Soundsystem + !!! (CHK CHK CHK) - Bands Apart Festival

Sabato 10 luglio
Piazza Castello
LA TEMPESTA SOTTO LE STELLE con:
Il Teatro degli Orrori, Le Luci della Centrale Elettrica, Gianni Morandi, Tre Allegri Ragazzi Morti, Moltheni, Sick Tamburo, Giorgio Canali & Rossofuoco, The Zen Circus, Il Pan del Diavolo, Fine Before You Came, Frigidaire Tango, Uochi Toki, Cosmetic e Altro.

Sabato 17 luglio
Piazza Castello

PAOLO NUTINI + LIAM CARLY + GERNER

Domenica 18 luglio
Cortile del Castello Estense
MICAH P. HINSON

Giovedì 22 luglio
Piazza Castello
JONSI - Band Apart Festival


Sabato 24 luglio

Piazza Castello
KINGS OF CONVENIENCE

Programma piuttosto appetitoso, direi. Ma la vera questione è un'altra: che farà quest'estate Daniele Capezzone? (quello vero dico, non il suo sosia tossico che ho visto l'altro giorno) Daniele Capezzone quasi sicuramente se ne starà a casa sua comodamente seduto in poltrona, a non fare un cazzo e a rimpiangere i tempi in cui era giovane e fingeva di essere radicale e pannelliano invece di divertirsi in discoteca e/o ai concerti come facevano tutti i ragazzi della sua età. Tra l'altro, sono un paio di settimane che Capezzone non si vede più in tv, ed inizio ad essere un po' preoccupato per le sue sorti. Anzi, ho come il sospetto che il tossico dell'altro giorno fosse davvero lui e non un semplice quanto significativo sosia. Ecco, magari Capezzone non si vede più perché ha capito che l'impero sta crollando e per lui non c'è più speranza, ed allora ha scelto l'eroina in luogo del declino improvviso ed inaspettato. Son scelte di vita anche queste, che vanno rispettate e capite nella loro complessità nonché nel travaglio interiore che le accompagna.

25 gennaio 2010

24 HOUR PARTY PEOPLE



Sabato scorso Massimo D'Alema era ospite al programma di Fabio Fazio (ormai non si chiama più Che tempo che fa, si chiama “il programma di Fabio Fazio” perché è un programma inconsistente come il suo conduttore e non merita di avere un titolo come tutti gli altri programmi tv) ma non ha detto nulla di sensato.

Sai che novità: Fazio è solito chiamare sempre gli stessi ospiti ed ovviamente D'Alema non poteva mancare anche se in trasmissione c'era già stato appena un paio di mesi fa, e D'Alema lo ha ripagato facendo ampio sfoggio della sua proverbiale (ed insopportabile) boria, la boria tipica di chi cerca di nascondere il vuoto totale. Chi paga ancora il canone tv è un perdente, chi crede che D'Alema sia un politico con le palle lo è ancora di più.

In poche parole D'Alema - il grande stratega politico, l'uomo delle grandi vittorie elettorali, colui che riesce a tener testa a Silvan Berlusconi – parlava ma non si capiva nulla perché non c'era l'audio. O meglio, l'audio c'era ed incredibilmente non era quello della trasmissione di Fazio, ma era l'audio della puntata del Grande Fratello in cui Ascanio Pacelli mena Patrick Ray Pugliese perché sta mangiando una sua mela. La Rai mi ha privato della possibilità di sentire ciò che diceva D'Alema, la Rai mi ha privato della possibilità di ridere di D'Alema utilizzando oltretutto l'audio di un programma della concorrenza in cui un bullo palestrato si incazza per un presunto torto subito. Che schifo.

Ma il punto non è questo, il punto è che alla fine di questo interminabile weekend D'Alema ha visto il suo candidato polverizzato da Nichi Vendola alle primarie per scegliere chi a fine marzo correrà per presidenza della Regione Puglia. Ovviamente D'Alema grida al complotto e parla addirittura di voto che ha cercato di farlo fuori, ed ovviamente andrà a finire che il grande stratega politico, l'uomo delle grandi vittorie elettorali, colui che riesce a tener testa a Silvan Berlusconi farà di tutto per far vincere il candidato della destra contro Nichi Vendola. Berlusconi ed i suoi più stretti collaboratori (Capezzone, Gasparri e Bondi – quello abbronzato) stanno ancora esultando al solo pensiero di poter ancora una volta contare su un alleato fedele come D'Alema. Beati loro.