27 agosto 2008

UNA STORIA ITALIANA

A volte capita che un prestigioso settimanale americano dedichi un articolo al Nostro Magnifico Governo contenente lodi sperticate per l'autentico miracolo compiuto nei primi cento giorni di attività. E via con i complimenti per come è stata gestita l'emergenza rifiuti a Napoli, per come è stata affrontata la questione sicurezza, per come si è resa governabile una nazione da sempre ingovernabile ecc. ecc. Un'articolessa che più che un pezzo giornalistico è un osanna alla bravura di Zio Silvio. I più coraggiosi direbbero che è roba da socialismo reale, ma io che non voglio querele tra il serio e il faceto dico che è roba da Italia 2008, dobbiamo solo farci l'abitudine.
E a volte capita che questo articolo sia stato scritto da tale Jacopo Barigazzi, giornalista italiano che a quanto pare collabora con Newsweek. Il problema è che qualcuno (Furio Colombo, per la precisione) si è accorto che cercando in rete notizie su di lui non si trova niente di niente. Anzi, qualcosa si trova, ma solo notizie su un suo omonimo vissuto nel '500 autore di importanti trattati medici. Un personaggio che nulla c'entra con il collaboratore di Newsweek, insomma. E facendo ricerche presso agenzie giornalistiche, Ordine dei Giornalisti e cazzivari non si trova nessuna informazione su di lui.
Il mistero si infittisce. Esiste o è un bot manovrato dai servizi segreti (o da Daniele Capezzone, ex radicale ora sempre pettinato portavoce di Forza Italia – partito che credevo che non esistesse più ma che invece evidentemente esiste ancora, visto che ha il buon Daniele come portavoce)? Perché a seguito della denuncia di Colombo sono come per magia apparse in rete le più svariate informazioni su Barigazzi? Ma soprattutto perché Newsweek per parlare di Italia si è affidato ad un collaboratore italiano che non si sa se sia residente negli Stati Uniti, corrispondente dall'Italia, corrispondente dal satellite dal quale dovrebbe trasmettere Rete4 o semplicemente l'Agente Betulla mascherato?
I quotidiani di casa Mediaset (ma non solo) ovviamente stanno massacrando il povero Colombo, Newsweek ha tentato una imbarazzante difesa che sa tanto di coda di paglia e L'Unità ha risposto definendo i dARI come qualcosa che suona come una via di mezzo tra i Bee Hive e i Finley. Ovviamente questa impagabile definizione ha fatto vincere la sfida a L'Unità anche se ha mandato via il direttore Antonio Padellaro.
E anche se poi Barigazzi è uscito allo scoperto per dimostrare che esiste davvero ed ha sete di rivincita.

5 commenti:

Zonda ha detto...

Accento Svedese sta diventando piano piano il Marco Travaglio dell'Eurodance

cesca ha detto...

è un po' che bazzico sul tuo blog, sul quale sono stata catapultata per vie traverse... e questi sono senza dubbio i post più succosi!

accento svedese ha detto...

@ zonda: non so se prenderlo come un complimento o come una presa in giro :D

@ cesca: troppo buona! :DD

giac ha detto...

A tal proposito tiro fuori dal cappello un personaggio d'altri tempi, che pare abbia capito come diventare anche di questi tempi: il redivivo e redento Andrea Pezzi!
Ecco un articolo sull'Espresso da non crederci...

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Silvio-riscrive-la-storia/2038993&ref=rephpsp3

accento svedese ha detto...

Andrea Pezzi è agghiacciante, come è stata agghiacciante 4 o 5 anni fa la sua conduzione del Festival d'Europa, una sorta di anti festa del primo maggio organizzata dalla destra con ospiti del calibro di Al Bano.
Non ho parole.