09 dicembre 2007

TOCCA FERRARA E POI IMPLODI

E così, dopo appena cinque puntate, è saltato Daniele Luttazzi. Ed è saltato per colpa di una battuta sulle (presunte) abitudini gastronomico-sessuali di Giuliano Ferrara. Una battuta molto pesante che personalmente in televisione io non avrei mai fatto, ma una battuta che rientra pur sempre nell'ambito della satira e come tale va vista ed interpretata.
I vertici di La7 hanno parlato di “uso inappropriato del mezzo televisivo”, “insulti rivolti ad un'altra persona, tra l'altro della stessa rete”, hanno affermato che Luttazzi in questo caso è passato dalla satira all'offesa e stanno addirittura valutando se passare a vie legali per vedere risarciti eventuali danni all'immagine della rete. Geniale no? Come se nessuno a La7 avesse saputo fin dall'inizio che Luttazzi è imprevedibile e talvolta osa giocare con certe tematiche “scomode” e fastidiose, le plasma a modo suo e riesce ad ottenerne satira cinica e graffiante. Che senso ha lasciare così tanta libertà al comico romagnolo, farne un simbolo della rete e del pluralismo che vige al suo interno, salvo poi silurarlo alla prima occasione utile? Per giunta, il presunto offeso Giuliano “L'Unità è un foglio tendenzialmente omicida” Ferrara non ha dichiarato nulla in merito ed, a quanto pare, non se l'è nemmeno presa. Una brutta vicenda che fa molto pensare e che quantomeno qualche sospetto lo fa nascere.
La puntata di Decameron dannosa all'immagine di La7 è andata in onda sabato 1 dicembre ed in settimana è stata pure replicata, forse per danneggiare ancor di più l'emittente (non vedo nessun'altra spiegazione logica alla riproposizione in toto di un programma ritenuto nocivo). Dopo la puntata del sabato nessuno ha avuto nulla da ridire e la sospensione è stata decretata solo dopo la replica. Un grottesco caso di stop a scoppio ritardato, non c'è che dire. Non è che qualcuno molto più in alto di Ferrara e dei vertici dell'emittente ha visto la replica, si è sentito particolarmente toccato dalla gag in questione ed ha suggerito lo stop, paventando magari una riduzione della pubblicità se la trasmissione non fosse stata fermata al più presto? Ma la cosa che fa più pensare è che il programma, dati Auditel alla mano, stava andando parecchio bene e stava ottenendo risultati storici per La7. Talmente storici che, almeno in quella fascia oraria, è stato polverizzato il tradizionale duopolio Rai-Mediaset: come dire, un autentico affronto a chi vuole un mercato radiotelevisivo il più chiuso e fossilizzato possibile e quindi cerca con tutti i mezzi di conservarlo tale. Che quindi sia l'aver toccato gli interessi di qualcuno la vera ed unica ragione che sta dietro allo stop? Ma sono solo ipotesi, ed io sono come al solito troppo sospettoso. Anzi, nel mio piccolo sono anche io uno dei soliti demonizzatori e giustizialisti, di quelli che attaccano-continuamente-l'avversario-e-poi-si-perdono-le-elezioni (come dicono certi raffinati intellettuali di sinistra). A quanto pare anche il Cdr dell'emittente la pensa così (ed anzi in un comunicato denuncia addirittura il fatto che ogni qual volta l'emittente fa un programma di grosso successo lo sospende anzitempo), ma forse La7 in realtà é un covo di girotondini in incognito e quindi non bisogna farci tanto caso.

Decameron, per quel poco che ho visto, non mi piaceva per nulla. Luttazzi risultava molto meno brillante che in passato e trasmetteva l'impressione di una persona in seria difficoltà, condizionata dai fantasmi dell'editto bulgaro ed animata da un grande desiderio di vendetta che talvolta lo ha portato ad inseguire Grillo su certi temi. Ma per un artista non deve essere per nulla facile trovarsi ad affrontare una nuova esperienza televisiva dopo essere stato censurato in quella maniera e dopo che (non neghiamolo) nessuno dei membri dell'allora opposizione ha fatto nulla di concreto per difenderlo, e quindi l'atteggiamento di Luttazzi si rivela assolutamente umano e comprensibile.
In ogni caso, che Decameron potesse piacere o meno resta però un dettaglio secondario di fronte al fatto che Luttazzi è stato umiliato per la seconda volta, in maniera assolutamente vergognosa.
Ma tanto a far contento il popolino basta Zelig, e quindi nessuno si porrà il problema.

14 commenti:

Goldo ha detto...

a me faceva crepare dal ridere solo contro i preti, per il resto mi sembrava sempre troppo banale.

LA sette è una puttanata, internet spazzera via tutto, bisogna solo aspettare.

Sono stanco, non ho voglia di pensare, ma condivido tutto, la sopra qualcuno non ama Luttazzi e purtroppo per lui ha un sacco di grano in tasca

onan ha detto...

Io non credo invece che nessuno non si porrà il problema. Soprattutto con quei dati auditel alla mano.
Credo invece che sarà stata una decisione soffertissima.
Il fu grandissimo Luttazzi non faccia "l'ingenuo".
Ora vediamo chi più se lo riprenderà?
Peccato.

Zonda ha detto...

L'ultima puntata era sotto tono, ma era anche una sua fissazione fare quello spettacolino sull'IRAQ che aveva gia' portato a teatro. Le altre erano al top, e piaccia o meno aveva alzato l'audience di LA7 come non mai.

Ferrara non sappeva nemmeno nulla. La decisione e' stata presa arbitrariamente dal direttore di LA7.

La verita'? Aveva gia' registrato una pepatissima puntata sul Vaticano...

Goldo ha detto...

sembra che i sospetti di Zonda siano ampiamente confermati, il ciccionazzo non c'entra nulla

federico ha detto...

@ goldo: io non so se internet sarà in grado di spazzare via proprio tutto, però nel desolante panorama della tv attuale La7 risulta fantastica. Programmi come Markette, Omnibus, Tetris non li trovi in nessun'altra rete (o raramente li trovi su Raitre, ma questa è un'altra storia). Una rete aperta e pluralista, dove convivono posizioni ed idee diverse. La censura a Luttazzi, non me la sarei mai aspettata. Si vede che quel qualcuno riesce ad arrivare anche lì.

@ onan: i vertici della rete si porranno senz'altro il problema, il popolino no. Il popolino non si scandalizzerà mai per la censura a Luttazzi, il popolino non bada a queste cose.
Io non credo che Luttazzi l'abbia fatto apposta per essere cacciato (come ho letto in giro, mi pare sul Corriere della Sera.it) Luttazzi pensava di poter dire certe cose, o pensava che potessero essere capite e contestualizzate. Oltretutto alle registrazioni è sempre presente un funzionario della rete, che anche dopo la registrazione della puntata incriminata non ha avuto nulla da ridire.

@ zonda: molto probabile che ci possa essere sotto il Vaticano. Quando ho scritto il post non avevo ancora letto della prossima puntata, e quindi non ho preso in considerazione questa ipotesi.
Che sia stato il Vaticano o altro, quella dell' offesa a Ferrara è un comodo paravento che nasconde i veri motivi. E' inquietante il fatto che la censura sia stata comunicata a Luttazzi tramite sms ed è inquietante il fatto che a quanto pare tutto il materiale girato (le precedenti puntate ma anche quella sul Vaticano) sarà distrutto. Brutta storia.

Goldo ha detto...

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/luttazzi/lettera-ferrara/lettera-ferrara.html

Ferrara ha risposto, e io in parte condivido, ci scrivo un post su più tardi

federico ha detto...

Letta, mi sembra un delirio con un suo filo logico. Mi lascia parecchio perplesso.Ma quando lui afferma che giornalisti e artisti devono tener conto del limite rappresentato dal fatto che chi li paga deve comunque
tutelare la propria identità di fronte al pubblico e agli inserzionisti, cosa intende per "chi li paga"? La7 o Berlusconi? :D Mi pare ad esempio che quando ha intervistato il cavaliere ad Otto e Mezzo avesse ben presente questo limite, mentre lo stesso non si può dire per tutte le volte in cui ha insultato Furio Colombo e L'Unità...

Goldo ha detto...

il problema o meglio l'empasse nasce dal fatto di aver potuto permettere al zizzon di fare la figura di quello che non se la prende, che guarda e passa, che è superiore e che è tollerante.
Ha potuto pianificarlo, progettarlo, scriverlo come meglio crede, proprio su repubblica e non sul foglio.
Gli è stato permesso di tessersi un mantello d'oro sopra quel culo gigante che vomita merda su chi non la pensa come i suoi padroni, con il nano si è visto benissimo dove andavano a finire le sue briglie e come faceva in modo fossero sempre belle lasche.
Ecco, permettere a Giulianone un tiro in porta del genere è un errore a mio giudizio.
Il fatto che poi dica che ognuno possa esprimere la sua opinione prendendosene la responsabilità è una cosa che condivido, come ho già scritto dalle mie parti.

federico ha detto...

E che condivido pure io, come scritto dalle tue parti. :)
Il brutto è che Ferrara fa la figura di quello magnanimo, che perdona chi lo insulta. Ed invece Luttazzi fa la figura di quello che rifiuta la mano tesa dell'avversario. Come se rifiutare di andare in una trasmissione che si rivelerebbe un processo ad una persona sola fosse un peccato mortale.
Per la cronaca, l'ultimo Luttazzi è lontanissimo dalle mie posizioni.

soloparolesparse ha detto...

Sempre al fianco della libertà di parola... a prescindere dalla parola. Io ho postato la frase incriminata qui:
http://blog.libero.it/soloparolesparse/commenti.php?msgid=3739645&id=15123#comments

federico ha detto...

Concordo assolutamente! ;)

yngnrjnwrrnrynwr ha detto...

A me piaceva anche 8 e mezzo. :D Un'autorete degna del Ferri degli anni d'oro per la finora valida La7.

MarKnopfler ha detto...

Durante la questione Luttazzi-la7 ho sempre sentito che c'era qualcosa che non andava, in tutti i commenti desgnati di coloro che difendono/difendevano Luttazzi.

In questi giorni sto leggendo L'età dei diritti, una raccolti di saggi riguardanti i diritti dell'uomo, tutti ad opera di Norberto Bobbio, che non penso abbia bisogno di prsentazioni.

Riporto questo passaggio, estrapolato dal contesto, ma che penso possa dare un suo contributo nella discussione: "...accade che due diritti altrettanto fondamentali si fronteggiano e non si può proteggere incondizionatamente l'uno senza rendere inoperante l'altro. Si pensi ad esempio, al diritto alla libertà d'espressione, da un lato, e al diritto a non essere ingannati, eccitati, scandalizzati, ingiuriati, diffamati, vilipesi, dall'altro. In questi casi, che sono la maggiorparte, si deve parlare di diritti fondamentali non assoluti ma relativi, nel senso che la loro tutela incontra a un certo punto un limite insuperabile nella tutela di un diritto anch'esso fondamentale ma concorrente. E poichè quale sia il punto in cui finisce uno e comincia l'altro è difficile da stabilire ed è sempre materia opinabile, la delimitazione dell'ambito di un diritto fondamentale dell'uomo è estremamente variabile e non può essere una volta per sempre stabilita"

Non sto dando ragione nè a la7 e ai detrattori di Luttazzi nè a Luttazzi stesso, ma mi sembra un argomento che può aiutare, in queste discussioni.

federico ha detto...

La citazione ci sta a pennello, grazie per avermi segnalato questo testo di Bobbio che provvederò a recuperare perchè permette di vedere la situazione più chiaramente.
Definire dove finisce un diritto fondamentale e dove ne comincia un altro è praticamente impossibile, ma certe volte il modo di interpretare i diritti fondamentali cambia a seconda di chi ne è il titolare. Mi spiego un pochino meglio. Perchè Ferrara sì e tanti altri che sono costantemente linciati dalla stampa di casa Berlusconi no? Quando il governo Prodi inciampò sulla politica estera con conseguente crisi, Libero se ne uscì con una copertina ripugnante, ma nessuno mosse un dito. Eppure qui si confrontavano il diritto di cronaca e il diritto di Romano Prodi di veder tutelata la sua immagine. Ragionando per assurdo, se L'Unità avesse osato una copertina del genere ai tempi della presidenza Berlusconi probabilmente sarebbe stata la fine per quel glorioso giornale. Il fatto è che la situazione dell'informazione italiana è drammatico, e le poche voci critiche vengono imbavagliate in maniera più o meno visibile.
Un testo davvero illuminante sulla situazione italiana è "La scomparsa dei fatti" di Marco Travaglio, una grande penna che, nonostante sia talvolta lontanissima dalle mie opinioni, ammiro e rispetto parecchio. Un analisi lucida ed ironica, che rende parecchio inquieti, da leggere senza pregiudizi di sorta.