01 luglio 2010

WHAT'S THE FREQUENCY, BRANCHER?

La solita sinistra che se non la smette di affidarsi a personaggi che non sono mai stati giovani - come ad esempio Enrico Letta o Andrea Orlando - non vincerà mai più le elezioni è in fibrillazione. Succede infatti che qualche giorno fa è stato nominato ministro tale Aldo Brancher e gli è stato confezionato un ministero ad hoc solo per salvarlo da un processo mediante l'arguto espediente tecnico-tattico del legittimo impedimento (Fernet Brancher ha affermato che non può partecipare all'udienza perché deve organizzare il ministero che ha appena iniziato a presiedere, ed è pure riuscito a restare serio mentre lo diceva). Nulla di radicalmente diverso da ciò a cui ci ha in questi anni abituato Silvan Berlusconi, però questa volta nessuno se ne è accorto perché c'era l'Italia che giocava ai mondiali. Tutto sotto controllo dunque, ma non appena la nostra gloriosa nazionale è stata eliminata dalla competizione è successo un disastro, e nulla è stato più come prima: il Partito Democratico, quel fascista di Di Pietro e quel democristiano fallito di Casini sono arrivati a chiedere le dimissioni del povero Brancher, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è addirittura arrivato a dire che non può esistere legittimo impedimento perché non si sa quale dicastero presieda Brancher ma soprattutto il suo è un ministero senza portafoglio e dunque non c'è un bel cazzo da organizzare. Brancher deve andare a processo e non si sa come andrà a finire. Una vicenda parecchio triste.

Quello che i giornali non dicono è che Brancher si è sacrificato per me. Ha opposto il legittimo impedimento non perché doveva organizzare il ministero come ha dichiarato, ma perché doveva rimanere in ufficio a scaricarmi alcuni dischi nuovi e non aveva tempo di andare in tribunale. Me li ha scaricati, me li ha fatti avere, si è preso gli insulti dei militanti leghisti, medita di dimettersi ed alla fine lo farà: cazzi suoi, io intanto ho quattro fichissimi dischi nuovi da ascoltare, alla faccia dei militanti leghisti che ascoltano solo musica celtica ingozzandosi di polenta e uccelli (non nel senso di peni maschili, ma nel senso di osei, ossia piccoli volatili cacciati di frodo e cucinati secondo l'antica tradizione veneta). Lo ringrazio, però è grande ed ora deve imparare a cavarsela da solo.

Konono N.1 – Assume Crash Positions: prendi una vuvuzela, sfasciala perché ha un suono troppo fastidioso. prendi un gruppo di musicisti del Congo, falli suonare musica a caso con strumenti tipici della loro terra natia ed otterrai un disco come questo, una roba psichedelicissima che dopo due minuti ti manda in trance e a volte riesce perfino a suonare come musica pop. Piacciono anche ai fricchettoni con pantaloni a righe, cane al guinzaglio, capelli a carciofo (o, peggio, a spinacio), zaino dell'Invicta e Birkenstock taroccati ai piedi, ma questo è un dettaglio che nulla toglie allo splendore dell'opera in questione.

Mahjongg – The Long Shadow Of The Paper Tiger: un disco della madonna. Hanno deciso di crescere e di far ballare la gente, hanno indovinato la droga giusta ma soprattutto han capito che coi synth ci puoi ricamare splendide melodie oltre che fare rumore associato a tamburi africani. Come se i !!! avessero come punto di riferimento l'Africa di Fela Kuti e Jay Jay Okocha in luogo degli esperimenti dance dei loro numi tutelari Arthur Russell e Russell Russell, più lo ascolti e più ci entri dentro per non uscirne mai più. Non piacerà ai fricchettoni di cui sopra, visto che a loro fanno schifo i sintetizzatori perché li considerano degli strumenti troppo poco altermondisti (praticamente lo stesso, assurdo preconcetto di Burzum che ad un certo punto ha smesso di usare la chitarra perché la considerava uno strumento da negro ed ha iniziato a fare musica medioevale, visto però con un'ottica leggermente più buonista e vendoliana). E non necessariamente deve essere visto come una cosa negativa.

M.I.A. - /\/\/\Y/\: qui Aldo Brancher ha fatto un capolavoro. È riuscito a procurarmi un disco molto atteso che deve ancora uscire (ed uscirà tra un paio di mesi) e ci è riuscito accedendo clandestinamente al pc dell'artista anglo-cingalese. Si sente molto male in quanto i mezzi del suo ministero sono molto limitati (è pur sempre un ministro senza portafoglio) però intanto si può intuire che a questo giro M.I.A. farà il botto. Certe melodie ti si appiccicano in testa e non ne escono più, nemmeno se ad un certo punto devi smettere di ascoltare perché il fruscio di fondo dell'mp3 clandestino diventa insopportabile. Se Lady Gaga facesse un disco del genere il mondo sarebbe un posto migliore (con tutto il rispetto per Lady Gaga, s'intende).

Walter Gibbons – Jungle Music: questa raccolta è qualcosa che va oltre l'umana capacità di comprendere a fondo cosa si nasconde dietro il concetto mentale di capolavoro. C'è tutto per essere felici e piangere a dirotto, per ridere e per sognare, dire fare baciare lettera e testamento. Walter Gibbons è la disco music, Walter Gibbons è tra i più credibili progenitori della house music, Walter Gibbons è tra coloro che hanno definito il concetto di remix così come lo conosciamo adesso, Walter Gibbons è uno che si è fatto talmente tanto che ad un certo punto si è stancato di collassare in consolle ed si è trasformato in una specie di integralista cattolico che faceva ancora cose pazzesche con mixer ed effetti ma che bandiva dai suoi set la musica trattante tematiche da lui considerate impure. Io lo preferisco ai tempi in cui sveniva ed il disco che stava suonando continuava a suonare all'infinito, ma è un eroe e come tale va rispettato (anche perché attualmente è morto e i morti vanno rispettati a prescindere) e riverito.

Grazie Brancher, e ora vattene – che io pago le tasse e non voglio pagarti lo stipendio da ministro anche se mi hai scaricato i dischi che volevo.

(Bastonate)

8 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

personaggi che non sono mai stati giovani: hai sintetizzato alla perfezione il Problema principe della sinistra

il disco di MIA aspetto a sentirlo, che è meglio. la versione uscita finora fa veramente pena

gattasorniona ha detto...

Ho pensato senza convinzione, adesso che l'Italia è fuori dal mondiale di calcio l'attenzione si catalizzarà su faccende più serie. Poi ho riso della mia ingenuità.

Luci ha detto...

Ma no, Enrico Letta non era un finto giovane! Pensa che io e mio fratello ancora oggi lo chiamiamo "the youngest" (perchè quando inventammo questo soprannome era il più giovane...qualcosa, che ora non ricordo).

accento svedese ha detto...

La sinistra non vincerà mai più le elezioni, nemmeno nel caso in cui si presenti senza avversari alle elezioni. La destra può fare qualsiasi cosa, tanto vincerà sempre. Ormai non ci si deve nemmeno più scandalizzare, bisogna solo ridere.

accento svedese ha detto...

Più che altro, questo post si è autopubblicato utilizzando almeno tre tipi di carattere diversi e quando lo leggo mi gira la testa.. Devo ancora carpire tutti i segreti del browser Opera.

Luci ha detto...

Ah, pensavo fosse un effetto voluto, o che fosse stato Brancher a scrivere il post... :-o

P! ha detto...

MIA Maya esce in italia il 16 Luglio
cercati in rete i Violent Soho e dimmi che ne pensi

accento svedese ha detto...

Ascolterò con attenzione e riferirò. Mi hai incuriosito parecchio. :)