10 gennaio 2008

LA PRIMA REGOLA DEL FIGHT CLUB È: NON PARLARE MAI DEL FIGHT CLUB

Ieri sera, in una felpatissima intervista al Tg1, Pierferdinando Casini ha superato i limiti dell'umana immaginazione ed è entrato di diritto nell'olimpo delle leggende, luogo dove solo i grandissimi hanno diritto di stare.
Ad una domanda riguardante la riforma della legge elettorale, il sagace Pierferdi, forse spaventato dall'idea di avere un genero comunista, ha risposto facendo spudoratamente melina, ma poi si è immediatamente ripreso ed ha avuto un guizzo da campione. Il colpo del fuoriclasse. Il tiro del falco. E nulla è stato più come prima.

Ha avuto infatti il coraggio di affermare che Berlusconi ha finalmente capito che la posizione più ragionevole è quella dell'Udc e che ha smesso di pensare a spallate e a brogli immaginari.

Ha detto proprio così: "brogli immaginari". In sostanza, ha ammesso chiaramente che un argomento che è al centro del dibattito politico da almeno un anno e mezzo è in realtà una colossale bufala.

In un paese normale il giornalista avrebbe fatto una seconda domanda (e se necessario anche una terza), incalzandolo su quanto appena detto. Nei giorni successivi magari si sarebbe sviluppato un serio dibattito, e chi di dovere avrebbe dovuto rendere conto al paese di quanto va blaterando allegramente dal giorno delle elezioni. Ed eventualmente avrebbe dovuto pagarne le conseguenze, come accade in ogni democrazia che si rispetti.
E invece nulla. È calato il sipario e si è chiuso il servizio, come se niente fosse successo.

Perchè Casini è bello e se i giornalisti lo incalzano potrebbe rovinarsi. Meglio non correre questo rischio, sarebbe un vero peccato.

6 commenti:

the cat is in the oven ha detto...

che ossimoro
"in una intervista al Tg1" e
"in un paese normale il giornalista avrebbe fatto una seconda domanda"
proprio due cose che non vanno d'accordo

the cat is in the oven ha detto...

ehi ho pure vinto un link!
non me n'ero neanche accorto
e fight club è uno dei film più belli di sempre

antiblogger ha detto...

Standing ovation per la foto.

federico ha detto...

@ the cat is in the oven: in Italia non fanno domande. O meglio, si fanno domande all'ammorbidente senza entrare troppo nel merito. Sia mai che il potente di turno se la prenda.
E' il paese delle emergenze che durano tre giorni e poi spariscono, bisogna farsene una ragione.
Fight Club è un grande film, concordo. D'altronde lo pensa anche Ascanio Pacelli (altro intellettuale di riferimento della destra italiana), che al Grande Fratello 4 (o 5? o 6? o 1000?) lo citava praticamente ad ogni frase. Ovviamente perchè è l'unico film che ha visto nella propria vita, senza neppure capirne il senso.
Tra l'altro Fight Club è tratto da grandissimo (ed omonimo)libro, che ti consiglio di leggere al più presto qualora tu non l'abbia ancora fatto.

@ antiblogger: è relativa al periodo post- scandalo Mele, quando tutti gli Udiccini fecero un grottesco test anti-droga. Tutto ovviamente è sparito nel nulla e nessuno ha mai saputo i risultati delle analisi.

the cat is in the oven ha detto...

dire test grottesco è dire poco.
fu fatto dando il preavviso e non era obbligatorio ma uno poteva dire se sottoporvisi o no.
come dire per domani non drogatevi, o se proprio volete farlo non fate il test, così facciamo bella figura.

purtroppo io non sono un gran lettore, però so che Palahniuk è un genio, sto leggendo or ora "Ninna Nanna"
alla faccia di Ascanio Pacelli che a leggere non credo neanche sia capace

federico ha detto...

Di Palahniuk ti consiglio anche Invisible Monsters, un libro che a tratti si ha perfino timore di leggere (spero di rendere l'idea anche se non ho scritto in un italiano comprensibile).
Quanto al test, oltre ai risultati non hanno mai reso noto il nome di chi non lo ha voluto fare. La solita destra.