Visualizzazione post con etichetta il viale del tramonto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il viale del tramonto. Mostra tutti i post

01 febbraio 2009

unz unz - COLLISIONE PROGRESSIVA – unz unz – COLLISIONE PROGRESSIVA COLLISIONE – unz unz - COLLISIONE COLLISIONE PROGRESSIVA – unz unz unz unz

Il nuovo album dei Franz Ferdinand è talmente interessante ed emozionante che lo inserisci nel lettore cd della tua auto, ascolti un paio di tracce e poi lo togli quasi immediatamente per mettere Deejay Parade 1997, quando la musica da autoscontri stava sublimando in qualcosa di più serio e meno ingenuo, più raffinato e/o più violento a seconda dei casi, ma sempre e comunque molto pre-undici settembre.
Magari è solo questione di ascolto troppo superficiale - situazione non adeguatasindrome da primo album troppo bello per essere vero - tempo che è passato inesorabile ma Tonight: Franz Ferdinand pare un disco estremamente di maniera, suonato tanto per svoltare una carriera che qualitativamente pare già in netta fase calante nonostante la musica del gruppo scozzese non sia più un segreto per pochi eletti ma un piatto succulento arrivato anche sulle tavole dello spettatore medio di Mtv et altre tv musicali di regime.
Viene persino da pensare che la copia digitale che mi è piovuta dal cielo sia un fake ed il disco vero in realtà abbia talmente tanta anima e tanto groove da illuderti di poterlo ballare stando comodamente seduto davanti allo schermo del pc, però io per ora preferisco spararmi quattro volte di seguito From: Disco To: Disco dei Whirlpool Productions mentre guido lungo nebbiose strade di provincia, credendo di essere al Kinki 1997 circa invece che al volante di una macchina calda-dove ti porta lo decide lei. Una macchina che ti porta from town across town e tu non te ne rendi nemmeno conto, impegnato come sei a capire se dietro al progetto Whirlpool Productions ci fossero uomini veri o robot[*], se il cantante fosse o no strafatto al momento dell'incisione ma soprattutto a chiederti se Alex Kapranos abbia ascoltato almeno una volta nella vita quest'inno per tutta la gente che almeno una volta nella vita ha percorso strade che sembrano immaginarie perché esistono solo nei navigatori satellitari, quelle strade che nonostante tutto riescono a portare da un locale all'altro durante notti che paiono interminabili.

[*] per la cronaca: i membri del progetto Whirlpool Productions erano uomini in carne ed ossa. All'epoca fecero addirittura un'apparizione a Superclassifica Show, dove si esibirono rigorosamente in playback e vennero pure intervistati dal parrucchino di Maurizio Seymandi. Questa è Storia, ed io c'ero.

IN THE PANCHINE SONO IO OGNI VOLTA CHE RESPIRO / È IL POLMONE CHE SI DILATA QUANDO TRATTENGO UN TIRO

Il turborepubblicano Michael Phelps è stato pizzicato (ed ovviamente fotografato) mentre fumava un bong ad una festa tenutasi lo scorso novembre.
È ovvio che fumava erba a profusione per dimenticare la sconfitta dei repubblicani alle ultime presidenziali. È chiaramente colpa di George W. Bush se Phelps è caduto nel baratro del vizio ed ora dovrà stare a lungo in panchina causa squalifica. Otto anni di Bush porterebbero nel baratro qualunque repubblicano.

27 novembre 2008

IL LATO OSCURO DELL'ANIMA

Intimacy dei Bloc Party è un disco macchietta. Uno di quei dischi che lo infili nel lettore e ti aspetti che da un momento all'altro venga fuori Gabriele La Porta a spiegarti che è tutto uno scherzo, che quella musica che senti in realtà è lui che si sta prendendo gioco di te e non aspetta altro che tu te la prenda a male per sputtanarti in giro, magari in diretta tv su uno dei suoi fantastici programmi notturni in onda ad orari random sulle reti Rai. E tutto questo perché

- Gabriele La Porta a quanto pare è raccomandatissimo da Fausto Bertinotti e, quando il suo partito esisteva ancora, era in Rai in quota Rifondazione Comunista;

- Fausto Bertinotti è una macchietta da discoteca (cit.);

- i Bloc Party di Intimacy sono macchiette che suonano pseudo-musica da discoteca

e dunque il fatto che Gabriele La Porta possa interessarsi ai Bloc Party per farti uno scherzo non dovrebbe stupire nessuno, tantomeno chi ha il coraggio di gradire il loro ultimo album. Infatti, Intimacy un disco talmente sopraffino che tanto vale organizzare serate a tema con gli amici per sbertucciarlo a dovere mentre si cena insieme e si ride alle spalle di questo ex-gruppo promettente già finito al terzo album. Nemmeno se si fossero impegnati allo spasimo sarebbero riusciti a fare peggio di così, ed ora per loro c'è solo il dimenticatoio.

No, non può essere vero. Non possono essere usciti con un disco del genere. Non un'idea, non un guizzo. Anzi, un'idea che guizza lungo tutto il percorso del disco come fosse un pesce fuor d'acqua, uno di quelli moribondi perché come è noto un pesce fuori dall'acqua non vive molto a lungo. E dunque idee parecchio stantie come le batterie alla Chemical Brothers epoca Setting Sun di Ares, il cantato di Kele Okereke mai così mieloso e democristiano, le chitarre che non pungono, il basso che non si sente più. Più lo ascolti e più ti vien da ridere per quanto si prendono sul serio questi quattro ragazzi, per quanta poca passione siano in grado di comunicare a chi sta comodamente seduto in auto o sul divano di casa e prova a trovare anche un solo motivo per salvare un disco come il loro Intimacy.

Non ne hanno più voglia, vogliono solo spendere i quattrini meritatamente guadagnati e non fare altro. Quando il loro manager li ha chiamati per ricordare che DOVEVANO uscire con un disco nuovo come da contratto si sono trascinati malvolentieri in studio, hanno buttato giù un paio di cose a casaccio, hanno smanettato con Pro-Tools ed hanno provato a raffazzonare qualcosa che si potesse essere chiamato “disco nuovo”, ma la ciambella non è riuscita col buco ed ora ne pagano ampiamente le conseguenze.

Doveva essere l'album allo stesso tempo più dance, scuro e riflessivo dei Bloc Party, è forse il disco più brutto di tutti i tempi. Avrei dovuto evitare di rischiare grosso andandolo a recuperare nei bagni della stazione Autogrill Castelbentivoglio Ovest dove lo avevo lasciato. Avrei dovuto lasciarlo lì al freddo e al gelo, avrei risparmiato ai Bloc Party un'umiliazione.
Mi chiedo solo come faranno i Bloc Party a suonare i brani di Intimacy dal vivo e soprattutto se riusciranno a rimanere seri mentre lo fanno. L'ideale sarebbe che si presentassero sul palco vestiti da clown, ma mi sa tanto che non abbiano il coraggio per compiere un gesto del genere