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07 aprile 2011

PERCHÉ IO TI FACCIO FARE BRUTTE FIGURE / QUANDO PER SCHERZARE PRENDO A CALCI I TUOI EX / QUANDO GIOCO A FARE IL BATTERISTA DI THRASH

L'altro giorno stavo passeggiando al parco mentre con il mio fiammante iPod taroccato made in China ascoltavo Master Of Puppets dei Metallica, un disco della madonna che è sempre bello ascoltare quando viene la primavera e le giornate si fanno più calde. Tutto molto soft e tranquillo, tranne il fatto che ad un certo punto sono stato aggredito verbalmente (e quasi quasi anche fisicamente) da una coppia di anziani che neanche conoscevo e mi apostrofava con cose del tipo “drogato”, “uomosessuale”, “comunista” e “state rovinando i nostri figli”. Sulle prime non capivo e li ho mandati clamorosamente a cagare, poi ho riflettuto meglio e me ne sono andato senza più proferire parola (non parlavo ma comunque ridevo, e neanche poco). Tutta colpa di Maurizio Gasparri, che ha detto frasi pesanti come “Credo che questi gruppi invece di rilasciare interviste e promuovere video con attacchi a Berlusconi dovrebbero impegnarsi contro l’uso di droghe leggere e pensati. Dare messaggi favorevoli alla droga significa dare messaggi distorti. Penso che invece di esercitarsi a insultare il nostro premier e il nostro Paese darebbero un segnale positivo se condannassero l’uso di droghe. Credo che essere insultati da gruppi rock che abbiano ammesso l’uso di droga sia una medaglia per il nostro Paese e chi lo governa” solo perché i Metallica hanno osato criticare Berlusconi. Lui ha parlato e i vecchi che passano le loro giornate a guardare in tv Forum hanno eseguito. Non fa una piega.

Direi che ora in avanti ascolterò solo i Pooh, Gigi D'Alessio, il Maestro Apicella ed Al Bano perché altrimenti Maurizio Gasparri se la prende, e se Gasparri se la prende poi non si sa come va a finire. Magari danno una medaglia anche a me perché sono stato insultato da gruppi rock che hanno ammesso l'uso di droga, ma non ne sono poi così sicuro. A questo mondo ormai non si è più sicuri di nulla.


07 settembre 2010

IL ROCK. CHI LO AMA E CHI LO NEGA, IO SON COATTO MA CHE ME FREGA



Ho un nuovo idolo: Giuseppe Binetti.

Quando ho visto il filmato del suo provino ad X-Factor nemmeno ci credevo. Pensavo che fosse il nipote di Paola Binetti (tra l'altro grande appassionata di power metal) ma Paola Binetti (che saluto) non ha nipoti, pensavo che non esistessero più metallari di quelli che sono ancora fermi ai Dream Theater, che partecipano ad un programma lontanissimo dalla loro realtà quotidiana, fanno figure assolutamente imbarazzanti, vengono esclusi, vengono sbertucciati dalla Tatangelo e poi se la prendono col povero Enrico Ruggeri (uno che ha vinto almeno un paio di Festival di Sanremo) solo perché non hanno il senso dell'ironia (o molto più probabilmente perché sono metal, ed infatti il Binetti quando se l'è presa con Ruggeri ha fatto una delle facce più metal degli ultimi dieci/quindici anni), ed invece mi sbagliavo di grosso. Esistono ancora, e sono qui tra noi – anche se non li vediamo perché sono sostanzialmente innocui e se fanno la faccia truce lo fanno per spaventare, non per fare male.

A quel provino di X-Factor Giuseppe Binetti ha regalato all'umanità una performance assolutamente (ed involontariamente) esilarante, soprattutto perché si è presentato lì interpretando ovviamente un brano dei Dream Theater, si è preso dell'animale da soma, si è offeso a morte ed ha addirittura accusato la giuria di non sapere cos'è il vero rock (come se il vero rock fossero quei segaioli dell'assolo interminabile di chitarra, dell'acuto vocale & del peggio metal tastierato che rispondono al nome di Dream Theater). Tutto troppo bello per essere vero tanto che – giuro - ad un certo punto ho pensato addirittura che scoppiasse in lacrime, perché lui è uno che ci crede davvero e sta lottando per il suo sogno ma non sempre è capito dalla gente.

Ecco, il punto è proprio questo: non mi piace la musica che ascolta, non mi piace la musica che suona (ha un album in uscita a breve, non lo ascolterei mai ma spero davvero che riesca un minimo ad emergere in quel mare magnum rappresentato dalla musica leggera italiana)(non so nemmeno cosa voglia dire “mare magnum”, ho usato questo termine forse a sproposito per darmi un tono), nelle sue condizioni non mi sarei mai presentato ad X-Factor, però io ammiro tantissimo Giuseppe Binetti (e, più in generale, tutta la gente come lui) perché ci crede ancora e porta avanti un genere che ormai nessuno si fuma più da almeno dieci/quindici anni (ed infatti la faccia metal di Binetti è la faccia più metal degli ultimi dieci/quindici anni anche per questo), alla faccia di chi segue solo le mode e non tiene conto che nella musica esistono anche le emozioni e i sentimenti, i successi e le sconfitte, le delusioni e i sogni da inseguire a tutti i costi, nonostante tutto e tutti.