Se ne parla ovunque. È stato in streaming integrale su Repubblica.it e pure Libero ne ha parlato in una elegante articolessa nella pagina degli spettacoli. Piace a tutti, piace alla gente che piace, piace alla gente a cui piace piacere. Eppure A Sangue Freddo, il nuovo disco de Il Teatro Degli Orrori, è una cagata pazzesca.E non lo dico perché è un disco italiano, ma lo dico perché a differenza del debut album questo è il classico disco che è cool ascoltare in una città come (omissis) ed ha un senso compiuto solo al di sopra del fiume Po, con tutto ciò che ne consegue. Infatti, appena si oltrepassa il Po un disco come A Sangue Freddo diventa improvvisamente roba incomprensibile, buona solo per lasciare commenti sulle pagine di famosi siti specializzati come (omissis) e (omissis) che lo descrivono – seppure utilizzando toni e termini radicalmente diversi – come un nuovo capolavoro della musica italiana, scomodando nomi come Piero Ciampi (non l'ho mai ascoltato in vita mia), Oxbow (non li ho mai ascoltati in vita mia), Jesus Lizard (non li ho mai ascoltati in vita mia), Shellac (questi li ho ascoltati e non c'entrano assolutamente nulla). In realtà è roba priva di sostanza, all'apparenza minacciosa ma in pratica assolutamente inoffensiva, però è bello parlarne bene perché serve a stare bene con se stessi e con gli altri (soprattutto la prima che ho detto). Non si scomodano i mostri sacri per roba del genere, non si scrivono testi così scontati come quelli de Il Teatro Degli Orrori ultima versione.
La carica distruttiva degli esordi è solo un ricordo, sostituita da un assurdo quanto inutile featuring di (omissis) degli innominabili (omissis) che sta lì a testimoniare quanto sia purtroppo caduto in basso Il Teatro. Prevedo un per loro un futuro come ospiti d'onore in importanti programmi gggiovani Rai, però i fasti del passato son diventati solo un lontano e sbiadito ricordo. Peccato.