Esisteva un tempo in cui il calcio era uno sport normale, autentico, bello da seguire. Un tempo in cui si giocava solo la domenica pomeriggio ed il pallone era di autentico cuoio, colorato di bianco e nero. Le magliette erano di tessuto naturale e non di tessuto sintetico, non avevano la maggior parte dello spazio occupato da sponsor e a fine partita spesso si restringevano per colpa del sudore di chi le aveva usate. C'erano ancora i giocatori-bandiera, si praticava il gioco all'italiana e lo stopper indossava la maglia numero cinque, il centravanti aveva la nove mentre la dieci andava al fantasista che sapeva come risolvere la gara con un lampo di genio.Erano anni ruggenti ed era bello attendere la domenica sera per guardare 90° Minuto e conoscere i risultati delle partite. Ogni domenica alle 18:15 ci si sintonizzava su Raiuno ed incominciava lo spettacolo. Abbigliamenti improbabili, pettinature (e talvolta riporti) impossibili, chromakey azzardati, riprese da angolazioni impensabili, replay che non funzionavano, collegamenti che non partivano, interviste ai calciatori fatte in mezzo al pubblico, gente che faceva ciao con la manina. Tutto fatto con pochi mezzi e tanto entusiasmo, quasi in tempo reale visto che terminavano le partite e i filmati venivano montati quasi in diretta, senza i mezzi tecnici che ci sono ora. Tutto sapientemente diretto e mediato dal grande Paolo Valenti, che spesso finiva pure a fare da paciere nelle gustose scaramucce a distanza che nascevano tra cronisti tifosi di squadre rivali. Oggi sembra incredibile, ma allora i cronisti erano sfacciatamente tifosi e durate il resoconto della gara lo si percepiva chiaramente, nessuno si scandalizzava di questo e tutto era più vero, meno asettico. Era favoloso sentire Luigi Necco da Napoli che concludeva il collegamento sfottendo l'Inter e Vasino da Milano che rispondeva. Solo per cose come questa valeva la pena di seguire Novantesimo.
Allora io ero molto piccolo e per forza di cose ho un ricordo un pochino sfumato di quell'epoca e di quel programma, ma penso che tutto fosse molto più bello di oggi. Vedere il dvd Il meglio di 90° Minuto mi ha aiutato a colmare molte lacune ed ha fatto tornare a galla certi particolari che giacevano riposti in qualche sperduto angolo della mia mente. A cura di Marco Giusti, è un dvd (con annesso libro che ne approfondisce il contenuto) da considerarsi vera e propria opera d'arte, che raccoglie ed accosta con studiatissima casualità filmati tratti dal periodo aureo di 90° Minuto, quello in cui non c'erano i mezzi ma c'erano il mestiere e la passione. Il tutto si rivela una sorta di blob, un flusso di coscienza di due ore che passano in un minuto e che ti fanno rimpiangere i bei tempi andati. Tempi che per il calcio non torneranno mai più.
Il calcio italiano oggi ormai è come il wrestling e sai sempre chi vince, però una volta non era così. Lo sapevo già ma ora ne sono ancora più convinto. La cosa di cui non sono ancora pienamente convinto invece è un'altra. E' solo un sosia o è proprio Giampiero Galeazzi quello che che si vede nei filmati? Era magro e bello, temo addirittura di essermelo immaginato.