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05 novembre 2010

LAVORARE STANCA

Da quando scrivo per Tv Sorrisi e Canzoni viaggio molto. Si sa, il mestiere di critico musicale è un mestiere duro (ed è ancora più duro se ti trovi a recensire dei dischi di merda come capita a me su Tv Sorrisi e Canzoni, ma passiamo oltre altrimenti il Direttorissimo Alfonso Signorini mi licenzia e/o non mi fa più avere i promo dei dischi), però quando viaggi sei spesato da tutto e te la spassi alla grande. Bella vita davvero quella dello scrivano da marciapiede.

Io comunque non voglio gravare troppo sul bilancio dell'azienda ed allora viaggio in treno (e se il treno è uno di quelli locali con i pendolari, gli studenti universitari e tutto il resto va ancora meglio), così spendo poco e posso sentire i discorsi della gente, la mia vera fonte di ispirazione per parlare di musica su Tv Sorrisi e Canzoni (senza sentire i discorsi della gente infatti non riuscirei mai a farmi un'opinione e a recensire seghe a vuoto tipo Bruno Mars - o almeno non ci riuscirei da sobrio. Dovrei bere, ma bere quando uno non beve mai può diventare un casino ed allora son costretto a farmi un'opinione musicale con i discorsi da treno).

In treno musicalmente parlando succede di tutto: africani che ascoltano Bob Marley a volumi stratosferici incuranti del fatto che in treno non si potrebbe ascoltare musica se non in cuffia (comunque se fosse per me Bob Marley andrebbe vietato a prescindere, ma non sono ancora il re del mondo dunque mio malgrado sono costretto a tollerarlo), ragazzine palesemente minorenni che ascoltano la musica in cuffia con il cellulare ma non sono in grado di andare oltre i primi venti secondi di ogni brano, gente che ha il coraggio di andare in giro con la maglietta dei Pink Floyd nel 2010, gente che si porta da casa il pc portatile solo per guardare un dvd di un concerto di Vasco Rossi (se guardassero su YouTube il filmato in cui Vasco cade sul palco durante un concerto sarebbe meglio per loro, fa troppo ridere), gente che sull'iPad legge la pagina degli spettacoli de Il Resto del Carlino e ci crede sul serio. Bella vita davvero quella dello scrivano da marciapiede (e ripetersi non fa mai male).

L'apoteosi l'ho raggiunta un paio di anni fa, vedendo due ragazze del tipo studentesse - universitarie - con - la - grana - e - pretese - artistoidi - che - studiano - a - Bologna - perché - a - quanto - pare - c'è - fermento - artistico - e - la - gente - è - de - sinistra - non - come - a - Milano - che - tutti - sono - di - destra - ed - hanno - la - puzza - sotto - al -naso (io a Bologna la puzza sotto il naso ce l'ho eccome, soprattutto quando passo vicino a qualche giocoliere o mangiafuoco in Via Righi, certa puzza di sudore che difficilmente te la scordi) che forse avevano appena comprato il Blackberry e per festeggiare sono state al telefono per tutta la durata del viaggio, chiamando chiunque, parlando del nulla a volumi da stadio e soprattutto disturbandomi mentre cercavo di scrivere un pezzo sul cofanetto contenente l'opera omnia di Tiziano Ferro in regalo da questa settimana con Tv Sorrisi e Canzoni (un cd a settimana, aggiungendo tipo otto euro al prezzo di copertina. Oserei dire che tanto vale scaricarli, ma poi se dico così dei dischi di Tiziano Ferro posso passare per omofobo e il Direttorissimo Alfonso Signorini può anche decidere di licenziarmi per omofobia. A proposito: ha già fatto coming out anche Alfonso Signorini? Mi pare di sì). Dicevo, parlavano del nulla poi ad un certo punto il colpo di scena: una di loro ha dato appuntamento ad un'amica al concerto dei Sud Sound System al TPO di Bologna il 6 novembre. I Sud Sound System, una delle cose peggiori che esistano in natura (almeno dal punto di vista socio-musical-culturale), una delle cose più dannose per i giovani d'oggi (ma anche di dieci-quindici anni fa, visto che è da allora che i Sud Sound System suonano sempre uguale e nulla sembra essere cambiato, nemmeno il loro fan-tipo). Non ci ho visto più, il pezzo su Tiziano Ferro è definitivamente tramontato e per terminarlo ho dovuto copiaincollare a caso brandelli di altri articoli scovati a caso in rete (a fare una cosa del genere con Tiziano Ferro si rischia di essere tacciati di omofobia, ma dovevo consegnare assolutamente il pezzo e dunque sono pienamente scusato) ma almeno ho preso una decisione drammatica: il giorno del concerto dei Sud Sound System sarò a sentirli dall'esterno del locale, per capire, per capirmi e probabilmente per recensirli per Tv Sorrisi e Canzoni, una rivista che nonostante abbia come target principale quello delle famiglie fondate sul sacro vincolo del matrimonio di Sacra Romana Chiesa è di larghe vedute ed oltre a regalare i cd del neo-gay Tiziano Ferro darà sicuramente spazio anche all'altermondismo e all'alternativismo un tanto al chilo dei Sud Sound System, un fenomeno musicale a modo suo importante ma di cui non ho mai capito bene il grande seguito (una frase come “ma di cui non ho mai capito bene il grande seguito” non è italiano, ma nemmeno i Sud Sound System cantano sempre in italiano, e dunque non succede nulla se scrivo una cosa del genere e nessuno si offende). Spero solo che nessuno al TPO abbia da ridire sul mio essere collaboratore di Tv Sorrisi e Canzoni e dunque di Berlusconi, ma io lavoro per portare a casa il pane con cui sfamarmi ed allora tutto ciò non fa testo.

Alfonso Signorini ti ringrazio perché mi fai lavorare per il prestigioso giornale da te diretto, perché mi fai lavorare, perchè esisti e perché sei un grande intellettuale.

05 marzo 2010

LA DISPERAZIONE DI VIVERE L'ARTE SENZA UN PAIO DI BAFFI POSTICCI



È scandaloso: all'Autogrill non hanno il frigo con i gelati confezionati però vendono la birra Tennent's Super (strong Lager, bottiglia 33 cl, 9,0% vol: l'ideale prima di partire per un lungo viaggio a un senso solo, senza ritorno se non in volo) e soprattutto vendono il cd “Sfida” di Amici 9 (dodici canzoni cantate da dodici fantocci diversi, una maglietta rossa con la scritta “sfida”: l'ideale per fare la fine di Catello Miotto, un uomo di merda che voleva diventare famoso perché si sentiva un leader ed ora è in galera perché accusato di stupro).

Ed è ancora più scandaloso il fatto che Studio Aperto non dica una parola per denunciare questi misfatti (e non dica nemmeno una parola sensata riguardo alla manifestazione anti Berlusconi del 27 Febbraio scorso) ma in compenso perda tempo ad intervistare “la più famosa blogger italiana” ospite alla Settimana della moda a Milano. Chiara Ferragni – questo il nome della titolare del favoloso fashion-blog The Blonde Salad – si trovava lì perché a quanto pare ultimamente i capoccia del mondo della moda sono alla ricerca di nuovi stimoli e di nuova gente su cui puntare per promuovere il loro prodotto e di conseguenza si son resi conto che esistono anche realtà come internet e i blog. Una autentica rivoluzione copernicana: logico, no?

Comunque quelli dell'intervista sono stati due minuti assolutamente esilaranti, pura ed autentica satira involontaria: Chiara Ferragni, una ragazza bionda, bocconiana annoiata & (probabilmente) raccomandata con un ego grosso così, ha deliziato il pubblico che pranzava comodamente seduto a tavola con concetti profondissimi quali “se Vogue mi offrisse un posto non rinuncerei al mio blog”, “la moda è indietro sotto il profilo delle tecnologie di internet e deve dare spazio alle persone giovani”, “i blogger sono i più vicini ai consumatori finali”, “il termine utilizzatore finale era riferito ad una domanda di natura tecnico-giuridica, non mi rompa i coglioni”. Personalmente, se mi avessero intervistato in quanto blogger mi sarei vergognato come un ladro e sarei corso a nascondermi oppure al contrario avrei preso la palla al balzo ed ne avrei approfittato per insultare il malcapitato giornalista di Studio Aperto fino a farmi arrestare, ma fortunatamente non tutti sono come me ed esistono anche persone civili come Chiara Ferragni che sanno come ci si comporta nell'alta società. Buon per lei che ce la fa, io cerco ancora di separare la vita reale dalla vita su blog (è dura, ma con un po' di impegno è possibile farcela e vivere una vita normale pur curando un blog).

MORALE DELLA STORIA: Grazie a Studio Aperto, con quest'intervista il fenomeno dei blogger è stato definitivamente sdoganato con almeno cinque anni di ritardo presso le famiglie italiane e nello stesso tempo il mondo della moda italo-milanese ha preso due piccioni con una fava: si è dimostrato aperto (e progressista) e nello stesso tempo ha trovato modo di alimentare l'ego di chi in futuro potrà fare marchette colossali al prezzo di un altro invito a presenziare nelle vesti di blogger alla Settimana della moda. Anzi, vien quasi da pensare che Chiara Ferragni non esista davvero o, meglio, che esista solo in quanto modella-della-porta-accanto a cui fare indossare vestiti per far foto da postare sul blog (che peraltro sembra scritto dagli stessi personaggi che scrivevano i testi di Lucignolo, quindi tutto torna) a mo' di forma pubblicità moderna (e progressista)(e tanto gggiovane). Ma chi sono io per affermare una cosa del genere senza timore di sbagliarmi? In fondo, quello del fashion-blog Blonde Salad è un problema che riguarda menti più dotate della mia, e dunque perché preoccuparsi quando ci pensa già Studio Aperto a farlo per me? Comunque, essere blogger ormai è una professione, dovrei iniziare a pensare anche io a come dare una svolta alla mia vita.