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03 aprile 2012

UN DISCO DI UNA CHE HA CINQUANTA E PASSA ANNI MA NELLE CANZONI SI DEFINISCE ANCORA GIRL: MDNA - MADONNA


Un album nuovo di Madonna nel 2012 è roba per stomaci forti, soprattutto se anticipato da un singolo come “Gimme All Your Luvin’” – ossia qualcosa niente male ma che suonerebbe imbarazzante cantato da una Avril Lavigne qualsiasi, figuriamoci da lei che ha passato i cinquanta ed un bel po’ di storia della pop music l’ha fatta anche se sono anni ed anni che va avanti per inerzia (quanti anni? Dodici? Quindici? Diciotto? Non sono dotato di pallottoliere per contarli con precisione, ma so solo che sono parecchi e ciò mi basta). Ci vuole coraggio per affrontarlo e bisogna avere la capacità mentale di separare ciò che è stata Madonna (grande innovatrice sia a livello musicale che a livello di immagine, anticipatrice di trend, figura in grado di provocare le masse con intelligenza e furbizia) da ciò che è diventata invecchiando (artista che insegue disperatamente i trend ma arriva sempre troppo tardi, artista che come attitudine è più anni ottanta ora che allora, donna che ha fatto un uso troppo sbagliato del botox), eppure è doveroso farlo – per rispetto, per dovere di cronaca e, perché no, per le sorprese che possono derivare dall’ascolto prolungato di un’opera coraggiosamente intitolata “MDNA” (un gioco di parole MDMA/MDNA nel 2012? Puah!).

Come approcciarsi ad un’opera del genere? Con disincanto, anche se non sono perfettamente certo che il termine “approcciarsi” esista nella lingua italiana correntemente parlata. Non ci si devono attendere di certo miracoli (Madonna ha già dato, e non è una metafora di natura religiosa – qui si sta parlando di musica) o rivoluzioni copernicane di sorta (vedi il discorso fatto in precedenza riguardo all’invecchiamento di Madonna, con in sovrappiù il fatto che in un mondo dove grazie al web la musica è già vecchia prima di uscire non basta più ingaggiare produttori di grido per farsi confezionare su misura un disco che funzioni bene – serve ben altro, ma ci arriveremo), si deve ascoltare e basta come se il disco fosse opera di una persona qualsiasi e non di Madonna. Quella Madonna, la Madonna che ci piaceva tanto, è finita almeno nel 1998 con “Ray Of Light” (e relativo video copiato a Biagio Antonacci che le ha garantito l’invidiabile privilegio di poterlo sfottere tramite i suoi legali apostrofandolo come “fattorino delle pizze”) e dobbiamo imparare a considerarla un ricordo lontano parente della Madonna attuale.

E come suona “MDNA”? Suona alla grande quando vuol fare ballare (“Gang Bang”, “Some Girls”), peggiora parecchio quando sceglie di fare altro (“Falling Free”, “I’m a Sinner”). La mano dei Benassi Bros (“Girl Gone Wild” ed “I’m Addicted”, che ranze!) e di Martin Solveig si sente parecchio (“Turn Up The Radio” e “Superstar” sono Madonna che fa karaoke su “Ready 2 Go” ed “Hello” , Solveig deve aver azionato il pilota automatico), e le ospitate della militante a buon mercato M.I.A., degli erotomani LMFAO, di Nicki Miraj ed altri personaggi a caso che andavano per la maggiore un anno addietro aggiungono poco a quanto sarebbe sicuramente riuscita a fare Madonna da sola (avrei voluto scrivere “senza questi specchietti per le allodole, tra l’altro da lei pagati profumatamente”, ma la rispetto troppo e dunque non lo faccio). Facendo una media matematica “MDNA” è un disco assolutamente dignitoso, di quelli che però li ascolti per un paio di settimane poi te ne scordi perché ce ne sono tanti altri uguali in giro, di quelli che se hanno la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto (o se hanno dietro una buona strategia di marketing dietro – vero Lana Del Rey?) parte il tam tam in rete e fanno il botto ma se hanno sfortuna rimangono sul tuo hard disk per circa anno salvo poi venire cancellati quando si tratta di fare spazio ai dischi che usciranno durante l’anno successivo. L’unica differenza è che Madonna per quei dischi ha budget milionari e gli altri invece no, ma in fondo siamo in democrazia e bisogna trattare tutti quanti allo stesso modo.

(Indie For Bunnies)

17 marzo 2012

1, 2, 3 Casini! (cit.)


La foto insieme a Monti, Bersani ed Alfano che il buon Pierferdinando Casini ha postato su Twitter è semplicemente drammatica nella sua capacità di spiegare involontariamente come stanno davvero le cose. Magari è solo un effetto ottico dato dall'evanescenza delle luci, ma i tre segretari sembrano degli ectoplasmi destinati a scomparire mentre Monti ritto in piedi pare proprio il nuovo assoluto (ed infatti lo è), l'imbattibile (ha fatto più lui in tre mesi che l'intera classe politica italiana in vent'anni, il che è tutto un dire anche se avrebbe potuto fare di più). Che ridere: qui crolla tutto (soprattutto un esilarante Francesco Rutelli, che prova a difendersi sparando nel mucchio in puro Bettino Craxi style) e questi qua usano la scusa di Monti come estremo, disperato tentativo di salvarsi il culo o almeno la poltrona (spesso e volentieri le due cose tendono a coincidere, ma pazienza).

E Casini è andato oltre ed ha addirittura minacciato un'alleanza con Pd e Pdl alle prossime elezioni, una roba devastante che se andasse in porto rappresenterebbe il trionfo dell'autoconservazione della partitocrazia (qualcosa del tipo: hanno finto di combattersi per anni e ora 'Franza o Spagna? Basta che se magna') ma verrebbe sommersa da milioni di voti contro (se non astensioni contro, o monetine contro in puro Bettino Craxi style). Io stesso voterei qualunque altra cosa pur di non votare un obbrobrio del genere (Alfano che fa finta di essere un segretario vero, poi), ma se ci fosse il Partito d'Azione saprei cosa votare e voterei molto più volentieri.

Resta il fatto che probabilmente siamo di fronte ad un'altra Tangentopoli prossima imminente e nemmeno ce ne rendiamo bene conto. Non diciamo più nulla, attendiamo di vedere gli sviluppi di alcune vicende che riguardano più o meno tutti i partiti dell'intero arco parlamentare e non parliamone più fino al giorno del grande crack.


07 gennaio 2012

IL PUNTO SULLA LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIA


Dunque, che dire di questo 2012? Nulla, se non che è cominciato da troppo poco per poter dire qualcosa di sensato a riguardo. Considerando che il 2011 si è chiuso con la morte di Don Verzé ed il drammatico ferimento in diretta tv di Carlo Conti durante il countdown di fine anno (una sola di queste due cose è vera, e non necessariamente quella relativa a Don Johnson Verzè) ci attendiamo grandi cose dall'anno che ci troviamo da pochi giorni nostro malgrado a vivere.

Che poi Albano Carrisi ha praticamente riabilitato e santificato la figura di Don Verzé a cadavere ancora caldo, quindi qualcosa riguardo al 2012 si può già prematuramente affermare – ossia che questo è l'anno buono in cui ritrovano viva e vegeta Ylenia Carrisi e si scopre che Al Bano non ha i titoli per parlare di famiglia, droga, religione, fede (ce li ha invece per parlare di Fede, nel senso di Emilio Fede). Buon 2012, l'anno nuovo arriva con i suoi petardi.

E a proposito di figli di, parliamo di Cristiano Doni anche se non è figlio di. Ultimamente si parla molto di lui per vicende extracalcistiche (perfino il barista dove faccio di solito colazione al mattino parla di lui, ma se per questo parla anche di Maria Antonietta Tilloca e del suo nuovo album probabile fenomeno tipo I Cani per l'anno che verrà. Il mio barista è un tipo in gamba) e sono praticamente certo che sarà nel 2012 la sua figura sarà rivalutata e santificata da Al Bano così come è stata dallo stesso rivalutata e santificata quella di Don S. Verzé (S. sta per San e non per Seppia come i più potrebbero pensare) – con tutto ciò che ne consegue in termini di “vacua inutilità del parlare di calcio”, “rimpiango Glenn Peter Stromberg e la sua bionda chioma”, “chi ha rubato la salma degli Mike Bongiorno merita almeno una contravvenzione”, “il calcio è truccato”, “fare il vigile è romantico”, “lo giudico dopo aver letto alla cazzo di cane le notizie che lo riguardano mentre twittavo cose a caso, ma così fan tutti perché ormai in Italia il garantismo non conta più un cazzo” et altre cose che non mi vengono in mente ora ma mi verranno sicuramente in mente nel futuro prossimo. Povero Cristiano Doni, ora libero dopo essere stato a lungo chiuso in cella senza vasella (rima da terza media, ideale per chiudere un paragrafo e passare oltre).

Il 2012 ha comunque portato in regalo la chiusura di quel foglio di culto (io quasi quasi tra “cul” e “to” oserei mettere un trattino, ma forse è da querela e non lo metto) di Liberazione, e dunque almeno per quest'anno si risparmierà in termini di finanziamenti pubblici agli organi di partito (organi crioconservati perché il partito a cui appartenevano è morto da tempo) e saremo tutti più ricchi, felici e contenti dato che potremo consultare solamente la versione online e non quella cartacea.

Ovviamente scherzo, anche perché quando ci sono di mezzo perdite di posti di lavoro è sempre un dramma e non si dovrebbe proprio scherzare - e poi mi stanno simpatici Liberazione, il concept che sta dietro ad un giornale del genere, il suo gimmick, l'hype, l'understimate, il nickname, il mash up, l'extra time nei videogiochi calcistici anni novanta quando il match finiva pari, l'overtime l'overbooking, il Booster, Napster, master, faster, meglio rasta che pasta, Assto, Asso il film con Celentano, cento cento cento come in Ok il prezzo è giusto, la voce fuori campo di Ok il prezzo è giusto, la voce che agli autoscontri annuncia la macchina che ha vinto il giro gratis, un trip non è mai trop, Alberto Tomba gran guzzatore, Alberto Tomba in Alex l'ariete e non ultimo Alberto Tomba ospite ad Italians di Beppe Severgnini nel '97 che se ritrovo la puntata sono l'uomo più felice del mondo perché non ho mai riso così tanto in vita mia come quella volta lì. Ecco, se scopro che Liberazione per la versione online ha in mente di recuperare quella memorabile figura di merda prolungata in diretta tv di Alberto Tomba diventa all'istante il mio giornale preferito, e senza nemmeno passare dal via.

E comunque qualche giorno fa ho visto la rassegna stampa del Tg5 e Liberazione c'era, dunque non è vero che ha chiuso. Liberazione c'è ancora ma come al solito esiste solo nelle rassegne stampa in tv e non nelle edicole.

21 ottobre 2011

BACK FROM THE GRAVE Vol. 4: si riuniscono perfino gli Stone Roses, viva gli Stone Roses!

La reunion degli Stone Roses è forse la reunion più triste di sempre. Lo si capisce dalle foto della conferenza stampa nella quale è stato annunciato il lieto evento, lo capisci da quanto sono invecchiati male almeno tre dei quattro componenti del gruppo. Cosa suoneranno dal vivo? Solo il disco d'esordio o anche qualcosa da Second Coming? Ma soprattutto, ha un senso una reunion di un gruppo che ha fatto un disco enorme più di vent'anni fa, una cagata pazzesca quindici anni fa e poi è imploso in tanti progetti solisti di dubbio gusto? E poi, seguirà un disco di inediti o i soldi per pagarsi il metadone sono già stati raccolti e gli Stone Roses si fermeranno qui?


Non è dato sapersi, ma sono talmente curioso che quasi quasi compro i biglietti per la data di Manchester e ci vado. Mal che vada se suonano anche Second Coming si ride di gusto.

18 luglio 2011

Un disco che sembra un disco di venticinque/trent'anni fa: THE HORRORS - SKYING

Il mio benzinaio di fiducia – che è persona parecchio saggia e sa come gira il mondo perché ne ha viste di ogni – me la mena sempre con una band scozzese abbastanza in voga negli anni ottanta chiamata Simple Minds. Dice sempre che quando era un ragazzino li ascoltava in maniera ossessiva e che se avessero avuto un po’ più di fortuna (e se fossero stati molto più paraculi) oggi sarebbero al posto degli U2 e riempirebbero gli stadi, con contorno di folle urlanti fuori dagli alberghi nei quali si trovano a soggiornare, decine e decine di groupies pronte ad entrare nel loro camerino dopo ogni concerto, scene incredibili nei backstage, Ferrari, coca & puttanoni et altre cose tipiche dello starsystem musicale. E perché i Simple Minds sono entrati nel cuore del mio benzinaio (che ultimamente è anche un po’ il mio guru)? Ci sono entrati grazie ad una formula musicale tipicamente anni ottanta (batteria dal suono che ti chiedi sempre se sia vero o sintetico e non lo capisci mai, tastiere e sintetizzatori che hanno decisamente la meglio sulle chitarre, atmosfere sognanti, voce carica di pathos, new wave come se piovesse) che suonava vera (e veritiera) e che per una qualche ragione che fatico a spiegarmi è invecchiata bene e riesce a suonare dignitosamente anche oggi che siamo nel 2011 e la musica esce che è già vecchia perché l’hai già scaricata prima, ma soprattutto grazie al carisma-non carisma del loro leader Jim Kerr, uno che agli inizi sembrava un damerino come tutti gli altri che all’epoca calcavano i palchi ed avevano successo ma poi è venuto fuori che aveva parecchie cose da dire e le ha dette (e fatte).

Ecco, “Skying” – nuovo, attesissimo (almeno nel Regno Unito, qui in Italia non so) album degli Horrors – suona proprio così, come i Simple Minds tanto amati dal mio benzinaio di fiducia. O meglio, suona come ciò che sarebbero stati i Simple Minds se Jim Kerr avesse avuto certi problemucci di inserimento sociale ed una volta svanita la botta di successo anni ottanta-primi novanta invece di svoltare trasferendosi a Taormina ed aprendo un albergo avesse optato per un buen ritiro nella comunità di recupero tossicodipendenti di San Patrignano, per riflettere su nuove vie musicali ma soprattutto per curare svariate (e ad occhio e croce) ipotetiche dipendenze da sostanze stupefacenti. E dunque, tastiere e sintetizzatori che hanno la meglio sulle chitarre ma sembrano affogati nella melma (“Monica Gems”, “Oceans Burning”, “Moving Further Away”) o nel miele (“I Can See Through You”, “Dive In”, “Wild Eyed”) a seconda dei casi e del grado di dolcezza o sporcizia del brano in questione, atmosfere allucinanti/allucinogene, botte sonore a strati che sembrano uscite da una produzione a caso di Phil Spector, voce che spesso e volentieri non si sa dove voglia andare a parare eppure riesce a trasmettere sia pathos che sensazione di disagio giovanile, ritmiche baggy tanto per farti capire che Madchester è viva e lotta insieme a noi (e ad un ipotetico Jim Kerr che frequentava l’Hacienda, ma che te lo dico a fare). Poi, per carità, dentro ad un disco del genere ci sono anche l’austera marzialità dei Joy Division, le allucinazioni pop di Echo & The Bunnymen, Julian Cope quando aveva in testa di fare dischi pop e mille altre influenze/citazioni che magari non riesco a riconoscere perché io non vado ai concerti indossando la maglietta di Ondarock (per carità, problema mio e non di Ondarock), però resta il fatto che un disco del genere sta a dimostrare che gira e rigira i Simple Minds un qualcosa di buono lo hanno seminato anche nelle giovani menti che magari non erano neppure nate quando Jim Kerr e soci spopolavano.

Un disco come “Skying” non arriva subito e ci mette parecchi ascolti per essere capito, ma quando ci entri dentro fatichi ad uscirne. Si ripete il miracolo: terzo disco per gli Horrors, terzo cambio netto di direzione, terzo disco che non inventa nulla ma sceglie con gusto e competenza le fonti da cui trarre ispirazione e riesce a dimostrare che oltre alle foto di copertina su NME (e le presunte storie d’amore con la figlia tossicoanoressica di Bob Geldof – ed un po’ si torna ancora al discorso del buen ritiro a San Patrignano di Jim Kerr) c’è molto di più e gli Horrors sono un gruppo di valore. Devo farlo ascoltare al mio benzinaio. Per me va a finire che gli piace pure.

(Indie For Bunnies)

17 giugno 2010

7,5 IS THE MAGIC NUMBER

Son talmente impegnato a seguire le partite dei Mondiali che non mi son nemmeno reso conto che in Italia ci son sette milioni e mezzo di intercettati.
E che Gennaro Mokbel, il faccendiere che ha facilitato l'elezione di Nicola Di Girolamo al Senato, ha investito sette milioni e mezzo di euro in Finmeccanica.
E che Berlusconi ha raccolto sette milioni e mezzo di firme il giorno in cui è salito sul predellino di un'auto ed ha annunciato la nascita del Popolo della Libertà.
Ad esser troppo distratti va a finire che ci si perdono le cose importanti della vita.

Probabilmente tutti coloro che hanno firmato quel glorioso giorno ora sono intercettati e devono temere per la loro privacy, o magari hanno investito ognuno un euro in Finmeccanica e devono temere ugualmente per la loro privacy. L'Italia è un paese fondato sui numeri sparati alla cazzo, sulla gente che ha cose da nascondere e sui ritardati che credono a qualsiasi cazzata aerospaziale, possibile ed immaginabile.

E comunque ribadisco che il governo cadrà il prossimo 25 giugno - primo anniversario della morte di Michael Jackson - e cadrà proprio sulle intercettazioni.

11 febbraio 2010

TO LIVE IS TO DIE

(Una foto che non c'entra un cazzo con il resto del pezzo ma che è stata messa comunque in nome della libertà di espressione: il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti impiega parte del proprio tempo libero correndo nella neve su una slitta trainata da un gruppo di cassintegrati Fiat. Era bello metterla, perché in Italia non c'è crisi economica e possiamo fare quel cazzo che ci pare e piace senza doverci preoccupare delle conseguenze. Per la cronaca: i cassintegrati sono stati scelti col televoto come al Grande Fratello ed uno di loro è stato espulso perché ha bestemmiato)

Silvio Berlusconi è ormai nel vivo della campagna elettorale (che poi In Italia son sedici anni che siamo in campagna elettorale permanente, ma facciamo finta di vivere in un paese normale nel quale le campagne elettorali sono un fenomeno che si verifica solo in prossimità delle elezioni) ed recentemente ha pronunciato una frase mostruosa del tipo: “Vorrei ricordare Eluana Englaro e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte”. Il Vaticano applaude (o meglio applaudono solo coloro che non sono impegnati a toccare ragazzini, cioè la maggioranza degli aventi diritto), gli italiani se ne sbattono perché tanto tra qualche mese iniziano i campionati mondiali di calcio e se vinciamo si festeggia ancora pestando qualche lavavetri.

C'è da capire il dramma che sta vivendo il povero Berlusconi. Effettivamente nel 1992, ai tempi del tragico incidente che purtroppo ha condannato Eluana Englaro al coma irreversibile, Silvio era troppo impegnato a trattare con la mafia per far nascere Forza Italia e non poteva dedicarsi ad alcun altra attività. Non è stato dunque per lui possibile indossare il costume da Superman per fermare l'auto un attimo prima del terribile schianto (al limite anche solo frapponendo tra l'auto e l'ostacolo quella calotta scura che ha in testa e che tutti si ostinano ancora a chiamare capelli). Succede a chi ha troppe cose da fare durante la giornata ed è impegnato a salvare il paese dai comunisti.

28 settembre 2009

LA MILITANZA, SAI, È COME IL VENTO



Il filmato più trash dell'anno: il matrimonio di Luca Persico a.k.a. O' Zulù dei 99 Posse. Si è sposato in maggio, somiglia sempre più ad una versione bianca e militante di Mr. T dell' A-Team ed è stato il frontman di uno dei gruppi che più ha danneggiato la scena indipendente italiana negli anni novanta. Ed ho detto tutto.

Tra l'altro, i 99 Posse di recente si son riformati e, secondo quanto si può dedurre vedendo le commoventi immagini del matrimonio di Zulù, sarà una reunion che continuerà a far danni alla scena indipendente italiana. Si salvi chi può.

20 giugno 2009

HO DISISTIMA TOTALE NEI CONFRONTI DEL SUO GIORNALE DUNQUE NON RISPONDO

Il Popolo è una cosa sola con Silvio Berlusconi. Noi siamo una cosa sola con lui. Gli attacchi contro di lui sono attacchi contro di noi. La sua battaglia per la libertà è anche la nostra. Il suo impegno per cambiare l'Italia è lo stesso che ci anima. Questa unità nessuno la potrà scalfire e rispetto ad essa non faremo nessun passo indietro.
È evidente che esiste un complotto contro il presidente del Consiglio. Si parlava di foto di un finto matrimonio del Presidente con una ragazza, le foto sono uscite ed è venuto fuori che non si trattava del Presidente ma di due giovani figuranti venuti lì per allietare i presenti, dunque è un complotto. Berlusconi è innocente e resisterà, e continuerà a divertirsi a feste e festini dove, per quantità di donne seminude ed altre polveri e polverine che non stiamo qui ad elencare, sembra di essere sul set di un qualunque video gangsta rap metà anni novanta.
Festini, ma quali festini? Chi ha mai parlato di festini? Non è successo nulla, è una bufala mediatica. Il Conte Igor Marini, quello sì che era un testimone attendibile. Telekom Serbia, quella sì che era una truffa ai danni dello stato organizzata dai comunisti che non mangiano più i bambini ma mangiano i soldi dello Stato. Mica come Silvio che paga tutto di tasca sua, voli di Stato compresi.
C'è un'area (un ben preciso gruppo editoriale, che ha aperto la strada anche alla ''concorrenza''), rispetto alla quale il Pd svolge una funzione gregaria e servente, che ha un totale disprezzo del voto espresso dagli italiani, e che ha deciso un attacco selvaggio, una vera e propria caccia all'uomo contro il premier Berlusconi. È bene che i cittadini lo sappiano: è in corso un'operazione di chiaro sapore antidemocratico, che va denunciata e battuta. Un'operazione su larga scala, che parte dall'enorme potenza mediatica della sinistra italiana per arrivare ad Obama, Zapatero, Sarkozy, Fidel Castro, Hugo Chavez e l'Ayatollah Khamenei, coinvolgendo Repubblica, L'Unità e tutti i giornali esteri manovrati dai comunisti. Lo stesso arrivo in Italia del dittatore libico Gheddafi è stato un chiaro tentativo di screditare Berlusconi a livello internazionale. Siamo in pericolo, è ora di agire per salvare l'Italia.
Invece di minacciare denunce e accusare il Presidente del Consiglio, l’on. D’Alema e tutti gli altri esponenti del Pd che in questi giorni avrebbero dovuto tacere e non rilasciare dichiarazioni di dubbio gusto, farebbero bene a riflettere e a chiedere scusa per l’assoluta assenza di moralità del loro modo di fare politica e di tentare di scalzare il Presidente del Consiglio con sistemi che nulla hanno a che vedere con un’opposizione seria che affronta il merito dei problemi e non si attacca a gossip e spazzatura.
D'Alema avrebbe dovuto tacere, ma come al solito quando si tratta di fare un favore a Berlusconi non si risparmia ed allora ha spifferato tutto, rovinando la sorpresa e permettendo ai ciambellani di corte di fare la parte delle vittime. Quando sei a libro paga di Berlusconi capita questo ed altro (discorso che vale sia per i ciambellani che per D'Alema).
Quando Berlusconi morirà (politicamente, s'intende) ci saranno due vedove inconsolabili: D'Alema e Veltroni, che non avranno più la loro ragione di essere e non sapranno più che fare per mantenere il loro sistema di potere. E solo allora potrà esserci un vero cambiamento nella sinistra italiana e nell'Italia tutta. Tra poco forse potremo ballare sulle macerie del berlusconismo, vediamo di non salvargli il culo un'altra volta.


07 giugno 2009

È VERO, L'HA DETTO IL TELEGIORNALE!

Il dato di fatto è che da quindici anni a questa parte qualsiasi tornata elettorale all'apparenza sembra un importante esercizio di democrazia, ma in realtà è una sorta di referendum sulla figura di un uomo ormai settantacinquenne possidente di 3 emittenti tv, una squadra di calcio, svariati giornali, svariate ville sparse per l'Italia et altre belle cose che nel Belpaese in molti vorrebbero ma che non potranno mai permettersi perché hanno le pezze al culo. Praticamente, la gente che lo vede come il Fidanzato d'Italia, il Meno Peggio dell'Altro o il Grande Statista lo vota, mentre la gente che lo vede come il Male Assoluto, il Pericolo o il Peggio dell'Altro non lo vota – e tutto questo mentre Obama in Egitto pronuncia un discorso in grado di regalare finalmente speranza in un futuro migliore. Non fa una piega.

Il paese è fermo però intanto lui se la gode, incurante di ciò che accade intorno a lui. L'Italia vive una sorta di campagna elettorale permanente, in cui Lui sceglie accuratamente il tema del giorno, parla e fa parlare salvo poi voltare improvvisamente pagina estraendo dal mazzo un altro tema del giorno, facendo sì che il gioco ricominci dal punto che più è utile. Non si parla di nulla di particolarmente importante però intanto lui si sceglie pure gli avversari da sovraesporre mediaticamente: prima Bertinotti il comunista che veste sempre firmatissimo, ora Alex Di Pietro a.k.a. Alex Drugo Di Pietro, che con il suo italiano zoppicante e i suoi gesti teatrali è dappertutto e riesce pure a far credere alla gente che è di sinistra (come Bertinotti d'altronde, sono che Bertinotti almeno non si esprime principalmente a gesti). A tratti vengono sovraesposti mediaticamente pure D'Alema e Rutelli, ma stiamo parlando di dead men walking prezzolati che se alle elezioni politiche ci fosse la possibilità di esprimere le preferenze non verrebbero nemmeno eletti e finirebbero a sbarcare il lunario scrivendo su Il Giornale o su altri house organ di famiglia - e pertanto non devono nemmeno essere presi in considerazione.
Dunque, con lui o contro di lui? Votare o non votare?

Votare, ma per chi.
Non voto Alex Drugo Di Pietro perché la destra non la voto nemmeno quando di traveste da sinistra.
Non voto Tiziano Motti nonostante abbia invaso il nord-est che lavora e che produce con chilometri quadrati di manifesti elettorali almeno fin dai tempi di febbraio, quando ha deciso di candidarsi senza nemmeno sapere quale partito avrebbe accettato di candidarlo (per la cronaca, si presenta come il volto nuovo della politica, sembra Ridge di Beautiful ed ora si candida per l'Udc dopo essere stato illuso e poi scaricato dal Pdl – buona fortuna davvero.)
Non voto Paola Bitch-netti in primis perché alle europee non è candidata e poi perché la destra clerico-fascista che indossa il vestito buono e si traveste da centrosinistra.
Non voto Lega o fascisti perché altrimenti dovrei passare il resto della mia vita a sputare in aria cercando di colpirmi sul viso, e non è bello vivere così.
Non voto la sinistra radicale perché io sono di sinistra radicale, ma nel senso americano del termine. A malincuore non voto Pannella perché temo di alzarmi domattina e scoprire di essermi trasformato in Daniele Capezzone, e non sarebbe bello vivere una vita da Capezzone.

Chi resta?

Il Partito d'Azione, ovviamente. Si torna al '47 ma contemporaneamente si vota per Zapatero ed Obama, sperando in un'Italia migliore. Mangiare tanto prima di recarsi al seggio, e la digestione lenta farà il resto. Spero solo di non svenire dentro alla cabina elettorale, ma sono sicuro che la natura ancora una volta farà il suo corso.

03 maggio 2009

LA RIVINCITA DEI NERDS

Sincerità, un elemento imprescindibile per una relazione stabile che punti all’eternità. È importante dunque dire sempre la verità ed essere sinceri, anche quando le cose da dire sono scomode e possono far male a chicchessia.
E dunque, siamo sinceri e diciamolo: Arisa ha rotto il cazzo. È tempo di una moratoria, perché non se ne può più di vederla aggirarsi per trasmissioni tv con quella sua aria da nerd, con quei suoi occhiali che sembrano gli occhiali da festa di Carnevale (quelli con la montatura nera e relativo nasone incorporato), con quel suo vestito anni trenta e con quella sua aria da democristiana anni settanta.
Vincerà il prossimo Festivalbar (eh sì, perché la prossima estate torna finalmente il Festivalbar – a quanto pare sarà condotto da Elisabetta Canalis e Carlo Pastore, ma aspettiamo con fiducia di saperne un pochino di più) e farà un sacco di soldi, però resta sempre un prodotto creato ad uso e consumo di una gioventù che vuole sentirsi sempre adeguata alle circostanze, ed ora che va di moda sembrare nerd agisce di conseguenza.