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17 marzo 2012

1, 2, 3 Casini! (cit.)


La foto insieme a Monti, Bersani ed Alfano che il buon Pierferdinando Casini ha postato su Twitter è semplicemente drammatica nella sua capacità di spiegare involontariamente come stanno davvero le cose. Magari è solo un effetto ottico dato dall'evanescenza delle luci, ma i tre segretari sembrano degli ectoplasmi destinati a scomparire mentre Monti ritto in piedi pare proprio il nuovo assoluto (ed infatti lo è), l'imbattibile (ha fatto più lui in tre mesi che l'intera classe politica italiana in vent'anni, il che è tutto un dire anche se avrebbe potuto fare di più). Che ridere: qui crolla tutto (soprattutto un esilarante Francesco Rutelli, che prova a difendersi sparando nel mucchio in puro Bettino Craxi style) e questi qua usano la scusa di Monti come estremo, disperato tentativo di salvarsi il culo o almeno la poltrona (spesso e volentieri le due cose tendono a coincidere, ma pazienza).

E Casini è andato oltre ed ha addirittura minacciato un'alleanza con Pd e Pdl alle prossime elezioni, una roba devastante che se andasse in porto rappresenterebbe il trionfo dell'autoconservazione della partitocrazia (qualcosa del tipo: hanno finto di combattersi per anni e ora 'Franza o Spagna? Basta che se magna') ma verrebbe sommersa da milioni di voti contro (se non astensioni contro, o monetine contro in puro Bettino Craxi style). Io stesso voterei qualunque altra cosa pur di non votare un obbrobrio del genere (Alfano che fa finta di essere un segretario vero, poi), ma se ci fosse il Partito d'Azione saprei cosa votare e voterei molto più volentieri.

Resta il fatto che probabilmente siamo di fronte ad un'altra Tangentopoli prossima imminente e nemmeno ce ne rendiamo bene conto. Non diciamo più nulla, attendiamo di vedere gli sviluppi di alcune vicende che riguardano più o meno tutti i partiti dell'intero arco parlamentare e non parliamone più fino al giorno del grande crack.


09 settembre 2011

HASTA LA SAMPDORIA SIEMPRE

Meno male che riparte il campionato, altrimenti io alla domenica pomeriggio non avrei avuto più nulla da fare e sarei stato costretto a trovarmi un hobby nuovo. E meno male che Berlusconi ha cambiato la legge sul contributo di solidarietà così i calciatori hanno fatto rientrare lo sciopero ed al loro posto pago io con l'aumento dell'Iva dal 20 % al 21% e con il fatto che tanto in pensione non ci andrò manco per il cazzo. Lavorare fino a centoventi anni e crepare sulla scrivania mentre Francesco Totti continua come se nulla fosse a fare da testimonial alla Vodafone e ad indossare la maglia della Roma sponsorizzata da Wind, altroché scherzi.

Chi vince quest'anno? Il Trota durante una tappa del Giro di Padania mi ha detto Milan, ma poi è stato colpito da un budino al letame lanciato da un militante del PRC ed è stato costretto a cambiare repentinamente idea. Vince l'Inter, che col ritorno di Mourinho, Bergkamp, Aldo Serena ed addirittura Ruben Sosa si presenta ai nastri di partenza con un organico di prima qualità (organico non nel senso di nucleo di giocatori come tutti sarebbero portati a credere ma di materiale organico di rifiuto) in grado di intimorire tutte le rivali. Seconda arriva la Juve, che da quando in panchina ha il parrucchino di Antonio Conte (uno che non ha mai avuto così tanti capelli neanche quando era un ragazzino) e la salma di Luciano Moggi (uno che non ha mai avuto così tanti capelli neanche quando era un ragazzino ed era vivo), a ruota tutte le altre in ordine di simpatia e di numero di abitanti della città in cui è sito il loro terreno di gioco.

Non vedo una partita allo stadio dal 1994, direi che ne vado fiero.

18 gennaio 2010

L'ULTIMO TANGO DI JOHN TITOR

Silvio Berlusconi è tornato dal regno dei morti per salvare l'Italia, e mo' son cazzi. Si potrebbe anche chiudere qui il pezzo, ma i tipi di Mediaset mi pagano in nero per scrivere almeno 2000 caratteri (spazi compresi) ed allora son costretto mio malgrado ad andare avanti pur non avendone alcuna voglia. Quasi quasi vorrei essere un intellettuale del calibro di Vittorio Sgarbi per non avere un limite minimo di battute da rispettare. Vorrei il ciuffo di Vittorio Sgarbi. Vorrei la forfora perenne che Vittorio Sgarbi ha sulle spalline della giacca. Vorrei, vorrei, ma quante cose che vorrei.

Dicevamo, è tornato Silvio ed in quasi una settimana ha sparato una raffica di cazzate talmente prive di una qualsiasi forma (anche apparente) di decenza da far impallidire il celeberrimo John Titor. É quasi un record mondiale: ha parlato di riforma fiscale, riforma delle aliquote, taglio delle tasse, smentita del taglio delle tasse, riforma della giustizia, riforma della costituzione, andare avanti da soli, legittimo impedimento e modellini del Duomo di Milano talmente inflazionati che te li scagliano addosso senza che nessuna delle sue affermazioni venisse anche solo lontanamente messa in discussione da chicchessia. Se le minchiate a caso le avesse dette John Titor tutti si sarebbero messi a ridere poi avrebbero chiamato la guardia medica dopo aver aggiornato la pagina che Wikipedia ha dedicato alle sue prodezze, le ha dette Berlusconi con indosso il piumino della Marina Militare russa ed allora in Parlamento ed in televisione (ormai i due luoghi spesso e volentieri tendono a coincidere) non si parla d'altro – come se le sue promesse fossero qualcosa che lui intende mantenere sul serio e non specchietti per le allodole ad uso e consumo dei gonzi indecisi se votarlo o no alle prossime elezioni regionali (io personalmente intendo votarlo perché mi è simpatico e vuole davvero il Bene della Nazione, ma questo è un altro discorso).

C'è gente che è ancora convinta che Berlusconi prima o poi manterrà le promesse e continua a credere in lui. Son 16 anni che promette il taglio delle tasse (l'esordio del tormentone-tasse fu infatti nel 1994, e da allora è stato un crescendo continuo) ma non l'ha mai fatto, nemmeno quando era all'opposizione (è noto a tutti che Berlusconi governa anche quando è all'opposizione perché gli esecutivi di centrosinistra hanno avuto negli anni la stessa consistenza del burro usato da Marlon Brando in Ultimo Tango a Parigi). Beato chi ci crede ancora e chi aspetta fiducioso. La pazienza è una virtù che io apprezzo molto, soprattutto in coloro che non si formalizzano di fronte ad un tizio con i capelli disegnati che va in giro vestito con il piumino della Marina Militare russa.

E beato chi aspetta da troppo tempo un segno di vita dalla falsa opposizione (il Partito Democratico di D'Alema, fine stratega politico che se deve fare una cosa di sinistra stai sicuro che non la fa salvo poi far sì che la colpa ricada sul suo ventriloquo di fiducia Bersani) o chi crede veramente nella falsa-vera opposizione (Antonio Di Pietro, uno che ogni volta che apre bocca regala a Berlusconi una scusa per recitare il ruolo a lui più congeniale: la vittima di un complotto ordito dai comunisti). Se ci fosse il Partito d'Azione voterei più volentieri, ma visto che non c'è il Partito d'Azione mi dovrò mio malgrado rassegnare a decidere sul momento chi non votare e chi votare per non fare un favore agli altri contendenti.

08 agosto 2009

90: LA PAURA

J Ax è morto, J Ax è risorto ed ha osato presentarsi al grande pubblico con un brano del calibro di Deca Dance. Praticamente, un bignami su tutto ciò che sono stati gli anni novanta a livello mainstream in Italia scritto da un tizio che gli anni novanta li ha vissuti alla grande. Gli anni novanta fondamentalmente sono stati pace, amore & frutta fresca e molti anni dopo J Ax ha agito di conseguenza, sfornando un capolavoro che resterà negli annali e definirà un nuovo standard: quello della marchetta fatta per solo compiacere i nostalgici. È il singolo nuovo o è un pezzo di due mesi fa? Non importa, perché spacca sul serio e solo questo è l'importante.

J Ax non ci crede più, forse non ci ha mai creduto o più probabilmente ha smesso di crederci dopo Così Com'è. Ha quarant'anni portati male ma prova ancora a fare il giovane, comportandosi come un venticinquenne di quindici anni fa e risultando quindi assolutamente fuori tempo massimo. Si è giocato tutti i neuroni e vive di rendita, cita addirittura Pezzali (altro personaggio fuori tempo massimo, uno che si comporta addirittura come un venticinquenne di vent'anni fa) e tante altre cose che facevano divertire i giovani di un tempo. È un truzzo, è della periferia di Milano ma se fosse un giovane d'oggi non sarebbe come Costantino. Dopo questa zampata tornerà a suonare la solita sbobba tanto per sbarcare il lunario, ma vuoi mettere la soddisfazione di usare per la trecentounesima volta l'idea di un video con un'astronave che atterra per errore sul Pianeta Terra lasciando esposta ad ogni genere di pericolo un'ignara creatura extraterrestre (per l'occasione interpretata dallo stesso J Ax)?