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03 aprile 2012

SALLUSTI E LA SANTANCHÈ STANNO PER AVERE UN FIGLIO, UNA COSA TIPO IL FILM JUNIOR CON ARNOLD SCHWARZENEGGER


Credevo fosse morto invece Dave Mustaine è ancora vivo e lotta insieme a noi. Tanto per dire, dopo tanti anni di attesa ha finalmente fatto un endorsement pro-Partito Repubblicano – e che endorsement! Ha detto di sperare che vinca quella merdaccia di Rick Santorum, una specie di fanatico religioso che ad occhio e croce da giovane deve aver esagerato con la masturbazione ed ora ce lo fa pesare (speriamo che non lo faccia pesare anche con quattro anni di presidenza, visto che ad occhio e croce uno del genere è capace perfino di sganciare l'atomica sull'Iran e causare la Terza Guerra Mondiale) con uscite che farebbero rabbrividire perfino un Giuliano Ferrara qualsiasi (Giuliano Ferrara ti voglio bene, sappilo).

Ma suona ancora Dave Mustaine? Esistono ancora i Megadeth? Io sapevo che come gruppo avevano smesso di avere una dignità più o meno dal 1998 e da allora si trascinavano pateticamente tra scioglimenti, reunion, cambi di formazione, cancri al ginocchio, abbandoni delle scene, conversioni & rinascite con Cristo e in Cristo amen, rifiuti di suonare di domenica, rifiuti di suonare sullo stesso palco dei Rotting Christ ma non sapevo che Dave Mustaine avesse ancora voce in capitolo e potesse permettersi di esprimere una sua opinione (venendo perfino citato su Libero, particolare da non sottovalutare). Ma chi glielo fa fare di andare avanti facendo la figura del perfetto fallito? Ok, ognuno è libero di esprimere la propria opinione e ci mancherebbe che non fosse così – ma come la mettiamo con i brani del repertorio dei Megadeth che stridono palesemente con il suo nuovo modo di intendere la vita? Mustaine li canta ancora come se nulla fosse o deve chiedere scusa a Santorum dopo ogni concerto, magari nascondendosi sotto la sua scrivania (chiara e gratuita allusione sessuale solo per fare incazzare i bigotti Mustaine e Santorum)? O canta canzoni nuove che inneggiano al Signore Suo Dio e finge di vergognarsi di ciò che era un tempo e non è più per ovvie ragioni anagrafiche? Quanti neuroni ha lasciato sul campo per colpa di anni di abusi di ogni tipo? Siamo proprio sicuri che non si faccia ancora e abbia scoperto il Signore Suo Dio grazie al crack? E i suoi capelli sono veri o è una parrucca? Non so rispondere e non so nemmeno perché sto perdendo tempo con Mustaine, ma so solo che mi sorge spontanea una domanda: quanto è metal il nome “Rick Santorum”? Personalmente se suonassi in una metal band lo sceglierei come nome d'arte, incute timore solo a pronunciarlo.

(Il Giornale)

UN DISCO DI UNA CHE HA CINQUANTA E PASSA ANNI MA NELLE CANZONI SI DEFINISCE ANCORA GIRL: MDNA - MADONNA


Un album nuovo di Madonna nel 2012 è roba per stomaci forti, soprattutto se anticipato da un singolo come “Gimme All Your Luvin’” – ossia qualcosa niente male ma che suonerebbe imbarazzante cantato da una Avril Lavigne qualsiasi, figuriamoci da lei che ha passato i cinquanta ed un bel po’ di storia della pop music l’ha fatta anche se sono anni ed anni che va avanti per inerzia (quanti anni? Dodici? Quindici? Diciotto? Non sono dotato di pallottoliere per contarli con precisione, ma so solo che sono parecchi e ciò mi basta). Ci vuole coraggio per affrontarlo e bisogna avere la capacità mentale di separare ciò che è stata Madonna (grande innovatrice sia a livello musicale che a livello di immagine, anticipatrice di trend, figura in grado di provocare le masse con intelligenza e furbizia) da ciò che è diventata invecchiando (artista che insegue disperatamente i trend ma arriva sempre troppo tardi, artista che come attitudine è più anni ottanta ora che allora, donna che ha fatto un uso troppo sbagliato del botox), eppure è doveroso farlo – per rispetto, per dovere di cronaca e, perché no, per le sorprese che possono derivare dall’ascolto prolungato di un’opera coraggiosamente intitolata “MDNA” (un gioco di parole MDMA/MDNA nel 2012? Puah!).

Come approcciarsi ad un’opera del genere? Con disincanto, anche se non sono perfettamente certo che il termine “approcciarsi” esista nella lingua italiana correntemente parlata. Non ci si devono attendere di certo miracoli (Madonna ha già dato, e non è una metafora di natura religiosa – qui si sta parlando di musica) o rivoluzioni copernicane di sorta (vedi il discorso fatto in precedenza riguardo all’invecchiamento di Madonna, con in sovrappiù il fatto che in un mondo dove grazie al web la musica è già vecchia prima di uscire non basta più ingaggiare produttori di grido per farsi confezionare su misura un disco che funzioni bene – serve ben altro, ma ci arriveremo), si deve ascoltare e basta come se il disco fosse opera di una persona qualsiasi e non di Madonna. Quella Madonna, la Madonna che ci piaceva tanto, è finita almeno nel 1998 con “Ray Of Light” (e relativo video copiato a Biagio Antonacci che le ha garantito l’invidiabile privilegio di poterlo sfottere tramite i suoi legali apostrofandolo come “fattorino delle pizze”) e dobbiamo imparare a considerarla un ricordo lontano parente della Madonna attuale.

E come suona “MDNA”? Suona alla grande quando vuol fare ballare (“Gang Bang”, “Some Girls”), peggiora parecchio quando sceglie di fare altro (“Falling Free”, “I’m a Sinner”). La mano dei Benassi Bros (“Girl Gone Wild” ed “I’m Addicted”, che ranze!) e di Martin Solveig si sente parecchio (“Turn Up The Radio” e “Superstar” sono Madonna che fa karaoke su “Ready 2 Go” ed “Hello” , Solveig deve aver azionato il pilota automatico), e le ospitate della militante a buon mercato M.I.A., degli erotomani LMFAO, di Nicki Miraj ed altri personaggi a caso che andavano per la maggiore un anno addietro aggiungono poco a quanto sarebbe sicuramente riuscita a fare Madonna da sola (avrei voluto scrivere “senza questi specchietti per le allodole, tra l’altro da lei pagati profumatamente”, ma la rispetto troppo e dunque non lo faccio). Facendo una media matematica “MDNA” è un disco assolutamente dignitoso, di quelli che però li ascolti per un paio di settimane poi te ne scordi perché ce ne sono tanti altri uguali in giro, di quelli che se hanno la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto (o se hanno dietro una buona strategia di marketing dietro – vero Lana Del Rey?) parte il tam tam in rete e fanno il botto ma se hanno sfortuna rimangono sul tuo hard disk per circa anno salvo poi venire cancellati quando si tratta di fare spazio ai dischi che usciranno durante l’anno successivo. L’unica differenza è che Madonna per quei dischi ha budget milionari e gli altri invece no, ma in fondo siamo in democrazia e bisogna trattare tutti quanti allo stesso modo.

(Indie For Bunnies)

24 marzo 2012

LA MUSICA È TUTTA UGUALE



Mi sono reso conto che l'intro di She's Thunderstorms degli Arctic Monkeys è praticamente identica all'intro di Loco dei Coal Chamber, uno dei gruppi più inutili della famigerata ondata nu metal di inizio Anni Zero (peraltro i Coal Chamber all'epoca mi piacevano parecchio, ma forse era merito dell'audio precario da cassettina copiata e ricopiata più volte – qualunque cosa possa voler dire una frase come “audio precario da cassettina copiata e ricopiata più volte”). Casualità, mia immaginazione oppure agli Arctic Monkeys piacciono davvero i Coal Chamber ed hanno voluto inconsciamente omaggiare uno dei gruppi più inutili della famigerata ondata ecc. ecc. ? Non lo sapremo mai e probabilmente non ce ne frega nulla.

Tanto per dire: chi se ne frega dei Coal Chamber e degli Arctic Monkeys quando c'è Enrico Ruggeri che afferma che è colpa di Internet e del file sharing (file sharing comunque è un termine più Anni Zero dei Coal Chamber e forse pure degli Spineshank, dei P.O.D. e tutti quei gruppi di merda lì) se il suo disco è stato un flop perché non ha venduto un cazzo? Chi se ne frega di un'assonanza/somiglianza forse frutto della mia immaginazione (magari Coal Chamber e Arctic Monkeys hanno tratto ispirazione dalla stessa cosa) quando c'è Umberto Tozzi che sbarca su Twitter e nel giro di una giornata si lamenta dei fan di un tempo che non lo seguono più ed annuncia un suo disco di cover riarrangiate (grande mossa per riconquistare i fan di un tempo, qualunque cosa possa voler dire il termine “cover riarrangiate”)? Chi se ne frega della musica quando c'è già in giro il nuovo dei Mars Volta ed io non ho nemmeno voglia di ascoltarlo perché tanto so che sarà assolutamente identico agli ultimi – diciamo – quattro loro album e non ho voglia di perdere tempo che di tempo da perdere non ne ho? In realtà il nuovo dei Mars Volta non è davvero niente male. Li credevo finiti invece sono vivi e lottano insieme a noi.

18 marzo 2012

CRAXIIIIII / COIMBRA PORTUGAL IN DUE MINUTI


Qui lo dico e qui lo nego: la prima volta che ho visto il megacartellone pubblicitario del nuovo partito di Stefania Craxi (opportunamente chiamato Riformisti Italiani, ma potrebbe chiamarsi in qualsiasi altra maniera tanto sul territorio non esisterebbe comunque) ho immediatamente verificato se per caso qualcuno mi aveva rubato il portafogli oppure la capacità di coniugare correttamente i verbi in lingua italiana. Non è stata colpa mia, è stato solo un riflesso incondizionato dovuto allo stupore-misto-sorpresa causato dalla suddetta, poetica visione. Succede.

Un manifesto del genere con la sagoma di Stefania Craxi dimensione maxi, poi. Non ho nemmeno avuto il fegato di fotografarlo perché è troppo oltre ogni immaginazione ma posso ragionevolmente affermare che solo quel gran genio di Francesco Salvi quando si è presentato al Festival di Sanremo con un pezzo che nella strofa diceva “non toccarti il pistolino” ha avuto più coraggio (per non parlare poi di Rihanna che è tornata insieme a Chris Brown e ultimamente si fa pure fotografare palesemente strafatta con indosso una truzzissima maglietta vedo-non vedo, ma questo è un discorso che francamente non c'entra un cazzo dunque mi fermo qui). A parte Ron che mi dicono dalla regia essere l'ex fidanzato di Stefania Craxi, esiste qualcuno che alle prossime elezioni che voterebbe una roba del genere? Dico io, perché mai dovrei sprecare un voto così quando potrei sprecarlo votando altro o non votando affatto? Ma questa gente nella propria vita ha mai fatto altro oltre a fare politica (ovviamente il discorso è generico, non è riferito alla Craxi ma a gran parte della scena politica italiana)? Ha mai lavorato? Ha mai sudato? Perché si dice andare a tutta birra, poi? Io francamente non l'ho mai capito ma ho vissuto bene lo stesso.

Infatti alle prossime elezioni io voterò con convinzione i Riformisti Italiani di Stefania Craxi. E darò loro il mio prezioso voto in primis perché il nome del partito mi fa venire in mente i Ragazzi Italiani, poi perché questa è gente che può davvero riformare l'Italia rivoltandola come un calzino (non so nemmeno chi saranno gli altri candidati oltre Stefania Craxi, ma ad occhio ci sarà Ron e ciò mi basta). Ma il vero motivo per cui voterò i Riformisti Italiani di Stefania Craxi è perché da quando il mio blog ha iniziato a fare migliaia di accessi (tra l'altro tutti di gente che cerca foto degli One Direction) sono diventato un vip e Radio Deejay mi ha assunto come ghost-writer di Guglielmo Scilla (che è davvero bravo però ha bisogno di un rinforzo perché ultimamente lo fanno lavorare troppo e si sta esaurendo, e quel rinforzo ovviamente sarei io – quel bambino ero io), e dunque in cabina elettorale agirò di conseguenza. In fondo tutto ciò ha un senso, visto che Gerry Scotti è partito da Radio Deejay ed è diventato famoso passando attraverso un posto in Parlamento con il Psi di Bettino Craxi Driver – anche se più o meno Gerry Scotti collezionò 8 presenze in una legislatura e fu dirottato alla presidenza della Lega Italiana Basket Femminile, che non è un partito politico ma poco ci manca.



12 marzo 2012

GRAZIE PER AVER DISTRIBUITO QUESTO GRANDE SOGNO IMPACCHETTATO



Da quando scrivo per la versione italiana di Huffington Post ho molti più soldi in tasca e posso permettermi anch'io di fare di tanto in tanto il radical-chic che lotta tenacemente per le più grandi e nobili cause. Tanto per dire, qualche sera fa ho finto di scandalizzarmi perché Giuliano Ferrara ha portato con sé in trasmissione la sua cagnetta (francamente non so come si chiami, ma sono certo che il suo nome non è Selma) ed ha condotto l'intera puntata tenendola dolcemente in grembo. Proprio una bella visione, direi – Giuliano Ferrara pareva quasi un San Bernardo che aveva appena salvato la sua cagnetta dalla neve, quando me ne sono reso conto mi si è praticamente bloccata la digestione. Non ho seguito nulla del discorso e manco me ne importa.

Dicevo, ho finto di scandalizzarmi per la cagnetta di Giuliano Ferrara biecamente sfruttata per fini propagandistici (?) ma in realtà ho desiderato ardentemente per tutta la durata della trasmissione (io sono uno dei pochi italiani coraggiosi che quando si imbatte in Qui Radio Londra resiste fino alla fine senza cambiare canale) che al povero animale pigliasse una dissenteria fulminante e la facesse tutta in grembo a Giuliano Ferrara, così tanto per ridere un po' e risolvere alla radice il problema del mio blocco digestivo di cui parlavo sopra (il blocco digestivo era solo figurato perché trattasi di pura finzione narrativa, ma tant'è). Niente attacco di dissenteria purtroppo, ma quante risate al solo pensiero, al solo immaginare la faccia di Giuliano Ferrara e le potenziali gag che avrebbe potuto tirare fuori un Daniele Luttazzi qualsiasi dopo aver assistito ad un evento di tale portata! Sarà per la prossima volta, sempre se Qui Radio Londra non viene chiusa prima a causa dei deludenti ascolti.

Comunque, tra le altre cause da radical-chic per le quali fingo di lottare c'è quella del superamento di Wikipedia (cos'è Wikipedia? Basta cercare su Wikipedia) in quanto strumento impreciso, pieno zeppo di errori e poco attendibile, aggiornato troppo superficialmente, è meglio comprare i libri invece di sprecare tempo cercando nozioni base riguardanti un determinato topic, i monitor dei laptop/tablet non sostituiranno mai i libri, chiunque può scrivere qualunque cosa e niente viene verificato accuratamente (segue una sfilza di altri luoghi comuni riguardanti Wiki). In realtà sono un grande sostenitore a prescindere di Wiki (anche se ci sono errori ed/od omissioni sono sempre molto divertenti – vedi la pagina dedicata a La Fabbrica di Plastica di Gianluca Grignani che afferma che il bassista che suonò su quel disco era niente popo' di meno che il produttore cinematografico Franco Cristaldi, oltretutto morto nel '92 quando il disco è datato '96. Se nel frattempo non l'hanno corretta è una bomba), ma ad Huffington Post Italia mi pagano bene per scrivere cazzate e allora sono per il superamento di Wikipedia. Superamento in favore di cosa? Non lo so, l'importante è superare, l'importante è il bonifico a fine mese. L'importante è fruire delle notizie che ci sono su Wikipedia e scoprire che i Bomfunk Mc's oltre a quel capolavoro totale che risponde al nome di Freestyler (cinque minuti di perfezione, direi) hanno fatto altro e tutto veramente molto bello, da cercare immediatamente su YouTube e ballare con il corpo e con la mente. Cose di una tamarranza davvero commovente (segno che Jason Nevins ha insegnato parecchio quando ha preso It's Like That dei Run DMC e l'ha rivoltata come un calzino), cose che purtroppo non torneranno visto che i Bomfunk Mc's ahimé si sono sciolti. Sarà per la prossima volta, sempre se Qui Radio Londra non viene chiusa prima a causa dei deludenti ascolti.