19 aprile 2011

Un libro rotondo: ROCKRIMINAL - SERGIO GILLES LACAVALLA

Essenzialmente “Rockriminal” è un libro che racconta storie.

Storie di persone che sono cadute nella polvere ma che miracolosamente sono riuscite a rialzarsi. Storie di persone che non si sono mai più rialzate o che non sono mai più tornate indietro a causa di faccende di pillole, strisce bianche, siringhe, cucchiaini. Storie di persone che si sono bruciate per colpa delle loro debolezze ed hanno perso fama, successo e vita. Storie di persone che sono rinate grazie alla religione ma non sono mai più state le stesse di un tempo. Storie di persone che non riuscivano più ad essere sé stesse ed hanno scelto di premere un grilletto e risolvere così i loro travagli interiori. Storie di persone che non erano famose e che non lo sono mai diventate perché un attimo prima che passasse il treno giusto si sono giocate definitivamente la loro grande occasione. Storie di persone che giorno dopo giorno sono diventate sempre più famose ma poi è successo qualcosa che li ha condannati all'oblio eterno. Storie di persone che sopravvivono nonostante ogni tipo di eccesso fisico o mentale e vanno avanti alla grande. Storie di esseri umani che come tali vanno rispettati perché ogni essere umano ha i propri vizi e le proprie virtù, specialmente se è una rockstar e vive la propria vita essenzialmente su un palco o in uno studio di registrazione dandosi totalmente in pasto al proprio pubblico, alle proprie ossessioni, ai propri sogni, al proprio modo di intepretare l'Arte.

Il bello di “Rockriminal” è che ti ci immergi totalmente e pagina dopo pagina lo divori continuando incessantemente a chiederti cosa è finzione e cosa è realtà, cosa è avvenuto realmente e cosa invece è frutto di mere congetture dell'autore Sergio Gilles Lacavalla, che con grande abilità narrativa arriva a costruire vere e proprie murder ballads in onore di rockstar (famose e non, ma tutte accomunate da un'esistenza più o meno tormentata) e riesce nell'impresa di far bruciare di passione il fortunato lettore che si trova ad affrontare la sua opera. Lacavalla passa dai Rolling Stones a Michael Jackson, dai Pennywise a Marilyn Manson, dai Beach Boys ai Sublime, dai Beatles agli Atari Teenage Riot, dagli Helloween a 2Pac, dai Sex Pistols a Serge Gainsbourg, da Burzum a Lou Reed, sembra semplice finzione narrativa ma in men che non si dica arrivi all'ultima pagina ed è solo allora che ti rendi conto che è tutto vero perché il mondo del rock è così, è un mondo in cui diventa difficile distinguere ciò che reale e ciò che è leggenda metropolitana ed allora tanto vale continuare a sognare, tanto vale continuare ad inseguire altri miti, altri personaggi che dureranno lo spazio di una stagione e poi verranno dimenticati o che magari entreranno nella storia per non uscirne mai più.

Quando si parla di musica non sono importanti i fatti concreti ma le storie e le persone e come queste vengono servite alla gente, non scordiamolo mai. E non scordiamo mai quanto sia importante sognare e quanto sia bello avere passione per la musica e tutto ciò che gira intorno ad essa. Tanto di cappello dunque a Sergio Gilles Lacavalla che con questo suo “Rockriminal” ha scritto un'opera da leggere anche solo per capire (o magari per capirsi), per imparare o semplicemente per ricordare tutto questo e molto più.

(Indie For Bunnies)

15 aprile 2011

ASCOLTARE TROPPA MUSICA PROVOCA LE EMORRODI, USA PREPARAZIONE H PER CURARLE.

Il dato di fatto è che comprare dischi ormai è preistoria. Ormai tutto si scarica perché la musica è diventata una questione talmente usa e getta che non vale nemmeno la pena di spendere soldi inutilmente e/o occupare spazio prezioso in casa per poterla ascoltarla, ed allora tanto vale scaricare una cartella di file, concederle un paio di opportunità e poi cestinarla qualora non superi l'esame dell'ascolto distratto mentre si sta di fronte allo schermo del pc a farsi le pippe cercando filmati interessanti su YouPorn. Ognuno fa quel che può.

Viviamo in un mondo in cui questo modo assurdo di fruire la musica è talmente estremizzato che le generazioni under 16 ormai ascoltano solamente musica con il telefonino e comunque ascoltano singoli mp3 e non dischi interi (o, ancora meglio, ascoltano solo il i primi trenta secondi e poi cambiano brano – giusto il tempo di spararsi in vena il ritornello che ha reso celebre il brano in questione e poi passano ad altra musica spazzatura). Gli under 16 come al solito hanno capito tutto e non fanno nemmeno la fatica di ascoltare musica al pc mentre prendono virus su YouPorn, preferiscono scaricarla a pagamento da siti assurdi oppure gratis mediante il solito file sharing opportunamente calibrato per la fruizione tramite cellulare (leggasi: di solito collegano il cellulare al pc con un cavo e poi trasferiscono i file, ma i più scaltri saltano questi laboriosi passaggi trasferendo tutto mediante connessione bluetooth. Chiamali scemi).

Erano belli i tempi in cui ero piccolo io ed i cd si noleggiavano. Non c'erano nemmeno i masterizzatori (anzi no c'erano ma costavano cifre esorbitanti, e poi tanto il pc in casa non ce l'aveva praticamente nessuno, figuriamoci il masterizzatore – l'unico che io ricordi fortunato possessore di un masterizzatore era un mio amico che noleggiava i cd, li masterizzava e poi rivendeva le copie, ma ha dovuto smettere dopo che gli hanno bucato le gomme della macchina) e si passava tutto su musicassetta, resa sonora incerta ma almeno potevi continuare ad ascoltare anche dopo aver restituito il cd ed andava più che bene. All'epoca i noleggi spuntavano come funghi (io nella mia carriera di noleggiatore credo di averne cambiati all'incirca circa otto, e ricordo addirittura di aver visto il titolare del primo noleggio a cui sono andato fare il figurante a Forum alcuni anni dopo la fine del boom. È tutto vero) e chiudevano abbastanza in fretta, non era del tutto legale ma almeno finché la Guardia di Finanza non se ne è accorta è stata festa grande (soprattutto quando il titolare era uno che sapeva andare oltre ai dischi da top ten ed osava tenere anche cose poco commerciali). Purtroppo, multa dopo multa il fenomeno è svanito e siam rimasti da soli, a comprare cd ai concerti, sul celeberrimo Negative Mailorder o comunque in negozi ben forniti (che avevano un lieve difetto: non erano nella mia città e si doveva come minimo prendere un treno per poterli raggiungere), ma l'aver vissuto l'epopea dei noleggi cd è una di quelle cose che ti segnano dentro. Chissa se esiste ancora un qualche noleggio cd in giro per l'Italia, sarei curioso di saperlo (e magari di vedere il catalogo dei dischi che mette a disposizione, secondo me c'è da ridere).

Va da sé che quando è arrivato Napster tutto è diventato più facile, e poi le cose in dieci anni si sono ulteriormente semplificate fino ad arrivare alle esagerazioni odierne che tutti conoscono ma che nessuno dice visto che attualmente scaricare musica senza il consenso dell'autore e/o della casa discografica è illegale ed allora meglio tacere per non rischiare guai seri. Io ovviamente non scarico musica perché ho amici altolocati come il Trota, Oscar Giannino e Daniele Capezzone che mi passano i dischi in anteprima esclusiva Rockit, ma quando un disco mi piace sul serio lo compro – perché in fondo è davvero bello odorare la copertina di un album appena aperto e poi mettere il cd nel lettore per la prima volta è sempre una bella sensazione. E se devo comprarlo preferisco recarmi da Semm Store a Bologna perché hanno tutto, i prezzi sono ragionevoli e poi nei cestoni con i dischi ad un euro ci trovo perle che suono quelle rare volte in cui posso fingere di fare il dj. Ma questo è un discorso che non sto qui ad approfondire, perché domani è il Record Store Day e non il Fake Dj Day. Festeggiamo comprando tutto ciò che possiamo.

14 aprile 2011

SALUTA LA VITTORIA / SALUTA LA SCONFITTA

Non se ne è ricordato praticamente nessuno, ma circa cinque anni fa Romano Prodi ed il centrosinistra vincevano le elezioni. Sembra passata una vita ma son solo cinque anni, e pensarlo fa un po' ridere visto che quella vittoria per un soffio ha poi dato vita ad un governo fragilissimo che ha retto due anni per poi sbriciolarsi, aprendo la strada al grande ritorno del Tecnicamente Immortale Berlusconi.
In quel 2006 sembrava tutto più bello: la nazionale di calcio vinceva i Mondiali, in radio imperversavano le favolose megahit Crazy dei Gnarls Barkley e World, Hold On di Bob Sinclar e noi ci credevamo sul serio. A volte provo immaginare come sarebbe andata se Prodi fosse davvero durato cinque anni, se Dini e Mastella non avessero tradito, se ci fosse stata una maggioranza più solida ma non ci riesco perché mi addormento all'istante. Di certo, ora si voterebbe per altre elezioni politiche (quelle vere che si tengono ogni cinque anni, non le anticipate quando cade un governo e non si riesce più a formare un'altra maggioranza) e sarebbe ancora Prodi vs. Mr. Divertimento Berlusconi, e chissà se sarebbero venute fuori lo stesso tutte quelle divertenti storielle su Patrizia D'Addario, il Bunga Bunga, le donnine a Villa Certosa, Gheddafi, Scilipoti e i Responsabili (per me si, ma avrebbero affossato definitivamente Berlusconi facendogli perdere ancora le elezioni e probabilmente anche i capelli finti). Prodi avrà anche sbagliato a considerare l'Italia un paese normale e a non fare propaganda invece di tentare di governare per due anni senza avere i numeri, ma checché se ne dica qualcosa di buono l'ha fatto. In compenso Berlusconi non fa nulla e non finge nemmeno di governare (se non quando si deve fare delle leggi a suo favore), però almeno è divertente e ci movimenta le giornate con continui colpi di scena (tipo il comizio di fronte al tribunale di qualche giorno fa) ed ora ce lo teniamo in attesa di Luca Cordero di Montezemolo, un ragazzo capace che ha fatto bene come imprenditore e farà sicuramente bene anche alla guida dell'Italia. Il discorso non fa una grinza, quasi quasi ci credo veramente.

12 aprile 2011

HO CHIAMATO UN TAXI GIALLO COL MIO FISCHIO COLLAUDATO / COME IN FORMULA UNO MI SENTIVO GASATO



Ho avuto un grosso trauma: ho scoperto che l'attore che interpretava Carlton Banks nel telefilm Willy il principe di Bel Air quando era bambino ha recitato in una pubblicità della Pepsi con Michael jackson. Interpretava una sorta di Michael Jackson versione baby (a quei tempi Michael Jacskon era ancora nero, e dunque per fare una cosa del genere i tizi della Pepsi hanno usato un bambino nero – tutto torna) e ballava uguale, quando vedendo il filmato me ne sono reso conto ho riso davvero tantissimo perché Carlton Banks era un vero sfigato e dopo aver visto che da bambino invece era agile e bello è diventato ai miei occhi ancora più sfigato. Incredibile.

Ho voglia di rivedere quel telefilm ed anche Bayside School (che figata pensare che Screech è finito a fare i film porno perché non aveva più un soldo), così come ho voglia di rivedere Beavis & Butthead e Celebrity Deathmatch che andavano in onda su Mtv ed erano una delle mie passioni. Favoloso bruciarsi i neuroni guardandoli l'uno dopo l'altro tipo al giovedì sera, eravam un più giovani ed era bello abbruttirsi così. Ora devo accontentarmi de Il boss delle torte su Real Time (che è un programma assurdo perché i cuochi preparano dolci incredibili e probabilmente immangiabili utilizzando parti già pronte assemblate ad hoc – quasi dei dolci prefabbricati, ma provaci tu a preparare un rinoceronte di marzapane e a metterlo in una foresta di cioccolato e marzapane), ma a quei tempi era un po' tutto più bello perché c'era molta più ignoranza (non che Il boss delle torte non sia un programma ignorante, ma Celebrity Deathmatch e Beavis & Butthead erano l'apoteosi dell'ignoranza e della semplificazione per chi non è in grado di arrivarci).

Meno male che tra un po' arriva a salvarci il programma di Amanda Lear sui grandi misteri del mondo del rock, non sto più nella pelle dalla voglia di vederlo e sono sicuro che sarà qualcosa di memorabile come lo fu Cocktail d'amore con Massimo Coppola ed Enrico Silvestrin di dieci anni fa (già dieci anni, cazzo. O forse sono meno, francamente non lo so perché ormai ho perso la cognizione dello spazio e del tempo). Amanda Lear ne sa parecchio perché tra le altre cose ha frequentato la Factory di Andy Warhol ed è stata la donna di David Bowie (che si truccava più di lei) e poi l'argomento è di quelli che ti tengono inchiodato alla poltrona ed il giorno dopo non vai nemmeno al lavoro dato che sicuramente non hai chiuso occhio tutta notte perché hai pensato – chessò – alla puntata dedicata ad Elvis Presley e a Michael Jackson (interessante il parallelo tra questi due grandi consumatori di psicofarmaci ed antidolorifici), o a quella dedicata a Brian Jones che annega in piscina o magari a quella dedicata a Luigi Tenco che si spara perché eliminato al Festival di Sanremo e non sei riuscito a chiudere occhio. E poi – sembra incredibile ma è vero, e non è un particolare da sottovalutare – Amanda Lear ha 71 anni ma ne dimostra almeno 25 di meno e sta insieme ad uno che ha 25 anni (l'ho letto su Libero, dunque è sicuramente vero). Più o meno come Carlton Banks che da bambino dimostrava già 25 anni e nel telefilm Willy il principe di Bel Air ne dimostrava addirittura 71 (vorrei vederlo oggi, secondo me ne dimostra 130 o va avanti a Demerol come Michael Jackson – o magari si fa truccare da quelli delle pompe funebri come fa Silvio Berlusconi per sembrare più giovane, ma questo è un altro discorso che non sto qui ad approfondire perché non voglio arrivare a dire che il Premier si fa fare iniezioni di formaldeide per sembrare più tonico di quello che è).

Ad occhio e croce ho già un idea per un nuovo reality show sulla vita di Carlton Banks dall'illuminante titolo di “The Fabulous Life di quello sfigato di Carlton Banks”, ed adesso che finalmente ho un lavoro vero e sono uno degli autori di alcuni noti programmi che vanno in onda su Real Time posso anche pensare di realizzarlo. È troppo bello rendere reali i propri sogni.

10 aprile 2011

LA MONTATURA DEL TUO ORGOGLIO È SOLO UN IMBROGLIO / BILE PUS SUCCHI GASTRICI DENTRO UN INTRUGLIO / PIGLIO BAUDO E VESPA E LI COSTRINGO A BERLO (cit.)



Non ho nemmeno capito bene il perché ma Bruno Vespa ha litigato con Pippo Baudo in diretta tv e poi se ne è andato dalla trasmissione correndo come un centometrista. Purtroppo non l'ho visto in diretta perché non perdo tempo a guardare trasmissioni sul centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia condotte da persone che avrebbero potuto condurle anche cinquant'anni fa (trasmissioni sul centenario dell'Unità d'Italia a cura di Baudo e Vespa suona benissimo), ma fa troppo ridere perché si dice (non è confermato, ma è assolutamente verosimile) che tutto sia nato da una foto di Michele Santoro mostrata sul megaschermo durante un balletto, foto che ha causato l'ira di Bruno Vespa e la conseguente scenata in diretta tv a spese di chi paga il canone Rai. Tanto per dire, mentre era fuori onda Bruno Vespa ha cominciato a sbraitare ed urlare manco avessero messo sullo schermo una foto di Adolf Hitler, quell'uomo non finisce mai di sorprendermi per quanto è duttile e malleabile.

Chi la guardava una trasmissione del genere? Nessuno, infatti ha chiuso addirittura due puntate prima del previsto. Era utile una trasmissione del genere? No (se non al conto in banca di autori e conduttori). Era bella? Non lo so perché non l'ho mai vista, ma ad occhio e croce non era nulla di particolarmente interessante. Mi sono simpatici Baudo e Vespa? Baudo sì, ma in fondo anche Vespa perché è un personaggio pittoresco.

Ed allora perché fare una scenata per una foto di Santoro? Ci sono problemi ben più gravi in Italia e nel mondo, solo che Santoro (checché se ne possa pensare di lui e delle sue idee politiche) ogni giovedì riesce a fare una bella trasmissione che ti tiene incollato di fronte allo schermo, mentre ogni volta che provo a guardare Porta a porta mi addormento di botto per poi svegliarmi tre ore dopo sudato e spaventato (non parliamo delle trasmissioni condotte da Baudo, che attualmente non so neanche quali siano). Ed allora ecco che si sbraita e si litiga per una foto di un conduttore che probabilmente se ne fotte altamente dei programmi tv sul centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, si fanno scenate e poi si finisce per essere presi per il culo da Striscia la notizia.

Quanto sarebbe stato bello se dal nulla in quel preciso istante si fosse materializzato in trasmissione il vero Michele Santoro? Ad occhio e croce Vespa sarebbe impazzito per lo shock, e magari sarebbero sbucate fuori armi con conseguente spargimento di sangue. Quella sì che sarebbe stata tv verità, quella sì che sarebbe stata tv davvero interessante. La Rai dovrebbe avere il coraggio di proporre anche cose del genere.

08 aprile 2011

PER PROTEGGERE E SERVIRE

Non ci si crede: c'è un energy drink che si chiama W-Tank (o Wu-Tank, da cui Wu Tank Clan) che viene definito dagli stessi creatori come l'energy drink dell'autotrasportatore (anzi, addirittura “l'efficace alleato dell'autotrasportatore” - deve essere davvero una bomba). Io purtroppo non l'ho ancora provato, però l'ultima volta che sono andato a fare benzina ne ho acquistate un paio di lattine ed al più presto le sperimento, per vedere l'effetto che fa anche se non sono autotrasportatore e non percorro tutti quei chilometri seduto al volante.

Mentre lo prendevo una signora alla cassa parlottava con i titolari. L'ho sentita con le mie orecchie dire “Se improvvisamente a vostro figlio venisse il cosiddetto ‘pollice verde’, con conseguente acquisto di concimi e altro materiale per il giardinaggio, può darsi che ci sia sotto qualcosa. Ad esempio che abbia deciso di coltivare canapa indiana in una serra fatta in casa, con semi di marijuana magari acquistati tramite siti internet” e poi borbottare ancora quando ha visto che avevo in mano le lattine di W-Tank, ma non ho più capito nulla perché ero troppo emozionato per l'acquisto fatto. Sarà stata sicuramente una fan di Ignazio La Russa, o magari di Scilipoti che per scrivere il programma del suo movimento copia il manifesto del Partito Fascista (anzi, no partito fascista con le minuscole – i fascisti non meritano nemmeno l'uso delle maiuscole). O magari della Lega Nord che lancia l'idea degli eserciti regionali. O magari del Trota che guadagna diecimila euro al mese. O magari di Massimo D'Alema che è una vita che finge di essere di sinistra ma non ce la fa proprio. O magari di Bertinotti che gli paghiamo la pensione noi ed è ancora in giro a rompere i coglioni con il suo altermondismo a buon mercato. O magari di di Antonio Di Pietro. O magari del blog di Beppe Grillo. O di Pierferdinando Casini. O di Francesco Rutelli. O di Gianfranco Fini.

Ecco, è una fan di Gianfranco Fini – dato che cercando una foto del W-Tank in Google Images uno dei primi risultati che si ottengono è proprio una foto di Gianfranco Fini (oltre a carri armati, donne in costume, la nuca di Berlusconi corazzata come un carroarmato, auto da corsa, la copertina di La forza della vita di Paolo Vallesi). Qualcosa vorrà pur dire, anche se non lo capisco e non vedo l'ora di sperimentare la bevanda.

UPDATE: Ho provato W-Tank, è favolosa e mi sa che la comprerò molto spesso. Finirò a fare il camionista, si guadagna bene anche se è un lavoro massacrante.

07 aprile 2011

PERCHÉ IO TI FACCIO FARE BRUTTE FIGURE / QUANDO PER SCHERZARE PRENDO A CALCI I TUOI EX / QUANDO GIOCO A FARE IL BATTERISTA DI THRASH

L'altro giorno stavo passeggiando al parco mentre con il mio fiammante iPod taroccato made in China ascoltavo Master Of Puppets dei Metallica, un disco della madonna che è sempre bello ascoltare quando viene la primavera e le giornate si fanno più calde. Tutto molto soft e tranquillo, tranne il fatto che ad un certo punto sono stato aggredito verbalmente (e quasi quasi anche fisicamente) da una coppia di anziani che neanche conoscevo e mi apostrofava con cose del tipo “drogato”, “uomosessuale”, “comunista” e “state rovinando i nostri figli”. Sulle prime non capivo e li ho mandati clamorosamente a cagare, poi ho riflettuto meglio e me ne sono andato senza più proferire parola (non parlavo ma comunque ridevo, e neanche poco). Tutta colpa di Maurizio Gasparri, che ha detto frasi pesanti come “Credo che questi gruppi invece di rilasciare interviste e promuovere video con attacchi a Berlusconi dovrebbero impegnarsi contro l’uso di droghe leggere e pensati. Dare messaggi favorevoli alla droga significa dare messaggi distorti. Penso che invece di esercitarsi a insultare il nostro premier e il nostro Paese darebbero un segnale positivo se condannassero l’uso di droghe. Credo che essere insultati da gruppi rock che abbiano ammesso l’uso di droga sia una medaglia per il nostro Paese e chi lo governa” solo perché i Metallica hanno osato criticare Berlusconi. Lui ha parlato e i vecchi che passano le loro giornate a guardare in tv Forum hanno eseguito. Non fa una piega.

Direi che ora in avanti ascolterò solo i Pooh, Gigi D'Alessio, il Maestro Apicella ed Al Bano perché altrimenti Maurizio Gasparri se la prende, e se Gasparri se la prende poi non si sa come va a finire. Magari danno una medaglia anche a me perché sono stato insultato da gruppi rock che hanno ammesso l'uso di droga, ma non ne sono poi così sicuro. A questo mondo ormai non si è più sicuri di nulla.


05 aprile 2011

È UN MONDO DIFFICILE: VITA INTENSA, FELICITÀ A MOMENTI E FUTURO INCERTO

Parliamo del presente. Bruttino. Ma se cambiamo l'oggi cambieremo anche il domani.” Finiva così, un'intervista a Paola Maugeri letta tra le risate su Metro di qualche giorno fa. Ovviamente la Maugeri parlava per l'ennesima volta della sua esperienza di vita ad impatto zero (che palle però. Son passati tre mesi e la mena ancora con quella storia – ed io con lei, però questo è un altro discorso. Ma non c'ha altro da fare nella vita la Maugeri? Ma soprattutto, che senso hanno quei fogliacci gratuiti come Metro che qualcuno si ostina a chiamare free press? Tutto un copiaincolla di notizie prese da internet più qualche intervista, nulla più. Però c'è gente che si informa solo con quelli, dunque hanno ragione loro e non io che li uso per incartare le frattaglie quando pulisco il pesce) e diceva le solite cose scontatissime, ma è stato il finale a colpirmi tipo un pugno allo stomaco. L'ho letto e riletto, ci ho riflettuto sopra parecchio e francamente non sono riuscito a capire cosa volesse dire. Probabilmente è una frase buttata lì a caso perché suonava bene – o forse è roba troppo complicata per me che non ho fatto studi umanistici od onanistici – ma non ce l'ho fatta proprio.

Poi ho rinunciato a capirci qualcosa, rendendomi improvvisamente conto che il presente è davvero bruttino perché viviamo in un mondo in cui ormai chiunque possiede un iPhone ma ben pochi lo usano per qualcosa che non sia scrivere cazzate su Facebook (conosco gente semianalfabeta che lo usa per informare la propria cerchia di amici Facebook sugli odori emanati dai neri in treno – come se chi viene dalla profonda campagna padana profumasse sempre di rose e mai della merda del bestiame allevato dai suoi avi), scaricare suonerie di Vasco Rossi o scattare foto a casaccio da mandare in giro e/o da pubblicare sempre su Facebook, e chi come la Maugeri (perché la Maugeri avrà sicuro un iPhone, garantito al limone che ce l'ha) usa l'iPhone per qualcosa di diverso poi si deve dare un tono sbandierando al mondo intero la propria scelta di vita ad impatto zero (come se la Maugeri fosse l'unica persona al mondo a fare scelte del genere) o altre presunte forme di differenziazione dalla massa.

Ma come lo puoi cambiare il presente se per differenziarti dalla massa fai scelte che in realtà ti uniformano ad essa (o almeno ad una parte di essa, quella parte composta da chi le prova tutte pur di essere riconosciuto dalla massa come un tipo alternativo ma in realtà perfettamente organico ad essa perché inoffensivo – mi gira la testa dopo aver espresso un concetto del genere)? Come puoi cambiare l'oggi per cambiare il domani se son quindici/venti anni che cavalchi ogni moda musicale come IL cambiamento definitivo, ogni scoperta tecnologica come IL cambiamento definitivo, ogni svolta personale come IL cambiamento definitivo, salvo poi rimangiarti tutto alla seguente moda musicale, alle seguente scoperta tecnologica, alla seguente svolta personale? Come puoi cambiare l'oggi quando sai già il tuo domani spazzerà via quell'oggi perché ogni oggi è storia a sé basta che si rimanga sulla cresta dell'onda (mi gira ancora la testa) e si possa ancora andare in tv a raccontare di aver intervistato Kurt Cobain quando non lo conosceva nessuno?

Ho perso il filo del discorso e non ho più voglia di cercarlo. Resta il fatto che non acquisterò mai un iPhone perché tanto ce l'hanno tutti e poi perché non posso fare spese del genere dato che ho le pezze al culo. E resta il fatto che una volta ad un concerto davanti a me avevo uno che attaccava bottone ad una ragazza millantando di conoscere di persona i membri dei Julie's Haircut (ho omesso di dire il vero nome della band a cui faceva riferimento il malcapitato e l'ho sostituito con quello di un'altra, comunque la sostanza non cambia) ma si è giocato l'opportunità di portarsela a letto perché sul più bello le ha rovesciato addosso un gin lemon e lei si è incazzata a bestia ed è corsa via. Che ridere ogni volta che ci ripenso.

03 aprile 2011

ALLA FIERA DELL'EST PER DUE SOLDI MIO PADRE UN BRANZINO COMPRÒ



Il momento in cui Berlusconi ha telefonato al convegno del Movimento dei Responsabili di Domenico Scilipoti è stato una delle cose che mi hanno fatto più ridere di questa prima parte di 2011. L'ho visto in diretta su Rai News e credo di non aver davvero mai riso così tanto: Berlusconi che dice le solite cose che dice da vent'anni a questa parte e spara che a breve il centrodestra raggiungerà il traguardo dei 330 deputati, Scilipoti che se ne sta lì impalato ed ogni tanto controlla l'orologio perché è in palese imbarazzo ed ha fame, il compositore Stelvio Cipriani che dopo aver fatto tra le altre cose colonne sonore per film poliziotteschi anni settanta e film porno ora è presidente onorario del Movimento dei Responsabili, il pubblico in sala talmente numeroso che sono stato in grado di contare le persone una per una mettendoci oltretutto pochissimo. E poi il simbolo dei Responsabili, una cosa fatta utilizzando male Photoshop con un Tao colorato di bianco-rosso-verde che sta lì a gridare vendetta ma soprattutto a far chiedere a chi lo vede che cazzo c'entri un simbolo del genere con un partito politico (o presunto tale, visto che in realtà i Responsabili esistono solo in Parlamento e non sul territorio). Che figata di paese l'Italia che dà cittadinanza a cose del genere.

Tra l'altro, Scilipoti è identico al tizio siciliano da cui compro sempre il pesce al mercato. Per me è lui che ha trovato il modo per guadagnare qualche soldo quando non è impegnato con seppie, polipi, baccalà e scampi. Ha fatto benissimo a fare così, son scelte di vita che apprezzo sempre tantissimo.

02 aprile 2011

IL DOWNLOAD ILLEGALE DELLA SETTIMANA (special edition feat. Leolino Bongiorno): Battles – Gloss Drop

C'è gente in giro per forum musicali et altri simpatici siti specializzati che si sta già divertendo a sparare a zero sul nuovo disco dei Battles, che esce a giugno ed è stato anticipato da un singolo non troppo in linea con quanto fatto in precedenza dalla band americana. C'è chi pregusta le duemila battute al vetriolo che scriverà a giugno (le pregusta oggi senza nemmeno aver sentito il disco, o magari avendo sentita la solita copia watermarked esclusiva – e allora scrivine adesso, non a giugno che fa caldo ed io non ho voglia di mettermi di fronte allo schermo a leggere duemila battute al vetriolo), c'è chi già parla di una svolta in stile Animal Collective (sempre senza aver sentito il disco, o magari dopo aver sentito un fake confezionato dagli stessi spacciatori degli Animal Collective apposta per disorientare la gente) e chi afferma di essere già andato oltre Battles perché i (inserire un nome a caso, magari un nome di un gruppo che non conosce nessuno e forse manco esiste) sono senz'altro meglio perché c'hanno più senso ritmico, il fumo più buono, più groove, suoni più ricercati, sono più belli, sono più giovani, sono parenti di, escono per, suonavano con. Il mondo è bello perché è vario ed ovviamente io da liberale rispetto sempre e comunque le opinioni altrui (vere o false che siano), però sono piuttosto perplesso. Mi sembrano giudizi sparati alla cazzo di cane tanto per aumentare la propria autostima e nel contempo fare una bella figura in una cerchia ristretta di persone dedite all'ascolto di dischi scaricati illegalmente, ma magari mi sbaglio perché quando lurko forum musicali et altri simpatici siti specializzati lo faccio molto in fretta perché temo di essere scoperto (se mi scoprono rischio di abbassare la mia autostima) e non afferro il senso di ciò che viene scritto. Dovrò soffermarmi di più e leggere meglio, magari imparo cose nuove ma soprattutto imparo come si giudica un disco a prescindere dall'averlo ascoltato o meno.

Comunque io Gloss Drop, il disco nuovo dei Battles, l'ho già sentito e posso dire che è una figata. Me ne ha passata una copia esclusiva il buon Leolino Bongiorno (il figlio di Mike Bongiorno che hanno fermato ubriaco fradicio al volante della Porsche di un amico), raccomandandosi di non metterla assolutamente il rete altrimenti i Battles non lo avrebbero aiutato a ritrovare la salma di suo padre Miles (il correttore automatico di OpenOffice® sta iniziando a scrivere Miles Bongiorno, non capisco perché deve per forza tirare in ballo Miles Davis – o forse sì: Miles Davis e Miles Bongiorno andavano dallo stesso parrucchiere, Rolando il parrucchiere delle dive). Io sulle prime sono rimasto perplesso perché non capivo il nesso tra la salma di Miles Bongiorno, Rolando il parrucchiere delle dive e i Battles ma poi ho ascoltato meglio e mi sono addirittura entusiasmato perché il nuovo disco dei Battles suona esattamente come un qualcosa che sta a metà tra Miles Davis e l'edizione 1997 del Festival di Sanremo condotta da Bongiorno e vinta dai Jalisse (pettinati anche loro da Rolando, che cazzo di capelli avevano quando hanno vinto Sanremo???). Non ci credevo nemmeno ed invece i Battles sono vivi e lottano insieme a noi, ed oltretutto hanno avuto pure il coraggio di cambiare e di non replicarsi. Davvero bravi, ed un grazie a Leolino Bongiorno che mi ha regalato un copia esclusiva del loro cd ed ha migliorato notevolmente la qualità della mia vita attuale.

Piacerebbero anche a Miles Bongiorno, se solo potesse ascoltarli.

(Bastonate)

01 aprile 2011

LIBERA L'ITALIA SUBITO DAL PRODOTTO INTERNO LURIDO



Un attimo che ti cambia la vita e rimarrà scolpito per sempre nella Storia della tv. Una parola di troppo, ma pronunciata con una tale enfasi da rasentare il sovrannaturale. La gente che si scandalizza dopo non essersi scandalizzata altrettanto quando un attimo prima qualcuno del pubblico aveva dichiarato che quando ci sono le elezioni vende il voto al miglior offerente. Il comune senso del pudore, che inutile peso da portare. Una trasmissione interrotta, e conduttori che si dissociano quando in realtà dovrebbero solo dovuto associarsi al coraggio di chi ha urlato senza paura la propria indignazione ed ora paga caro. Pagare meno pagare tutti. Dio che approverebbe solo se esistesse, Ronnie James Dio anche se solo fosse vivo, e probabilmente pure il giudice Santi Licheri se solo potesse pronunciarlo in una sentenza. Un gesto degno addirittura di Ozzy Osbourne, però l'Ozzy di adesso, quello che c'è rimasto sotto per i troppi abusi ed è diventato una macchietta vivente che non teme le brutte figure.

In poche parole: la famigerata bestemmia in diretta tv a Forum, che è una cosa che se non è stata preparata a tavolino vola direttamente al primo posto della classifica dei video più belli di tutti i tempi su YouTube. Almeno fino a quando Mediaset non farà rimuovere il video in questione per presunte violazioni delle leggi sul copyright.

30 marzo 2011

SE SEI CASALINGO AMI IL FUOCO DEL FORNELLO COME ME

C'è questo canale sul digitale terrestre che si chiama Real Time e propone sempre cose interessanti, del tipo che ci capiti per caso ma poi resti sempre incollato a guardarle, incapace di capire se sia realtà o finzione, se esistano davvero oppure no, se te ne frega veramente oppure semplicemente le guardi per ingannare il tempo ed evitare di fare qualcos'altro di più faticoso e meno rilassante. Le critichi e le deridi però le guardi con soddisfazione, ed è questo ciò che conta.

Tanto per dire, spesso e volentieri io seguo un programma in cui (più o meno) due agenti immobiliari mettono in contatto un potenziale compratore con tre potenziali venditori, viene scelto un'appartamento e poi ristrutturato radicalmente per venire incontro alle esigenze di chi un giorno ci abiterà (che non necessariamente è il potenziale compratore, visto che a volte non si capisce bene se la trattativa vada a buon fine oppure no, ma tant'è). Va sempre a finire che qualunque abitazione viene trasformata in loft o open space, con lavori effettuati a tempo record utilizzando materiali costosissimi, colori assurdi e manodopera sottopagata cinese, filippina, rumena o maghrebina (il razzismo involontario è sempre lì che striscia dietro l'angolo, nelle vesti di conduttori che si rivolgono in maniera scortese alla suddetta manodopera quando non capisce bene l'italiano – ma magari sono solo io che fraintendo).

Roba da milanesi insomma, visto che in nessun'altra parte d'Italia si può vivere con dignità in abitazioni-alveare da 50mq pagate a carissimo prezzo che hanno la pretesa di essere trasformate abitazioni di stampo newyorkese o statunitense in generale ma restano pur sempre abitazioni-alveare, con tutto ciò che ne consegue in termini di “spazi scarsi”, “poca vivibilità”, “prezzi al mq che più che prezzi sono una vera e propria rapina a mano armata”, “assenza di privacy”, “puzze che stagnano in bagno perché non c'è nemmeno una finestra” et similia, bisogna per forza crederci molto.

Non abiterei mai in appartamenti del genere manco se me li regalassero perché io sono un ragazzo di campagna e non riuscirei mai ad adattarmi alla vita negli spazi angusti delle metropoli, troppo stress e poi sinceramente non posso permettermeli (nemmeno se me li regalassero). Ed allora preferisco guardarli in tv e sparare critiche a vanvera, visto che ho imparato a scrivere grazie al primo numero del corso di scrittura del Corriere della Sera, quello a cura di Roberto Saviano. Ho studiato tantissimo ed ora voglio mettere in pratica tutto ciò che ho imparato, sono fiero di me.

26 marzo 2011

NATO PER LE TELEVENDITE



Lo spot per promuovere il turismo in Italia che vede come protagonista il nostro infallibile condottiero Silvio Berlusconi è qualcosa che va oltre il concetto di umana pietà (e non l'ho nemmeno guardato per intero, figuriamoci se ho tempo per farlo): al netto di inevitabili associazioni di idee che possono portare lo spettatore a pensare al turismo sessuale in Thailandia, è uno spot che ti scoraggia del tutto dal passare le tue vacanze in Italia. Ma come, quando si parla di vacanze si pensa automaticamente – chessò, sparo a caso – a culi abbronzati che paiono scolpiti nel marmo, alcool & droga che scorrono a fiumi, sole, mare, Fiorello col codino che canta Spiagge, vu cumprà che provano a venderti cd che tu hai già scaricato due mesi prima che uscissero, Salentu lu mare lu sole lu divertimentu, esplosioni addominali, cibi molto calorici consumati ad orari random, settimane indimenticabili passate in compagnia del tuo/della tua partner, nottate interminabili in discoteca a fare la spola tra il bancone del bar e i bagni, bomboloni divorati ad orari da fornaio, furti di biciclette per spostarsi da un luogo all'altro, vandalismi notturni che finiscono nelle pagine di cronaca sui giornali locali e noi italiani non troviamo niente di meglio che proporre ai potenziali villeggianti un vecchio che vuole disperatamente sembrare giovane ed in sovrappiù si pitta il cuoio capelluto con il lucido da scarpe per simulare una parvenza di capigliatura folta? Non ci siamo proprio.

Probabilmente si tratta solo di scelte di marketing sbagliate e/o troppo affrettate (lo spot dico, non il cuoio capelluto pittato per simulare una parvenza di capigliatura folta – quelli sinceramente son cazzi suoi), ma provo quasi pena per il nostro infallibile condottiero Silvio Berlusconi che si è prestato ad un gioco del genere; poveretto, magari non va in vacanze da decenni perché lavora per noi e cade ingenuamente su una cosa del genere. Vien quasi da pensare che sia il solito tranello teso dalla sinistra italiana apposta per screditarlo, però quando leggo una intervista a Pierluigi Bersani in cui vengono sfoderate buone conoscenze musicali e soprattutto una collezione di dischi veramente ben fornita (ed aneddoti del tipo presenza allo storico concerto di Bob Marley a Milano nel 1980, una roba a cui io non sarei andato mai e poi mai ma che comunque rappresenta un fatto invidiabile) mi rendo conto che probabilmente non è un tranello della sinistra ma la pura e semplice realtà di un vecchio al quale la sua corte fa credere di essere onnipotente sganciandolo totalmente dalla vita reale. Ecco perché Berlusconi crede di richiamare turisti in Italia con la sua immagine.

Ed intanto noi paghiamo per spot del genere, con le trattenute in busta paga (quando le abbiamo e/o abbiamo un lavoro) e con mille altri piccoli e grandi balzelli tipo canone tv, accise sulla benzina, bollo auto indegni di una grande democrazia liberale che vuol riuscire a dire la sua nel Grande Occidente Civilizzato (Oscar Giannino is my co-pilot, soprattutto per il suo look).



24 marzo 2011

AREARE IL LOCALE PRIMA DI SOGGIORNARVI



Un paio di sere fa mi sono sintonizzato su Play.me per gustarmi quel fantastico programma dove ti fanno vedere persone vestite malissimo e palesemente calate che ballano la minimal (no, a chiamarla tecktonik non ce la faccio proprio – non sono così progressista) in discoteca oppure ad aperitivi in spiagge non meglio identificate. Lo guardo spesso e volentieri perché, nonostante proponga musica assolutamente terrificante, aumenta di botto la mia autostima e mi rende una persona effettivamente migliore di quello che sono (ridurmi così? No grazie, e poi farlo per ballare la minimal è ancor più da perdente. Meglio guardare la gente che balla la minimal ed ha gli aloni di sudore chimico sotto le ascelle, fa più ridere). Mi aspettavo di vedere visi deformati dalle pasticche & dalle polveri magiche ed invece stava andando in onda il video di Thriller di Michael Jackson. E non stava andando in onda un momento qualunque del video, stavano proprio scorrendo le immagini di Jacko ormai zombie che balla snodato come non mai. Ho iniziato a ridere tantissimo perché non mi ero già scordato che Michael Jackson è morto sul serio (anche se i tg di regime continuano a dar spazio alle notizie riguardanti l'uscita di suoi nuovi singoli postumi, sciacalli) e vederlo all'improvviso in versione zombie danzante al posto di gente che balla strafatta la minimal fa sempre un certo effetto. Chissà se nei nuovi video postumi si muove ancora così grazie ad un qualche trucco post-produzione o semplicemente vengono usate immagini di repertorio, poveretto.

E poi tutto è finito quando le tv di regime (e dunque non Play.me) hanno iniziato a dare notizie riguardanti i bombardamenti in Libia. Non esistono guerre giuste, la guerra è sempre sbagliata quando non si è fatto nulla (o al limite troppo poco) per evitarla. Esiste il cercare di risolvere le cose prima, esiste il fare in modo che le cose non accadano, esiste l'evitare di fare affari con un dittatore sanguinario che opprime un popolo, esiste l'intervenire quando il dittatore è ormai alle corde e non quando ha ripreso il controllo di quasi tutto il paese, esiste l'evitare di accogliere il dittatore a Roma come un eroe salvo poi bombardarlo un anno dopo. Quando sei in ballo devi ballare ed evitare un genocidio (preferisco far finta che la Francia e di conseguenza anche gli altri non abbiano accelerato i tempi solo per mettere le mani sul petrolio libico, ma tant'è), però non si doveva arrivare fino a questo punto. Qualcuno prima o poi dovrà risponderne, ma come si può sperare di avere una risposta univoca quando il dittatore libico viene chiamato Gheddafi in Italia, Kadafi degli States, Gaddafi nel Regno Unito e Khadafi in Francia? La risposta mi sa che non arriverà mai.

Ovviamente alla grande kermesse partecipa anche l'Italia che, come dicevo, accoglieva come un eroe il colonnello Gheddàun (cit.) appena un anno fa ed ora verosimilmente lo bombarderà, sperando che non si incazzi sul serio e non rimandi suo figlio Saadi a giocare nel campionato italiano. Italo Balbo sta già scaldando i motori, lo hanno caricato a fatica su un caccia e imbottito a dovere di energy drink Azzurri (quello special creato in occasione degli scorsi mondiali di calcio, una roba che dopo il flop della nazionale italiana li trovi a prezzi stracciati nei discount), si è ripreso dopo una lunga sosta forzata e dopo ottanta interminabili anni ha finalmente l'occasione per chiudere alcuni conti in sospeso con la Libia. Non voglio neanche sapere come andrà a finire.

Se penso a Michael Jackson che era buono e giusto ed è morto senza riuscire a fermare le guerre nel mondo mi viene il mal di stomaco. Ci rimane solo sperare in Justin Bieber, prendiamolo di peso e gettiamolo su Tripoli poi stiamo a vedere che succede. Magari tutto si ferma, chissà.

21 marzo 2011

Drugs are neat, and you can buy 'em relatively cheap / And when you do 'em people think that you're cool



Tutte le volte che vedo in tv la campagna pubblicitaria contro la droga promossa dal Dipartimento per le Politiche Antidroga dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri mi viene voglia di drogarmi peso, soprattutto perché la colonna sonora (chiamiamola così) è a cura di Nek.

Davvero: Nek bofonchia e non si capisce nulla del testo (magari canta anche nella parte strumentale e non si sente nulla), ma quando parte l'acuto "la cosa più bella che hoaaaaaa" vorrei avere a disposizione un paio di pasticche di ecstasy, un po' di ero o del crack e farmi il più possibile, arrivando oltre i miei limiti psicofisici solo per fare un dispetto alle menti geniali che hanno concepito una schifezza del genere (e magari per fare un dispetto anche a Nek che è amico di Giovanardi).

Fa troppo ridere, perché rappresenta una situazione assolutamente irreale, non spiega quali sono i reali pericoli legati all'abuso di droga ma pretende di insegnare ai gggiovani cosa fare e cosa non fare. Ci prova, ma proprio non ce la fa perché non ha i mezzi. Sarebbe bastato ingaggiare un esperto come Vasco Rossi facendolo partecipare attivamente al video e le cose sarebbero andate diversamente, ma evidentemente al Governo hanno altro da fare ed hanno preso Nek facendogli comporre brutta musica da associare ad immagini surreali. Peccato.

Copiaincolliamo un commento preso a caso dal video su YouTube, che vale più di mille parole:

"Un ragazzo in ritardo inseguito da un pusher che gli regala una dose di tutto.

Non prende alcuna sostanza e ha un incubo, mentre sembrava sereno prima di addormentarsi.

Scende dall'autobus e trova un bidone incendiato in mezzo alla strada, dove brucia la sua amata dose (merito del sogno chiaramente).

Perchè cazzo tutto questo dovrebbe spingermi a non drogarmi?

L'evidenza che lo stato e il sistema hanno fallito ancora."

Geniale no? Come può non spingerti a drogarti? Chiaramente gli autori sanno come vanno queste cose qua, sanno che chiunque ti regala droghe a cazzo che se non le prendi hai gli incubi e poi ti trombi una che ti caga solo perché non ti fai. Ed il bello è che per pagare queste cose mi trattengono pure un sacco di tasse in busta paga.

Davvero, domani vado da un pusher in strada e gli chiedo se mi regala una dose di tutto. Magari poi capisco che drogarsi è sbagliato e comincio a cantare come Nek.

18 marzo 2011

C'È UN MONDO INTERO OLTRE LE BALLATE STRACCIAMUTANDE ED I CAPELLI COTONATI, MA LUI POVERETTO NE È DEL TUTTO IGNARO.

C'è da ridere tantissimo: quella vecchia scorreggia con il parrucchino biondo che risponde al nome di Jon Bon Jovi (o come cazzo si scrive) ha detto che la colpa del declino della musica è di Steve Jobs e di iTunes, che – a suo dire – promuoverebbero la cultura del singolo usa e getta da ascoltare con l'iPod ed uccidono il piacere di spendere la propria paghetta in dischi nuovi da divorare dalla prima all'ultima traccia.
Jon Bon Jovahahahahhahahhahahahhh hahhahhahahahahhaha ahha ha ahahhahahhahahha ahhaahahahahhahhahhahahahahahahahaha. Johohohoohhoohohohohoahahhahahon Bohohohohohohahhahahaon Jovihihihihhihihihihhhhhihahahahaihaihii. Jon Bon Jovi, dicevo. Quello che sono quasi vent'anni che non scrive un pezzo decente (sempre se vogliamo definire pezzo decente Always) e gli ultimi due singoli di successo hanno musica e video identici, ma risalgono tipo a dieci anni fa ed è tutto un raschiare il fondo del barile. Quello che nella band ha un chitarrista che di nome fa Richie Sambora (Richie Samborahahahahhahah hahahhahah hahahahha hahahahah) ed un bassista che son trent'anni che suona nella band ma non è ancora membro ufficiale e nei video non lo inquadrano mai, poveraccio. Quello che ha un gruppo che si chiama come lui ed ha tentato una carriera solista ovviamente mantenendo lo stesso nome (perché lui è uno che ama rischiare) ma non se lo è filato nessuno. Quello che tutti sanno che porta il parrucchino ma nessuno lo vuol dire (e diciamolo: quella vecchia scorreggia di Bon Jovi porta il parrucchino e suona musica assolutamente terrificante. Anzi, oserei dire che Bon Jovi in testa ha un cane morto – ma non lo dico perché altrimenti il WWF mi fa chiudere il blog). Quello che crede di essere ancora nei gloriosi anni ottanta (gloriosi per lui, che probabilmente all'epoca pippava alla grande e quando gli andava male cambiava una ragazza a sera – ma solo perché era di gran moda l'hair metal, mica per altro) e non c'avrà manco una connessione 56k per rendersi conto che c'è talmente tanta musica in giro che la gente si è resa finalmente conto che lui musicalmente parlando è uno degli artisti più sopravvalutati di sempre.
Bon Jovi non dovrebbe parlare di cose che non sa, cazzo.

16 marzo 2011

ADESSO TI SPIEGO COME VANNO LE COSE IN ITALIA (cit.)


Venerdì sera son partito a caso per andare al Covo fermamente convinto che suonassero gli Ex-Otago ed invece poco dopo essere entrato ho scoperto che gli Ex-Otago sono di scena venerdì 18 marzo e l'ho presa in quel posto al modico prezzo di 8 euro per l'ingresso+3 euro di guardaroba (notare la proporzione che è quasi di uno a due, roba che se lo sa il Rag. Giulio Tremonti corre subito a disegnare un paio di grafici esplicativi del fenomeno sulla lavagnetta ad Annozero e di conseguenza viene incalzato da un disoccupato che a fine trasmissione lo trattiene ulteriormente in studio per spiegargli come vanno davvero le cose in Italia. Idolo quel ragazzo, se lo vedo in giro gli offro da bere). Capita anche nelle migliori famiglie.

Non riesco proprio a spiegarmi come tutto ciò possa essere successo (o forse sì, dovrei drogarmi peso come fanno tutti) ma ciò che rimane è che mi son visto un concerto di cui mi importava poco e nulla e che mi ha lasciato ancor meno. E tutto questo non perché i gruppi fossero poi tanto male, ma perché sentendoli mi sembrava di essere salito sulla DeLorean di Ritorno al futuro ed essere tornato al 2002, con il gruppo spalla che faceva roba tipo Isis ed il gruppo principale che faceva roba tipo Interpol meets i Litfiba con Cabo alla voce (e che oltretutto aveva un bassista identico ad un amico tossico di mio cugino, per me era lui sul serio). I presenti non si rendevano conto che non siamo più nel 2002 ma nel 2011, o forse se ne rendevano conto ma non si facevano le menate che mi faccio io e giustamente pensavano solo a godersela (troppo facile godersela quando sei ad un concerto di cui ti importa qualcosa, ma tant'è). Io ultimamente ascolto solo Jovanotti e i Subsonica, non mi abbasso a roba che era all'avanguardia nel 2002 quando ero ancora giovanissimo. Io dalla vita cerco altro, non so cosa ma cerco altro - e mi comporto di conseguenza.

Non ho nemmeno voluto umiliarmi rimanendo al Gash! dopo il concerto, certa dance avanguardista la lascio ad altri (che saluto). Son tornato a casa con le pive nel sacco e vinto dalla stanchezza ho dormito quindici ore consecutive, svegliato solo da un anziano al bar sotto casa mia che - al quinto o sesto Fernet Branca - recitava con enfasi le probabili formazioni delle squadre impegnate il giorno seguente nel campionato di Serie A, i risultati degli anticipi, le ultime del calciomercato, le bombe di Maurizio Mosca (R.I.P.), gli interi ventuno minuti giocati nel campionato italiano da Saadi Al Gheddafi ed un paio di pezzi a caso di Majakovskij. Niente di clamoroso, niente per cui scomodare le Forze dell'Ordine per interrompere un disturbo alla quiete pubblica, ma sempre meglio di Pierpaolo Capovilla che si limita a recitare senza enfasi Majakovskij atteggiandosi a novello Carmelo Bene. Non c'entra un cazzo ma era bello dirlo, perché io dalla vita cerco altro, non so cosa ma cerco altro - e mi comporto di conseguenza.

14 marzo 2011

SI VINCE E SI PERDE, SI PESTANO MERDE CHE SI INFILANO NELLE FESSURE SOTTO LA SUOLA

Vedendo e sentendo cosa passano le radio e le tv musicali di regime un set di domande sorge spontaneo: e adesso invece? Che tempi sono? Adesso accendi la tv o la radio e trovi un video dei Modà, perché? Chi sono? Da dove sbucano fuori? Perché piacciono così tanto? Perché fanno video che non hanno un senso? Perché le prime volte che li sentivo credevo che fossero i Negramaro ed in silenzio urlavo “cazzo, che sfiga... è tornato il ciccione pelato”? Perché le grandi case discografiche non contente di tritarci i marroni con i Negramaro proseguono a tritarceli con i loro cloni? Perché sembrano un gruppo costruito a tavolino per emulare i Negramaro? Perché non hanno fantasia? Perché sono andati a Sanremo con una che ha vinto Amici? Perché quando suonano il loro chitarrista e bassista sfoderano quelle pose assurdamente e ridicolmente metal? Non è che erano un gruppo metal che poi ha svoltato?Perché si vede lontano un miglio che una volta erano un gruppo metal ma avendo fiutato l'affare (ed avendo trovato un cantante con la voce di Giuliano Sangiorgi) ora fanno i Negramaro e ci stanno guadagnando un bel po'? Perché il loro cantante è magro ed ha i capelli e quello dei Negramaro è un ciccione pelato? Vengono da Lecce come i Negramaro o hanno falsificato le carte d'identità per poter dire in giro che sono leccesi? Mi tengo i miei dubbi e quando sento una canzone dei Modà rido, perché in fondo sono una band simpatica che merita il successo che ha sta ottenendo proprio perché fa ridere. Ci vuole del coraggio ad essere come loro. Se proprio devo sorbirmi un clone dei Negramaro sempre meglio loro degli Sugarfree, che suonavano alle feste di Alleanza Nazionale e sono spariti nel nulla. Che fine hanno fatto? Mi mancano, ma è troppo presto per dirlo apertamente. Devono passare minimo altri tre anni.

12 marzo 2011

IF YOU WANT TO SUCCEED, YOU HAVE TO BELIEVE IN YOURSELF. HERE'S HOW TO DO IT.

Attendo con parecchia ansia il nuovo programma di Giuliano Ferrara che andrà in onda tutte le sere dopo il Tg1 soprattutto perché ho letto che per permettergli di condurre al meglio han dovuto smantellare un intero studio e allestirgliene appositamente uno nuovo (forse perché data la sua stazza Ferrara nel vecchio studio non ci stava) e perché a quanto pare gli hanno fatto un contratto da un milione e mezzo di euro l'anno (tipo un calciatore, solo che i calciatori sono meno intelligenti di Giuliano Ferrara e soprattutto non li pagano con i soldi del canone tv). Sono sicuro che quel programma sarà una figata e ci sarà da ridere tantissimo, sarà più o meno una cosa simile a Fabrizio Corona che si introduce di soppiatto in casa della madre di Sarah Scazzi entrando dalla finestra. Comunque vada sarà un successo, comunque vada sarà sempre meglio di Fabio Fazio che ha dedicato una puntata intera a Roberto Saviano e al suo libro di recente uscita nel quale sono contenuti i suoi monologhi di Vieni via con me (che palle però, ancora lì a menarla con quel programma. Vorrei anche scrivere che palle lo sfruttamento della figura di Saviano in generale, ma non lo scrivo perché non voglio passare per un fiancheggiatore della camorra) o di Nichi Vendola che durante la diretta tv su Rai News di un suo discorso cita Slow Food tra le sue fonti di ispirazione (sentendolo mi è venuta istantaneamente voglia di farmi due Big Mac Menu con patatine fritte e tutte le salse possibili, ed infatti l'ho fatto ed ora sono un uomo con un miglior rapporto grasso/massa magra). Pagare il canone è bello anche perché la Rai è capace di regalare soddisfazioni come quella di vedere Giuliano Ferrara nella fascia oraria che fu Enzo Biagi. Uno sbadiglio lo sommergerà (anche se è di stazza parecchio ingombrante).

Ecco, nel libro Popstar della cultura scritto da Alessandro Trocino più o meno c'è dentro tutto questo, anzi molto di più: ci sono i ritratti di sei personaggi come Mauro Corona, Roberto Saviano, Beppe Grillo, Giovanni Allevi, Carlo Petrini, Andrea Camilleri, sei intoccabili elevati al rango di intoccabili da certa sinistra (ma anche da certa destra) e considerati veri e propri guru da centinaia di migliaia di persone. Che si possa essere d'accordo o no con l'autore (personalmente Allevi lo dimenticherei chiuso nella mia auto sotto il sole cocente d'agosto, Saviano mi piace molto anche se deve un pochino rilassarsi perché lo vedo male, Grillo lo considero un fascistello potenzialmente pericoloso ma magari tra qualche anni rivedrò sicuramente il mio giudizio su di lui, gli altri non me li filo proprio perché potenzialmente innocui) resta il fatto che il libro è uno di quelli che - dietro ad una scrittura brillante e narrazione di fatti reali che messi in fila uno dietro l'altro finiscono per risultare assolutamente spassosi – nasconde un significato non troppo nascosto e ti porta a riflettere su come gli italiani non ce la facciano proprio a non affidarsi all'Uomo della Provvidenza e a riporre in lui tutte le speranze di salvezza (che, a seconda dei casi, è una salvezza culturale, alimentare, musicale o politica), spingendosi fin quasi ad adularlo omettendo però di vederne i lati negativi.

Che poi gli italiani stanno dalla parte dell'Uomo della Provvidenza fin quando le cose non mutano e non accade un evento che li porta a gettarlo dal piedistallo e a prenderlo a calci (in senso figurato, ma anche no), sostituendolo con un altro Uomo della Provvidenza più bello e più giusto – ma questo è un altro discorso su cui non è bello porre l'attenzione ed allora parliamo d'altro, cioè di niente.

10 marzo 2011

IL LAVORO NOBILITA L'UOMO E LO RENDE SIMILE AD UNA BESTIA



Mi sono reso drammaticamente conto che su La7 va in onda un reality show chiamato Il contratto - Gente di talento in cui il premio finale di ogni puntata è un posto di lavoro a tempo indeterminato (copiaincollo a caso le illuminanti note esplicative prese da un sito trovato per caso: "Sicuramente questo reality farà felicissimi tutti i disoccupati d’Italia che sicuramente faranno a gara per poter partecipare e avere l’opportunità di guadagnarsi questo lavoro in azienda. Il 22 febbraio capiremo meglio il totale funzionamento del reality sicuramente non ci saranno nomination o linguaggio poco televisivo" - l'italiano corretto e ben scritto aiuta sempre a capirne di più, soprattutto quando l'idea di partenza di un reality è un'idea di merda). Ho provato a guardarlo e mi son reso conto che fa letteralmente schifo, più schifo di quanto pensassi. Oserei dire inguardabile, ma ho troppo rispetto per l'operato dei cameraman sicuramente precari che hanno lavorato al programma per dire che è inguardabile, quindi mi limito a dire che è un reality ributtante perché non rispettoso della difficile situazione lavorativa (lavorativa per usare un eufemismo, spesso e volentieri il lavoro non c'è) che si trovano loro malgrado a vivere tanti ragazzi italiani (e probabilmente pure i Ragazzi Italiani) ma soprattutto perché cerca di fare audience sulle disgrazie di una intera generazione.
Non vale nemmeno la pena di perdere altro tempo a parlarne, pensiamo solo che c'è un reality che offre come premio un posto di lavoro a tempo indeterminato a mo' di presa in giro, ci sono pochi fortunati che vinceranno dopo essersi umiliati in tv, ci sono migliaia di ragazzi che non trovano lavoro e ci sono autori di programmi da prendere a calci in culo (in senso figurato s'intende, io sono sempre per la non violenza). Speriamo che termini presto e che tutti se ne scordino ancor più in fretta.