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21 ottobre 2011

STI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO, NON ESISTONO PIÙ LE MEZZE STAGIONI, IL VINO BUONO STA NELLA BOTTE PICCOLA, DONNA NANA TUTTA TANA, ROCCO TANO

Il mondo è un posto un po' più sicuro: è stato catturato ed ucciso Gheddafi, l'inventore del bunga bunga. Tutti gli uomini politici occidentali che per anni l'hanno foraggiato e sostenuto di stanno toccando le palle, all'unisono. In particolare uno di loro, un italiano piccolo piccolo, si sta toccando le palle con particolare vigore, timoroso di essere il prossimo a fare la stessa fine (non dico il nome di questo italiano altrimenti la Polizia Postale mi chiude il blog). Per le vibrazioni prodotte dallo sfregamento, Roma si è allagata (ma qui forse centrano le scie chimiche o il signoraggio, o magari tutti e due) ed è un casino.

Era proprio necessario mostrare le foto del cadavere? Credo di sì, perché senza le foto nessuno ci avrebbe creduto. Pare impossibile ma era ancora in Libia, nella sua città natale Sircana (si chiamava Sirte? O magari Sirtaki? Non lo so), sotterrato vivo in una buca ove cercava riparo. Si pensava fosse a casa di Chavez, a casa di Putin oppure a casa dello sfregatore di palle di cui sopra, ed invece era ancora lì ad un tiro di schioppo (in senso figurato ed anche nel vero senso della parola). Bum!

Per me le forze di liberazione sapevano già da mesi dove si trovava Gheddafi ma hanno voluto fare un colpo di teatro per movimentare un po' queste nostre noiosissime giornate di inizio inverno, ma comunque vadano le cose Gheddafi ci mancherà perché senza di lui non potremmo più prendere liberamente per il culo suo figlio calciatore, quello scarsissimo che quando giocava nell'Udinese era solito accompagnare i suoi compagni di squadra al Crazy Horse a Parigi con il suo jet privato e poi si infortunavano tutti per mesi così dovevano per forza saltare l'esame antidoping. Ma anche no.



16 marzo 2011

ADESSO TI SPIEGO COME VANNO LE COSE IN ITALIA (cit.)


Venerdì sera son partito a caso per andare al Covo fermamente convinto che suonassero gli Ex-Otago ed invece poco dopo essere entrato ho scoperto che gli Ex-Otago sono di scena venerdì 18 marzo e l'ho presa in quel posto al modico prezzo di 8 euro per l'ingresso+3 euro di guardaroba (notare la proporzione che è quasi di uno a due, roba che se lo sa il Rag. Giulio Tremonti corre subito a disegnare un paio di grafici esplicativi del fenomeno sulla lavagnetta ad Annozero e di conseguenza viene incalzato da un disoccupato che a fine trasmissione lo trattiene ulteriormente in studio per spiegargli come vanno davvero le cose in Italia. Idolo quel ragazzo, se lo vedo in giro gli offro da bere). Capita anche nelle migliori famiglie.

Non riesco proprio a spiegarmi come tutto ciò possa essere successo (o forse sì, dovrei drogarmi peso come fanno tutti) ma ciò che rimane è che mi son visto un concerto di cui mi importava poco e nulla e che mi ha lasciato ancor meno. E tutto questo non perché i gruppi fossero poi tanto male, ma perché sentendoli mi sembrava di essere salito sulla DeLorean di Ritorno al futuro ed essere tornato al 2002, con il gruppo spalla che faceva roba tipo Isis ed il gruppo principale che faceva roba tipo Interpol meets i Litfiba con Cabo alla voce (e che oltretutto aveva un bassista identico ad un amico tossico di mio cugino, per me era lui sul serio). I presenti non si rendevano conto che non siamo più nel 2002 ma nel 2011, o forse se ne rendevano conto ma non si facevano le menate che mi faccio io e giustamente pensavano solo a godersela (troppo facile godersela quando sei ad un concerto di cui ti importa qualcosa, ma tant'è). Io ultimamente ascolto solo Jovanotti e i Subsonica, non mi abbasso a roba che era all'avanguardia nel 2002 quando ero ancora giovanissimo. Io dalla vita cerco altro, non so cosa ma cerco altro - e mi comporto di conseguenza.

Non ho nemmeno voluto umiliarmi rimanendo al Gash! dopo il concerto, certa dance avanguardista la lascio ad altri (che saluto). Son tornato a casa con le pive nel sacco e vinto dalla stanchezza ho dormito quindici ore consecutive, svegliato solo da un anziano al bar sotto casa mia che - al quinto o sesto Fernet Branca - recitava con enfasi le probabili formazioni delle squadre impegnate il giorno seguente nel campionato di Serie A, i risultati degli anticipi, le ultime del calciomercato, le bombe di Maurizio Mosca (R.I.P.), gli interi ventuno minuti giocati nel campionato italiano da Saadi Al Gheddafi ed un paio di pezzi a caso di Majakovskij. Niente di clamoroso, niente per cui scomodare le Forze dell'Ordine per interrompere un disturbo alla quiete pubblica, ma sempre meglio di Pierpaolo Capovilla che si limita a recitare senza enfasi Majakovskij atteggiandosi a novello Carmelo Bene. Non c'entra un cazzo ma era bello dirlo, perché io dalla vita cerco altro, non so cosa ma cerco altro - e mi comporto di conseguenza.

27 febbraio 2011

TRIPOLI SARÀ ITALIANA (il nichilismo bussa alla mia porta, io apro ed ha gli occhi di un cane da caccia)

Qualche anno fa ho mangiato un intero pacchetto di pastiglie Leone all'assenzio ma non mi è successo nulla. Speravo di alterare la mia percezione della realtà ma l'unico risultato che ho ottenuto è stato un leggero mal di pancia che se ne è andato via non appena ho fatto un pasto decente. È dura la vita di chi si finge artista, ed infatti io nella vita faccio tutt'altro (scrivo per Tv Sorrisi e Canzoni e Libero, e mi pagano pure bene). Mi hanno fatto di più le Leone al gusto Principe di Napoli, che non ho mai capito che gusto sia però almeno mi ha fatto venire un forte bruciore di stomaco che ha giustificato la cifra spesa per acquistare le caramelle in questione.

Dopo questa intro, Ignazio La Russa (che saluto). Sembra che non c'entri un cazzo, ma in realtà c'entra eccome perché il solo vedere la sua faccia mi provoca lo stesso effetto di un intero pacchetto di pastiglie Leone al gusto Principe di Napoli trangugiato in quattro minuti netti: bruciore di stomaco ed allucinazioni. Mi fa parecchio ridere pensarci (anche perché ormai le pastiglie Leone le vendono solo in quei posti da radical chic dove servono slow food e cazzate simili, posti in cui uno come La Russa entrerebbe roteando ad altezza d'uomo la cinghia dei propri pantaloni, ovviamente dopo averla opportunamente sfilata – è un po' difficile roteare ad altezza d'uomo una cinghia dei pantaloni senza averla sfilata, anche se da La Russa mi aspetterei questo ed altro) ma la dura verità è questa ed io non ci posso far nulla. Figuriamoci quando lo sento parlare.

L'ho visto giovedì scorso a Annozero ed è stato come cadere in trance. Ha detto cose a caso come:

  • Prodi è stato colui che ha sdoganato Gheddafi e dunque è Prodi a doversi vergognare, non Berlusconi;

  • lui e Fini vengono da una cultura politica che storicamente non ha mai fatto mai sconti alla Libia, soprattutto sul gas;

  • in Libia non avevano diritti però almeno avevano un alto tenore di vita;

  • quando c'era Lui i treni erano in orario;

  • occhio che dopo Gheddafi potrebbero esserci i fondamentalisti;

  • Abdullah Ocalan;

  • Oliviero Diliberto;

  • non è giusto spacciarsi per giornalisti come fa Travaglio quando in realtà si descrive Berlusconi facendo dei numeri buoni solo per il cabaret;

  • il figlio di Gheddafi che ha giocato nel Perugia in fondo era un ottimo calciatore, solo che quel comunista di Serse Cosmi non l'aveva capito perché appunto era comunista;

  • una birra media ed una quattro stagioni, ben cotta please

e poi ho spento la tv perché ero stremato. La Russa è un davvero un grande. Miglior ministro di tutti i tempi sicuramente.

E pensare che quando avevo quindici anni un mio caro amico ha ingurgitato una quantità industriale di Boeri per tentare di ubriacarsi col liquore contenuto all'interno dei cioccolatini e di conseguenza è stato malissimo (tanto per dire, era talmente malridotto che ha perso tre giorni di scuola). Sarebbe bastato fargli vedere un filmato di La Russa e si sarebbe senz'altro spaccato di più, ed avrebbe anche risparmiato soldi, assenze dalle lezioni, cazziatoni dai genitori, bile e succhi gastrici. A quei tempi non esisteva ancora YouTube, purtroppo. E forse non esistevano nemmeno i programmi di Santoro perché era stato cacciato dalla Rai, ma questo è un altro discorso che approfondirò in separata sede.