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12 marzo 2012

GRAZIE PER AVER DISTRIBUITO QUESTO GRANDE SOGNO IMPACCHETTATO



Da quando scrivo per la versione italiana di Huffington Post ho molti più soldi in tasca e posso permettermi anch'io di fare di tanto in tanto il radical-chic che lotta tenacemente per le più grandi e nobili cause. Tanto per dire, qualche sera fa ho finto di scandalizzarmi perché Giuliano Ferrara ha portato con sé in trasmissione la sua cagnetta (francamente non so come si chiami, ma sono certo che il suo nome non è Selma) ed ha condotto l'intera puntata tenendola dolcemente in grembo. Proprio una bella visione, direi – Giuliano Ferrara pareva quasi un San Bernardo che aveva appena salvato la sua cagnetta dalla neve, quando me ne sono reso conto mi si è praticamente bloccata la digestione. Non ho seguito nulla del discorso e manco me ne importa.

Dicevo, ho finto di scandalizzarmi per la cagnetta di Giuliano Ferrara biecamente sfruttata per fini propagandistici (?) ma in realtà ho desiderato ardentemente per tutta la durata della trasmissione (io sono uno dei pochi italiani coraggiosi che quando si imbatte in Qui Radio Londra resiste fino alla fine senza cambiare canale) che al povero animale pigliasse una dissenteria fulminante e la facesse tutta in grembo a Giuliano Ferrara, così tanto per ridere un po' e risolvere alla radice il problema del mio blocco digestivo di cui parlavo sopra (il blocco digestivo era solo figurato perché trattasi di pura finzione narrativa, ma tant'è). Niente attacco di dissenteria purtroppo, ma quante risate al solo pensiero, al solo immaginare la faccia di Giuliano Ferrara e le potenziali gag che avrebbe potuto tirare fuori un Daniele Luttazzi qualsiasi dopo aver assistito ad un evento di tale portata! Sarà per la prossima volta, sempre se Qui Radio Londra non viene chiusa prima a causa dei deludenti ascolti.

Comunque, tra le altre cause da radical-chic per le quali fingo di lottare c'è quella del superamento di Wikipedia (cos'è Wikipedia? Basta cercare su Wikipedia) in quanto strumento impreciso, pieno zeppo di errori e poco attendibile, aggiornato troppo superficialmente, è meglio comprare i libri invece di sprecare tempo cercando nozioni base riguardanti un determinato topic, i monitor dei laptop/tablet non sostituiranno mai i libri, chiunque può scrivere qualunque cosa e niente viene verificato accuratamente (segue una sfilza di altri luoghi comuni riguardanti Wiki). In realtà sono un grande sostenitore a prescindere di Wiki (anche se ci sono errori ed/od omissioni sono sempre molto divertenti – vedi la pagina dedicata a La Fabbrica di Plastica di Gianluca Grignani che afferma che il bassista che suonò su quel disco era niente popo' di meno che il produttore cinematografico Franco Cristaldi, oltretutto morto nel '92 quando il disco è datato '96. Se nel frattempo non l'hanno corretta è una bomba), ma ad Huffington Post Italia mi pagano bene per scrivere cazzate e allora sono per il superamento di Wikipedia. Superamento in favore di cosa? Non lo so, l'importante è superare, l'importante è il bonifico a fine mese. L'importante è fruire delle notizie che ci sono su Wikipedia e scoprire che i Bomfunk Mc's oltre a quel capolavoro totale che risponde al nome di Freestyler (cinque minuti di perfezione, direi) hanno fatto altro e tutto veramente molto bello, da cercare immediatamente su YouTube e ballare con il corpo e con la mente. Cose di una tamarranza davvero commovente (segno che Jason Nevins ha insegnato parecchio quando ha preso It's Like That dei Run DMC e l'ha rivoltata come un calzino), cose che purtroppo non torneranno visto che i Bomfunk Mc's ahimé si sono sciolti. Sarà per la prossima volta, sempre se Qui Radio Londra non viene chiusa prima a causa dei deludenti ascolti.






04 novembre 2011

INTESA POUR HOMME LA CERTEZZA DI PIACERE



A sentire Matteo Renzi durante suo famigerato Big Bang c'era perfino Billy Costacurta, che si è addirittura dichiarato entusiasta del futuro leader Pd ed ha avuto parole di fuoco per il suo ex presidente Silvio Berlusconi.

Billy Costacurta. Ripeto: Billy Costacurta. Uno degli uomini più Mediaset che abbiano mai calcato i campi di gioco, uno che ogni volta che lo vedevo assieme a Franco Baresi negli spot tv dei docciaschiuma Intesa mi veniva l'istinto di prendere a schiaffi il televisore poi non lo facevo perché pensavo alla storia del figlio nero di Baresi ed iniziavo a ridere tantissimo, scordandomi del buon Billy e della sua clamorosa faccia da schiaffi (e magari pure di Martina Colombari, ex Miss Italia svezzata ancora minorenne da Alberto Tomba – come cosa fa ridere abbastanza, ma non sto ad approfondirla in questa sede).

Non me lo ricordavo neanche più il compagno Billy Costacurta. L'ultima volta che l'ho visto è stato come special guest nel video di Bella Lilli della semi-meteora Il Bagatto, e poi – puff! - sparito nel nulla (o per lo meno, sparito dalla mia mente – da quella degli altri non so). Meno male che dopo tanto tempo è tornato e se ne è uscito fuori con questo graditissimo endorsement pro-Renzi altrimenti non avrei proprio saputo come fare ad andare avanti.

Comunque, da qualsiasi parte la si voglia vedere grazie a Billy Ballo Costacurta e, più in generale, grazie ad Matteo Renzi si realizza finalmente uno dei miei più grandi sogni nel cassetto: votare a destra senza nemmeno sentirmi in colpa perché formalmente ho votato a sinistra. Son soddisfazioni, dai. Ma in fondo esistono ancora destra e sinistra o sono solo categorie-prodotto della propria mente? Boh, frega nulla. L'unica cosa che importa è che son troppo contento, ed a questo punto sostenere Renzi diventa un dovere morale.

Un video che non c'entra un cazzo ma fa parecchio ridere:


31 ottobre 2011

TRANNE TEEEEE, TRANNE TE, TRANNE TE, TRANNE TEEEEEEEEE.

A quanto pare Fabri Fibra ha scritto un libro (con prefazione di Marco Travaglio, e stìcazzi nun ce lo metti?) nel quale raccomanda ai giovani italiani di lasciare l'Italia ed andarsene all'estero. Si potrebbe anche chiudere qui, ed infatti chiudo qui non prima di aver postato il video in cui Matteo Renzi partecipa a La Ruota della Fortuna come concorrente. Sulla base di cosa Bersani l'ha definito anni ottanta? Probabilmente sulla base di questo esilarante filmato (mamma mia che capelli aveva Renzi!), però vedere che tutti ce l'hanno con lui mi fa pensare che qualcosa di buono in Renzi dovrà pur esserci ed allora sostenerlo a prescindere diventa doveroso (quest'ultima frase in italiano non esiste, ma passiamo oltre).

18 settembre 2011

ABBIAMO BISOGNO DI CREDERE (ANCHE) NEI MARZIANI (cit.)



Sto ancora cercando di digerire la cena di venerdì, e tutto perché mentre mangiavo ho avuto la sventura di imbattermi in una scena televisiva del tipo Antonio Di Pietro e Nichi Vendola ospiti al tg di La7 e mi si è bloccato tutto - roba da Idraulico Liquido o giù di lì. Sto malissimo.

Li ho visti molto entusiasti per tutta la faccenda del Nuovo Ulivo, ma non ho capito nulla di ciò che han detto perché uno parla un italiano troppo complicato (per il sottoscritto, ma credo anche per tanti altri) mentre l'altro si esprime a gesti e non parla proprio italiano: non ce la facciamo proprio a trovare qualcuno che parli un italiano normale, eh? L'uomo della strada che cazzo ha capito dopo quell'intervista doppia al tg di La7? Nulla (e perfino Mentana era allibito).

E non dimentichiamo che c'è sempre Bersani che sembra uno che si trova lì per caso, appena fuggito dal retrocucina di una Festa de L'Unità a caso - reparto frittura. "Oh ragàssi, son appena arìvato... stavo finendo di friggere le patatine! Cosa stavamo dicendo? Ah sì... Berlusconi dovrebbe dimettersi!" ed intanto nessuno sa nulla di quali siano i programmi per questo benedetto dopo-Berlusconi. Si sa solo che hanno avuto un'idea geniale ed hanno riesumato l'Ulivo, ma non si sa per che cosa o per chi (anzi, si sa: per loro, per mantenere la poltrona). Facce nuove non ne vediamo neanche a cercarle col lanternino.

Al prossimo giro elettorale Berlusconi vince di nuovo anche se tra poco sarà costretto a rifugiarsi ad Antigua.

20 luglio 2011

EVERYBODY JUMPS FROM THE SOUND OF THE SHOTGUN. IN MY NEIGHBORHOOD, EVERYBODY GOT ONE



La prima cosa che mi è venuta in mente vedendo il sontuoso speciale di Blob dedicato al decennale del G8 di Genova? Quel mio amico che si professava punk (con tanto di capelli multicolor!) ma votava Silvio Berlusconi e che all'epoca commentò i pestaggi dicendo che le Forze dell'Ordine hanno fatto più che bene ad agire così perché punk non vuol dire distruggere tutto (purtroppo l'ho perso di vista, era un tipo interessante anche solo per il fatto che era conservative punk quando praticamente nessuno in Italia – lui e Ringo compresi – conosceva il significato di questo termine). E poi tutto il resto: terribili le immagini degli scontri e dei pestaggi ad innocenti manifestanti che erano lì per esprimere pacificamente le loro idee ed il loro dissenso, terribili le immagini di Silvio Berlusconi calvo e con almeno venti/venticinque chili in meno che indossando un vestito ed un cravatta diversi da quelli che è solito indossare perennemente oggi stringe per la prima volta amicizia con Putin (probabilmente i semi del concetto di bunga bunga sono stati gettati in quel momento), terribile quel soggetto affetto da svariati ritardi mentali che risponde al nome di George W. Bush presidente degli Stati Uniti d'America (scherzo, io a George W. Bush voglio bene. É stato un grande presidente degli Stati Uniti d'America, e meno male che si è tolto dai coglioni), terribile Manu Chao che all'epoca ci veniva servito in tutte le salse e con il suo imbarazzante cappello è riuscito nella non facile impresa di mandare al macero quanto di buono aveva combinato con i Mano Negra e/o agli esordi, terribili i giorni in cui in Italia c'è stata una vera e propria sospensione dei diritti umani e la maggior parte della gente se ne è sbattuta altamente.

Si potrebbe andare andare avanti all'infinito, ma meglio fermarci qui perché a questo punto una domanda sorge spontanea: quanto è invecchiato Gianfranco Fini in questi ultimi dieci anni? Ma soprattutto, quand'è che risponderà del comportamento delle Forze dell'Ordine a Genova? Non è che è invecchiato per il rimorso e non ce lo vuol dire? E la sinistra radical-chic che lo vede come uno affidabile se ne è già dimenticata? E chi è stato a fomentare per mesi il clima paventando il rischio di incidenti a Genova, le sacche di sangue infetto da lanciare alle Forze dell'Ordine, il rischio attentati e tutto il resto? E chi è che ha mandato allo sbaraglio Carabinieri, Poliziotti e quant'altro costringendoli ad affrontare situazioni "difficili" (il virgolettato perché queste situazioni son state provocate e/o fomentate, dai) senza che fossero ben preparati? La risposta a breve su Italia 2, il nuovo canale Mediaset che replica i soliti telefilm già visti migliaia di volte ma in sovrappiù ha un coloratissimo programma musicale che pare uscito dalla testa di un qualche hipster milanese in crisi d'astinenza da sali da bagno. Non guardo Italia 1 più o meno da quando Studio Aperto ha dato l'ultima volta una notizia su Alberto Stasi (a proposito, che fine ha fatto?), direi che per par condicio non guardo nemmeno Italia 2 (a meno che non mi chiamino a scrivere i testi del programma musicale, ma questo è un altro discorso che non c'entra nulla con il punto di partenza).

27 maggio 2011

QUI MILANO ISLAMICA

Siamo alle solite: Silvio Berlusconi ha insultato gli elettori di sinistra. Per la precisione, ha detto una cosa del tipo che chi vota a sinistra non ha cervello e praticamente è un deficiente. E come al solito tutti si sono indignati ed hanno protestato, facendo il gioco di uno che certe cose le dice apposta per provocare e poter poi recitare la parte della vittima al minimo accenno di reazione da parte dell'avversario. È così prima di ogni tornata elettorale in cui parte in svantaggio, e sarà così fin quando Berlusconi sarà sulla scena politica ed arriverà in svantaggio ad una tornata elettorale (quando è in vantaggio col cazzo che se ne esce così. Mica è scemo l'ometto...).

Per quanto mi riguarda, Berlusconi può dire quello che vuole tanto resta sempre un vecchio di settantasei (o settantaquattro? Non ho nemmeno voglia di verificare in rete la sua vera età, e poi tanto alle signore l'età non si chiede mai e dunque non la cerco) anni che crede di essere un trentacinquenne ed è guidato da svariati complessi d'inferiorità (dovuti tra le altre cose a bassa altezza, invecchiamento, invidia del pene dei comunisti, figli neri di Franco Baresi, perdita dei capelli, ossessione da potere, ossessione per la figa, ossessione per la figura di Rosy Bindi, ossessione per il denaro, ossessione per la madre, lingue felpate, miraggi) che ne condizionano in maniera inequivocabile l'operato (sia nel campo politico che nella vita di tutti i giorni, sempre ammesso che nel suo caso sia possibile separare questi due aspetti) e che da parecchio tempo a questa parte mi portano a non prendere più in considerazione quanto lui va dicendo in giro. Rileggendo ciò che ho appena scritto non capisco nulla, ma probabilmente con una frase del genere ho voluto dire che non me ne frega un cazzo di quello che dice Berlusconi in tv. Vivo bene lo stesso anche senza ascoltarlo più quando dice certe cose, e probabilmente vive alla grande anche lui che alimenta la sua genialità con i vizi come Maradona e Michael Jackson (cit. il grandissimo Attila Csihar Sallusti, che in un intervista a Vanity Fair gli ha praticamente dato del cocainomane e del pedofilo. La sinistra che si indigna per le esternazioni fuori controllo di Berlusconi non avrebbe saputo fare di meglio, anche se ultimamente tra i lettori che commentano gli articoli di Repubblica qualche elettore di sinistra sta uscendo allo scoperto e lo definisce malato mentale. I vertici dei partiti di centrosinistra hanno tutto da imparare). Non lo voto che non mi rappresenta, ma non vado di certo in giro ad insultare quei minus habens che vivono la vita incollati allo schermo televisivo, credono ai suoi vaneggiamenti in favor di telecamera e lo votano regolarmente, salvo poi lamentarsi per come vanno le cose in Italia. È la democrazia, è la cosa più bella che ci sia ed è giusto che il mio voto conti come quello di un pezzente che vorrebbe una vita migliore e vota Berlusconi perché così diminuisce il carico fiscale, migliora la qualità della vita, i negri e gli zingari se ne tornano a casa loro ed il Milan compra quel gran pezzo di figo di Cristiano Ronaldo (che per me è pure ricchione anche se sta insieme ad una supermodella, ma non diciamolo a Giovanardi sennò si incazza e lo fa tornare al Real Madrid).

E comunque Berlusconi è simpatico. Quando parla di Milano islamica non si riferisce di certo ai baciamano che faceva Gheddafi, quando parla di comunisti e centri sociali non si riferisce di certo a Putin e a Lukashenko, quando parla di zingari non si riferisce di certo a Bossi e agli altri pezzi grossi della Lega che ai bei tempi volavano a Belgrado ad incontrare il criminale di guerra Milosevic. Berlusconi non parla mai a vanvera, ma nel dubbio io non lo ascolto più.

12 marzo 2011

IF YOU WANT TO SUCCEED, YOU HAVE TO BELIEVE IN YOURSELF. HERE'S HOW TO DO IT.

Attendo con parecchia ansia il nuovo programma di Giuliano Ferrara che andrà in onda tutte le sere dopo il Tg1 soprattutto perché ho letto che per permettergli di condurre al meglio han dovuto smantellare un intero studio e allestirgliene appositamente uno nuovo (forse perché data la sua stazza Ferrara nel vecchio studio non ci stava) e perché a quanto pare gli hanno fatto un contratto da un milione e mezzo di euro l'anno (tipo un calciatore, solo che i calciatori sono meno intelligenti di Giuliano Ferrara e soprattutto non li pagano con i soldi del canone tv). Sono sicuro che quel programma sarà una figata e ci sarà da ridere tantissimo, sarà più o meno una cosa simile a Fabrizio Corona che si introduce di soppiatto in casa della madre di Sarah Scazzi entrando dalla finestra. Comunque vada sarà un successo, comunque vada sarà sempre meglio di Fabio Fazio che ha dedicato una puntata intera a Roberto Saviano e al suo libro di recente uscita nel quale sono contenuti i suoi monologhi di Vieni via con me (che palle però, ancora lì a menarla con quel programma. Vorrei anche scrivere che palle lo sfruttamento della figura di Saviano in generale, ma non lo scrivo perché non voglio passare per un fiancheggiatore della camorra) o di Nichi Vendola che durante la diretta tv su Rai News di un suo discorso cita Slow Food tra le sue fonti di ispirazione (sentendolo mi è venuta istantaneamente voglia di farmi due Big Mac Menu con patatine fritte e tutte le salse possibili, ed infatti l'ho fatto ed ora sono un uomo con un miglior rapporto grasso/massa magra). Pagare il canone è bello anche perché la Rai è capace di regalare soddisfazioni come quella di vedere Giuliano Ferrara nella fascia oraria che fu Enzo Biagi. Uno sbadiglio lo sommergerà (anche se è di stazza parecchio ingombrante).

Ecco, nel libro Popstar della cultura scritto da Alessandro Trocino più o meno c'è dentro tutto questo, anzi molto di più: ci sono i ritratti di sei personaggi come Mauro Corona, Roberto Saviano, Beppe Grillo, Giovanni Allevi, Carlo Petrini, Andrea Camilleri, sei intoccabili elevati al rango di intoccabili da certa sinistra (ma anche da certa destra) e considerati veri e propri guru da centinaia di migliaia di persone. Che si possa essere d'accordo o no con l'autore (personalmente Allevi lo dimenticherei chiuso nella mia auto sotto il sole cocente d'agosto, Saviano mi piace molto anche se deve un pochino rilassarsi perché lo vedo male, Grillo lo considero un fascistello potenzialmente pericoloso ma magari tra qualche anni rivedrò sicuramente il mio giudizio su di lui, gli altri non me li filo proprio perché potenzialmente innocui) resta il fatto che il libro è uno di quelli che - dietro ad una scrittura brillante e narrazione di fatti reali che messi in fila uno dietro l'altro finiscono per risultare assolutamente spassosi – nasconde un significato non troppo nascosto e ti porta a riflettere su come gli italiani non ce la facciano proprio a non affidarsi all'Uomo della Provvidenza e a riporre in lui tutte le speranze di salvezza (che, a seconda dei casi, è una salvezza culturale, alimentare, musicale o politica), spingendosi fin quasi ad adularlo omettendo però di vederne i lati negativi.

Che poi gli italiani stanno dalla parte dell'Uomo della Provvidenza fin quando le cose non mutano e non accade un evento che li porta a gettarlo dal piedistallo e a prenderlo a calci (in senso figurato, ma anche no), sostituendolo con un altro Uomo della Provvidenza più bello e più giusto – ma questo è un altro discorso su cui non è bello porre l'attenzione ed allora parliamo d'altro, cioè di niente.

18 novembre 2010

È L'ARATRO CHE TRACCIA IL SOLCO MA È L'ULIVO CHE LO DIFENDE

Clamoroso: nel bel mezzo del caos che precede il milionesimo referendum su Berlusconi (14 dicembre, giorno in cui le due Camere votano rispettivamente una mozione di fiducia ed una di sfiducia mentre la Corte Costituzionale si esprime sulla legittimità del Lodo Alfano) La Repubblica oggi se ne è uscita con un sondaggio lunare secondo il quale, se si votasse domani, le elezioni le vincerebbe L'Ulivooahahahho ohhaha hahhhaha hahhaha hhhhhahhahhahahha hahahahhahahahhhhahhahah ohahhhhohhahhahahah ahhahah ahhahaha hahahaha ahhahhahaa hahahhah ohahhhahah L'Uliiiiihahhahahahavohhahah L'Ulivoooooooohahahhahahahahahhahaohahahhaha L' Uhuhuhuhuhuhliiiivooooh hahahahhahahh hahahhahah hahhahahaha. Dicevo, le vincerebbe L'Ulivooahahahho ohhaha hahhhaha hahhaha hahahahhahahahhhhahhahah ohahhhhohhahhahahah ahhahah ahhahaha hahahaha ahhahhahaa hahahhah ohahhhahah e Berlusconi prenderebbe una mazzata memorabile. L'Ulivo, Bertinottihihihihiihihi, Dilibertoohohohh ahhaha, Gennaro Migliorehehhehehehe, Paolo Centoehhehehe. Ecco, il Pd con quella gente lì.

E candidando chi? Di Pietro sul trattore? Bersani che sembra un cuoco della Festa de L'Unità? Vendola (che tra l'altro in quel sondaggio ha ovviamente un gradimento altissimo)? Veltroni dopo un TSO? La risposta al prossimo sondaggio effettuato in uno dei salotti dove sono soliti ritrovarsi i maggiori esponenti di una certa sinistra che perde tutte le elezioni perché non parla più alla gente ma alle proprie chiappe comodamente sedute su una poltrona del Parlamento (tra l'altro la stessa da anni). Tutti a casa che è meglio.

15 ottobre 2010

LA MUSICA CHE NON SI ASCOLTA

Dopo aver letto questa incredibile intervista in cui Nichi Vendola elogia come prodotto culturale la pizzica, la taranta e il folk per pantaloni a righe, capelli a spinacio ed ascelle pezzate voglio che venga messo a verbale che alle prossime elezioni, qualora il candidato del centrosinistra fosse Vendola, voterò con convinzione Gianfranco Fini. La musica è una cosa seria.

30 luglio 2010

"SIAMO PROPRIO UGUALI." "UGUALI UGUALI NO..."

La Notte della Taranta 2010 parte tra i nonsense. Niente accrediti, nessun pass, press kit inesistente e scaletta confermata all'ultimo. Sembra quasi si debba chieder “permesso” per lavorare bene. Ma tant'è. Per fortuna i Festival li fanno ancora le band e non gli organizzatori, anche perché io non intendevo di certo andare alla Notte della Taranta. Sono troppo vecchio per cose del genere, o magari troppo giovane (la Notte della Taranta si terrà tra circa un mese, ed io non posso ancora viaggiare nel tempo come faceva il dottor Samuel Beckett in Quantum Leap, il telefilm più bello di sempre). E poi io non ascolto metal, anche se – bisogna ammetterlo - le serate denominate La Notte della Taranta proseguono nella propria impeccabile proposta di tutte le sfaccettature del suono “pesante”: dopo (inserire il nome di un gruppo metal a caso) si può tranquillamente dire che l'appuntamento a cadenza variabile sia ormai imprescindibile per gli appassionati di legnate musicali di ogni genere, che hanno la possibilità di ascoltare, di serata in serata, un'accurata selezione musicale a tema con le band che si esibiscono. Metal, non taranta o pizzica. Ma tant'è.

Comunque io volevo andare il 14 Luglio alla Festa de L'Unità di Padova a sentirmi gli Ska-P e i Gogol Bordello, solo che alcuni energumeni che facevano parte del servizio d'ordine del festival mi hanno perquisito, hanno scoperto nella mia borsa una copia di La casta dei radical chic di Massimiliano Parente ed allora mi hanno preso a calci in culo e non mi hanno nemmeno fatto entrare al concerto nonostante avessi già regolarmente pagato il biglietto. Ho sporto denuncia alle autorità perché negarmi il sacrosanto diritto di sentire gli Ska-P ed i Gogol Bordello è un sopruso insopportabile, staremo a vedere che succederà però intanto ho dovuto sentirmeli da fuori e – giuro – non son riuscito a capire quali erano gli Ska-P e quali i Gogol Bordello perché fanno entrambi schifo uguale e sostanzialmente sono la stessa sbobba altermondista per gente con pantaloni a righe, canotta, infradito e capelli a spinacio (la stessa gente che vuol darmi lezioni su come essere di sinistra e poi magari c'ha il padre avvocato altolocato che paga per tutti. L'abito non fa il monaco, nemmeno quando vai in giro vestito da straccione e puzzi di sudore in maniera a dir poco fastidiosa). E poi il fatto che quella vecchia babbiona di Madonna si porti in tour i Gogol Bordello non può che rappresentare un'aggravante alla loro condizione di militanti a buon mercato.

Dicevo, mi hanno lasciato fuori per colpa di La casta dei radical chic ma è stato meglio così perché quel libro è un'opera che non va letta, va vissuta. L'autore Massimiliano Parente è un genio, punto e basta. Scrive cose che ho sempre pensato ma non ho mai avuto il coraggio di dire a me stesso: esiste una lobby culturale che crede di essere superiore al resto del lotto, eppure è del tutto conformista ed inoffensiva (nel senso che tra cinquant'anni nessuno si ricorderà del suo passaggio su questo pianeta). Ed allora gli scritti di Saviano che tutti devono per forza leggere per essere accettati a livello sociale (e se li critichi sei per forza un fiancheggiatore della camorra), Baricco e il suo spleen un tanto al chilo, Fabio Fazio e le sue non-domande ad ospiti sempre uguali, il cosiddetto antiberlusconismo militante (Parente arriva addirittura a teorizzare che in Italia esistono due tipi di berlusconiani: i berlusconiani e gli antiberlusconiani. Quando sparirà Berlusconi verrà meno la ragion d'essere di questo circolo vizioso/viziato – come non dargli ragione?), la sinistra che finge di esistere ancora ma è in coma irreversibile da parecchio tempo, il Festival di Sanremo sempre uguale negli anni, il Salone del Libro, il Partito Democratico ed i bagni del suo quartier generale romano, i programmi di Michele Santoro: Parente pare irrefrenabile e non guarda in faccia a nessuno, sferrando colpi ad un sistema culturale ormai superato dalla storia (e dalla gente, che vuole altro perché i problemi della gente sono altri e sono diversi dal mondo delle Notti Bianche che organizzava Walter Veltroni a Roma. Da leggere tutto d'un fiato e rileggere, per capire. Per capirsi.

E noi che ridiamo parecchio ogni volta che le tv di regime trasmettono la nuova, formidabile campagna pubblicitaria di Sky Calcio (davvero azzeccata, ed infatti qualcuno su Vanity Fair non ha avuto niente di meglio da scrivere che un trafiletto di severa critica a quella pubblicità che – perbacco, non me ne ero reso conto – veicolerebbe un pericoloso messaggio: una persona bella e magra deve essere per forza migliore di una brutta e grassa. Come se Antonio Cassano fosse bello e magro anche senza il trucco di scena usato negli spot) non possiamo che apprezzare incondizionatamente un'opera del genere. Anche se poi ci lasciano fuori dai concerti de sinistra perché leggiamo Massimiliano Parente, anche se non ci danno le press kit dei festival del cinema (o della taranta, tanto è uguale) e se lo scriviamo poi ci stanno male.



10 giugno 2010

SCENARI DA UN PAESE DEVASTATO #2

Treno pendolari ad orario di punta, uno di quei treni che più che treni sembrano dei veri e propri carri bestiame (soprattutto a fine maggio con un caldo da svenire e l'aria condizionata che non funziona). Entra una ragazza vistosamente incinta con tanto di pesante bagaglio. Vorrebbe sedersi ma nessuno si alza per farle posto, nessuno le chiede qualcosa, nessuno la nota nemmeno. Solo un povero, inconsapevole compagno di sventura rimasto anch'esso in piedi la aiuta a posizionare il bagaglio nell'apposito vano. La ragazza incinta resta per tutto il viaggio in piedi, a fianco di alcuni ragazzi che continuano a leggere Il Fatto Quotidiano e a commentarne gli articoli salienti fottendosene altamente di lei.
Il Ministro Brunetta
aveva ragione da vendere quando definiva élite di merda una certa sinistra, altroché chiedere a gran voce di rimandarlo nel villaggio dei Puffi.

Un video a caso, un video che non c'entra un cazzo:

Bis – Eurodisco



Avanti così verso il baratro.

03 maggio 2010

WHITE TIE, YOU DIE


Tutti ad applaudire la svolta liberal-conservatrice di Gianfranco Fini, ma mai nessuno che dica che le sue cravatte sono le più brutte che si siano mai viste in sessant'anni di storia repubblicana.