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24 febbraio 2012

Grazie Adriano perchè così hai portato la Parola di Dio a milioni di persone (cit.)



Davvero bella l'intervista esclusiva di Sandro Ruotolo di Servizio Pubblico ad Adriano Celentano datata giovedì 23 febbraio A.D. 2012, talmente bella che non ho capito nulla di ciò che voleva dire davvero Celentano. Però ha detto cose belle, tipo che il potere ce l'ha con lui - lui che ha votato DC per cinquant'anni (e probabilmente anche MSI in gioventù) e dunque è un pericoloso comunista - e che (copiaincollo da Repubblica perché ascoltando dalla trasmissione appunto non l'ho capito) "L'errore è nel meccanismo di conduzione della Rai. Finché i partiti continueranno a litigarsela, sarà preda di sotterfugi, intrighi e sospetti. Ed è difficile non pensare che lo stesso dg non sia sottoposto a pressione dei partiti, non solo della destra ma anche della sinistra". Su quest'ultima cosa ha ragione da vendere mentre su quella del potere no, un applauso comunque all'intenzione.



Spesso e volentieri anche Sandro Ruotolo (che è un giornalista e non quello che giocava una volta nel Genoa e più recentemente nel Livorno) si perdeva e non seguiva più, ed allora Celentano lo cazziava manco fosse Berlusconi che cazzia Carlo Pellegatti per una domanda troppo felpata. Tra l'altro il Celentano visto in data giovedì 23 febbraio A.D. 2012 per portamento ed occhiali indossati era praticamente identico a Joey Ramone, sarebbe bastato mettergli in testa una parrucca ad avrebbe potuto iniziare a cantare qualcosa tipo We're A Happy Family e nessuno avrebbe notato la differenza. Se avesse anche iniziato ad impennare in macchina sarebbe stato il massimo, ma non si può pretendere tutto dalla vita e dobbiamo accontentarci di ciò che passa il convento (che probabilmente non piacerà al Celentano 2012 che ce l'ha con la Chiesa, ma tant'é).

14 ottobre 2011

RESURRECTION (ovviamente il titolo della canzone di Rob Halford)

Silvio Berlusconi ce l'ha fatta. Ha ottenuto l'ennesima fake fiducia e continuerà a sopravvivere per un altro po', fino alla prossima fiducia, fino al prossimo nuovo acquisto di un parlamentare disperato che vuole prolungare la legislatura per arrivare alla tanto sospirata pensione. Lo farei anch'io, se mi pagassero bene.

Ma se fosse caduto Berlusconi sarebbe davvero cambiato qualcosa? Secondo me no. I problemi del paese son sempre lì e nessuno dice qualcosa su come risolverli, e non è certo mandando Claudio Scajola a comprarti un chilo di pane che puoi far sparire dal mondo il problema di arrivare a fine mese senza le pezze al culo (con tutto che Scajola probabilmente quel problema magari te lo risolverebbe anche, visto che spesso e volentieri riceve case a sua insaputa) – mia cara opposizione che speravi in Claudio Scajola per far cadere il governo sei stata fregata ancora una volta! E poi, francamente, chi cazzo se ne frega di cosa votano Scajola, Sardelli (mamma mia, pensavo che fosse Marco Sardelli campione del mondo a Spagna '82 invece ho appreso che è davvero un onorevole ed ha pure scritto diverse canzoni per Al Bano), i Radicali e quella baldracca di [omissis]? Niente e nessuno, i veri problemi della vita di tutti i giorni sono altri.

Comunque Berlusconi va avanti nonostante tutto, la classe politica intera pure ed è sempre più vicino il momento in cui la gente entrerà in Parlamento con i forconi. L'uomo della strada si è rotto i coglioni, e quando si rompe i coglioni l'uomo della strada non ce n'è per nessuno.

18 dicembre 2009

COME SCENDERE DAL CARRO DEI VINCITORI ED USCIRNE (MEDIAMENTE) INDENNI #5: Schifan Tse Tung salverà i nostri occhi



COMUNICATO #5
È già stato scritto in passato ma repetita iuvant
: l'imperativo è vincere, la sola regola del gioco è impedire l'uso della rete a chiunque abbia cose anche solo mediamente interessanti da proporre. La banda è poca, e allora perché sprecarla per dare spazio a video musicali che infrangono il copyright perché postati senza chiedere il permesso alle case discografiche, spezzoni di trasmissioni tv che infrangono il copyright perché postati senza chiedere il permesso a Berlusconi, blogger che tanto nei loro post dicono sempre le stesse cose e nessuno li legge perché tanto a guardare la tv si fa meno fatica? E soprattutto (e qui si entra nel terreno dell'inedito), perché continuare ad andare avanti con quella cazzata immane che risponde al nome di Facebook?

Il presidente del Senato Renato Schifani ha ragione: Facebook è peggio (anzi, molto peggio) dei gruppi organizzati che terrorizzavano l'Italia negli anni settanta. Chiudiamolo (un'utopia, perché Facebook è americano e gli americani su queste cose non scherzano) o quantomeno chiediamo al validissimo ministro Roberto Maroni di limitarne l'uso attraverso filtri ed altri giochi di prestigio vari, e che non se ne parli più. La rete è buona solo per scaricare i dischi di Gigi D'Alessio e di GG Morandi, per scaricare le suonerie e i loghi per il cellulare, per sfogare quotidianamente le proprie frustrazioni sul blog a buon mercato di Beppe Grillo ma soprattutto per scaricare filmati porno di varia natura e specie. La rete non deve fornire possibilità a gruppi antagonisti di aggregarsi, senno poi qualche testa calda vorrà sicuramente emulare ed inizierà a lanciare soprammobili da tavolo ed altri potenziali oggetti contundenti (password, account, post, link, foto delle proprie vacanze, foto di serate in discoteca, richieste di amicizia, filtri antispam). Fermiamo la follia prima che sia troppo tardi.

I ragazzi devono solo divertirsi in modo sano, fumandosi i 140 canali disponibili sul digitale terrestre e stando ore ed ore in fila per partecipare ai provini del Grande Fratello e di Amici di Marione De Filippi. Se i ragazzi oggi non si divertono più o faticano a trovare un impiego stabile, duraturo ed economicamente gratificante è perché sono minacciati da Internet e più in particolare da Facebook. Limitiamo l'accesso a questi strumenti di perdizione ed il problema sarà risolto in quattro e quattr'otto senza che nessuno ci resti troppo male (in Italia, si sa, la rete è appannaggio di una ristretta fascia della popolazione).

Bisogna fare in fretta però: il rischio è che succeda quello che é accaduto in Cina, un paese in cui una intera generazione di ragazzi si è rovinata irrimediabilmente la vista e si è ritrovata con gli occhi a mandorla a causa delle troppe ore passate su Facebook prima che il governo comunista cinese si rendesse conto della gravità della situazione e decidesse di ricorrere ad utilissimi filtri per censurare determinati contenuti ritenuti pericolosi per la vista.