15 febbraio 2012

BRUCIO SOLDI NEL RESIDENCE LE ROSE E RESTO A DIGIUNO


Il pezzo si apre con un minuto di raccoglimento per Whitney Houston, una cantante che era una ex cantante almeno dal 1998 ma che rispettiamo (plurale maiestatis, delirium tremens) anche solo per il vivace scambio di opinioni che ancora esordiente ebbe con Serge Gainsbourg mentre erano entrambi ospiti di un programma della tv francese.

E finito il minuto di raccoglimento si parte. Si parte per dove? Non so, ma so solo che quello della popstar fondamentalmente è un mestiere duro. Hai successo e tutti ti amano, poi il successo finisce, tutti si scordano di te e ti ritrovi annegato in una vasca da bagno (o esplodi per i troppi antidolorifici, o ti spari, o voli da un palazzo, o guidi a fari spenti nella notte, o ti ammali di una malattia sessualmente trasmissibile, o ti giochi gli ultimi risparmi al videopoker, o fai tutte queste cose contemporaneamente – insomma, finisci parecchio male) ed entri nel mito, nella leggenda, nell'album dei ricordi di chi ti aveva scordato e si è improvvisamente ricordato di te perché te ne sei andato definitivamente ed inesorabilmente.

Sempre in viaggio da un palco all'altro, tanti amici/zero amici, il partner che non vedi quasi mai (nel caso di Whitney Houston è stato meglio, viste tutte le botte che si prendeva quando era sposata con Bobby Brown), la casa discografica che preme perché tu riesca a sfornare un altro successo, la mancanza della voglia di sfornare un altro successo, droga & alcol a fiumi, tutto ti è concesso poi son cazzi tuoi questo è il prezzo del successo (tanto per citare l'ineguagliabile Gianluca Grignani di Rokstar)(Grignani, un altro che ha dato molto in termini di “vita vissuta al limite” ma poi si è ripreso – ed infatti pezzi così non li scrive più, e nemmeno dischi immensi come La Fabbrica di Plastica) . Vivi così ma in fondo sei solo fino all'epilogo, triste o tragico che sia.

Ed ora, a mente lucida, a bocce ferme, dopo che tutti (io compreso, non ci credo) hanno detto la loro riguardo alla scomparsa di Whitney Houston (che – ricordiamolo – praticamente è morta come Pantani solo che non ha vinto un Tour De France nonostante il vivace scambio di opinioni con Gainsbourg) una domanda sorge spontanea: chi sarà il prossimo? George Michael? Britney Spears? Mariah Carey? Christina Aguilera? Courtney Love? Billy Corgan? Demi Moore (che non è una cantante, ma facciamo finta che lo sia?) Justin Bieber (che non è una cantante e nemmeno una persona, ma facciamo finta che lo sia?) Bud Spencer? Eminem? Dave Mustaine? Silvio Berlusconi? Non lo so, non ho la sfera magica – e qualora ce l'avessi la userei per qualcosa di più costruttivo tipo sapere in anticipo i numeri vincenti del Superenalotto e cose così. Comunque si accettano scommesse su chi sarà il prossimo a partire per un lungo viaggio senza ritorno se non in volo (tanto per citare ancora Grignani).

10 febbraio 2012

POVIA COL VENTO FRA LE CHIAPPE

Ebbene sì, gli italiani hanno una folle passione per la musica. Per rendersene conto basta vedere la psicosi collettiva che si genera durante la settimana in cui si svolge il Festival di Sanremo e basta sentire le canzoni che hanno contraddistinto il suddetto festival negli ultimi – diciamo – trenta/trentacinque anni. “Lasciatemi cantare con la chitarra in mano”, diceva Totò Schillaci quando aveva ancora i capelli (cioè ora come allora, visto che attualmente indossa un parrucchino clamoroso) e segnava un sacco di goal durante i mondiali in Italia del 1990 - “i bambini fanno eia eia alalà”, diceva Povia quando ancora era un artista emergente e non segnava goal durante i mondiali in Italia del 1990 perché non è un calciatore (non che io sappia) ma un cantante (così pare, anche se ormai non lo si vede più in giro e non presenta nemmeno più le gare canore per bambini su Canale Italia).

E poi le polemiche. Non so nemmeno se quest'anno Povia partecipi al Festival, ma sta di fatto che se ne è uscito con la solita polemica tipica degli anni in cui partecipa al Festival e deve per forza farsi notare altrimenti non se lo fuma praticamente nessuno. E non è stata una sparata qualunque, è stata una sparata con i Fiocchi (gag assolutamente strumentale, appoggiata lì per giusto dimostrare a me stesso che conosco le cartucce da caccia Fiocchi e citare qualcos'altro – “la caccia e contro l'amore” come diceva Adriano Chelentano Guevara quando faceva la rivoluzione in diretta tv, tanto per citare qualcos'altro che sia in tema con Sanremo): Povia ha scritto sul suo profilo Facebook frasi irripetibili riguardo agli omosessuali, cose che nemmeno riporto perché, mentre se fossero state scritte con ironia guascona forse farebbero anche ridere, se scritte da uno che fondamentalmente è un cantante fallito diventano immediatamente lo sfogo di uno che non ce l'ha fatta e vuole farlo pesare al mondo intero.

O magari sono semplicemente frasi pronunciate contro il proprio subconscio (l'ho scritto sul serio? Rileggendolo non ci capisco una mazza), tanto per cercare di celare la propria omosessualità agli occhi della gente – la stessa omosessualità che non si ha il coraggio di dichiarare e/o vivere con serenità. Dai, uno non può avercela così tanto con i gay, non essere così complessato. Per me il cantante (cantante?) Povia fondamentalmente è un omosessuale che non vuole dichiararlo perché ha paura di se stesso e fa il duro e puro con il solo scopo di camuffare la sua vera natura, ma magari mi sbaglio e finisce qui.

Sbaglio o no, resta il fatto che sono praticamente certo che quest'anno Povia parteciperà a Sanremo e verrà mangiato in diretta tv dal conduttore Gianni Morandi (no, non è cannibalismo). Ci sarà da divertirsi parecchio. Tra l'altro pensavo che Povia non sapesse nemmeno accendere un pc, ma leggendo le frasi irripetibili da lui scritte scopro che sa persino usare Facebook ed un po' sono contento per lui che ce l'ha fatta. “Uno su mille ce la fa”, cantava Gianni Morandi – e Povia ce l'ha fatta ed è pure one in a million come cantava Axl Rose, che anche se i Guns N'Roses non sono italiani vale lo stesso come termine di paragone quando si tratta di machismo forzato ed intolleranze varie. Un applauso al cantante Povia.

06 febbraio 2012

DINOSAURS WILL DIE (Il rock è essenzialmente un mondo sbagliato)



Quel pallone gonfiato di Axl Rose compie 5o anni. Un bel traguardo direi, anche perché vedendolo ad occhio e croce gliene darei molti di più (esemplare in tal caso la descrizione che ne ha fatto il Corriere della Sera: "i capelli rossi fiammeggianti hanno lasciato il posto a stoppose «extension» a forma di treccina e il bel volto dei tempi d'oro è una maschera di Botox" - che ridere) e comunque mai e poi mai avrei detto che sarebbe arrivato così in là con gli anni e così in là con la capacità di sopravvivenza agli abusi di droga ed alcool. Una piccola vittoria per un personaggio talmente tronfio da essere la rappresentazione vivente di tutto ciò che c'era di sbagliato nel rock duro (sì, chiamiamolo "rock duro" come veniva chiamato allora) fine anni ottanta/primi anni novanta - ossia tutto quello che Kurt Cobain avrebbe dovuto spazzare via invece di spararsi in faccia a lavoro quasi ultimato - e che ha scelto di proseguire con un progetto farsa come i Guns N'Roses con lui alla voce ed un nugolo di turnisti a fare il resto.

Dicevo, quando penso ad Axl Rose ed ai Guns N'Roses mi viene subito in mente la loro leggendaria performance al Freddie Mercury Tribute del 1992, quella in cui Axl Rose era quasi ancora un essere umano ed il resto della band c'era ancora ed era in ottima forma (cazzo che botta quel live!). E quando penso al Freddie Mercury Tribute mi viene in mente Brian May, e quando penso a Brian May mi viene in mente che sarà a Sanremo con la figlia di Zucchero - che non so nemmeno come si chiami e non ho voglia di cercarlo su Wikipedia ed allora la chiamo solo "figlia di Zucchero" perché quello è - ed un po' mi incazzo, perché gira e rigira la figlia di Zucchero nella vita ha avuto possibilità che altri non hanno avuto però nello stesso tempo è stata limitata dal fatto di essere figlia di e probabilmente non è stata apprezzata per il suo reale valore. Non deve essere facile essere la badante di Zucchero - scherzo, non deve essere facile essere la figlia di un cantante famoso dato che tutti ti paragoneranno sempre a lui e/o ti accuseranno di essere raccomandato se per caso ce la facessi ad emergere.

Ma Irene Fornaciari (questo il suo nome, l'ho finalmente cercato su Wikipedia) ce l'avrebbe fatta lo stesso anche se fosse stata figlia di qualcun altro? Chessò, se fosse stata figlia di un operaio della Fiat di Pomigliano D'Arco? E se fosse stata figlia di Axl Rose? E chissà quante figlie illegittime ha in giro Axl Rose, magari avuti con donne che nemmeno sanno di essere state con Axl Rose perché a fine ottanta/inizio novanta in quegli ambienti di merda del rock duro erano tutti fatti come scimmie? E perché son partito dal compleanno di Axl Rose e son finito a parlare di Irene Fornaciari? Non sarebbe stato meglio limitarsi a dire che i Queen saranno sì la cosa più tamarra, kitsch ed eccessiva che si sia mai sentita a livello mainstream però hanno scritto delle gran belle canzoni? E comunque la faccenda che il nome Axl Rose è l'anagramma di Oral Sex in realtà è una sgamabilissima leggenda metropolitana, ed è ora che la gente la pianti di crederci e di menarla ancora adesso che Axl Rose è una macchietta e per anagrammare il suo nome ha bisogno del Viagra (avrei voluto scrivere che per farselo venire duro prima di farsi applicare una fellatio ha bisogno di farsi di Viagra, ma non lo scrivo perché mi pare poco rispettoso verso quella che in fondo è essenzialmente una persona di cinquant'anni. Tanto per dire, una cosa del genere non la scriverei nemmeno di Vasco Rossi).

01 febbraio 2012

TI HANNO DETTO CHE HAI UNA VOCE CHE FA COLPO INFATTI T'HANNO SPARATO



Il mio sogno è recensire i locali/i ristoranti in base alla musica che propongono come sottofondo e non in base a tutto il resto. Sarebbe troppo facile recensire un ristorante basandomi solo sul cibo o un bar in base a cosa serve da bere, molto meglio riempirsi la pancia e la bocca ascoltando la musica e guardando i video per poi scrivere cosa è giusto o sbagliato, chi è uno e chi zero, chi bianco e chi nero. Giuro che prima o poi lo farò.

Dicevo, un po' di tempo fa sono andato in un pub per trascorrere un sabato sera giovane e, tra una bruschetta, una birra ed una patatina (non necessariamente in quest'ordine, non necessariamente con la consapevolezza di poter far la fine del tizio di Super Size Me in caso di eccesso) ho visto sugli schermi opportunamente sintonizzati su Radio Capri TelevisiON il video di [titolo sconosciuto che non faccio nemmeno la fatica di cercare e/o trascrivere perché a differenza di Maria De Filippi io sono eterosessuale], il nuovo singolo di Valerio Scanu lo stallone italianu (che poi a dirla tutta non so nemmeno se sia il singolo nuovo oppure no, diciamo che era il singolo nuovo ed aggiungiamo pure che Wikipedia afferma che Scanu ha fatto tre album in tre anni. Nemmeno Omar Rodriguez-Lopez si era spinto a tanto).

E com'è il singolo nuovo di Valerio Scanu? Non lo so, perché ero concentrato solo sul cibo e sul beveraggio e non ho ascoltato un cazzo della canzone; mi sono però soffermato sulle immagini, e qui c'è la sorpresa. Tanto per dire, ho scambiato Valerio Scanu per Roberto Baggio. Identico! E poi conciato uguale! Che cazzo di capelli c'ha, dico io? Come fa ad essere uscito con tre dischi in tre anni e ad andarsene in giro pettinato così? Lo obbligano oppure si concia così di sua spontanea volontà? Si guarda allo specchio ogni tanto? Lo fa per mera autoironia? Mamma mia (la chiusura era per far rima)!

Non so perché, però mi fa troppo ridere. E fa troppo ridere anche un commento al video su YouTube che dice più o meno "Il mio interesse per la musica è infinito, spazia dai King Crimson a Sara Vaughan, da Robert Wyatt a Richard Galliano, da Jack Brel ai Led Zeppelin, dalla musica classica all'heavy metal. La VOCE per me è uno strumento musicale e quando una voce mi piace molto la ascolto come se fosse un assolo di violino, anche se la canzone non mi fa impazzire, e me la godo in ogni sfumatura. Scanu soprattutto ascoltato live dimostra di avere un'orchestra in gola e dunque mi piace. E lo ribadisco" (le risate raggiungono il loro apice soprattutto quando il commentatore dice che Scanu ha un'orchestra in gola - vedendolo nel video personalmente ho pensato che avesse qualcos'altro, in gola)(comunque questo blog condanna ogni forma di omofobia e/o discriminazione sessuale, sia chiaro). Ho riso talmente tanto che è quasi passato in secondo piano il video di Wow Oh Wow dei Jedward che Radio Capri TelevisiON ha programmato subito dopo quello untitled di Valerio Scanu - una roba talmente trash ed oltre che andrebbe approfondita seduta stante con un pezzo di 15mila battute ma che non approfondisco perché finirei per scrivere che i Jedward fanno trenino anche se sono fratelli gemelli irlandesi (comunque questo blog condanna ogni forma di omofobia e/o discriminazione sessuale, sia chiaro)(comunque questo blog rispetta gli irlandesi e il loro essere parecchio cattolici). Mamma mia che posto sbagliato il mondo.

30 gennaio 2012

Perché? Perché? Perché? (cit.)




Stanotte ho sognato che Silvio Berlusconi tornava al governo ma in luogo dei soliti capelli finti e bitumati aveva capelli lunghi e cotonati tipo un membro a caso dei Mötley Crüe (magari Tommy Lee, eroe del bunga bunga con Pamela Anderson). Era veramente bello anche perché si vestiva di conseguenza, solo che continuava a cantare canzoni napoletane con Mariano Apicella e non era davvero glam.

Non so perché ho sognato una cosa del genere (probabilmente sento la sua mancanza come gran parte della sinistra italiana, compreso Di Pietro anche se non è di sinistra ma finge di esserlo), però è successo ed io non posso farci nulla se non ridere senza farmi troppe noiose domande. Purtroppo il sogno si è interrotto sul più bello e non ho potuto vedere com'erano Alfano, Cicchitto, Gasparri (probabilmente anch'egli vestito glam, ma per altri motivi che non sto qui a spiegare sennò l'Arci Gay mi querela), La Russa (probabilmente death metal, data la voce), Lupi e financo Capezzone (probabilmente anch'egli vestito glam, ma per altri motivi che non sto qui a spiegare sennò Antonio Socci e Vladimir Luxuria mi querelano).

E a proposito di Luxuria, quest'anno la conduttrice de L'Isola dei Famosi sarà proprio lei, l'unica, la sola (anzi no, la sòla), l'inconfondibile Vladimir Luxuria. In cinque anni è passata da sedere in Parlamento a prendere il posto di Simona Ventura, direi che ad occhio e croce gliene fregava parecchio del comunismo e della lotta politica. Vladimir Luxuria conduttrice de L'Isola dei Famosi rappresenta l'ennesima grande vittoria di Fausto Bertinotti (ovvero l'uomo grazie al quale lavoriamo trentacinque ore a settimana ed abbiamo salari ottimi ed abbondanti tipo il rancio dei militari) ma soprattutto della legge elettorale Porcellum di Calderoli, una legge-schifezza in virtù della quale votiamo (sempre se votiamo ancora) delle pure e semplici figurine che appaiono in tv e/o sui giornali (sempre se leggiamo ancora) e non sono manco per il cazzo espressione del territorio nelle quali sono state candidate.

Ho perso il filo del discorso e non ricordo più dove volevo arrivare e cosa volevo dire, però resta il fatto che questa legge elettorale sarebbe da cambiare anche solo per il fatto che ti basta guardare in faccia Calderoli e capisci che è una legge che ha parecchi problemi di varia natura e specie. A proposito di Calderoli, nel sogno non mi è apparso e me ne dispiaccio assai. Sarebbe stato bello vederlo vestito glam e scoprire un suo lato nascosto (anche no), ma diamo tempo al tempo e soprattutto siamo fiduciosi perché quando la Lega smetterà di fingere di essere di opposizione e tornerà ad essere alleata di Berlusconi (che, a quanto pare, dal punto di vista legale è padrone del suo simbolo) potremo di nuovo vederlo in questa veste (o sveste).


28 gennaio 2012

"Castelli, non mi devi rompere i coglioni a me!"



Ed un ideale abbraccio va all'operaio sardo che durante Servizio Pubblico di Michele Santoro ha detto a Roberto Castelli di non rompergli i coglioni. Castelli in tv fa venir voglia di prendere a schiaffi il televisore (cit.), era ora che qualcuno facesse un gran gesto come quello dell'operaio sardo.

Ovviamente Castelli (uno che dichiara 145mila euro all'anno ma dice di esser povero) si è alzato e se ne è andato sdegnato manco avessero insultato sua madre, ed in questo è stato la perfetta metafora di una classe politica che esiste solo in tv, nei dibattiti col pubblico che applaude a comando, a Porta a Porta tra un plastico e l'altro, nelle apparizioni al Tg1 con dichiarazione da trenta secondi leggendo il gobbo ma nel mondo reale non conta un cazzo perché assolutamente incapace di capire i problemi reali e di sostenere un confronto sugli stessi. Resta la curiosità di sapere come il buon Castelli avrebbe risposto alle eloquenti argomentazioni dell'operaio sardo (che avrà pure un nome, ma io continuo a definirlo operaio sardo ed un po' mi vergogno), ad occhio e croce avrebbe continuato imperterrito a citare a caso le aziende lombarde e la Lombardia ma sarebbe stato raso al suolo e spazzato via a fine trasmissione - com'è giusto che sia.

27 gennaio 2012

MICHEL, MAI BÉL (cit.)


Un personaggio che risponde al buffo nome di Michel Martone ha detto che chi si laurea dopo i ventotto anni è uno sfigato. Basterebbe anche solo ricordare che è figlio di un noto frequentatore del giro di Cesare Previti per passare immediatamente a parlare d'altro, ma andiamo avanti perché dopo questa sua affermazione si è scatenata la bufera e lui ha fatto una debole retromarcia salvo poi aprire un account Twitter per spiegarsi/giustificarsi (ha pubblicato due soli tweets e non si è capito nulla, mi chiami se ha bisogno di un discreto ghost writer), facendo pure la figura del peracottaro (come si suol dire in Val Brembana) che non conosce tempi e modi della rete (neanche io se per questo, ma almeno non occupo posizioni di prestigio come invece fa Martone e sono scusato). Un grande.

Fino a qualche giorno fa non sapevo nemmeno chi fosse, 'sto Martone - ed invece ho scoperto che è tipo sottosegretario al Welfare ed un po' mi sono sentito felice. Somiglia in maniera terribile ad un ex concorrente del Grande Fratello del quale in questo momento non ricordo il nome (non vado a cercare in rete perché non ne ho voglia e perché probabilmente è solo un falso ricordo frutto di un mix tra personaggi delle diverse edizioni della trasmissione. Magari sembra solo Gianluigi Paragone) – in sovrappiù per postura, portamento ed acconciatura ricorda pure Lapo Elkann, ma questo è un dettaglio secondario che nulla aggiunge e nulla toglie al flusso del discorso – e quando lo guardi in faccia esclami subito “culattone raccomandato!” nel senso sgarbiano del termine (ovviamente è un complimento, visto che il mio faro culturale Vittorio Sgarbi ha coniato questa definizione per il Trio Medusa, mica per Lapo Elkann o per un concorrente del Grande Fratello a caso). Nascono a questo punto una serie di domande spontanee:

  • dove ha conseguito la laurea il buon Martone?

  • a che età si è laureato?

  • ha mai lavorato un giorno in vita sua? Dico, ha mai svolto un lavoro faticoso e stressante con contratto a termine?

  • ha mai lavorato durante il periodo degli studi?

  • ha mai visto un suo curriculum vitae non venir preso in considerazione dall'azienda per la quale si era autocandidato?

  • si chiama Michel in onore di Michel Platini?

domande alle quali forse un giorno Marco Travaglio troverà risposta (magari dicendo che per tutte e sei la risposta è “Cesare Previti”) o forse no, lasciandoci ancora una volta nel dubbio. Beato chi si fa poche domande perché avrà tutte le risposte.

Resta il fatto che probabilmente Martone avrà anche sbagliato a generalizzare e/o ad usare termini quantomeno impropri, però un po' di ragione ce l'ha - magari riferendo il suo discorso a quei culattoni raccomandati che si laureano fuori corso massimo perché hanno il papi con la grana e non hanno voglia di fare un cazzo ma appena laureati trovano subito posto in una grossa azienda (segue vertiginosa ascesa ai vertici della stessa), diventando i più grossi bastardi con i colleghi (in seguito sottoposti) e, più in generale, con il mondo intero. Ecco, in quel senso il discorso di Michel Martone non è sbagliato. Dubito comunque che si riferisse a quella determinata tipologia di persone quando ha pronunciato la frase incriminata.

25 gennaio 2012

CAZZI QUELLA GOMENA (cit.)

Qualche giorno fa mi è arrivato per l'ennesima volta un messaggio riguardante il povero Riccardo Capriccioli malato terminale di leucemia che necessita di una trasfusione urgente. Son quasi cinque anni che 'sto bimbo ha diciassette mesi ed è malato terminale di leucemia, periodicamente mi arriva lo stesso sms (o, nel caso di un utente tecnologicamente evoluto, la stessa mail) e direi che è ora di smetterla con questa cazzata che crea danno ai malati veri e a chi lavora per farli in un qualche modo guarire. Mi sono rotto le palle, perché quando è troppo è troppo. Ma chi è che concepisce catene così squallide e fa di tutto per alimentarle? Probabilmente gli stessi italiani che si recano all'Isola del Giglio per farsi immortalare in una foto ricordo di fronte al relitto della nave Concordia, fieri e sorridenti in tutta la loro ingenua semplicità di persone che non riescono più a distinguere il confine tra realtà e finzione televisiva.

Fino a quando ci saranno personaggi televisivi (giornalisti? Uomini di spettacolo? Avvoltoi?) come Massimo Giletti, Bruno Vespa, Barbara D'Urso (uomini? Sì, uomini) ed Alfonso Signorini (uomini? Sì, uomini) che sprecano ore ed ore di trasmissione per spettacolarizzare una tragedia (e speculare sulla stessa) ci saranno gonzi che partono da Milano per scattare una foto di fronte ad una nave incagliata, fieri ed imponenti con indosso occhiali da sole che io non metterei nemmeno per fare i lavori in giardino. Ed il Capitano Schettino è uno di loro, ma dall'altra parte visto che la nave incagliata la pilotava ed è fuggito di fronte alla difficoltà perché quella era la realtà e non la finzione televisiva. Se non fosse stato capitano sarebbe andato di sicuro a farsi fotografare di fronte al relitto.


Non bisognerebbe scherzarci su
(ed infatti non ci scherzo) ma il Capitano Schettino è davvero la maschera che meglio rappresenta una certa Italia, quella che si tira indietro quando c'è da affrontare una sfida ma poi si incazza perché le cose vanno male. L'Italia de “il problema è ben altro”, l'Italia del tutto bene finché non toccano me, l'Italia del va tutto bene madama la marchesa, l'Italia del son tutti froci col culo degli altri (uomini? Sì, uomini), l'Italia del male minore ecc. ecc ... insomma l'Italia che non ci piace (plurale maiestatis d'obbligo perché sono in pieno delirio di onnipotenza) e che faremo di tutto per cambiare (veltronismo maiestatis d'obbligo perché sono in pieno delirio di impotenza). La gag di Fantozzi sulla barca del Megadirettore assieme a Filini in confronto non era nulla, e questo qua mentre la barca affondava era già a terra ed era pure riuscito a portare in salvo il suo pc portatile manco fossimo in una puntata di Baywatch. Più che Schettino, schiaffoni (almeno un paio, a tutto braccio).

Io non giudico la figura di Schettino perché solo dio può permettersi di giudicare (in questo caso sto solo facendo finta di essere credente anche se scrivo dio con la minuscola, ormai il delirio di onnipotenza/impotenza ha vinto definitivamente), io parlo come l'uomo della strada divenuto esperto di navigazione & di legislazione che si applica alla stessa grazie alle notizie flash dei tg televisivi e a Bruno Vespa, Massimo Giletti, Barbara D'Urso ed Alfonso Signorini (uomini? Sì, uomini) che dedicano intere puntate alla narrazione della vicenda del Giglio. Schettino ha sbagliato perché non ha abbandonato la nave per ultimo, si è preso un cazziatone da De Falco ma non è bastato, ci sono state vittime e dispersi ed ora probabilmente pagherà. Che la giustizia faccia il suo corso, tenendo sempre conto che spesso e volentieri in Italia la giustizia è piuttosto lenta ed in molti casi è giustizia-spettacolo che esiste in tv e non nelle aule dei tribunali.


23 gennaio 2012

FUORI ORARIO COSE MAI VISTE - Loredana Berté e Patti Smith al Festival di Sanremo feat. Gianni Morandi



Sono talmente stanco che non so più che cazzo scrivere ed allora non scrivo nulla. Mi fermo dunque qui anche se una cosa comunque bisogna dirla: nel circuito indie-snob si fa un gran baccano per la partecipazione dei Marlene Kuntz al Festival della canzone italiana comunemente denominato “Festival di Sanremo” (quest'anno presenta il cuoco della Nazionale di calcio Gianni Vissani Morandi, ci sarà da ridere molto), come se i Marlene Kuntz potessero ancora essere considerati duri e puri dopo aver fatto quella porcata con Skin degli Skunk Anansie (in realtà il pezzo non era niente male, solo che era bello scrivere la parola “porcata” ed allora l'ho scritto – chiaro omaggio al custode degli spogliatoi della Nazionale di calcio Roberto Calderoli e alla sua merdosissima legge elettorale) e come se avesse ancora un senso fare un discorso sulla purezza d'intenti dei gruppi musicali ora che siamo nel 2012 e la musica non la compri più perché la scarichi prima che esca.

C'è chi grida al tradimento, c'è chi aggiorna il sito di Rockit pubblicando la notizia, c'è chi ne parla, c'è chi ne scrive praticamente alla cazzo di cane come il sottoscritto, c'è chi approva e c'è chi se ne sbatte la minchia perché ha altro a cui pensare: ma non saranno i Marlene Kuntz liberi di fare ciò che vogliono della loro carriera? Non saranno liberi di scegliere il loro pubblico e/o cercare di arrivare ad un pubblico nuovo? Non saranno liberi di assecondare la loro casa discografica se li paga bene? Non saranno liberi di fare cose nuove? Non saranno liberi di fare cose vecchie in un contesto che ti propone come new sensation per il 2012 niente popo' di meno che Maria Antonietta? Io non lo so, il mondo è davvero un posto sbagliato.

Il vero problema comunque è che nella serata dedicata ai duetti con gli ospiti stranieri si esibiranno assieme a Zio Tibia Patti Smith, ossia la poetessa punk Patti Smith dopo parecchie pere di troppo (ma si faceva Patti Smith? Presumo di sì, ma se così non fosse l'ho scritto perché era bello scrivere “dopo parecchie pere di troppo”), una che l'unica sua canzone che ho ascoltato è Because The Night solo perché è la sigla di Fuori Orario di Enrico Ghezzi (non che io guardi Fuori Orario, eh...)(sì, talvolta lo guardo ma collasso sempre dopo circa mezz'ora perché è roba troppo complicata per me. Io sono per le televendite di Egorex con Andrea Roncato e per Lea Di Leo ed i suoi foruncoli sulle natiche, mica per la cultura) e perché Because The Night dei Co.Ro. è una discreta bomba da autoscontri primi anni novanta. Ma chi gliel'ha fatto fare ai Marlene Kuntz di recuperarla? Non avrebbe avuto più senso recuperare – chessò – l'immenso Francesco Salvi (la sua Taxi di venti e passa anni fa è roba di stretta attualità) anche se è italiano e non straniero? Mi sa che c'entri la casa discografica, ma quest'ultima frase è una cosa che dico ben consapevole della mia ignoranza e si può anche passare oltre.

Comunque se il recupero Patti Smith è una scelta di dubbio gusto allora cos'è il recupero di Loredana Berté, altra ospite straniera al Festival della canzone italiana comunemente denominato “Festival di Sanremo”? La prima volta che ho visto l'elenco dei partecipanti avevo letto Loredana Verzé ed avevo pensato ad una nipote di Don Verzé (e, perché no, ad una figlia di Don Verzé) ma quando ho realizzato che si trattava proprio di Loredana Berté (canta in coppia con Gigi D'Alessio, tra l'altro) ho pensato che sarà fantastico assistere ad un suo qualche strippo in diretta tv, magari una cosa del tipo la Berté che inizia a strillare nel momento di massimo ascolto della serata e finisce per rivelare a quella parte di Italia ancora ignara il vero segreto dell'eterna giovinezza di Gianni Morandi. Ti prego Loredana fallo per noi.

21 gennaio 2012

The life you live ignoring who, ignoring who you're giving money to. And you, you support the corrupt industries and companies who don't think to care

Sinceramente me ne frega poco e nulla della chiusura di Megaupload, tanto non guardo i film in streaming e poi comunque ci sono parecchie altre piattaforme dalle quali attingere files musicali e non. L'unica cosa che resta è che Kim Schmitz (il tizio ciccione che stava dietro a Megaupload - se fosse stato magro si sarebbe chiamata Upload e basta, invece era ciccione ed allora Megaupload) aveva un parco macchine da paura perché era un tamarro da paura, come solo un tedesco ricco e ciccione sa essere (magari non era nemmeno tedesco, ma il nome è tedesco dunque lui è tedesco a prescindere). E poi delicatissime targhe "MAFIA" nelle auto, targhe "GUILTY", foto con pornostar, champagne, barche, fucili, Bruce Willis, truffe, insider trading. Bel personaggio, vogliono dargli cinquant'anni di carcere e ad occhio e croce se li merita quadi tutti solo per la classe che non ha. Comunque, c'è qualcuno che crede che gliene importasse qualcosa di mettere (anche se indirettamente, visto che in teoria forniva solo la piattaforma per ospitarli) a disposizione di tutti film e dischi? A lui importavano il denaro e tutto ciò che ne deriva, ed infatti subito dopo l'arresto ha dichiarato «La cura non ha dato alcun frutto: ci aspettiamo di essere richiamati, visto che siamo stati eletti» (ah no, è stato Berlusconi a dirlo. Mi fermo qui).

17 gennaio 2012

GIURAMI CHE RIMARREMO SEMPRE GIOVANI

Mario Monti ha un'ironia british che mi diverte troppo. Detto questo perché non sapevo come aprire il pezzo e sottolineato che anche Berlusconi faceva ridere ma era una botta di un attimo poi ti passava (mentre Monti è meno immediato ma più divertente, con lui si ride di gusto e più a lungo) andiamo avanti come se nulla fosse.

Dunque, ad occhio e croce hanno annunciato i cantanti che saranno in gara quest'anno al Festival di Sanremo. Non me ne frega nulla perché non c'è nessun Povia da mettere in croce e non c'è nemmeno nessuna Iva Zanicchi fresca di video virale su YouTube da affiancare al noto presentatore di programmi di cucina alternativa Gianni Morandi (altrimenti detto G.G. Morandi), però seguire anche indirettamente il festival della canzone italiana in fondo è bello. Certo, se ci fosse/fossero il favoloso/i favolosi Il Triangolo sarebbe tutta un'altra cosa (ed in un mondo migliore il vincitore sarebbe Il Triangolo, sia chiaro - così come sia chiaro che Il Triangolo in questo caso non è il titolo della celeberrima canzone di quel fascistone di Renato Zero), però anche così non è male visto e considerato ciò che passa il convento ultimamente. Ci sarà perfino Adriano Celentano, ed a questo punto speriamo in gag immortali tipo quella di Fantastico 1987 (errore di ortografia e Massimo Boldi nel cast inclusi) anche se il nuovo singolo in stile Faint promette davvero molto bene. Chi vivrà vedrà, resta il fatto che per un paio di settimane l'Italia non parlerà d'altro e si lascerà alle spalle ogni problema.

Staremo a vedere Sanremo con il suo carico di chiacchiere a vuoto, per ora ci accontentiamo del compleanno di Giulio Andreotti. Pensavo che fosse morto in diretta tv ed invece è ancora vivo e vegeto anche se non si sa quanti anni abbia con precisione (alcuni siti internet parlano di novantesimo compleanno, altri di novantaduesimo o novantatreesimo, uno di di novantaquattresimo), probabilmente Giulio Andreotti è come quelle signore imbottite di botulino alle quali non puoi chiedere l'età perché è da maleducati fare certe domande delicate solo che a lui non la chiedi perché non la sa nessuno. Andreotti non è mai nato, Andreotti è sempre giovane, Andreotti non sa nulla dei grandi misteri d'Italia degli ultimi cinquant'anni, ed allora perché disturbarlo con cazzate inutili? E perché i diretti interessati o chi ne fa le veci non riformano la DC? Per me la rifanno prima o poi. Chi vivrà vedrà, resta il fatto che per un paio di settimane l'Italia non parlerà d'altro e si lascerà alle spalle ogni problema.

14 gennaio 2012

SIGN O' THE TIMES


Francamente non so più cosa pensare di tutte 'ste clamorose reunion che si susseguono ciclicamente da qualche anno a questa parte. All'apparenza sembrano una figata perché ti offrono la possibilità di vedere band che per ragioni di età e/o di tempo libero ti eri perso in in passato (o magari ti offrono la possibilità di rivedere band che avevi già visto in passato per testarne il livello di declino psico-fisico causato dall'inesorabile trascorrere del tempo, ma questo è un altro discorso che non approfondisco per rispetto delle band musicali in generale), però se ci pensi bene son tutte una gran risciacquatura di piatti che non porta altro che soldi, soldi soldi (spesi nel caso dello spettatore, presi nel caso della band riunita) e sotto sotto un po' ci si soffre. Dipende solo dal proprio grado di purismo e/o dalla propria voglia di esserci a dispetto del proprio purismo, non si scappa.

Si sono riuniti gli Stone Roses e minacciano un album nuovo, hanno deciso di rimettersi insieme gli At The Drive-In (fondamentalmente un gruppo di persone che non ce l'hanno fatta) ed addirittura i Refused per tentare di passare all'incasso sulle scia di album seminali usciti più o meno un secolo fa, i Coal Chamber (cazzo i Coal Chamber, che schifo) hanno fatto un folgorante tour un po' di tempo fa ma non hanno in programma nuove uscite discografiche (e per fortuna), è risorto Michael Jackson per una attesissima reunion dei Jackson 5 e relativo tour mondiale (per la cronaca: recupererà tutte le date di Londra saltate per la sua morte, accompagnato dai fratelli che ne faranno le veci), i Germs si sono riuniti con alla voce l'attore che interpretò Darby Crash nel film sulla band (tra l'altro visti, hanno spaccato), John Lennon e Paul McCartney (quello vero morto nel 1966, non l'impostore che fu chiamato a sostituirlo) stanno controllando l'agenda per organizzare una epica reunion dei Beatles e così via. I prossimi saranno gli Smiths, ne sono praticamente certo – mentre Claudio Baglioni no, è stato talmente riunito dalla chirurgia estetica che non lo fanno più salire in aereo in nome delle norme restrittive post-11 settembre '01 e dunque non è purtroppo più possibile una sua reunion con Fabio Fazio per una nuova edizione di Anima Mia dedicata alle grandi band anni ottanta-novanta.

Attendiamo (plurale maiestatis) fiduciosi il ritorno degli Avalanches, unico gruppo mai sciolto che mi sta facendo attendere da ben dodici anni un seguito al favoloso Since I Left You. Loro sì che sono spariti dalla scena dopo un esordio col botto, li ammiro infinitamente anche solo per questo.



13 gennaio 2012

LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA TANZANIA





La storia della Lega Nord che investe in Tanzania i soldi del finanziamento pubblico ai partiti è ufficialmente la cosa più bella del 2012. Ha già vinto e non c'è bisogno di attendere i prossimi undici mesi e mezzo (anzi undici perché secondo i Maya il mondo finisce il 21/12/12) per trovare qualcosa che faccia più ridere in assoluto (per non parlare poi del voto contro l'arresto di Cosentino, ma qui fa ridere soprattutto perché così facendo Bossi porta la Lega dritta dritta alla morte – ed in quel giorno ormai prossimo noi festeggeremo facendo saltare con i Magnum le cassette della posta dei nostri vicini che hanno votato Lega per una vita).

Ma come, tu sventolavi il cappio in Parlamento ce l'hai con gli immigrati, con i neri, con i diversi e tuoni tanto contro la Casta ed i ladri di Stato e poi vai ad infognare i soldi ricevuti dallo Stato in un fondo di investimento ad alto rischio non in un posto qualunque ma in Tanzania – cioè nel cuore dell'Africa nera che tanto ti sta sulle balle? Favoloso.

La Lega anche questa volta si conferma un partito che pare uscito dalle pagine di Orwell. È tutto ed il contrario di tutto, tra vent'anni la studieranno nelle università come dimostrazione lampante degli anni di merda che abbiamo vissuto (circa) tra il 1989 e il 2009.


09 gennaio 2012

Non capite un cazzo: questa è avanguardia, pubblico di merda (cit.)


La tv italiana è una cosa favolosa ed - aggiungo tanto per citare Bugo - stare in casa è qualcosa di spettacolare. Tanto per dire, qualche sera fa mi sono imbattuto in quel programma su Raiuno dove ballano i vips (peraltro tra i partecipanti io conosco solo la Tatangelo, Gianni Rivera e Massimo Del Vecchio, gli altri sono per me emeriti sconosciuti) nel momento esatto in cui si esibiva il grande Bobo Vieri ed è stato qualcosa di favoloso, del tipo che ho riso per tre minuti buoni e sono arrivato addirittura a pensare che Bobo Vieri ci sorprendesse ulteriormente con un infarto in diretta tv per l'enorme sforzo affrontato per ballare insieme ad una professionista. Mamma mia, sembra incredibile che fino a cinque-sei anni quel ciccia-ciccione di Vieri fosse il migliore centravanti del mondo eppure così è stato, così è e così sarà - e vederlo ballare i Blues Brothers è stato qualcosa di spettacolare (come stare in casa per Bugo, cito ancora perché non fa mai male) che entrerà nella storia. Bobo Vieri is the new John Belushi, se solo vuole.

E sempre a proposito di tv ed overdose di fronte ad una telecamera, quella tizia chiamata Clio divenuta nota con i tutorial per truccarsi su YouTube a febbraio comincerà a condurre un programma su Real Time in cui farà esattamente la stessa cosa che faceva in rete solo che lo farà per un pubblico ampio e - presumo - guadagnerà un sacco di più (comunque sono convinto che già grazie quei tutorial avesse un certo riscontro economico, ma non ho le prove per affermarlo con certezza e dunque non lo affermo). Tutto molto bello, tutto molto figo ma mi chiedo solo se il tutto sarà girato con una webcam come vien fatto per YouTube oppure con una sola telecamera in primo piano fisso sul conduttore (che poi in questo caso è una conduttrice) così come veniva fatto in quel memorabile programma tv che era Mtv Hot condotto da Andrea Pezzi (a proposito, che fine ha fatto Pezzi? Per me a modo suo era un genio, mi manca molto. Era talmente avanti che non è mai stato capito fino in fondo, peccato), se Clio avrà la stessa bocca impastata che sfodera quando spiega come truccarsi nei tutorial ma soprattutto se in tv incontrerà lo stesso successo che attualmente ottiene in rete. Si sa, la tv e la rete sono molto diverse tra loro (ma non andiamo a raccontarlo ai minus habens che seguono Alfonso Signorini su Twitter e lo bombardano di messaggi al limite dello stalking credendo che Twitter sia una sorta di chat, altrimenti succede un casino da cui diventa difficile uscire indenni) ed un'idea del genere trasportata sullo schermo televisivo potrebbe anche rivelarsi una cagata pazzesca in barba al milione di contatti su YouTube. Resta il fatto che probabilmente io sono l'unico che facendo cose inutili in rete non ci ha praticamente mai guadagnato un penny e non ha nemmeno migliorato la propria posizione lavorativa, ma non me ne frega un cazzo e sto bene così.

07 gennaio 2012

IL PUNTO SULLA LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIA


Dunque, che dire di questo 2012? Nulla, se non che è cominciato da troppo poco per poter dire qualcosa di sensato a riguardo. Considerando che il 2011 si è chiuso con la morte di Don Verzé ed il drammatico ferimento in diretta tv di Carlo Conti durante il countdown di fine anno (una sola di queste due cose è vera, e non necessariamente quella relativa a Don Johnson Verzè) ci attendiamo grandi cose dall'anno che ci troviamo da pochi giorni nostro malgrado a vivere.

Che poi Albano Carrisi ha praticamente riabilitato e santificato la figura di Don Verzé a cadavere ancora caldo, quindi qualcosa riguardo al 2012 si può già prematuramente affermare – ossia che questo è l'anno buono in cui ritrovano viva e vegeta Ylenia Carrisi e si scopre che Al Bano non ha i titoli per parlare di famiglia, droga, religione, fede (ce li ha invece per parlare di Fede, nel senso di Emilio Fede). Buon 2012, l'anno nuovo arriva con i suoi petardi.

E a proposito di figli di, parliamo di Cristiano Doni anche se non è figlio di. Ultimamente si parla molto di lui per vicende extracalcistiche (perfino il barista dove faccio di solito colazione al mattino parla di lui, ma se per questo parla anche di Maria Antonietta Tilloca e del suo nuovo album probabile fenomeno tipo I Cani per l'anno che verrà. Il mio barista è un tipo in gamba) e sono praticamente certo che sarà nel 2012 la sua figura sarà rivalutata e santificata da Al Bano così come è stata dallo stesso rivalutata e santificata quella di Don S. Verzé (S. sta per San e non per Seppia come i più potrebbero pensare) – con tutto ciò che ne consegue in termini di “vacua inutilità del parlare di calcio”, “rimpiango Glenn Peter Stromberg e la sua bionda chioma”, “chi ha rubato la salma degli Mike Bongiorno merita almeno una contravvenzione”, “il calcio è truccato”, “fare il vigile è romantico”, “lo giudico dopo aver letto alla cazzo di cane le notizie che lo riguardano mentre twittavo cose a caso, ma così fan tutti perché ormai in Italia il garantismo non conta più un cazzo” et altre cose che non mi vengono in mente ora ma mi verranno sicuramente in mente nel futuro prossimo. Povero Cristiano Doni, ora libero dopo essere stato a lungo chiuso in cella senza vasella (rima da terza media, ideale per chiudere un paragrafo e passare oltre).

Il 2012 ha comunque portato in regalo la chiusura di quel foglio di culto (io quasi quasi tra “cul” e “to” oserei mettere un trattino, ma forse è da querela e non lo metto) di Liberazione, e dunque almeno per quest'anno si risparmierà in termini di finanziamenti pubblici agli organi di partito (organi crioconservati perché il partito a cui appartenevano è morto da tempo) e saremo tutti più ricchi, felici e contenti dato che potremo consultare solamente la versione online e non quella cartacea.

Ovviamente scherzo, anche perché quando ci sono di mezzo perdite di posti di lavoro è sempre un dramma e non si dovrebbe proprio scherzare - e poi mi stanno simpatici Liberazione, il concept che sta dietro ad un giornale del genere, il suo gimmick, l'hype, l'understimate, il nickname, il mash up, l'extra time nei videogiochi calcistici anni novanta quando il match finiva pari, l'overtime l'overbooking, il Booster, Napster, master, faster, meglio rasta che pasta, Assto, Asso il film con Celentano, cento cento cento come in Ok il prezzo è giusto, la voce fuori campo di Ok il prezzo è giusto, la voce che agli autoscontri annuncia la macchina che ha vinto il giro gratis, un trip non è mai trop, Alberto Tomba gran guzzatore, Alberto Tomba in Alex l'ariete e non ultimo Alberto Tomba ospite ad Italians di Beppe Severgnini nel '97 che se ritrovo la puntata sono l'uomo più felice del mondo perché non ho mai riso così tanto in vita mia come quella volta lì. Ecco, se scopro che Liberazione per la versione online ha in mente di recuperare quella memorabile figura di merda prolungata in diretta tv di Alberto Tomba diventa all'istante il mio giornale preferito, e senza nemmeno passare dal via.

E comunque qualche giorno fa ho visto la rassegna stampa del Tg5 e Liberazione c'era, dunque non è vero che ha chiuso. Liberazione c'è ancora ma come al solito esiste solo nelle rassegne stampa in tv e non nelle edicole.

06 gennaio 2012

BROWN SUGAR, NEL VERO SENSO DELLA PAROLA


Tagliamo la testa al toro: Zucchero ospite al programma di Fabio Fazio è stato uno dei momenti televisivi più belli del 2011. Una roba incredibile, talmente bella che su YouTube nessuno ha avuto il coraggio di postare il filmato, con un Fabio Fazio letteralmente impietrito (non che di solito il viso di Fazio sia particolarmente espressivo, ma tant'è) di fronte ad un incontenibile Adelmo Fornaciari (questo il suo vero nome, anche se penso che attualmente non lo ricordi più nemmeno lui) che pareva davvero dover bucare da un momento all'altro lo schermo per sedersi a tavola con te e fottersi tutto il vino che hai in tavola, o a scelta esplodere colorando di lambrusco le pareti dello studio in cui viene registrato il programma (che tra l'altro è in diretta quindi non viene registrato). Cosa ho scritto? Non lo so proprio, ma resta il fatto che guardando Zucchero in quelle splendide condizioni ho riso tantissimo perché pensavo costantemente al fatto che non scrive una canzone al 100% sua da ormai vent'anni (e son stato di manica larga) eppure assieme ad Andrea Bocelli e ad Al Bano Eroina Power è forse il cantante italiano più famoso ed apprezzato nel mondo - e poi pensare a quella volta in cui ha insultato pesantemente il pubblico ad un concerto esclusivo in Sardegna ha fatto il resto (che figata, gli lanciarono addosso addirittura un limone intero!). Ad uno così si perdona tutto, perfino sua figlia che a quanto dicono le malelingue canta in giro solo perché è figlia di (ovviamente io non credo a queste voci. I believe in Jesus, I believe I can fly, Believe di Cher).



03 gennaio 2012

MARIA ANTONIETTA, OVVERO LA NEW SENSATION DEL 2012

Il suo Bandcamp recita più o meno “un’attitudine assolutamente punk. Come se Courtney Love cantasse al telefono”, ma in realtà è Giusy Ferreri che canta al telefono i Prozac + quando erano famosissimi (e cioè quando il loro chitarrista bestemmiò in diretta tv durante un Mtv Day), oppure a scelta la one hit wonder Carlotta (chi cazzo sono andato a tirar fuori dal cassonetto dei ricordi? La tizia che ci ammorbava con Frena una decina di anni fa? Non ci posso credere) che canta al telefono la sua unica hit strafatta di Martini & Aspirina e poi sviene su un divano del suo loft cortesemente pagato dai genitori o da chi ne fa le veci. O magari la cantantessa Carmen Consoli che cerca di imitare/ammaestrare/adescare I Cani (ormai un classico, dunque ci sta tutto che Carmen Consoli provi ad imitare/ammaestrare/adescare I Cani) al suono di cassette di gruppi della Lookout! Records risalenti agli anni che vanno dal 1982 al 1994, e se proprio vogliamo esagerare Gianna Nannini che si presenta da Steve Albini per chiedere di produrle un disco e lui le risponde ridendole in faccia (è successo davvero, io so). E poi le Muffs, le Lunachicks, le L7, le Babes in Toyland, le Lollipop, Jessica Morlacchi, tutte nella pentola – mescolare, mescolare, mescolare, mescolare come diceva la Paolino Paperino Band – a cercare disperatamente di avere la meglio l’una sull’altra, per cercare di sopravvivere, per cercare di emergere o semplicemente di farsi notare.

Ecco, Maria Antonietta è tutto questo o forse nulla. Posso dirlo perché ho ascoltato il suo disco d’esordio in anteprima esclusiva streaming su un sito di bella musica italiana che si chiama come un celeberrimo brano electro di Herbie Hancock, posso confermarlo perché ho letto i suoi testi in super anteprima esclusiva sullo stesso sito e mi è venuto il mal di mare perché la punteggiatura risultava non pervenuta (gli argomenti trattati, poi). New sensation del 2012 oppure clamoroso abbaglio? Ai posteri l’ardua sentenza. Per carità, diverse idee buone ci sono e sicuramente in futuro verranno sviluppate meglio perché Maria Antonietta ha buone potenzialità, ma intanto si fatica davvero ad arrivare sino alla fine del disco e questo è ciò che conta davvero (anche se ormai la musica odierna probabilmente conta poco perché dura poco meno di una stagione poi te ne dimentichi). Un power-pop piatto e monocorde che pesca a destra e a manca ma non arriva mai al dunque, addizionato a parecchio grunge all’ammorbidente di quello che girava in Italia quando il fenomeno stava ormai inesorabilmente svanendo e ad un cantato che spesso e volentieri finisce per ricordare una ipotetica Sabina Guzzanti che imita Moana Pozzi alzata di due ottave: in poche parole, un prodotto che visto che I Cani ha/hanno fatto il botto cerchiamo di farlo anche noi, magari con testi troppo milanesi per essere veri (a quanto mi risulta Milano non finisce a Porta Ticinese, ma chiederò informazioni a Red Ronnie e a Letizia Moratti) orientati ad un certo tipo di gioventù (bruciata e non) che è in grado di capirli molto più di quanto riesca a comprenderli io. Probabilmente perché non ho capito un cazzo della vita, direi.

Dodici anni fa musica del genere finiva giusto nel cd allegato a Rocksound ed era quella che regolarmente skippavi perché totalmente fuori luogo mentre ora in rete non si parla d’altro e probabilmente tra poco Maria Antonietta finirà pure per diventare famosa davvero: i tempi che stiamo vivendo sono quelli che sono, prendiamoli per buoni anche se così non è.






E, tanto per postare qualcosa a caso, il nuovo singolo de Il Teatro degli Orrori, forse una delle cose più brutte di tutti i tempi (almeno musicalmente parlando, del resto non so).

31 dicembre 2011

LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI DISCHI DEL 2011

Il 2011 sta per finire, il 2012 è ormai alle porte ed io come tutti gli anni sono in giro a far esplodere le cassette della posta con i Raudi. Non sono di certo davanti al computer a scrivere cose, ma grazie a Blogger e alla funzione che permette di impostare l'orario di pubblicazione di un post la mia classifica dei migliori dischi del 2011 si è autopubblicata poco prima della mezzanotte, così dopo pochi minuti è già diventata vecchia perché siamo nel 2012 e tutto comincia da capo. Prodigi della scienza & della tecnica.

In panchina (ma di poco)
Danger Mouse & Daniele Luppi – Rome
Jovanotti – Ora
Ajello – Smells Like Too Cheesy
13&God – Own Your Ghost
WhoMadeWho – Knee Deep

Benissimo, La mia classifica invece è questa:

Cover Album

10. TIZIANO FERRO
L’Amore E’ Una Cosa Semplice

Il disco giusto per incasinarsi il cervello senza fare uso di droghe, con in sovrappiù il fatto che ascoltandolo ti puoi fare un sacco di paranoie senza spendere nulla.

Io mi riconosco un sacco nei testi di Tiziano anche se non sono un tipo paranoico, e la musica poi è degna di quel grande autore di pop italiano che per l’appunto Tiziano è.

Cover Album

9. BATTLES
Gloss Drop

Il disco giusto per incasinarsi il cervello senza fare uso di droghe.

Questi qua ci hanno guadagnato parecchio dall’addio di Ty Braxton, e quando sei vicino a capire cosa stanno suonando loro sono già avanzati di un passo. Geniali.

Cover Album

8. FOO FIGHTERS
Wasting Light

Mi gasa tantissimo ascoltare in auto la notte il nuovo dei Foo Fighters.

A volte mentre lo ascolto mi illudo di avere ancora sedici anni, essere in botta per il punk californiano & i Nirvana ed essere in sella ad uno scooter elaborato fino al midollo. Bella storia.

Cover Album

7. THE RAPTURE
In The Grace Of Your Love

Li credevo dispersi invece son tornati con un mezzo capolavoro che non si filerà nessuno ma resta sempre un mezzo capolavoro anche solo perché è un disco che se ne frega delle leggi di mercato ed è vero e sincero come pochi. Bravi.

Cover Album

6. PNAU
Soft Universe

Musica pop di classe, quasi house music da stadio con ritornelli da cantare in coro e da cantare in tanti.

Bella sorpresa (si dice sempre così, anche se sono almeno tre dischi che impazzisco per i Pnau – non scopro di certo l’acqua calda).

Cover Album

5. JUSTICE
Audio, Video, Disco

Un disco tamarro con i pochi, che se lo ascolti troppo ti crescono i baffi a manubrio e poi la gente si spaventa quando ti vede.

I Justice hanno pescato dal mazzo i suoni più eccessivi, li hanno messi insieme con una certa perizia ed hanno confezionato un’opera che verrà capita negli anni. Respect.

Cover Album

4. BUGO
Nuovi Rimedi Per La Miopia

Stroncato dalla solita turbocritica che via via negli anni è impazzita per Offlaga Disco Pax, Il Genio, I Cani ed altri progetti portasfiga, è un disco di pop italiano con le palle.

Bugo è un frontman di livello eccelso e meriterebbe di riempire gli stadi, altroché pubblico cosiddetto indie che non riesce a capirlo perché non vuole.

Cover Album

3. SANDRO CODAZZI
Sandro Codazzi

Dal Canton Ticino alla conquista del mondo, pop analogico come lo si faceva trenta e passa anni fa.

Che i tizi che stanno lavorando al megafilm tratto da “Player One” di Ernes Cline gli facciano comporre la colonna sonora, please.

Cover Album

2. EX-OTAGO
Mezze Stagioni

Un disco che ha tante cose da dire e le dice benissimo, come pochi altri in Italia riescono a fare.

Si ride e ci si commuove fino alle lacrime, ed intanto ci si rende conto che chi era adolescente negli anni novanta ha già toccato i trent’anni. Meno male che ci sono gli Ex-Otago, certezza su cui contare.

Cover Album

1. MACROBIOTICS
Balerasteppin

Un disco da paura. Suonano cover di grandi classici italiani, ma lo fanno come potrebbero farlo quelle due menti geniali di Dargen D’Amico e Nic Sarno.

E dunque, canzoni che non c’entrano nulla con l’originale e vivono di vita propria – così come dovrebbe essere per una cover che si rispetti

30 dicembre 2011

LIFE IS FULL OF POSSIBILITIES

(nella foto: i funerali di Umberto Bossi che si sono tenuti nei giorni scorsi a Pyongyang nella Val Brembana. C'era l'ormai celeberrimo milione di persone col fucile e piangevano tutti, c'era tanta disperazione ma niente paura: morto un papa se ne fa un altro, e comunque la salma di Umberto Bossi continuerà la lotta per la liberazione della Padania in altra maniera - ossia continuando a narrare di milioni di persone col fucile pronte a lottare per l'indipendenza della Padania così come ha fatto negli ultimi diciassette/diciotto anni. Se tutto va bene tra poco siamo liberi e dovremo dire grazie a lui, a suo figlio e alla deputata leghista che continua ad andare ai comizi vestita da operaia manco fosse Carnevale)

Ha ancora senso nel 2011 avere un blog? Dico, ha ancora senso portare avanti un blog nel 2012 quando tutti abbandonano i blog per sbarcare su Twitter e/o abbandonano i blog per lasciarli lì a testimonianza di annate come il 2006-2007 nelle quali la cosa piu trendy (trendy, che termine. Sembro Ricky Tognazzi nella pubblicità dell'Aceto Ponti, mi faccio senso da solo) era avere un blog ed aggiornarlo costantemente?

Secondo me sì, ha ancora senso - a condizione che:
  • si perda meno tempo possibile per aggiornarlo (non ho mai capito chi impiega giorni per scrivere post nel quale non viene detto un bel nulla quando si può benissimo impiegare un attimo infarcendoli di cose buttate lì a caso ed il risultato è uguale. Tanto comunque vada le cose scritte in rete non le legge per intero nessuno ed un'ora dopo sono già vecchie, ed allora perchè non vivere la vita vera evitando di stare ore di fronte ad uno schermo ad invecchiare precocemente);
  • si scriva d'istinto, senza preoccuparsi troppo della forma e della sostanza (idem come sopra, con in sovrappiù il fatto che scrivendo d'istinto non si perde un grammo dell'urgenza di ciò che si voleva dire ed il divertimento ne guadagna);
  • lo si prenda poco sul serio e ci si prenda poco sul serio (perché è sempre un hobby e non un lavoro, anche se c'è chi lo fa per lavoro e ci campa. Beato lui che ha 'sta fortuna);
  • si eviti di rivolgersi ad eventuali lettori dando loro del tu o del voi, interpellandoli o chiedendo loro di intervenire nei commenti (tanti blog che pure mi piacciono tantissimo lo fanno, io invece cerco di evitare perché penso che un blog vada scritto principalmente per se stessi, poi se lo leggono anche altri tanto meglio. Ma siamo poi sicuri che la gente lo legga sul serio? Torna il discorso di cui sopra: la gente solitamente legge le prime righe, le ultime e quelle centrali e per il resto segue il metodo deduttivo. Non è possibile riuscire ad essere attenti di fronte ad un testo scritto troppo in piccolo, è provato scientificamente dal San Raffaele di Milano);
  • si eviti di essere autoreferenziali (evitando dunque di fare come sto facendo io ora e come faccio di solito, ad esempio) e contradditori (evitando dunque di fare come sto facendo io ora e come faccio di solito, ad esempio), la coerenza e l'umiltà prima di tutto;
  • si parli di ciò che si vuole senza preoccuparsi di piacere alla gente (anche perché non ci si guadagna un penny e nemmeno in autostima, la vita vera è altra) e senza preoccuparsi dell'eccessiva lunghezza (tanto non c'è mai tempo per leggere per intero le cose in rete);
  • si tenga conto del fatto che Twitter è davvero divertente ed è un mezzo interessante, ma hai 140 caratteri a disposizione e per forza di cose non puoi per forza esprimerti come su un blog (se sei logorroico ciò è davvero un guaio). Facebook non consideriamolo nemmeno, non lo merita;
  • varie ed eventuali da aggiungere alla bisogna.

Ora, queste righe non hanno la pretesa di essere una guida anche perché il mio è un umile blog e non un famoso romanzo fantasy come il Vangelo che secondo alcuni è verità assoluta da non mettere mai e poi mai in discussione. Io faccio così da quando ho iniziato ad avere un blog e così farò fin tanto che continuerò ad aggiornarlo perché così mi diverto e così mi piace (anche a scrivere questo pezzo mi sono divertito molto, ci ho messo pochissimo e non l'ho nemmeno riletto perché non ho avevo più tempo). Quando non mi piacera più e/o quando non mi divertirò più vedremo, intanto per ora questo basta. Vado al mare che è tempo.

28 dicembre 2011

VOLO NON VOLO


Una volta andavo al cinema d'essai mentre ora passo le serate guardando i programmi di Real Time (sono un grande esperto di architettura e cucina, Gordon Ramsay è pettinato come Solange, Enzo Miccio è uno dei miei idoli, Ale Borghese ingrassa a vista d'occhio e da quando il programma è sul digitale terrestre è raddoppiato ecc. ecc.) e mi sento una persona migliore, ma non per questo io apprezzo Fabio Volo. Anzi, se devo dirla tutta Fabio Volo mi sta piuttosto sui coglioni.

All'inizio era partito bene ma adesso proprio nun se po vedé (come dicono in Val Brembana, dove taroccano le quote latte e contribuiscono a mettere in ginocchio l'Italia, 'sti bifolchi teròni del nord). Ha sempre quell'aria da persona capitata lì per caso ma se la tira un mucchio, mettendo in fila una serie mostruosa di ovvietà e luoghi comuni spacciati per pensieri profondi che colpiscono talune persone (anzi no, tante persone - dati gli andamenti delle vendite dei suoi libri e gli spettatori dei suoi film) fino a farle sentire persone migliori - o per lo meno persone maggiormente consapevoli del mondo che lo circonda. Non riesco proprio a spiegarmi il suo successo ma mi adeguo, anche perché quando Luca Telese arriva a scrivere che Fabio Volo ha il difetto di essere un piccolo genio ed è lo Hugh Grant italiano non si può aggiungere altro. Ed infatti non aggiungo altro e chiudo qui, anzi no dico che una volta ero un fornaio anch'io ma non vado di certo a dirlo in giro come fa sempre Fabio Volo.