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13 gennaio 2012

LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA TANZANIA





La storia della Lega Nord che investe in Tanzania i soldi del finanziamento pubblico ai partiti è ufficialmente la cosa più bella del 2012. Ha già vinto e non c'è bisogno di attendere i prossimi undici mesi e mezzo (anzi undici perché secondo i Maya il mondo finisce il 21/12/12) per trovare qualcosa che faccia più ridere in assoluto (per non parlare poi del voto contro l'arresto di Cosentino, ma qui fa ridere soprattutto perché così facendo Bossi porta la Lega dritta dritta alla morte – ed in quel giorno ormai prossimo noi festeggeremo facendo saltare con i Magnum le cassette della posta dei nostri vicini che hanno votato Lega per una vita).

Ma come, tu sventolavi il cappio in Parlamento ce l'hai con gli immigrati, con i neri, con i diversi e tuoni tanto contro la Casta ed i ladri di Stato e poi vai ad infognare i soldi ricevuti dallo Stato in un fondo di investimento ad alto rischio non in un posto qualunque ma in Tanzania – cioè nel cuore dell'Africa nera che tanto ti sta sulle balle? Favoloso.

La Lega anche questa volta si conferma un partito che pare uscito dalle pagine di Orwell. È tutto ed il contrario di tutto, tra vent'anni la studieranno nelle università come dimostrazione lampante degli anni di merda che abbiamo vissuto (circa) tra il 1989 e il 2009.


28 dicembre 2011

VOLO NON VOLO


Una volta andavo al cinema d'essai mentre ora passo le serate guardando i programmi di Real Time (sono un grande esperto di architettura e cucina, Gordon Ramsay è pettinato come Solange, Enzo Miccio è uno dei miei idoli, Ale Borghese ingrassa a vista d'occhio e da quando il programma è sul digitale terrestre è raddoppiato ecc. ecc.) e mi sento una persona migliore, ma non per questo io apprezzo Fabio Volo. Anzi, se devo dirla tutta Fabio Volo mi sta piuttosto sui coglioni.

All'inizio era partito bene ma adesso proprio nun se po vedé (come dicono in Val Brembana, dove taroccano le quote latte e contribuiscono a mettere in ginocchio l'Italia, 'sti bifolchi teròni del nord). Ha sempre quell'aria da persona capitata lì per caso ma se la tira un mucchio, mettendo in fila una serie mostruosa di ovvietà e luoghi comuni spacciati per pensieri profondi che colpiscono talune persone (anzi no, tante persone - dati gli andamenti delle vendite dei suoi libri e gli spettatori dei suoi film) fino a farle sentire persone migliori - o per lo meno persone maggiormente consapevoli del mondo che lo circonda. Non riesco proprio a spiegarmi il suo successo ma mi adeguo, anche perché quando Luca Telese arriva a scrivere che Fabio Volo ha il difetto di essere un piccolo genio ed è lo Hugh Grant italiano non si può aggiungere altro. Ed infatti non aggiungo altro e chiudo qui, anzi no dico che una volta ero un fornaio anch'io ma non vado di certo a dirlo in giro come fa sempre Fabio Volo.

21 dicembre 2011

I SINDACATI NON SONO USCITI VIVI DAGLI ANNI SETTANTA (cit.)



Forma e sostanza. Non ci sono vie laterali, ma una strada maestra: quella di copiare la intro-e-non-solo-quella da una recensione di Il sangue di Vincenzo Fasano firmata Ester Apa (Rumore dicembre 2011, pag. 90). Ultimamente la realtà supera talmente tanto la fantasia che non fai nemmeno in tempo a scrivere qualcosa che già te ne sei scordato (0 al limite, quando hai scritto qualcosa lo rileggi e non ci capisci nulla - come in questo caso) e devi per forza copiare, in nome del cantautorato all'italiana. Tanto per dire, non abbiamo nemmeno fatto in tempo a metabolizzare il fatto che qualche giorno fa una deputata leghista si è presentata in Parlamento indossando la divisa da operaia (la stessa divisa che tra l'altro indossava il giorno in cui ha votato Ruby nipote di Mubarak, il che per una che nella vita di tutti i giorni a quanto pare fa la commerciante di vini è molto strano - non è vero, è una bufala il fatto che è una commerciante di vini; faceva l'operaia sul serio ed era pure delegata CGIL nella sua azienda, BUM!) per protestare contro la manovra Monti e contro il fatto che Monti non ha mai visto un operaio in vita sua (Berlusconi invece ha visto solo operaie russe) che dall'altra parte del mondo muore Kim Jong-Il, piangono tutti anche se sono affamati, ne espongono la salma e decretano che il successore sarà suo figlio obeso e ritardato (che i nordcoreani non chiamano Trota perché a livello nutrizionale sono alla canna del gas e non sanno nemmeno cosa siano queste benedette trote ma soprattutto il vero Trota, quello padano, non è né obeso né ritardato). Ci mancano solo un baio di rivelazioni-bomba di Igor Marini ed abbiamo tutto ciò che serve per essere felici, con un piglio estremamente fiero e fortemente popolare.

Comunque, è finalmente morto il dittatore nordcoreano, la Lega Nord incita alla ribellione fiscale (linko volutamente una notizia del 2007 anche se siamo nel 2011 per dare l'idea della grande portata di questa ennesima ribellione fiscale leghista, avrei potuto linkare qualcosa del 1996 ma ho avuto pietà), Ruby dà alla luce una figlia con il parrucchino-le scarpe con il rialzo-il cerone-le orecchie enormi ma il padre non è Lui, i sindacati continuano a difendere solo pensionati e statali (ma non dimentichiamo l'articolo 18, ostacolo che ogni datore di lavoro può aggirare con un po' di buon vecchio mobbing), Cristiano Doni viene arrestato dopo aver tentato perfino il metodo dell'accento svedese per non essere riconosciuto al telefono, sono uscite le foto di Don Verzé in vacanza in Brasile assieme al suo ex braccio destro che poi si è sparato, Paolo Brosio esce con l'ennesimo libro su Medjugorje (ci torneremo perché la sua casa editrice me ne ha inviata una copia da recensire sul blog, sto già leggendo ed è un favoloso romanzo fantasy - roba che se ne leggi più di dieci pagine al giorno ti sembra di esserti fatto un paio di Super Simpson del '96) ed altre cose così. Il Natale è ormai alle porte, speriamo in un 2012 migliore: potrei andare avanti all'infinito ma mi fermo qui, che si è fatto tardi ed è ora di fare altro. Al servizio di un insieme e un'atmosfera più grandi, come il disco di Fasano secondo Ester Apa.