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19 febbraio 2012

UN DISCO DEL CAZZO, MA BELLO: SKRILLEX - Bangarang [EP]


Che dire di uno come Skrillex e del suo nuovo “Bangarang EP”, preludio di una luminosa e brillante carriera (negli States, ma probabilmente anche in Europa)?

1) Assolutamente figlio dei tempi odierni, di quell’attitudine/abitudine che porta la gente ad ascoltare le canzoni con il telefonino (lo chiamo telefonino perché io sono figlio degli anni novanta), skippando dopo trenta secondi per passare ad un altro brano da skippare dopo trenta secondi. Musica da fast food, o se proprio non ce l’abbiamo con le multinazionali e vogliamo pure fare loro pubblicità gratuita, l’equivalente musicale del Big Mac della McDonald’s®.

2) Ci sono belle idee sepolte sotto quintali di suoni troppo brutti per essere veri (la prima volta che l’ho ascoltato ho temuto per un attimo che mi fosse scoppiata la caldaia), troppo malsani per non esserne intossicarsi, troppo ricchi di grassi saturi per non fare la fine del tizio del documentario “Super Size Me” in caso di ascolto prolungato. Musica da fast food, o se proprio non ce l’abbiamo con le multinazionali e vogliamo pure fare loro pubblicità gratuita, l’equivalente musicale del Big Mac della McDonald’s®. Mi ripeto perché tanto in “Bangarang EP” c’è una sola idea replicata dall’inizio alla fine dell’opera, e probabilmente non ci farà troppo caso nessuno.

3) “Bangarang EP” ha un suo fascino ed è un bel prodotto. È roba da nerd fatta da un nerd che ce l’ha fatta, roba che ti illude per una trentina di secondi di essere riuscito a conquistare un ruolo di rilievo nella società odierna, poi quando ti ha stancato la prendi per quello che è – ossia ciò che ho detto al punto 1 e non sto a ribadire per questioni di spazio.

4) Skrillex stesso ha un suo fascino. Sembra un’imitazione del Nongiovane Francesco Mandelli (quando in una celeberrima gag urlava “Thrasher!” vestito da metallaro ritardato), poi leggi la sua bio e noti che è l’ex cantante di una terribile metalcore band americana che ha dovuto abbandonare il ruolo per problemi alla voce ed allora un pochino ti appassioni a lui ed al suo riuscito tentativo di svolta elettronica. Il suo conto in banca ti ringrazia.

5) Per i fanatici delle categorie, delle etichette e dei generi musicali: la musica di Skrillex è molto difficile da incasellare. È tutto e nulla, i più svegli la chiamano dubstep ma non è dubstep, qualcuno la definisce house ma non lo è (almeno non in senso stretto), electro non ne parliamo nemmeno, fidget forse-ma-forse. Categorizzare la musica non mi è mai piaciuto e quindi la definirei musica da ballare con il corpo ma non con la testa. Troppo ignorante per ballarla anche con la testa, su questo ci siamo.

6) “Bangarang” alla prova dei fatti regge bene. Ti pare di sentire la stessa traccia dall’inizio alla fine ma è giusto così, ed ha perfino il coraggio di campionare i Doors (“Breakn’ A Sweat”) e collaborare con Ellie Goulding (“Summit”, forse la traccia più interessante del lotto – una cosa tipo gli Alphaville o qualunque altra band meteora anni ottanta suonata ad 8bit) e Wolfgang Gartner (“The Devil’s Den”) pur di arrivare al risultato.

Comunque, bando alle ciance: Skrillex riuscirà dove i Prodigy, i Chemical Brothers e Fatboy Slim hanno fallito, ossia far innamorare l’America della dance più cafona. Riuscirà a sfondare piombando ai primi posti della hit parade (quando dico così mi sento un po’ Dj Ringo) e Skrillex diventerà un personaggio di pubblico dominio nonché esempio da seguire per migliaia di giovani americani e non (spero solo che non lo seguano nel taglio di capelli). È solo questione di tempo ed arriverà una collaborazione con Lady Gaga (anzi no, con l’ultima, ingrassatissima Christina Aguilera – e si torna al discorso di “Super Size Me” e dell’equivalente musicale del Big Mac della McDonald’s®) e la gloria. Staremo a sentire come sarà il disco nuovo, per ora questo Ep fa il suo dovere e ciò basta e avanza.

(IFB)

07 ottobre 2010

É PASSATA UNA VITA DAVVERO...MA GLI ANNI 80 SONO SEMPRE NEL MIO CUORE (cit.)

La musica fa schifo, ogni programma televisivo ha il pubblico che si merita ed ogni programma musicale ha i video che si merita, non fa una grinza. Basta guardare Trl su Mtv e ti si aprono strade nuove, mondi nuovi, orizzonti nuovi, svizzero no Novi (citazione agghiacciante, come d'altronde è agghiacciante Trl- dunque ci sta tutta).
Tanto per dire, ultimamente a Trl gira parecchio un video agghiacciante di tale Pierdavide Carone. La canzone si chiama Mi piaci... ma non troppo ed è semplicemente agghiacciante: lui vorrebbe essere spiritoso, vorrebbe essere Rino Gaetano (o magari una versione targata Mediaset di Bugo) ma ha testi da commozione cerebrale, un nome che pare uscito da una puntata a caso de I cinque del quinto piano e per giunta è uscito da Amici di Marione De Filippi. Troppo milanese per essere vero, avrebbe oltretutto bisogno di un buon dentista (ma probabilmente con tutti i soldi che guadagnerà a breve potrà permettersene uno davvero in gamba, ne sono convinto). Fa troppo ridere e nemmeno se ne rende conto, quando ti chiedi come possa piacere ai ragazzi uno del genere non riesci a darti risposta poi pensi a cos'è il pubblico di Trl ed allora capisci tutto.
Su YouTube il video è bloccato e non si può nemmeno inserire nei propri post (scelta molto lungimirante quella della casa discografica, che così facendo nega un altro po' di pubblicità gratuita a Pierdavide Carone...), ed allora tanto vale onorare questo strabiliante musicista copiaincollando parola per parola e senza fare nessun tipo di editing un commento preso a caso dalla sua pagina pomposamente denominata “pierdavidecaronetv”: il fturo sei tu pier davide ..dai che siamo fili d'erba in balia del vento..il vento della Vita,soffia solo ad n senso,e ignoriamo quale sia il percorso in parte scelto da questo meraviglioso vento...il vento della vita...Ciao pier davide.....buon fine settimana.
Nulla da aggiungere, il commento parla da sé.


Va da sé che Mr. Fantastic degli Electric Diorama è una roba di una fetenza talmente grande che non merita nemmeno di essere commentata. Solo dei culattoni raccomandati milanesi che fingono di essere francesi e addosso hanno tremila euro di vestiti possono spingersi a tanto. La prima volta che li ho visti in tv avevo addirittura letto The Electric Diarrea, ma purtroppo avevo solo letto male. Grazie Trl, anche per oggi ho riso parecchio.

05 novembre 2009

THE CLUB NON SI TOCCA



Gran bella cosa lo switch on di Deejay Tv (che porti qualcosa di nuovo nel piatto panorama televisivo italiano, che porti un po' della genialità di personaggi come Linus e Albertino, che mandi definitivamente al tappeto Mtv, ecc. ecc,), però la domanda fondamentale è una sola: che fine farà The Club, uno dei programmi televisivi più belli di sempre? Scomparirà insieme ad Allmusic o continuerà ad andare in onda, più rutilante che mai?

24 settembre 2009

NEVERENDING STORY



D'ora in avanti un terrificante mash up tra Andrea Bocelli, gli Enigma, l'eroina e la Corea del Nord accompagnerà il popolo italiano ed illuminerà il suo cammino per assicurare a tutta la popolazione un glorioso futuro (ma anche un glorioso presente ed un glorioso passato – un glorioso congiuntivo no, perché tanto gli italiani ignorano l'uso corretto del congiuntivo): la canzone ufficiale della candidatura di Silvio Berlusconi a Premio Nobel per la pace, fatta apposta per entrare senza via di scampo nel cervello della gente.

Durante il suo intervento all'Assemblea dell'ONU Berlusconi sembrava di cartone, sembrava Falkor de La storia infinita, eppure illudiamoci che sia in perfette condizioni fisiche e psichiche e partecipiamo al sogno di chi – ben retribuito – ha promosso la sua incredibile candidatura a Premio Nobel. Supportiamolo con convinzione, che se va avanti così c'è da ridere ancora.