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07 luglio 2011

JUST SEEMS TO FALL RIGHT DOWN MY LEG / AND ON THE FLOOR / MY CLOSEST FRIEND LINOLEUM / LINOLEUM



Gira e rigira, tutte le volte che faccio colazione al bar la radio sta trasmettendo a tutto volume On The Floor, la canzone di Jennifer Lopez che campiona la lambada e che per avere successo a livello di vendite conta sul fatto che nessuno si ricorda più cos'è la lambada, cos'è stata e quanto inneggiava alla pedofilia il video del brano dei Kaoma che all'epoca diede il via all'isteria collettiva (e tanto per non infierire aggiungiamo pure il fatto che il brano dei Kaoma era un plagio e dunque J.Lo in sostanza campiona un plagio).

Io quel brano non lo sopporto proprio e sono mio malgrado costretto a subirlo, però Pitbull che collabora mi piace a prescindere perché è orgogliosamente tamarro e comunque apprezzo il coraggio mostrato da Jennifer Lopez (o meglio, dal suo management – probabilmente lei ha tanta voce in capitolo sulle sue scelte musicali quanta ne ho io, cioè zero) sporcandosi le mani con quel maleodorante scarto della storia della musica & del costume comunemente detto “lambada”. Altri al suo posto avrebbero vinto facile recuperando i Technotronic oppure facendo una cover di Manchild di Neneh Cherry (tanto per citare a caso cose che andavano all'epoca), lei ha scelto la via più difficile e pertanto va rispettata anche se puntualmente quando parte la canzone io rischio di rigurgitare bombolone & cappuccino ed in sovrappiù devo sorbirmi i commenti bavosi del barista che si crede giovane quando in realtà giovane non lo è più da un bel pezzo. Tormentone dell'estate nonché pura avanguardia, solo chi ha il pelo sullo stomaco lo ascolta dall'inizio alla fine.

27 aprile 2011

Un disco di qualità: Ex-Otago – Mezze Stagioni

Per capire bene la portata emotiva e socio-culturale di un disco del genere devi avere come minimo ventotto anni, ma volendo anche se ne hai qualcuno in meno puoi arrivarci – devi solo sforzarti un po' di più ed il gioco è fatto. Scherzi a parte, “Mezze Stagioni” degli Ex-Otago è un disco importante con il quale in molti un giorno o l'altro dovrebbero trovarsi a fare i conti (se solo il mondo fosse un posto migliore, ma che te lo dico a fare).

Importante perché autoprodotto grazie ad una interessante operazione di finanziamento su base volontaria (del tipo, azionariato popolare: ci offri un contributo e noi ti regaliamo una copia esclusiva del disco, una citazione nei crediti dello stesso, una maglietta che ti ricorda che anche tu sei il produttore e parecchie altre cose belle – mica male come idea), importante perché è il più maturo dal punto di vista musicale per il combo genovese (che ormai suona come l'anello di congiunzione tra i Phoenix e i Kings Of Convenience e quando lo ascolti ti lascia eternamente sospeso nel limbo dell'adolescenza) ed è una autentica bomba pop che ti entra nel cervello e ti ritrovi a canticchiarla quando meno te lo aspetti (quando meno te lo aspetti come una bomba, tanto per citare altri eterni adolescenti sospesi nel limbo della mia adolescenza come gli Otierre), importante perché con un po' di fortuna potrebbe incontrare anche i favori del grande pubblico e dare un po' più di notorietà agli Ex-Otago, ma soprattutto importante perché ha testi che se hai più di ventotto anni ti scavano dentro e ti devastano - facendoti piangere oppure ridere a seconda dei casi e delle circostanze della vita – proprio perché parlano di te o comunque di persone che stanno vicino a te (in questo caso se hai meno di ventotto anni ma ti stai sforzando come dicevo all'inizio del pezzo).

E così gli Ex-Otago di “Mezze stagioni” parlano di noi (plurale impersonale, ma anche no), noi che inseguiamo ad ogni costo il nostro edonismo e mettiamo davanti a tutto gli aspetti materiali della nostra vita (“Figli degli hamburger”), noi che abbiamo paura di invecchiare ed allora proviamo a tutti i costi a fare i giovani anche a costo di rasentare il ridicolo (“Una vita col riporto”), noi che di punto in bianco abbandoniamo tutto perché la misura è colma e ce ne andiamo altrove (“Costarica”), noi che pur di guadagnarci da vivere ci accontentiamo di fare cose che non ci piacciono o che non sappiamo fare (“Gli Ex-Otago e la Jaguar gialla”), noi che ci ricordiamo bene della prima apparizione degli 883 (praticamente gli Happy Mondays italiani) al Karaoke presentato da un Fiorello in botta come non mai ma proviamo un tantino di vergogna a parlarne in pubblico, noi che ci ricordiamo bene anche che Corrado Guzzanti (nelle vesti del metallaro romano Lorenzo) è stata l'ultima persona in assoluto ad abbracciare Kurt Cobain durante l'ultima apparizione tv della sua tormentata vita, noi che ci siamo stancati di essere felici per forza ma comunque vada prendiamo la vita con distaccata ironia (più o meno tutto il resto del disco).

Solo l'intera discografia della Paolino Paperino Band e - in misura minore - “La fabbrica di plastica” di Gianluca Grignani e “Così Com'è” degli Articolo 31 hanno avuto testi in cui mi sono riconosciuto così tanto. Solo che è oggi, non il 1996.

(Indie For Bunnies)

25 febbraio 2011

MA PERCHÈ SEI ANDATA VIA / MI SON PERSA NELLA NOTTE


Che delusione: avevo già comprato il biglietto per il concerto di Mariano Apicella ed all'ultimo hanno annullato tutto. Ci son rimasto davvero male perché era un evento francamente imperdibile, però almeno ho avuto la consolazione di scoprire che ero stato l'unico ad acquistare il biglietto in prevendita in Italia (cosa non da poco un un paese di quasi cinquantotto milioni di abitanti) e posso anche vantarmene con gli amici al bar. Bella la vita che se ne va.

Ed adesso cosa faccio la sera del 10 marzo? Avevo già organizzato tutto, ed adesso tocca disdire l'albergo, annullare i biglietti del treno, annullare la prenotazione al ristorante. Non ho voglia di sbattermi ma lo devo fare. Povero me, ma soprattutto povero Apicella, grande artista che non merita di essere umiliato in questa maniera. E ora cosa gli faranno fare? Dico, come lo consolerà il suo padre putativo nonché mentore nonché Mentos (nel senso che quando andava a letto con le escort prima di iniziare si metteva in bocca una mentina per essere sempre profumato) Silvio Berlusconi? Gli darà un posto da sottosegretario o lo inserirà di sgamo nel gruppo dei Responsabili per avere un voto in più alla Camera dei Deputati? Lo manderà in televisione a cercare di dire che sì, Berlusconi ha incontrato più volte Gheddafi però fingeva di essere suo amico e tanto anche Prodi lo ha incontrato e dunque sono tutti uguali, tutti dalla parte del torto? Gli regalerà un parrucchino nuovo? Gli farà ascoltare il nuovo disco dei Radiohead per farglielo raccontare a quelli come me che non hanno ancora trovato il coraggio di ascoltarlo? Lo imbottirà di vino ed antidepressivi per farlo ballare come Thom Yorke nel nuovo video dei Radiohead? Ai posteri l'ardua sentenza, però intanto il nuovo video dei Radiohead è una cosa di una bruttezza sublime – perciò bellissimo, di un bello più folgorante ed involontario del nuovo video di Vasco Rossi. In un video del genere manca solo che sbuchi fuori la salma di Mike Bongiorno poi c'è tutto ciò che serve per essere felici, ma possiamo accontentarci alla grande. Anche perché per la salma di Mike Bongiorno hanno chiesto un riscatto di trecentomila euro, che se uno ci pensa bene è quanto viene offerto ad un parlamentare per passare nel gruppo dei Responsabili e sostenere la traballante maggioranza di Silvio Berlusconi. E allora perché non portare la salma di Mike in Parlamento nelle file di Responsabili? Si coglierebbero due piccioni con una fava - la fava di Berlusconi per la precisione, quella che si gonfia quando vede una escort – e gli italiani, Mariano Apicella, Thom Yorke ed anche Vasco Rossi con la sua cover di Creep dei Radiohead sarebbero felici e contenti. Ed il video dei Radiohead resta lì, nella sua favolosa bruttezza. Mi viene in mente perfino l'intro dei video di La fabbrica di plastica di Gianluca Grignani, ma mi fermo qui perché il paragone è un po' troppo azzardato anche se quel brano, quel disco suona come The Bends dei Radiohead ed un altro cerchio si chiude.


18 febbraio 2011

WHO WANTS TO LIVE FOREVER

Ho visto cose dell'altro mondo, ho visto Max Pezzali che si esibiva al Festival di Sanremo. Che gli è successo? Perché si veste così? Perché siamo nel 2011 ma lui sembra proiettato dal 1995 solo che è più sfigato ed ha meno capelli? Perché è pallido ed ha le occhiaie più del solito? Perché canta con la voce all'elio che sembra Topo Gigio ed il coro dell'Antoniano diretto da Mariele Ventre back from the dead? Sono seriamente preoccupato per lui, davvero. È un pezzo di storia, è un personaggio fondamentale, non è un Vasco Rossi qualsiasi. Non può finire così. Max ripigliati, contatta Mauro Repetto, trovagli le pasticche per farlo ballare come ai bei tempi e rimetti su gli 883 in versione originale, che è ora che qualcuno canti le cose come stanno.

E Fabrizio Cicchitto ospite a Ballarò? Incredibile, davvero incredibile. Maurizio Crozza ha iniziato il suo pezzo (uguale a tutti gli altri, tra l'altro – però non è che nella situazione politica italiana ci sia qualcuno su cui far satira che non sia Silvio Berlusconi) e dopo circa sei minuti Cicchitto ha regalato una performance che entrerà sicuramente nella storia della televisione italiana: ha iniziato a tremare, ad arrossire, la voce andava e veniva ma poi è venuta e lui ha iniziato sbraitare cose a caso, cose imbarazzanti e continuava a tremare, aveva le lacrime agli occhi e gli colava il naso. Un perfetto controllo dei propri nervi, direi. Questo qua sente che è vicino il momento in cui dovrà trovarsi un lavoro come fanno tutti i comuni mortali e non ce la fa più dalla paura, altroché scherzi. A cantare al prossimo Sanremo ci vedrei bene lui, a cantare mentre pulisce i cessi però.

Queste sono le cose belle per cui vale la pena di pagare il canone tv anche se il segnale del digitale terrestre se ne va ed io devo riprogrammare i canali ogni giorno. E comunque l'Anna Tatangelo che si è vista sul palco a Sanremo era l'esatto anello di congiunzione tra Lady Gaga e Marilyn Manson, pochi cazzi. La vincitrice morale del Festival è lei anche se l'hanno già eliminata.




E per chiudere, l'immortale Scilipoti. Non c'entra un cazzo ma era bello concludere con lui che è ormai diventato il mio modello da seguire. Una botta di vita, il vincitore morale del Festival di Sanremo è lui anche se non canta.

12 luglio 2010

SCUSA SE HO RUBATO UNO SCOOTER MA AVEVO FAME



Poche palle: La Tempesta Sotto Le Stelle più che un concerto è stata un evento cultural-generazionale, anche io se sono arrivato tardi e me ne son persa più di metà (per la cronaca: al mare ho rubato un Booster giallo-rosso-verde con aerografato sul musetto il ritratto di Bob Marley, la polizia mi ha arrestato ed io sono uscito solo grazie a mia madre che mi ha pagato la cauzione. Purtroppo il mezzo è ancora sotto sequestro perché è stato arrestato per attentato alla pubblica morale anche il vero padrone, succede anche questo in Italia). Vado sulla fiducia perché quello che son riuscito a vedere è stato a modo suo grandioso. E non parlo solo della musica, ma parlo anche di gente e di clima che si respirava.

C'erano tipo quattromila persone, tanti giovani, (fortunatamente) pochi punkabbestia, tanto caldo, tanta acqua gassata ma fresca, i bar aperti con i furbi che saltavano la fila (i furbi avevano un accento diverso dal mio, ma l'accento non necessariamente era meridionale), buona musica, frizzi & lazzi. Persi i miei amati Uochi Toki perché ero bloccato in caserma, mi son visto tutto da un certo punto in poi (diciamo dai Tre Allegri Ragazzi Morti in poi).

E dunque, mi son visto i Tre Allegri Ragazzi Morti, Vasco Brondi a.k.a. Le Luci della Centrale Elettrica (che vale sempre tantissimo nonostante la mia casella gmail abbia inspiegabilmente messo in spam la newsletter che lui manda periodicamente ai suoi fan – ho comunque subito rimediato all'affronto che gmail ha fatto alla portata sociologica della sua figura ed ho riattivato il ricevimento delle suddette mail) ed Il Teatro Degli Orrori (un progetto che musicalmente spacca parecchio ma avrebbe seriamente bisogno di un cantante vero, che urli quando serve e non bofonchi come se se fosse un Enzo Jannacci meets Francesco Nuti intervistato alla radio). Forse troppo poco per riuscire a formulare un giudizio sull'aspetto musicale della rassegna (che comunque mi è parso davvero notevole), ma comunque sufficiente per poter affermare che quella di ieri è stata una giornata molto importante per la musica italiana. Ce ne vorrebbero di più di giornate così, cazzo.

Ed ora rivoglio indietro il Booster con il ritratto di Bob Marley che ho faticosamente rubato e che le Forze dell'Ordine mi hanno ingiustamente sottratto. E voglio anche che La Tempesta sottragga Mauro Repetto all'oblio al quale è stato ingiustamente condannato e lo convinca a fare un nuovo disco che sia degno seguito del capolavoro Zucchero Filato Nero. Sarebbe favoloso.