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23 febbraio 2012

Zio Ax vs. Papi Silvio


Non abbiamo neanche fatto in tempo ad affezionarci a quel capolavoro da dopolavoro nordcoreano di Meno male che silvio c’è che Silvio Berlusconi ha deciso di rivoluzionare tutto e cambiare inno (tra l’altro senza nemmeno avvisarci, ma tant’è). E non ha scelto un inno qualsiasi: ha composto di suo pugno (così dice, ed io gli credo ciecamente) una cosa che in realtà è concettualmente identica a Gente che spera degli Articolo 31. Non siamo nel territorio del plagio tout-court (per quello si sa, basta e avanza l’ottimo Zucchero), ma andiamo oltre spingendoci fino alla scopiazzatura di intere strofe del testo senza nemmeno riuscire ad essere altrettanto efficaci, fino al voler ostentare ottimismo anche se ormai si è giunti a fine corsa, fino al voler sembrare giovani/giovanilisti a tutti i costi, fino all’oltrepassare quel labile confine che separa i concetti di “surreale” e “ridicolo”. Che figata.

E come l’ha presa il mio maestro adolescenziale J-Ax? Sicuramente si sarà incazzato abbestia, poi ci avrà riflettuto su ed avrà riso tantissimo – com’è giusto che sia, da persona vera qual’è. Secondo quanto è dato ascoltare dalla versione postata da Repubblica.it (che pare registrata in un cesso di un Autogrill vicino a Rho) musicalmente il nuovo inno del Pdl ricorda più la sigla di un qualche cartone animato a caso fine anni settanta/inizio ottanta (tipo Lady Oscar, ad esempio) che il brano degli Articolo 31. C’è stato un poco scaltro furto di concetti, che io vedo più o meno così: il ghost writer di Berlusconi ha un figlio grande fan degli Articolo 31, ha sentito qualche cd del figlio, è stato colpito dal testo di un brano ed ha deciso riproporne pari pari le tematiche – ovviamente ricorrendo ad alcune esagerazioni, tanto per far contento il Capo e potergli far affermare ha testa alta qualcosa del tipo “L’ho scritto di mio pugno in tre ore”. Nulla di male, dunque – nulla che non possa far gridare lo scandalo anche perché una cosa del genere rappresenta (qualora ci fosse ancora bisogno di dimostrazioni) la fine definitiva di quel ridicolo teatrino che è stata la politica italiana dal 1993 al 2011. Sul palco chi ci sta? Ci sta la fine per chi fino ad oggi ha solo parruccato (cit.), ed ovviamente non perché Berlusconi ha rubato concetti di J-Ax (e ci mancherebbe) ma proprio perché se un partito pensa di risolvere i problemi della gente con una canzone che pare la sigla di Lady Oscar registrata nei cessi di un Autogrill vicino a Rho è un partito degno dei luoghi in cui tale canzone è stata registrata (non sto a menzionarli ancora perché altrimenti divento ripetitivo e/o sembra che Autogrill mi paghi per far pubblicità occulta).

(Dance Like Shaquille O'Neal)

28 giugno 2011

LA SODDISFAZIONE SESSUALE SECONDO VASCO ROSSI



Ci pensavo giusto qualche giorno guardando video di/su Vasco Rossi e leggendo articoli in rete a riguardo: ma chi glielo fa fare al buon vecchio Vasco di continuare ad andare avanti così, oltre la soglia del ridicolo? Non sarebbe meglio la pensione? E se sì, gliela devo pagare (anche) io la pensione con le trattenute Inps della mia busta paga o posso rinunciare?

D'accordo, Vasco Rossi riempie ancora gli stadi, ma se per questo gli stadi li riempie pure Gigi D'Alessio e dunque non sempre riempire gli stadi è indice di buona qualità. D'accordo, Vasco Rossi vende dischi, ma se per questo i dischi li vende pure Gigi D'Alessio e dunque non sempre vendere dischi è indice di buona qualità (ho provato ad ascoltare l'ultimo, pagliaccesco Vivere o niente ed ho iniziato a chiedermi perché qualcuno si ostina a definire poeta il rocker modenese). D'accordo, Vasco ha molti fan (mi chiedo da sempre il perché di questo fanatismo popolare verso la sua figura e non riesco mai a darmi risposta - qui si potrebbe anche far partire un pippone su questo aspetto, ma non lo faccio partire perché altrimenti mi annoio), ma se per questo anche Gigi D'Alessio ha molti fan e dunque non sempre avere molti fan è indice di buona qualità. D'accordo, Vasco ha fatto belle cose in passato ed è stato una figura molto importante nel panorama musicale italiano, però è ora di dire basta e passare la mano perché quando è troppo è troppo. Sarebbe più dignitoso (nonché rispettoso verso quei fan che ci credono veramente e non si rendono conto del declino artistico del proprio idolo), sarebbe più salutare (per lui, per noi, per tutti), sarebbe più equo e solidale (non c'entrava un cazzo, ma era bello concludere la frase così).

Anzi no. Speriamo che Vasco continui all'infinito e che ci faccia ridere ancora con i video che pubblica su YouTube, con le sue canzoni, con i commenti dei suoi fan ai agli articoli in rete che parlano di lui, con il suo inconsapevole declino, con il suo incazzarsi perché Morgan ha detto che Vasco è morto artisticamente a ventisette anni. Speriamo che Berlusconi trovi veramente il modo per far vivere le persone fino a centoventi anni, così ci cucchiamo altri sessant'anni di Vasco e sono altri sessant'anni di risate assicurate (ed ovviamente sessant'anni di goduria per chi Vasco Rossi lo ama veramente).

No, Vasco. Non farlo.

22 aprile 2011

Musica è / l'amico che ti parla / quando ti senti solo


Che cosa vuol dire musica di qualità?

(a questo punto parte istantaneamente Musica è di Eros Ramazzotti, dieci minuti di puro delirio psichedelico per un Eros mai più così coraggioso)

Quale metro di giudizio devo usare per capire se la musica è di qualità oppure no? Dico, quando un artista propone musica di qualità e quando invece propone roba non di qualità? Come posso giudicare se la musica è di qualità oppure no? Mi devo basare sulla qualità della produzione? Sulla freschezza della scrittura? Per essere di qualità la musica deve proporre per forza soluzioni sonore inedite oppure se una cosa è fatta bene lo è a prescindere dalla novità della proposta? Ed testi, devo considerare anche quelli o non importa? E se un artista inizia a vendere tanto ed ha successo smetterà automaticamente di fare musica di qualità oppure no? Un disco registrato artigianalmente con mezzi di fortuna può essere ugualmente di qualità?

Queste ed altre mille domande mi sono sorte spontanee domenica scorsa nel momento esatto in cui ho acceso la tv ed ho visto ospite a Domenica In un Franco Califano mai così simile ad una salma. Non c'è un nesso preciso tra Califano e la musica di qualità (semmai c'è un nesso preciso tra Califano e la coca di qualità, ma essendo contrario all'abuso di droga non dovrei permettermi di scriverlo), però la questione resta aperta ed io ho riflettuto a lungo per trovare una risposta e chiarire una volta per tutte a me stesso cosa è musica di qualità e cosa è musica di cui si può fare tranquillamente a meno (leggasi musica di merda). Credo che sia un dubbio comune a tanta altra gente, o forse no. Beato chi non ha mai dubbi perché vive bene.

È musica di qualità quella capace di suscitare emozioni, che non ti lascia indifferente quando la ascolti e che quando hai finito vorresti subito ricominciare.

È musica quella che comunica qualcosa a prescindere dalle doti artistiche di chi la fa.

È musica di qualità quella fatta da gente che ci crede, perché se uno non ci crede almeno un poco poi la sua musica non ti trasmette emozioni.

È musica di qualità quella che suscita emozioni a prescindere dalla qualità della produzione e dalla pulizia della registrazione.

È musica di qualità quella che ti rimane in testa anche se è stata registrata nella tazza del cesso.

È musica di qualità quella che ripropone cose già fatte in passato ma lo fa con gusto e competenza e soprattutto non cade nel plagio spudorato. Prendere idee di altri ma renderle totalmente proprie facendolo oltretutto in maniera personale è positivo, anche perché oramai nel campo musicale non si inventa più nulla e praticamente tutto è già stato detto.

È musica di qualità quella che non cerca per forza di essere sperimentale o innovativa, perché le seghe mentali tradotte in musica il più delle volte sono parecchio noiose.

È musica di qualità quella che gira alla grande anche quando l'ascolti mentre stai guidando, perché quando sei al volante capisci molte cose ed una di queste è il valore di un disco.

È musica di qualità quella che ha successo e rimane sempre se stessa.

È musica di qualità quella che si è fatta il culo per arrivare fin lì, o al contrario che non se lo è fatta ma non te lo fa pesare.

È musica di qualità quella che non cala mai le brache, nemmeno di fronte a stadi e palazzetti dello sport pieni di gente in delirio.

É musica di qualità quella che non ha successo e se ne sbatte altamente continuando a suonare come meglio crede.

È musica di qualità quella suonata da gente che sorride mentre la suona, a prescindere da quante persone stiano assistendo all'esibizione.

È musica di qualità quella che non pretende di cambiare il mondo ma solo la vita di alcuni fortunati che la ascoltano.

(e mentre Musica è di Eros Ramazzotti continua a girare incessante nel mio giradischi mentale si passa ad alcuni casi pratici)

É musica di qualità Justin Bieber rallentato dell'800%, perché ne viene fuori una cosa talmente straniante da rappresentare quasi un manifesto programmatico.

È musica di qualità Dargen D'Amico e Nic Sarno che nel disco dei Macrobiotics prendono rispettivamente testi altrui e basi altrui, li fanno propri e li legano indissolubilmente facendone qualcosa che ti fa istantaneamente dimenticare gli originali e/o li rende più vecchi di svariati anni.

È musica di qualità i Daft Punk che non hanno mai fatto la stessa cosa e quando tutti li imitavano loro stavano già facendo qualcos'altro. E continuano ancora.

È musica di qualità i Motorbass che ai tempi avevano avuto alcune intuizioni prima dei Daft Punk ma non ci hanno creduto fino in fondo.

È musica di qualità i Blur che non hanno mai fatto lo stesso disco, hanno fatto cose facili e cose difficili ma hanno sempre mantenuto lo stesso marchio di fabbrica e sono entrati nella storia.

È musica di qualità Your Woman di White Town, una meteora che ha fatto il botto e poi è stata praticamente dimenticata da tutti ma ogni volta che la ascolti riesci a sentire quanta cura e quanta passione ci sta dietro ad un brano del genere. E poi che emozione.

È musica di qualità i Nofx che continuano ancora a suonare la stessa musica che suonavano vent'anni fa, incuranti (o forse contenti) di essere diventati una macchietta.

È musica di qualità i Rolling Stones, Iggy Pop e David Bowie che si sono drogati una vita ma sono ancora vivi, in forma e la loro musica non tramonta mai.

È musica di qualità Ringo che su Virgin Tv sfida il ridicolo ma gira e rigira tre/quattro video di pezzi memorabili li passa sempre.

È musica di qualità i Beatles e i Beach Boys perché hanno scritto parecchie canzoni pop definitive e poi si sono fritti il cervello ed hanno continuato a scrivere canzoni pop definitive, ma da un altro punto di vista.

È musica di qualità Gianni Morandi col suo carico di inenarrabili leggende metropolitane che lo riguardano, tutte da ridere tantissimo e che probabilmente gli fanno vendere molti più dischi di un tempo (soprattutto in Russia).

È musica di qualità Luca Carboni che ha il coraggio di cantare versi come “Il mio cuore fa ciock, il mio cuore batte rock” e “Silvia lo sai, lo sai che Luca si buca ancora” senza cadere nel ridicolo.

È musica di qualità fare le penne in scooter lungo Viale Ceausescu a Ferrara, ascoltando in cuffie i Pantera e fregandosene delle Forze dell'Ordine. Tanto se ti fermano dici che è stato Phil Anselmo.

È musica di qualità il Deejay Time di Albertino negli anni dal 1992 al 1997, perché ti emozionava davvero ed alla fine della puntata ti sentivi strafatto anche se non avevi preso nulla.

È musica di qualità indossare magliette dei Metallica dopo aver ascoltato il Deejay Time.

È musica di qualità gli Slayer, soprattutto Undisputed Attitude per motivi che non mi riesco a spiegare.

È musica di qualità Rovigo Song, immortale reperto della gioventù ferrarese ottanta-novanta.

É musica di qualità gli 883 con Mauro Repetto.

È musica di qualità la Paolino Paperino Band, che a fronte di un genere trito e ritrito, registrazioni incerte e pecche tecniche serviva, serve e servirà a spiegare tante cose della vita. La Paolino è unica, un'altra così non ci sarà mai più.

È musica di qualità il Gianluca Grignani alla deriva dei primi tre dischi.

È musica di qualità Aphex Twin che durante un dj set mette un microfono in un frullatore poi se ne va dalla consolle.

È musica di qualità quella che è di qualità per me, ma non necessariamente deve essere musica di qualità per gli altri. Il mondo è bello perché è vario.

(è finita Musica è di Eros Ramazzotti, ho capito tutto ed ora sono una persona più consapevole)

(Bastonate)

10 marzo 2011

UN'ARMA POTENZIALMENTE LETALE: un libro di Christian Zingales su Franco Battiato

Una volta ero in vacanza al mare con i miei amici (una di quelle vacanze medio-adolescenziali fatte di appartamenti gremiti di gente che non c’entra nulla con chi ha originariamente sottoscritto il contratto d’affitto, imprese eccezionali, notti interminabili, biciclette rubate, vandalismi rimasti impuniti, pranzi e cene saltati per risparmiare et altre belle cose frutto di un certo sprezzo del pericolo) ed uno di loro è entrato in un emporio per comprare cartoline e francobolli ma alla fine ha rubato un libro sugli Oasis ed è uscito di corsa. Non so perché lo abbia fatto, ma è andata a finire che leggendo quelle epiche pagine si è esaltato, si appassionato alle vicende di un gruppo che prima non conosceva, ha deciso di provare ad ascoltarlo, ha avuto buone vibrazioni ed è diventato grande fan (il fatto che poi nel corso del tempo il destino lo abbia portato a diventare direttore artistico di locali notturni di prestigio che non c’entrano nulla con la band inglese è un particolare secondario).

Ecco, io con Franco Battiato voglio fare così. Sono ignorante perché lo conosco solo superficialmente (diciamo che conosco solo “La voce del padrone” ed i dischi d’esordio in cui faceva roba drogatissima senza però drogarsi, il resto non lo conosco perché il personaggio Battiato mi ha sempre un tantino spaventato) ma voglio diventare suo fan, voglio conoscere tutto di lui, voglio imparare a vedere il mondo dal suo punto di vista, e tutto perché ho letto “Battiato On The Beach”, opera di Christian Zingales a lui dedicata (sia chiaro, non l’ho rubata ma pagata – anche se poco in confronto al suo reale valore artistico) e sono rimasto folgorato.

Oddio, folgorato è una parola grossa (meglio dire che ne sono stato assorbito totalmente), però quelle pagine sono realmente avvincenti perché fanno una cosa molto semplice eppure a modo suo geniale: mettono al centro di tutto l’uomo e le sue emozioni. Troppo facile descrivere pedissequamente la discografia di un artista o le sue opere salienti. Ci riescono tutti. Meglio partire da un episodio come vedere per la prima volta l’artista in questione, raccontare il turbinio di emozioni e sensazioni che il personaggio riesce a scatenare e poi andare avanti ed indietro nella sua discografia, nella sua vita, nella sua arte.

In poche parole, “Battiato On The Beach” sembra quasi una sorta di autobiografia di Zingales, un’opera in cui l’autore descrive con dovizia di particolari il suo incontro/scontro con la musica di Battiato e la sua frequentazione con essa, e di pari passo traccia un ritratto dell’uomo Battiato e della sua evoluzione umana ed artistica, avendo cura di non tralasciare nessun aspetto riguardante le emozioni, le asperità, le debolezze, i vizi, le virtù e soprattutto preoccupandosi di contestualizzare il tutto. Una scrittura molto personale (talvolta ai limiti del flusso di coscienza, ma tanto per dire il tentativo riuscito di parallelo/confronto tra le figure di Battiato e Berlusconi è roba da standing ovation) che solletica la curiosità e, se sei un neofita e/o se sei spaventato dalla gente come Battiato (o come Zingales), ti spinge a cambiare idea, a voler approfondire, a voler iniziare a padroneggiare la materia, a voler far sfoggio della tua cultura con il resto dell’umanità o semplicemente con la tua cerchia di amici. Non una cosa da poco dunque, soprattutto in tempi di emozioni usa e getta come sono quelli che stiamo vivendo attualmente.

(Indie For Bunnies)



14 febbraio 2011

ANDARE CONTROCORRENTE NON SERVE A NIENTE



Il nuovo video di Vasco Rossi è definitivamente la cosa più ridicola di tutti i tempi. Ma chi cazzo gliel'ha fatto fare di tirar fuori un video così, una canzone così, delle espressioni così, uno sfondo così? È un genio, è troppo esilarante, ha coraggio da vendere, è un fallito. Ormai è artisticamente morto ed è quasi una salma come Mike Bongiorno, lo stesso Mike che lo aveva ospitato in una trasmissione quando era appena agli inizi ed era poco più che una giovane promessa. E probabilmente con questo video Vasco intende chiudere un cerchio ed andare a raggiungere Mike nel regno dell'oltretomba artistico, quello dove le salme vengono rapite oppure continuano ad esibirsi di fronte a migliaia di persone e a vendere centinaia di migliaia di dischi. Eroe.

12 novembre 2010

PER ORA NOI LA CHIAMEREMO COMICITÀ

Una delle cose che mi hanno fatto più ridere ultimamente è stata vedere le immagini della convention dei Rottamatori. Volendo entrare più nello specifico, ho riso a crepapelle (ma proprio tanto) quando le tv di regime hanno inquadrato Matteo Renzi e gli altri suoi compari e mi sono reso conto che mentre tutti sul palco avevano con sé un MacBook Pro Matteo Renzi aveva un normalissimo Acer (uno di quelli che si piantano sul più bello, compare la clessidra sullo schermo ed allora per fermarli devi togliere la batteria, altrimenti non ce la fai proprio). E per giunta lo esibiva davanti alle telecamere con dignità, la dignità che si addice ad uno che giustamente non bada alla forma ma alla sostanza. Secondo me il pc di Renzi quel giorno si è impallato almeno un paio di volte, tra le risate dei fortunati presenti al Grande Evento (n.b.: il Grande Evento sarebbe la convention dei Rottamatori, non Renzi che bestemmia in pubblico perché gli si impalla il pc e soprattutto perché ha paura che la gente pensi che gli si è impallato il pc a causa di virus presi scaricando i porno da Emule).

Non che uno debba per forza avere un MacBook Pro, ma se sei da molti considerato l'Obama italiano un qualcosina di più di un Acer devi per forza avere – soprattutto se i tuoi compagni di merende sono tecnologicamente molto più avanzati di te (l'espressione “compagni di merende” associata ad un fiorentino è parecchio pericolosa, ma serve a rendere l'idea. Di cosa non so, ma serve a rendere l'idea), ma anche esteticamente più piacenti di te (diciamolo: Matteo Renzi ha gli stessi capelli di Pupo, solo che almeno lui non ha il parrucchino e non si è presentato all'ultimo Festival di Sanremo cantando canzonette nazional-popolar-catto-fasciste. E poi è più alto, anche se non ci vuol molto ad esser più alti di Pupo. Ecco Matteo Renzi è Pupo allungato di circa venti centimetri ed un tantino più progressista). Se non ti adegui al progresso sei un giovane-vecchio, non si scappa. E gli elettori ti puniscono perché preferiscono sempre un vecchio che fa il giovane ad un giovane già vecchio (questo concetto è troppo complicato da esprimere in italiano, mi gira la testa).

Dunque, in virtù di tutto questo vien fuori che Matteo Renzi ha ancora molto da lavorare prima di poter aspirare a diventare il leader del centrosinistra italiano. Deve innanzitutto invecchiare, per colmare l'insidioso gap giovane-vecchio / vecchio-giovane di cui sopra ed essere pienamente credibile (ancora troppo complicato da esprimere in italiano, e dunque mi fermo qui perché altrimenti svengo). E poi comunque c'è sempre Nichi Vendola ormai beatificato dai salotti della sinistra buona, che ovviamente è stato ospitato dal nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano ed ovviamente ha parlato di omosessualità e di ciò che ha detto Berlusconi sul tema (sia chiaro, mi fa letteralmente vomitare la sparata di Berlusconi sugli omosessuali, però purtroppo almeno il 70% degli italiani la pensa così e probabilmente quando sarà chiamato al voto finirà per ricordarsene)(e mi fanno vomitare pure gli omofobi, se per questo. Ben venga Vendola che parla di omosessualità, è importante cercare di sensibilizzare la gente su certi temi. Solo così quel 70% che sul tema la pensa come Berlusconi potrà finalmente andarsene affanculo), dunque per Renzi non ci sarà spazio se non fra una decina di anni, quando ormai avrà l'età per essere rottamato e non rottamatore. Peccato, perché - visto ospite ad Annozero - Matteo Renzi ha dimostrato di avere l'arroganza giusta per mangiarsi in un sol boccone qualsiasi avversario.

29 ottobre 2010

TEMPO, COMUNQUE VADANO LE COSE LUI PASSA


Il mio nuovo hobby è entrare nelle librerie e vedere vicino a quali altri libri musicali è posizionato Tutto qui, il libro sulla storia dei Massimo Volume a cura di Andrea Pomini. L'ho visto vicino ad un libro di Marco Galli di 105, poi vicino ad uno su Lady Gaga, poi vicino ad uno di Angelo Branduardi, poi vicino ad uno su Patti Smith e poi (clamoroso) vicino a quello su Michael Jackson scritto da Tommaso Labranca a cadavere ancora caldo (Jacko in realtà era già cadavere nel '93, ma ufficialmente è morto circa un anno e mezzo fa – è il libro è stato scritto a seguito di questo triste evento). Tutto molto divertente, tutto documentato da foto scattate con il cellulare ed opportunamente diffuse in giro a testimonianza di come a volte i commessi delle librerie non badino tanto alla disposizione dei libri musicali.

Non ho ancora acquistato Tutto qui, ma mi sa che lo farò quando lo presentano il 31 Ottobre a Ferrara. Non ho più tempo di leggere ma intanto lo compro, poi un giorno o l'altro deciderò affrontare con serietà e rispetto un libro che parla di una band che non conosco (praticamente) per nulla perché quando era in auge non avevo nemmeno l'età per elaborare gli scooter (ossia sedici anni, a Comacchio invece è dodici ma – si sa – Comacchio ha leggi proprie, le leggi della strada). Fa sempre bene conoscere cose nuove, fa sempre bene approfittare della ghiotta occasione ed andare anche al concerto (che si terrà sempre a Ferrara) in cui i Massimo Volume presenteranno in anteprima esclusiva Data Zero il loro nuovo disco di prossima uscita (la formula “anteprima esclusiva” fa molto Rockit, solo che le anteprime esclusive di Rockit riguardano cose di cui non frega un cazzo praticamente a nessuno – e dunque sono anteprime esclusive solo per i ragazzi della redazione del sito, che saluto – mentre dietro a questa anteprima ci sono i tipi di Ferrara Sotto Le Stelle che per mia/nostra gioia hanno organizzato una serie di appuntamenti invernali a cadenza mensile in cui potrò/potremo assistere alle prime esecuzioni live dei dischi in uscita dei principali artisti indipendenti della scena nazionale. Ti pare poco?).

E comunque, questa cosa di Data Zero ha un programma ed ha altre date oltre a quella prestigiosissima dei Massimo Volume. Una cosa tipo questa (copiaincollo a caso con orari e tutto, ed aggiungo note mie personali di cui i ragazzi di Ferrara Sotto Le Stelle non sono in nessun modo responsabili. In pratica son cazzate che non hanno scritto gli organizzatori ma che ho scritto io di mio pugno, probabilmente sotto l'effetto di champagne e Roipnol. Sono un ragazzo giovane, ho anch'io i miei vizi):

FERRARA SOTTO LE STELLE presenta: “DATA ZERO”
Le prime esecuzioni live in anteprima nazionale dei dischi più attesi della stagione:

(il primo episodio è stata l'anteprima del nuovo Uochi Toki, io c'ero ed è andata alla grande)

Episodio #2
31 Ottobre ore 21.30 – c/o Sala Estense (Ferrara)
MASSIMO VOLUME
Aperte le prevendite (presumo stiano per chiudere, presumo siano rimasti pochissimi biglietti)

Episodio #3
5 Novembre 2010 ore 22.00 – c/o Renfe (Ferrara)
MINISTRI (fingo che mi piacciano, in realtà non li sopporto perché ogni volta che provo ad ascoltarli mi vengono le emorroidi. Problema mio, comunque. Devo smetterla di mangiare kebab troppo piccante, devo smetterla di cercare un senso nei loro testi da studenti del Dams fuori corso. Comunque non mancherò, poi capiti quel che capiti. Magari finiranno pure per piacermi)

Episodio #4
11 Novembre 2010 ore 21.30 – c/o Teatro Comunale (Ferrara)
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
Aperte le prevendite (non mancherò, e sarò disponibile anche a fare da scudo umano pur di salvarlo dai detrattori)

Episodio #5
10 dicembre 2010 ore 22.00 – c/o Renfe
TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI (DUB VERSION) (mhh... interessante. Fino a qualche tempo fa credevo che il dub fosse roba per studenti fuori corso del Dams, ma poi mi son reso conto che mi sbagliavo di grosso. Il dub è roba seria e se presa nel giusto modo è roba che fa sbroccare parecchio)


Esserci diventa un dovere morale, ed io ci sarò (segue citazione di Alessandro Mara al Festival di Sanremo metà anni '90, non copiaincollo il testo perché l'ho già fatto in passato e non c'è gusto).

Tutto questo per dire che Jovanotti ha fatto davvero una fine terrificante. Nel 1992 era ganzo e vinceva il Festivalbar (o così mi par di ricordare) con un pezzo da paura come Non m'annoio, oggi sta invecchiando in maniera quasi più triste di Santana (che in quanto ad invecchiare male comunque è un fuoriclasse) e crede di essere una specie di santone quando ormai è solo buono per essere intervistato al programma di Fabio Fazio, un quarto d'ora davanti ad una telecamera per fingere di rispondere a domande inesistenti - oltretutto senza avere nulla di interessante da dire. È una settimana che continuo a canticchiarla, è una settimana che nella mia mente si visualizzano frammenti sparsi del relativo (e geniale) video in cui Jovanotti e la sua crew giocano a basket contro una squadra di cardinali, soldati e dittatori utilizzando a tale scopo un pallone a forma di globo terrestre. La partita per la precisione era Rap contro 1992 (tra l'altro nessuno è mai riuscito a spiegarmi perché la squadra dei cattivi si chiamasse 1992, ma non fa niente), il Rap ha vinto grazie ad un gancio da Nba di Jovanotti e solo sentendo i Massimo Volume dal vivo riuscirò ad uscirne indenne e a togliermi dal cervello questo piccolo grande capolavoro della storia della musica leggera italiana.

19 aprile 2010

COSA FAREMO DA GRANDI (Milano, Red Ronnie e Letizia Moratti un festival del genere se lo sognano)



Vai così, è una figata. Perché una storia così non c'è mai stata, che ci ammazziamo, ci divertiamo, facciamo i scemi e qualche volta pensiamo: non c'è problema è tutto OK (cit.). Questa citazione jovanottiana gratuta e fuori luogo (ma a dire il vero non troppo) ed un filmato di un fattissimo Vasco Rossi d'annata (nessun altro in Italia ha avuto il coraggio di presentarsi in tv in quelle condizioni) solo per gioire del fatto che il 24 giugno a Ferrara Sotto Le Stelle potrò vedermi di nuovo i mai troppo osannati !!! (titolari di uno dei concerti più belli e divertenti a cui io abbia mai avuto il piacere di assistere) di spalla ad LCD Soundsystem. Concerto dell'anno? Forse sì, anche se per dirlo con certezza bisognerà aspettare di aver visto anche i Kings Of Convenience che suonano il 24 luglio (visti nel 2004 a Ferrara in un teatro che ora è diventato una pizzeria)(non è vero, hanno solo aperto un ristorante pizzeria a fianco del teatro. Il concerto comunque è stato memorabile ed è un concerto a cui sono molto affezionato per ragioni personali anche se era pieno di gente che era lì solo per riprendere col telefonino i due norvegesi che allora erano addirittura finiti nella top ten dei dischi più venduti). Comunque vada sarà un successo, comunque vada devo ricordarmi di scrivere che anche quest'anno Ferrara Sotto Le Stelle è la Glasto italiana. Ci sarà da divertirsi parecchio, molto più di quando al minuto 1:20 circa Vasco nel pieno del delirio da fattanza porge senza motivo la mano ad un incredulo Mike Bongiorno.

24 dicembre 2009

Renato Curcio Editore presenta: Pagherete caro per Cantare Gridare Sentirsi Tutti Uguali


Spadrillas in da mist ha un nuovo collaboratore, e che collaboratore: un anonimo congiurato proveniente da quella parte d'Italia che lavora e produce che ha immediatamente assunto il nome di battaglia di Partigiano Nullo, deciso portare a termine a tutti i costi la sua missione (che è poi anche la nostra missione, ma non c'era bisogno di dirlo).

Primi effetti della nuovo corso: Spadrillas in da mist è in grado di rivelare in anteprima i nomi dei gruppi che il 6 febbraio 2010 suoneranno (ma che a questo punto non suoneranno più, visto che è stata rovinata l'esclusiva) al Mi Ami Ancora. Non lo ha annunciato nemmeno il celeberrimo sito che organizza l'evento, lo annuncia a sorpresa Spadrillas. Ed è solo l'inizio.