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07 marzo 2012

NON A CASO PANARIELLO FA RIMA CON MARTUFELLO


Diciamolo: il principale merito di Mario Monti sta nell'averci svegliato da un periodo di letargo lungo più o meno diciotto anni, un'epoca in cui non si è parlato essenzialmente di un cazzo se non di Berlusconi e dell'universo che ruota/ruotava (dico ruotava perché in correttore automatico di Word® segnala la parola “Berlusconi” come errore, cosa assolutamente impensabile fino a soli tre mesi fa) intorno a questa pittoresca figura di uomo con i tacchi, il cerone ed i capelli tinti. Niente problemi reali della gente comune, solo (estraggo a caso dal mazzo, tanto la scelta è infinita e potrei stare qui altri tre giorni a scrivere cose a caso – ma non lo faccio) la riforma giustizia, le intercettazioni, le leggi ad personam, il taglio delle tasse, la riforma della Costituzione, l'intervento militare a fianco degli Usa mascherato da missione di pace, il Ponte sullo Stretto, Kakà, le campagne elettorali permanenti, i brogli elettorali, i comunisti, l'art. 18, la difesa della famiglia, Dino Zoff è un incapace perché non ha fatto marcare Zidane a uomo, il conflitto di interessi come foglia di fico per coprire le parti intime di una opposizione altrimenti impresentabile, la paura di Berlusconi come scusa per spingere la gente a votare un'opposizione altrimenti invotabile (ci sarebbe da scrivere un intero capitolo su come quest'opposizione campa ancora estorcendo il voto agli anziani che hanno votato Pci per una vita, ma non lo faccio perché in fondo non è del tutto vero che l'opposizione estorce il loro voto. Si limita a raccogliere un gentile omaggio frutto di un'abitudine ormai cinquantennale). Solo una classe politica che esiste(va) in tv ma non nel mondo reale.

Ed ora, che tutto questo pare finito ma per farlo terminare abbiamo dovuto sorbirci perfino l'Iva al 23% (arriverà ad ottobre), chi se ne fotte se Berlusconi non va a Porta a Porta? Chi se ne fotte se Alfano non va ad un vertice di governo? Chi se ne fotte se Bersani ci rimane male? Chi se ne fotte di Di Pietro che un tempo da ministro dava il via ai lavori per la Tav ed ora fa il No Tav per lucrare uno 0,1% di voti in più (Di Pietro ridicolo come al solito, tra l'altro)? Ma questa gente conta ancora qualcosa? È convinta di prendere ancora voti alle prossime elezioni? Direi di no, questi personaggi provano ancora disperatamente ad autoconvincersi di contare qualcosa ma direi di no. La prossima tornata elettorale li spazzerà via.

Passa perfino in secondo piano Giorgio Panariello, che da buon militante comunista (dichiarato) ora ha un varietà in prima serata su Canale 5 ma continua a non far ridere come al solito. Mamma mia che tristezza, ho visto alcuni scorci di puntata e mi è bastato: satira scadente trita e ritrita manco fossimo al Bagaglino, umorismo gratuito su disgrazie varie ed assortite, ritmi lenti (anzi lentissimi), applausi & risate a comando. Mancava solo l'imitazione di Briatore e sarebbe stata l'apoteosi, ma sono convinto che anche Briatore arriverà presto. Quasi quasi mi fa più ridere Pucci, il comico (chiamiamolo comico e non se ne parli più) divenuto famoso ai più perché amico di Bobo Vieri. Quasi quasi mi fa più ridere Berlusconi che in tre mesi è invecchiato di colpo, sia fisicamente che politicamente.

20 novembre 2009

LA CINICA LOTTERIA DEI RIGORI




Certa sinistra radical-chic e salottiera ha rotto gli zebedei quasi quanto i minus habens che cascasse il mondo votano a Silvio anche se hanno le pezze al culo perché sperano ancora che faccia qualcosa per il bene del paese. Sempre a lamentarsi, sempre a protestare, sempre ad organizzare manifestazioni contro il povero Berlusconi (una persona anziana e malata che nonostante tutto è stata eletta con legittime elezioni politiche). È ora di finirla.

Se cade questo governo si va ad elezioni anticipate e vince ancora Berlusconi per la quinta volta in quindici anni (nemmeno in quel noto paradiso fiscale che risponde al nome di Uganda si è arrivati a tanto). Punto e basta.

Il No B Day vuole la caduta di Berlusconi e le elezioni anticipate, il Sì B Day per certi versi vuole lo stesso, ed allora tanto vale aderire simbolicamente al Sì B Day perché è un'iniziativa più fresca e spontanea perché non si accettano lezioni su come essere di sinistra da un personaggio come Di Pietro e perché se ci tolgono Berlusconi in Italia non rimane più nessuno a farci ridere sul serio.

Anzi no, aderisco al No B Day perché Silvio Berlusconi rappresenta in concentrato un intero sistema di valori che da sempre combatto.

Anzi no, sto a casa a riposarmi e a scrivere cazzate così mi si nota di più.

Comunque, ricapitolando: il 5 dicembre a Roma si affrontano No B Day e Sì B Day, si prevedono cielo sereno e spalti gremiti. Sfida all'ultimo sangue, arbitra il celeberrimo arbitro di calcio Collina - forse l'unico potenzialmente in grado di gestire una situazione tipica di un paese come il nostro. Che vinca il migliore.

31 luglio 2009

LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO (DI COMA)


Un vecchio ormai ostaggio di piccoli e grandi ricatti, gente che a quanto pare una volta si faceva portare la coca direttamente al ministero ed ora minaccia di dar vita ad un nuovo partito se non viene accontentata, gente che va e viene, voti di fiducia che si concludono sul filo del rasoio nonostante una maggioranza principesca, quattro miliardi di euro che improvvisamente sbucano dal nulla ma salvano la poltrona del Capo, il riporto di Raffaele Lombardo che ride soddisfatto, la Lega che incassa il colpo ed intanto prepara la contromossa, la Chiesa che non dice una parola e prepara il colpo di mano sull'aborto, l'Italia che è sempre più vicina al baratro.

La vicenda dei quattro miliardi di fondi per la Sicilia è talmente grottesca che in un qualsiasi paese civile causerebbe l'immediata caduta del Governo.
Se solo ci fosse un minimo di dignità in certi esponenti della maggioranza.
Se Vittorio Feltri decidesse di tornare ad essere un giornalista.
Se solo ci fosse ancora un'opposizione (e dicendo opposizione non intendo di certo quel fascista di Di Pietro, il miglior alleato del governo Berlusconi).
Se ci fosse una libera informazione televisiva.
Se non ci fossero gli italiani.