Visualizzazione post con etichetta Agnelli ha paura e paga la Questura. Mostra tutti i post
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03 aprile 2012

NIENTE FIORI MA OPERE DI BENE


Mi ha molto colpito la storia di quella ragazza inglese che beve benzina. L'ho letto su Leggo e dunque è vero, e da quando l'ho saputo non faccio che pensare a quello. Ma come si fa ad arrivare a bere benzina? E come si può farlo senza riportare danni permanenti all'apparato digerente? Ma soprattutto, perché l'ho letto solo su Leggo e non su altri prestigiosi organi d'informazione? Non è che è una bufala, magari una notizia non verificata che poi per mera dimenticanza non è stata smentita il giorno dopo? Non lo so, ma so solo che a quanto pare la ragazza in questione è diventata la protagonista di un programma su un qualche canale televisivo inglese a caso e va piuttosto fiera di questa sua bizzarra abitudine. Chissà i suoi rutti come sono.

Dunque, ricapitolando: quanti anni sono che ho questo blog? Circa sei anni. Non c'entra un cazzo con la benzina da bere (o forse sì), ma sei anni sono veramente tanti. Direi troppi. A sei anni un bambino inizia ad andare a scuola ed inizia a leggere e a scrivere, mentre un blog probabilmente ha già esaurito il suo ciclo di vita da un bel pezzo. Direi che a questo punto della sua esistenza (ne parlo come se fosse una persona, sono in pieno delirio di onnipotenza/autoreferenzialità) il mio blog cessa di essere aggiornato. Ci fermiamo qui (ormai parlo di me stesso/del mio blog al plurale, come Scilipoti), improvvisamente, in un momento in cui la media giornaliera dei visitatori è un numero che sta tra novecento e mille (come se contasse qualcosa, come se non fosse una soddisfazione sapere che arrivano tutti su queste pagine per cercare foto degli One Direction). Una piccola vittoria, direi.

Fine della corsa, dunque. Continuerò a fare altro in rete, in maniera diversa, ma non qui e non ora. Un saluto particolare a coloro che sono arrivati al mio blog cercando "Miley Cyrus bocchino", "Mimmo Drughi", "Nicoletta Paciaroni chi c'è stato?" e soprattutto un epico "Milly D'Abbraccio anale intervista". Il duro lavoro paga sempre, anche quando fondamentalmente si scrivono cazzate a mo' di antistress.

Adieu.

16 maggio 2009

PEACE SELLS, BUT WHO'S BUYING?

Siamo esterrefatti dall'incapacità degli avversari di Berlusconi a comprendere che un uomo come lui non lo si combatte sul suo terreno dove è imbattibile (cit.), e siamo esterefatti perché ormai il Sistema si camuffa da Antisistema per cercare di combattere se stesso utilizzando i soliti metodi e i soliti canali. Berlusconi che fa campagna elettorale pro e contro Berlusconi, la destra che fa nel medesimo tempo la destra e la sinistra, Antonio Di Pietro che si spaccia per l'unica, vera sinistra esistente in Italia pur essendo un reazionario destroide che in un paese normale dovrebbe sedersi nel l'emiciclo destro del parlamento (ammesso che gli permettano di lasciare il suo trattore parcheggiato in zone dove sicuramente vige il divieto di sosta, ma questo è un altro discorso).
E poi, Rockit. Il Sistema in tutto il suo splendore, il Sistema che trasforma in oro tutto ciò che tocca e in merda tutto ciò che disprezza, il Sistema che ha raggiunto un indice di gradimento talmente imbarazzante da doversi fare opposizione da solo al fine di movimentare un pochino la situazione socio-politico-culturale italiana.
Stanco dei pantaloni stretti? Degli occhiali da sole colorati anche quando piove? Delle magliette a righe orizzontali? Di quelle con gli slogan sarcastici? Ma soprattutto: della musica innocua? Niente paura, ci pensa Rockit – il regno dei pantaloni stretti, degli occhiali da sole colorati anche quando piove, delle magliette a righe orizzontali, di quelle con gli slogan sarcastici ma soprattutto della musica innocua – che probabilmente ha assoldato un commando di disperati pronti a tutto per far rapire gli incolpevoli ragazzi di Solomacello (che saluto), imbottirli di pasticche e costringerli ad organizzare un festival pettinato ed in controtendenza chiamato MiOdi. Viene spontaneo chiedersi se Carlo Pastore andrà al MiAmi o al MiOdi, ma è un dettaglio secondario perché a quanto pare ciò che conta è la musica.

Il MiOdi non è un manifesto, non è una dichiarazione d’intenti. Il MiOdi è una fotografia dell’Italia che suona con l’ampli a 11. Una fotografia dove TUTTI fanno le corna.
Il cast definitivo, diviso per palchi e al netto di sorprese e catastrofi, è il seguente:
Main Stage - Zu, The Secret, Morkobot, Zippo
OutFrog Stage: -Cripple Bastards, Inferno, Gerda, The Infarto, Scheisse!, El Thule, Stoner Kebab, Cani Sciorrì
InFrog Stage - Ovo(con la sonorizzazione del Nosferatu di Murnau), Xabier Iriondo, Bastion (Reverberi + Cosi + Donadello), Bologna Violenta, Lucertolas, Goran D. Sanchez
A tenere insieme il tutto la musica di SoloMacello with a little help from their friends.


Ne parla anche Libero, e se ne parla Libero vuol dire che ci siamo. Tutto chiaro, no? Se Rockit è Berlusconi, il MiOdi è Berlusconi che si fa opposizione da solo, dunque Di Pietro, l'Italia dei Valori, una massima esposizione televisiva al momento del bisogno, la candidatura in quattro circoscrizioni su cinque alle elezioni europee. il trattore e tutto il resto. Comunque, nonostante Rockit ne è venuta fuori una bella cosa – personalmente conosco solo tre, quattro, cinque gruppi ma chiudo gli occhi e un pochino mi sembra di essere al Dynamo – e mi sa tanto che ci sarò, con il corpo, con lo spirito o con la mente. Vuoi mettere vedere Carlo Pastore (anch'esso presente con il corpo, con lo spirito o con la mente) mentre viene preso per i fondelli da un pubblico metal come si deve?
Vuoi mettere l'emozione di parcheggiare il mio Booster fuori dal Magnolia ed entrare pur sapendo che i soliti, famigerati rumeni che popolano il Tg4 potrebbero anche rubarmelo e costringermi a tornare a casa a piedi? Respect assoluto per Solomacello, molto meno per Rockit.

25 marzo 2009

UNO SU MILLE CE LA FA

Lapo Elkann non è umano e tu lo sai, e stare in casa per guardarlo mentre risponde alle domande(?) di Fabio Fazio è qualcosa di spettacolare.
Lapo Elkann nella sua vita ha lavorato per due mesi, e per lo shock ha iniziato a pippare.
Lapo Elkann ci è rimasto la notte dell'overdose, ed ora chi ne paga le conseguenze siamo solo noi.
Lapo Elkann ha smesso, ma ha gli occhi pallati, la lingua felpata, parla a fatica e si contraddice di continuo.
Lapo Elkann si veste come
Felice Caccamo ma la gente di fronte a lui riesce a rimanere seria lo stesso. Il denaro è lo sterco del demonio, e se al mondo ci fosse giustizia qualcuno gli direbbe che è inguardabile.
Lapo Elkann ha regalato ad Alberto una 500 bianca del '71, ma avrebbe fatto una gran figura se gli avesse regalato una Duna marrone '86 circa.
Lapo Elkann è un creativo, anzi un cre-attivo. O passivo?
Lapo Elkann sembra un'imitazione di Corrado Guzzanti. Anzi, sembra suo padre Paolo Guzzanti, capelli rossi compresi.
Lapo Elkann ha la peggior pettinatura degli ultimi quindici anni. Era dai tempi di Gigi Lentini che non vedevo nulla di peggiore.
Lapo Elkann vende occhiali da mille euro, ma fanno cacare lo stesso.
Lapo Elkann se non fosse il nipote di Agnelli venderebbe Rayban falsi al mercato rionale.
Lapo Elkann ha appreso da suo nonno che nulla è guadagnato. Ma se sei un Agnelli parti di slancio.
Lapo Elkann suda molto.
Lapo Elkann smascella.
Lapo Elkann ha messo la musica alla macchinetta del caffè per gasare i suoi operai.
Lapo Elkann per gasarsi preferiva la bianca colombiana.
Lapo Elkann ha fatto il militare con mio cugino, e di solito veniva chiuso in un armadietto ed obbligato a cantare una canzone a caso degli 883.
Lapo Elkann ama la Fiat. Gli operai in cassa integrazione amano molto meno lui.
Lapo Elkann è un genio del male, è il miglior comico involontario italiano.
Lapo Elkann dovrebbe essere condannato a sopravvivere con mille euro al mese.

(e 2, e 3)

19 febbraio 2009

I RE DEL NIENTE

È finito Festival di Sanremo e come tutti sanno i vincitori sono stati gli Afterhours. Nonostante la boria da pseudo-idolo generazionale di Manuel Agnelli, nonostante la sua spocchia da pseudo rockstar, nonostante i capelli tinti e nonostante le compilation pacco con le principali bands esponenti della Scena – compilation buona a (ri)costruirsi una verginità artistica smarrita da tempo - gli Afterhours hanno meritatamente trionfato, a dispetto di tutto e di tutti.

Ma il punto non è questo. Il punto è che il vero vincitore morale della kermesse sanremese è stato Povia che, pur presentando una canzone mostruosamente brutta, si è riscattato concedendo a Vanity Fair una sontuosa intervistessa nella quale ha sfoderato alcune perle degne di una mente assolutamente superiore. Frasi come “non mi rispecchio in nessun partito”, “ho avuto problemi con la cocaina, l'alcool”, “piaccio molto ai gay”, “se vedo un bel culo mi giro”, “mi irrita che siano solo quelli di destra ad appoggiarmi”, “(sono un appassionato di film porno) ma solo ogni tanto, quando sono in tour”, “sono d'accordo con le idee di Al Bano sull'omosessualità”, “mi piace far riflettere”, “per me ci sono diritti che sono solo eterosessuali”, “non ho mai avuto una fase omosessuale, non ho mai convertito nessuno” e la bomba “mi piace vivere controcorrente, non ce la faccio a fare una vita da pecora” sono frasi che non si regalano a nessuno e gli consegnano di diritto il titolo di vincitore morale del Festival ergendolo al rango di idolo totale in questa Italietta da parecchio tempo ricoperta da uno spesso strato di merda che non le permette di ossigenare a dovere le cellule cerebrali.

Mi sono sbagliato su di lui. L'ho sottovalutato, anche perché il fatto che mi abbia querelato per averlo definito in passato NaziPovia, mediocre, clerico-reazionario, capelli plastici, mostro sacro, intellettuale di riferimento della destra italiana e fallito mi ha portato a cambiare repentinamente idea in proposito per non rischiare il peggio e limitare i danni.

Vediamo che succederà in futuro, però intanto almeno un grande traguardo l'ho raggiunto: dalla prossima settimana inizierò una collaborazione con Liberal, prestigiosa testata diretta da Nando Adornato e vicina politicamente all'Udc, Mi occuperò di recensioni musicali et altre amenità assortite, e sono sicuro che ne vedremo delle belle. Solo una cosa non riesco a spiegarmi: ho inviato tonnellate di curriculums a Rockit (e solo a Rockit) ma sono stato assunto da Liberal, e non capisco quale sia il legame tra queste due testate giornalistiche. Sono perplesso.
Misteri della fede, direi. O forse è perché grazie alla vittoria degli Afterhours il vento è davvero cambiato.




(Demon vs. Heartbreaker - You Are My High. House musica allo stato dell'arte ed un video della madonna, alla faccia di Povia e della sua querela)