11 novembre 2009

GOD IS DAD



Il sottosegretario fascista e bigotto Carlo Giovanardi è stato frainteso: il povero Stefano Cucchi è morto perché durante gli ultimi momenti di vita non è stato aiutato sia dal punto di vista medico che dal punto di vista psicologico. Non ha mai detto che Cucchi è morto perché "anoressico, drogato e sieropositivo" e non ha mai detto che Cucchi “era in carcere perché era uno spacciatore abituale”, è stata la solita Internazionale Comunista che controlla le notizie di tutti i giornali italiani e stranieri a mettere in giro notizie false e tendenziose, lesive della sua dignità di politico di un certo spessore nonché di maschio di razza caucasica dal gradevole aspetto fisico.

In realtà Cucchi è stato ucciso dalle botte di Stato, punto e basta. L'hanno menato come perché la prassi è menare chi viene arrestato per droga, perché a furia di prender botte prima o poi il pesce piccolo si lascia scappare il nome del pesce grande che lo rifornisce di roba da smazzare; solo che Cucchi era di corporatura molto gracile e ne ha prese talmente tante che è morto. Troppo difficile da capire per un Giovanardi qualsiasi, pronto a vedere Dio (anzi no, dio – rigorosamente con la d minuscola) come padre di tutti gli uomini solo quando ne può ricavare benefici a livello elettorale.

Giovanardi è grottesco, si nasconde dietro al paravento della religione quando gli fa comodo salvo poi dimostrarsi un personaggio abominevole. È e resterà sempre un politico di seconda (o terza) schiera che è stato miracolato dalla fedeltà a San Silvio ed è arrivato a posare le proprie nobili chiappe su poltrone prestigiose. Ha fondato un partito che non esiste pur di continuare a sentirsi importante.

Non ho mai detto tutto ciò, ho solo detto che Giovanardi è bello ma in gioventù non è stato aiutato dal punto di vista psicologico e pertanto a volte si lascia scappare alcune frasi un tantino fuori luogo. Non è colpa mia, sono stati i giornalisti guidati da Repubblica e dall'Internazionale Comunista a distorcere il mio pensiero. Qualche testa dovrà saltare

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